È riconosciuto come il più importante umanista del Rinascimento inglese. Ha contribuito allo sviluppo della lingua inglese con parole, posizionandosi terzo dopo Chaucer, con parole, e Shakespeare, con parole, nell'analisi linguistica condotta da John Willinsky.Secondo l'accademico inglese Saul Frampton, i dati sarebbero diversi: l'Oxford English Dictionary attribuisce a Florio 1 224 usi primari - termini come "judicious" (giudizioso), "management" (gestione) e "transcription" (trascrizione); ma anche "masturbation" (masturbazione) e "fucker" (fornicatore). Da questo punto di vista sarebbe stato inferiore solo a Chaucer e Shakespeare. John Florio è citato volte nell'Oxford English Dictionary ed è la 77ª voce più citata nell'Oxford English Dictionary.

Fu anche il primo traduttore in inglese del filosofo e scrittore francese Montaigne, e il primo traduttore di Boccaccio. Ha inoltre scritto il primo esteso dizionario inglese-italiano, superando il primo dizionario italiano-inglese di William Thomas, pubblicato nel 1550.

Il poeta e scrittore Ben Jonson, di cui Florio era amico, definì Florio, in una dedica scritta a mano per il suo volume Volpone, come un "padre amorevole" e un "supporto di Ispirazione Poetica" ("To his loving Father & worthy Friend Mr John Florio, The Ayde of his Muses, Ben: Jonson seakes this testimony of Friendship & Love") British Library . Anche il filosofo Giordano Bruno strinse un'amicizia importante con Florio, il quale incontrò Bruno mentre quest'ultimo si trovava in esilio nell'ambasciata francese a Londra, dove scrisse e pubblicò i suoi sei più famosi dialoghi morali, inclusa La cena de le ceneri, in cui Florio viene descritto come amico di Bruno.

Biografia Origini Giovanni Florio era figlio di Michelangelo Florio, esule italiano proveniente dal Granducato di Toscana. Sebbene non si conosca l'identità della madre di John, lo scrittore John Aubrey conferma che fosse italiana, scrivendo nella sua opera Brief Lives che il "padre e la madre di John Florio, entrambi italiani, fuggirono dalla Valtellina a Londra per motivi religiosi" e Aubrey conferma che questa "informazione era stata fornita dal nipote di John Florio, Mr. Molins"father and mother flew from the Valtolin (region) to London for religion reasons and Aubrey says the information was from Florio's grandson, Mr. Molins https://www.gutenberg.org/files/47787/47787-h/47787-h.htm#Footnote_1270. Il piccolo Giovanni Florio all'età di due anni si trasferì con la sua famiglia a Soglio, località prevalentemente italofona, nelle Alpi svizzere. Fece ritorno in Inghilterra solo all'età di vent'anni e, come scrisse egli stesso nei suoi First Fruits, non parlava la lingua inglese.

Il padre Michelangelo Michelangelo Florio era un frate, erudito fiorentino, come lui stesso si definisce, di origine ebraica, fuggito a Londra per evitare le persecuzioni dell'Inquisizione, dal momento che aderì alla riforma protestante. Il breve regno di Edoardo VI permise a Michelangelo di trovare a Londra un rifugio sicuro dalle persecuzioni religiose, diventando nel 1550 anche pastore della congregazione protestante italiana a Londra. Diventò un personaggio conosciuto nell'ambito dell'aristocrazia inglese che apprezzava la sua enorme cultura e che accoglierà benevolmente anche suo figlio Giovanni, una volta ritornato in Inghilterra.

Nel 1554, l'ascesa al trono della sovrana Maria la Sanguinaria, decisa a ripristinare col pugno di ferro la religione cattolica in Inghilterra, costrinse Michelangelo a riprendere le sue peregrinazioni per l'Europa: con la sua famiglia, composta da sua moglie e l'infante Giovanni, lasciò l'Inghilterra, alla volta di Soglio.

