La pitta è un tipico prodotto di panetteria calabrese. È una specialità da forno generalmente simile a una focaccia preparata con l'impasto per il pane, e tradizionalmente accompagna il Morzeddhu a la catanzarisi.

Storicamente la pitta era un prodotto secondario ritenuto di minor pregio rispetto al pane, venendo impiegata per verificare se la temperatura del forno a legna fosse ottimale per la preparazione del pane.

Etimologia Secondo il Rohlfs il nome deriva dal greco "πιττα" (pitta), come del resto anche la lestopitta, ancora oggi presente nell'area grecanica. Inoltre è interessante ricordare che in Grecia e nel Medio Oriente è ancora oggi presente un pane dal nome simile, la pita.

Altri significati del termine Il termine pitta non ha un significato univoco in tutta la regione; nelle provincie di Vibo Valentia e Reggio Calabria con pitta si intende una forma di pane "normale", tondeggiante, prodotto con il buco al centro, da consumarsi possibilmente in giornata.il pane tradizionalmente veniva preparato ogni 15 giorni In provincia di Vibo Valentia è chiamata col nome jettata, letteralmente "buttata", forse ad indicare il fatto che venisse buttata per provare il forno. In contrapposizione per quanto riguarda la durata, il prodotto a più lunga conservazione è invece il "pani tostu" (pane duro) disidratato ottenuto aprendo alcune forme di pane e lasciandole nel forno ancora caldo per una notte; così trattato esso poteva durare varie settimane e si poteva consumare bagnandolo velocemente sotto l'acqua in uno scolapasta o duro, per accompagnare salumi, formaggi, o anche come biscotto nel latte a colazione o come alimento per i bambini, se cotto ottenendo una pappa.

Note

Voci correlate Cucina calabrese Pitta 'mpigliata o pitta 'nchiusa Pitta filata Pita Pizza

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