Lingegneria sociale (dall'inglese social engineering), nel campo della sicurezza informatica, consiste nell'utilizzo, da parte dei pirati informatici, di metodi che hanno come scopo quello di ottenere informazioni personali tramite l'inganno.

Descrizione generale Questa tecnica è anche un metodo (improprio) di crittanalisi quando è usata su una persona che conosce la chiave crittografica di un sistema e viene usata anche dalla polizia. Può essere, secondo gli esperti, un modo efficiente per ottenere la chiave, soprattutto se comparato ai metodi crittanalitici.

Le fasi dell'attacco L'ingegnere sociale comincia con il raccogliere informazioni sulla vittima per poi arrivare all'attacco vero e proprio.

Durante la prima fase (che può richiedere anche alcune settimane di analisi), l'ingegnere cercherà di ricavare tutte le informazioni di cui necessita sul suo bersaglio: e-mail, recapiti telefonici, ecc. Superata questa fase, detta footprinting, l'ingegnere passerà alla fase successiva, Seconda fase, l'ingegnere verifica se le informazioni che ha ricavato sono più o meno attendibili, anche telefonando all'azienda del bersaglio e chiedendo cortesemente di parlare con la vittima. Terza fase, la più importante, quella che determinerà il successo dell'attacco, è lo studio dello stile vocale della persona per la quale vuole spacciarsi (ad esempio cercando di evitare in tutti i modi l'utilizzo di espressioni dialettali e cercando di essere quanto più naturale possibile, sempre utilizzando un tono neutro e cortese). In questa fase l'attaccante avrà sempre vicino a sé i propri appunti con tutte le informazioni raccolte nella fase di footprinting, dimostrandosi pertanto sicuro nel caso gli venisse posta qualche domanda.

La ricerca si suddivide in due parti: 1. di contesto, si trovano tutte quelle informazioni che sono pubbliche e dunque facilmente reperibili, per capire che domande rivolgere e soprattutto a chi. 2. cumulativa si raccolgono tutti questi dati e si utilizzano per fare delle richieste maggiormente complesse alla vittima, includendo anche nomi del personale, competenze e tutto il necessario per acquisire più fiducia possibile.

Tecniche psicologiche Le tecniche psicologiche utilizzate nell'ingegneria sociale sono molteplici, ma le più comuni riguardano lo sfruttamento di strumenti quali autorevolezza, senso di colpa, panico, ignoranza, desiderio, avidità e compassione. Tutte queste, se riconosciute, possono a loro volta aiutare la vittima ad evitare di essere attaccata, ed è dunque importante nel mondo della sicurezza informatica tenerle in considerazione per aumentare la consapevolezza degli utilizzatori della rete.

Autorevolezza Se un'informazione o un comando viene comunicato attraverso un messaggio con caratteristiche tipiche di una certa autorità (es: azienda, ente governativo, banca), questo può essere interpretato e preso in considerazione con una certa importanza a seconda dell'ente interessato. Più un attaccante simula un messaggio di questo tipo mettendo anche immagini o particolarità tipiche, più l'utente sarà vulnerabile nell'accettare e seguire le azioni illustrate nel messaggio. Si può applicare in ambiti come email o siti web (phishing), dove l'attacco punta tutto sul creare un ambiente di visualizzazione il più simile possibile a quello dell'autorità coinvolta (loghi, slogan, azioni da svolgere).

Senso di colpa Facendo sentire in colpa un determinato utente, lo si spingerà ulteriormente a risolvere la situazione scomoda con qualsiasi mezzo a sua disposizione. Conoscendo soprattutto le debolezze della persona, l'ingegnere sociale è in grado di creare una condizione per cui l'utente si sente in colpa e dunque vincolato nel prendere una scelta, tanto da fare azioni particolari e inconsuete. Per esempio si può far credere alla persona di essere a conoscenza dei suoi download illeciti da Internet e di obbligarlo a pagare una multa online in modo da reperire non solo i soldi, ma anche i dati associati al pagamento.

Panico Un altro strumento utilizzato nell'ingegneria sociale è il panico. Creando una situazione di questo genere, è più semplice convincere una persona a compiere un'azione che sembra possa risolvere un problema che ha sconvolto un contesto tranquillo e normale della vittima (consuetudine). Cadendo nel panico si cerca in tutti i modi di risolvere la questione anche con atti sconsiderati che ci sembrano i più veloci ed efficaci. Per esempio, tramite una mail si viene avvisati di un nuovo e pericoloso virus che è in grado di mettere fuori uso un qualsiasi sistema e che nel messaggio è presente un allegato che ci permette di difenderci da questo attacco. Tale file potrebbe contenere facilmente a sua volta un malware o altro, in grado di insinuarsi nella rete locale.

Ignoranza Nel mondo di Internet è difficile essere a conoscenza di tutti gli strumenti software e hardware utilizzati. In questo modo gli utenti possono trovarsi disorientati nel caso un messaggio contenga una terminologia ricercata e molto tecnica, creando i presupposti per portare la vittima a fare le azioni consigliate nel testo senza curarsi del vero significato del messaggio. Dunque diventa importante documentarsi prima di attuare azioni sconsiderate di fronte a messaggi complessi e chiedere consiglio ad utenti più esperti e molto preparati. Va sottolineato come il tempo impiegato per condurre le necessarie verifiche, non è perso, anzi è il miglior investimento che si possa fare per non cadere sistematicamente nelle trappole della rete e dei ladri d'identità.