L'infanzia e gli studi John Florio visse quindi la sua infanzia a Soglio nella Val Bregaglia (Svizzera), trovando in suo padre un insegnante esperto e affettuoso, che lo introdusse alla conoscenza di diverse lingue. Più tardi, nei suoi scritti farà capire di possedere un'ottima conoscenza di diverse lingue: italiano, francese, tedesco, spagnolo, inglese, latino, greco ed ebraico. Le amicizie di Michelangelo Florio, che a Soglio svolse anche normali attività notarili, permisero a suo figlio Giovanni di frequentare non l'Università di Tubinga nel Württemberg, come si pensava, ma il Paedagogium, in quanto aveva solo 12 anni e non poteva quindi iscriversi come studente universitario.. Qui ebbe per tutore Pier Paolo Vergerio, uomo di grande cultura, che, avendo abbracciato la religione protestante ed essendone una degli attivisti più estremi, si trovava come esule nella cittadina tedesca.

Ritorno a Londra e pubblicazione Primi frutti Nel 1571. Florio ritornò a Londra, dove inizialmente svolse l'attività di tintore. Nel 1578, a venticinque anni, pubblicò il suo primo libro, Primi frutti (First Fruits), libro che rivelò un forte debito con Alessandro Citolini, anziano linguista esule a Londra. La sua prima moglie fu una donna di nome Anne Soresollo, di origine italiana e non come ipotizzato la sorella del poeta Samuel Daniel. Florio sposò dopo molti anni dal decesso della sua prima moglie, in secondo nozze, una donna inglese, Rose Spicer. L'ascesa sociale di Florio, da semplice tintore al servizio del francese Michel Baynard e poi dell'esule italiano Gasparo De Gatti fu immediata. Anche se sembrerebbe frequentante all'Università di Oxford, Florio non conseguì la laurea, come era consuetudine per chi non ne facesse professione di fede. Nell'introduzione alla stessa opera si trovano, tra le altre dediche, quella di Richard Tarlton, uno dei massimi attori del teatro elisabettiano, probabile ispirazione per il personaggio di Yorick, che lo ringrazia per il suo contributo nell'adattamento della novellistica italiana al teatro inglese. Inoltre, si trovano altre dediche scritte da altri attori della compagnia dei Leicester's Men: Robert Wilson, John Bentley e Thomas Clarke. Con il libro, Primi frutti, John Florio inizia ufficialmente la carriera come autore, avendo contemporaneamente contatti con il teatro. Per il suo primo lavoro, Florio cita Hore di Ricreatione di Lodovico Guicciardini e Libro aureo di Guevara. Nel 1573 usò anche la traduzione di James Sanford dell'opera di Guicciardini, e la traduzione inglese di Lord Berners di Guevara, così come la versione di Thomas North, The Dial of Princes, in italiano, Il Quadrante del Principe. In breve, usò tutte le possibili traduzioni disponibili e le modificò, riadattando il testo in modo personale. Pertanto, nella colonna italiana a volte usò la traduzione di Portonaris da Trino aggiungendo parole proprie e alterazioni. Per la colonna inglese, invece, utilizzò la sua traduzione prendendo ispirazione dalle versioni inglesi di Berners e North e della traduzione francese di Berthault.

L'incontro con Giordano Bruno Nel 1580, Florio tradusse per Richard Akluyt, i Viaggi di Cartier , dalla versione italiana di Giovan Battista Ramusio. Dal 1583 al 1585 lavorò presso l'ambasciata francese a Londra, dove conobbe il filosofo italiano Giordano Bruno dal quale apprese moltissimo, non solo dal punto di vista letterario, ma anche dal punto di vista filosofico. L'influenza del filosofo italiano su di lui fu tale che la sua visione del mondo cambiò significativamente. L'amicizia che unì Bruno e Florio fu particolarmente ricca e significativa. Florio appare infatti ne La cena de le ceneri, come uno dei messaggeri che porta a Bruno l'invito a cena di Fulke Greville. In un'altra scena Bruno e Florio si trovano su una barca di notte. All'improvviso iniziano a declamare versi dellOrlando Furioso di Ludovico Ariosto. Più tardi, Bruno lo descriverà come "Eliotropo" in De la causa, principio et uno. Allo stesso modo, Florio ricambiò il complimento introducendo la figura di Bruno, 'Il Nolano', nei Secondi frutti, del 1591. Lo ritrae appoggiato alla finestra, mentre sfoglia un libro e prende in giro il suo amico John per aver impiegato troppo tempo nel vestirsi. In quegli anni, Florio emergerà come una delle figure più brillanti dell'Inghilterra rinascimentale, dimostrando così la sua rapida scalata nell'ambito culturale inglese.

