Il Fondo interbancario di tutela dei depositi (FITD) è un consorzio bancario di diritto privato creato in Italia la cui funzione è fornire un risarcimento nel caso di fallimento di una banca.

Evoluzione storica Fu costituito nel 1987 ed inizialmente ad adesione volontaria, che divenne obbligatoria a decorrere 1997 per effetto della direttiva dell'Unione Europea 94/19/CE (recepita col d.lgs. 4 dicembre 1996, n. 659 a modifica del testo unico bancario); dal 2011 è stato riconosciuto dalla Banca d'Italia diventando un consorzio obbligatorio, le banche di credito cooperativo aderiscono invece a un fondo separato, detto fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo.

Per effetto della successiva direttiva 2014/49/UE (che ha abrogato la precedente) recepita col d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 30 i depositi presso le banche italiane sono garantiti fino ad un massimo di euro.

Descrizione Partecipanti A tale fondo contabile devono aderire tutte le banche italiane aventi come forma societaria la società per azioni. Per le succursali di banche comunitarie operanti in Italia l'adesione al Fondo interbancario di tutela dei depositi è volontaria, ed è finalizzata ad integrare la tutela offerta dal sistema di garanzia dello Stato di appartenenza.

Sono escluse le banche di credito cooperativo che aderiscono al fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo.

Oggetto Il fondo copre i depositi nominativi come conto corrente, deposito a risparmio, certificato di deposito, mentre nessuna tutela è prevista per i depositi al portatore. Sono altresì escluse dalla copertura del fondo le somme di denaro investite in azioni o obbligazione, anche emesse dalla stessa banca o collocate per conto di terzi, i fidi e castelletti, sebbene questi spesso siano necessari per l'operatività delle piccole e medie imprese, e da contratto la banca abbia facoltà di revocarli, in qualsiasi momento e senza giusta causa o giustificato motivo.

Il fondo garantisce una copertura massima fino a 100.000 euro per depositante e per banca: quindi, se il depositante ha due conti da 100.000 € ciascuno in due banche diverse è coperto per entrambi i conti correnti, e anche se ha un conto cointestato da 200.000 euro (ogni depositante avrà 100.000 euro garantiti), mentre avrà la copertura a solo 100.000 € in caso di due conti sulla stessa banca con importo totale superioreFAQ dal sito del Fondo interbancario. La garanzia è applicata sia in caso di depositante persona fisica che persona giuridica (cioè un'impresa).

Funzioni Il fondo interviene per:

assicurare la liquidità a tutti i depositanti che ne facciano richiesta, per garantire il loro diritto alla piena disponibilità dei depositi, evitare che, facendo fronte alle richieste di prelievo con le sole proprie fonti finanziarie, scenda troppo il patrimonio di vigilanza di una banca (che diventi sottocapitalizzata rispetto ai propri impieghi), evitare la chiusura degli sportelli, salvaguardando la continuità operativa della banca e i suoi livelli occupazionali nell'interesse dell'intero sistema nel suo complesso, per contenere e prevenire fenomeni di massa non razionali e non giustificati, che facilmente possono estendersi anche ad altri istituti di credito, legati alla paura di perdere i propri risparmi, con un eccesso di richieste di prelievo che porrebbe in difficoltà anche un istituto di credito perfettamente "sano" sotto tutti gli aspetti: economico, finanziario e patrimoniale.

La Banca d'Italia dichiara lo stato d'insolvenza e avvia l'amministrazione controllata o la liquidazione coatta amministrativa, nel contempo autorizza l'intervento del fondo che chiede ex post alle banche aderenti le somme per risarcire gli investitori.

Se la banca ha problemi di liquidità, il fondo interviene per garantire questo diritto, ad esempio in caso di temporanea insolvenza o di fallimento. Il fondo consiste in un accantonamento contabile e in un patto di solidarietà fra istituti di credito, che si impegnano a intervenire uno in soccorso dell'altro, nelle misure stabilite, mentre non vi sono reali accantonamenti di denaro o titoli messi a disposizione di un soggetto gestore del fondo.

In questo modo il sistema bancario nel suo complesso si fa carico di contribuire a sostenere eventuali fallimenti di alcuni suoi membri, evitando reazioni a catena che metterebbero a rischio la stabilità del sistema complessivo. Per quanto questo possa apparire "poco meritocratico" (secondo alcuni punti di vista, la banche virtuose pagherebbero per quelle non virtuose), il sistema incrementa la solidità del sistema nel suo complesso, dato che evita la creazione di "crisi di fiducia" da parte dei correntisti e conseguenti bank run, che potrebbero coinvolgere anche altri istituti bancari.

L'ammontare del fondo Nel 2016, il fondo avrebbe dovuto contenere fra i 2 e i 4 miliardi di euro, secondo indicazioni della BCE ma risultava contenere solo 300 milioni. Al 2019, conteneva invece 1,5 miliardi di euro.

Note

Voci correlate Fondo di indennizzo risparmiatori European Forum of Deposit Insurers Banca Corsa agli sportelli Stretta del credito

Collegamenti esterni

Categoria:Diritto bancario Categoria:Diritto italiano