Desiderio Il desiderio porta molto spesso a navigare in parti di Internet che sono appetibili per l'utente. Particolarmente per gli utenti di genere maschile è molto facile far presa con contenuti di tipo pornografico. Un esempio molto famoso si è presentato nella popolarissima rete sociale Facebook, dove dall'inizio del 2015 sono comparsi collegamenti a finti video pornografici sulla bacheca virtuale di alcuni utenti, su cui venivano citati anche alcuni amici dei malcapitati. Il collegamento portava ad un malware che si insinuava nei dispositivi e rubava dati riservati delle persone attaccate. Il tutto è stato reso noto anche dalla Polizia di Stato italiana in un comunicato del 16/02/2015 di cui viene riportato un breve estratto: "Si tratta di un programma "malevolo" che ha la capacità di sottrarre i dati sensibili. Questo virus, inoltre, si può trasmettere da contatto a contatto, ad esempio si può insinuare nella chat, quindi se chattate con un amico "infetto" potreste essere infettati anche voi."

Avidità L'utente può trovare delle offerte che sembrano imperdibili per acquisire un oggetto in particolare. Se una cosa sembra essere facilmente accessibile, in molti casi questa può essere solo una via per far abboccare qualche malcapitato, che si sente coinvolto in un acquisto facile ed eccezionale. Anche in questo caso si è presentato un attacco, comparso per la prima volta nel 2012, all'interno della rete sociale Facebook. Si è diffuso un evento riguardo ad un giorno casuale in cui l'azienda Ray-Ban avrebbe messo in vendita degli occhiali a basso costo, evidenziando dunque un'opportunità incredibile per gli acquirenti per risparmiare facilmente. L'evento si è rivelato essere un falso in cui ovviamente non era coinvolto il famoso produttore di occhiali, e conteneva un collegamento che portava a scaricare un malware in grado di accedere ai dati personali. L'attacco è stato attuato anche in diverse maniere, sempre mantenendo il sistema di tagging a scopo di diffondere il malware.

Compassione, gratitudine e buoni sentimenti Per acquisire fiducia e gratitudine l'ingegnere sociale può fingere di fornire un servizio o un aiuto ad una persona qualsiasi in azienda (per esempio simulando un "help desk"). La vittima, sentendosi al sicuro, farà tutto quello che le viene detto mettendo a disposizione informazioni importanti per l'attaccante. Viceversa, se l'ingegnere sociale facesse finta di essere un collega e di trovarsi in difficoltà, la vittima potrebbe mostrare compassione e fornire le informazioni necessarie pur di aiutarlo.

Facendo leva sui buoni sentimenti si può giungere a condurre alcune persone a fare donazioni o a scaricare applicazioni particolari. Mentre nel genere maschile si fa affidamento sulla tecnica del desiderio, in questo caso è molto più semplice fare breccia sull'altro sesso attraverso finte organizzazioni benefiche o siti e applicazioni riguardanti l'amore e la vita di coppia. Un esempio famoso di tale tipologia di attacco è il virus ILOVEYOU diffusosi nel 2000, in cui si utilizzava un allegato all'interno di una mail il quale sembrava essere un semplice file di testo con titolo "LOVE-LETTER-FOR-YOU.TXT", ma in realtà era un comune file eseguibile.

Strumenti e metodi di attacco Gli strumenti fisici utilizzati nell'ingegneria sociale sono vari, ma il principale rimane il telefono, attraverso il quale è possibile utilizzare il linguaggio desiderato e l'approccio esatto per aggirare il malcapitato. Anche email e siti web vengono utilizzati nell'attacco, creando un contesto in cui le immagini e i messaggi possono portare il malintenzionato a ottenere dati riservati con l'utilizzo di web form o applicazioni vere e proprie. Con la diffusione delle reti sociali negli ultimi anni, l'ingegneria sociale è tornata a svilupparsi, avvantaggiandosi anche di sistemi semantici o crawler di informazioni. Strumenti non meno importanti sono banalmente la voce e il vocabolario dell'ingegnere sociale, che attraverso lo studio del sistema da attaccare riesce ad adattarsi alla situazione in cui deve lavorare a scopo di non destare sospetti.

Le metodologie di attacco sfruttano principalmente tali tecnologie, avvantaggiandosi di tecniche psicologiche.

Pretexting Il pretexting (letteralmente "creazione di un pretesto") consiste nel creare una falsa ambientazione con lo scopo di spingere un utente a divulgare delle informazioni o a commettere azioni che non sarebbero consuete nel contesto in cui opera. L'attaccante si immedesima in una certa entità, sfruttando alcuni dati acquisiti in precedenza (data di nascita, identificativo della carta d'identità,...), per penetrare maggiormente nella mente della vittima. In alcuni casi, l'attaccante può simulare il comportamento di una certa autorità importante come polizia o banca, spingendo la vittima a rispondere a tutte le domande che gli vengono poste senza esitazioni. Quando il tutto viene fatto attraverso il telefono, l'utilizzo di un tono autoritario crea uno scenario ancora più realistico per la vittima.

Phishing e vishing Il phishing è una tecnica per ottenere informazioni in maniera fraudolenta. Solitamente si invia una mail alla vittima, facendola assomigliare il più possibile ad un messaggio inviato da una certa compagnia. La persona viene spinta a scaricare un allegato che presenta un malware o a cliccare su un collegamento interno alla mail che porta ad una pagina web molto simile a quella originale del fornitore del servizio, presentando un form da compilare dove in genere sono presenti campi come codice PIN bancario o password. Nell'ambito dell'ingegneria sociale è di uso frequente il phishing telefonico, anche chiamato vishing, nel quale viene simulato un contesto particolare come un centro chiamate, attraverso il quale è possibile ricevere maggiore fiducia da parte della persona coinvolta nell'attacco.

Della tecnica appena descritta è stato un grosso esponente Kevin Mitnick durante le sue scorrerie informatiche, tanto da scrivere un libro proprio su questo tema, L'arte dell'inganno.

Baiting e spazzatura informatica