Tutor del conte di Southampton e pubblicazione Secondi frutti Giordano Bruno, al seguito di Mauvissière, lasciò l'Inghilterra nel 1585, mentre Giovanni Florio venne assunto come tutore personale del conte di Southampton, Henry Wriothesley, quando il giovane conte andò a studiare al St. John's College di Cambridge. Nel 1590 partecipò alla supervisione della traduzione dellOrlando furioso realizzata dal suo amico sir John Harington. Il libro venne pubblicato in quello stesso anno da Richard Field. Sempre nel 1590 fu supervisore della Arcadia scritta dal suo amico sir Philip Sidney.

Nel 1591 pubblicò i suoi Secondi frutti (Second Fruits), accompagnando questo libro con una collezione di 6 000 proverbi italiani privi di corrispondenza con proverbi inglesi: molti di questi si ritroveranno nelle opere di Shakespeare. I Secondi frutti di John Florio vennero pubblicati durante il periodo più fertile della letteratura elisabettiana. Lo scrittore e traduttore si trova così in contatto con circoli culturali brillanti ed emergenti. I Secondi frutti rappresentò per l'epoca, un'opera all'avanguardia che tentava di soddisfare le esigenze della nuova moda letteraria di primi anni '90 del '500.

Il dizionario Un mondo di parole Dopo sette anni di silenzio letterario, ritornò pubblicando nel 1598 l'opera, Un mondo di parole (A World of Words). Florio iniziò a preparare questo dizionario intorno al 1590 con l'idea, secondo la sua missione, di offrire uno strumento per chiunque, ma soprattutto agli studiosi, voglia affrontare quelle letture che in Inghilterra, fino alla comparsa del suo dizionario, erano proibitive per chi non conoscesse perfettamente l'italiano: in questo modo, con l'aiuto di questo prezioso dizionario, le letture di Dante, Petrarca e Boccaccio, tra gli altri, sarebbero state accessibili a tutti. Studiosi, come Jeremy Lester, sottolineano come fosse necessario, per comprendere l'origine del linguaggio di Shakespeare, talvolta apparentemente incomprensibile, fare necessariamente riferimento a questo dizionario, dove, tra le altre cose, troverà elaborata la tecnica grammaticale attraverso la quale Shakespeare componeva nuove parole, idee e concetti. Florio aveva iniziato a mettere in pratica queste tecniche linguistiche già nel libro Primi frutti nel 1578. Shakespeare usava le stesse tecniche di composizione che usava Florio, ma Florio le utilizzò ancor prima che comparisse Shakespeare. Nessuno, in Inghilterra, prima di Florio e Shakespeare (ma Florio prima di Shakespeare) usò simili strutture linguistiche in modo così sistematico. Contemporaneamente alla elaborazione del suo dizionario, Florio lavorò alla traduzione dei Saggi di Montaigne, che, finiti prima del 1600, furono pubblicati nel 1603. Questi Saggi divennero una moda indiscussa e furono letti e riletti per generazioni. Il contributo di questi allo sviluppo letterario di Shakespeare è difficilmente quantificabile: basti pensare che alcune opere, come La tempesta, furono estesamente modellate sui Saggi di Montaigne tradotti da Florio. Un mondo di parole fu un punto di riferimento nella storia dello studio della lingua italiana in Inghilterra, e, come tale, solo il secondo del suo genere in Inghilterra e molto più ricco (44 000 parole) del breve lavoro pubblicato da William Thomas nel 1550 (6 000 parole). Pubblicato da Edward Blount e dedicato a Roger, conte di Rutland, il sopracitato Henry, conte di Southampton e Lucy Russell, contessa di Bedford, questo lavoro contraddistinse Florio come studioso di prima grandezza.

In Queen Anna's New World of Words ("Il nuovo mondo di parole della Regina Anna"), del 1611, Giovanni Florio si definì An English Man in Italian ("Un inglese in italiano"), e nella sua opera Secondi frutti ("Second Fruits"), si definì Italus ore, Anglus pectore, ossia, Italiano di lingua, inglese nel cuore.

Anni difficili