LEgitto (, ), ufficialmente Repubblica Araba d'Egitto (), è un Paese transcontinentale che attraversa l'angolo nord-est dell'Africa e l'angolo sud-ovest dell'Asia attraverso un ponte di terra formato dalla penisola del Sinai. La maggior parte del suo territorio di chilometri quadrati si trova nel Nord Africa e confina con il Mar Mediterraneo a nord, la striscia di Gaza e Israele a nord-est, il golfo di Aqaba e il Mar Rosso a est, il Sudan a sud e la Libia a ovest.
Nel 1958 l'Egitto si unì alla Repubblica Araba di Siria per formare la Repubblica Araba Unita (RAU). Nel 1961, la Siria si distaccò dall'unione, ma l'Egitto mantenne il nome RAU fino al 31 dicembre 1971, quando adottò l'attuale denominazione.
L'Egitto è uno dei Paesi più popolati dell'Africa e del Medio Oriente e il 13º più popolato al mondo. La maggior parte della popolazione vive vicino alle rive del fiume Nilo, su una superficie di circa chilometri quadrati, dove si trova l'unica terra arabile del Paese. Le grandi regioni del deserto del Sahara, che costituiscono la maggior parte del territorio dell'Egitto, sono scarsamente abitate. Circa il 42% dei residenti vive in aree urbane, con la maggior diffusione di tutti i centri densamente popolati al Cairo, Alessandria e altre grandi città del delta del Nilo, come Mansura.
L'Egitto ha una delle più lunghe storie di ogni Stato moderno, essendo stato continuamente abitato dal X millennio a.C.Midant-Reynes, Béatrix. The Prehistory of Egypt: From the First Egyptians to the First Kings. Oxford, Blackwell Publishers. I suoi monumenti, come la piramide di Giza e la Grande Sfinge, sono stati costruiti dalla sua antica civiltà, che è stata una delle più avanzate del suo tempo. Le sue antiche rovine, come quelle di Menfi, Tebe, Karnak e la Valle dei Re, al di fuori di Luxor, sono luoghi significativi d'interesse archeologico e turistico. La ricca eredità culturale dell'Egitto, così come l'attrazione della sua riviera del Mar Rosso, hanno fatto del turismo una parte vitale dell'economia, che impiega circa il 34% della forza lavoro del Paese.
L'economia dell'Egitto è una delle più diversificate del Vicino Oriente, articolandosi nei settori più disparati, quali il turismo, l'agricoltura, l'industria e dei servizi. L'Egitto è considerato una media potenza,Andrew F. Cooper, Agata Antkiewicz and Timothy M. Shaw, "Lessons from/for BRICSAM about South-North Relations at the Start of the 21st Century: Economic Size Trumps All Else?", International Studies Review, Vol. 9, No. 4 (Winter, 2007), pp. 675, 687. con una significativa influenza culturale, politica e militare in Nordafrica, Vicino Oriente e mondo musulmano.
Etimologia Miṣr (Maṣr in arabo egiziano), il nome arabo e ufficiale del moderno Egitto, è una parola di origine semitica. Dalla radice triconsonantica M-Ṣ-R l'accadico, anch'esso una lingua semitica, forma il sostantivo miṣru con significato di "frontiera, territorio"; maṣartu ha il significato di "guardia, sentinella, frontiera" e il verbo muṣuru "stabilire una frontiera".Si vedano W. van Soden, Akkadisches Handwörterbuch, II, pp. 619-21 e 659 e Arent Jan Wensinck, in The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Miṣr».
Uno degli antichi nomi egizi del Paese, Kmt (pronuncia convenzionaleI sistemi di scrittura dell'Egitto antico precedenti l'introduzione dell'alfabeto copto, risalente al primo secolo dell'era volgare, non trascrivevano le vocali, che quindi ci sono oggi per la maggior parte ignote.: Kemet), "(terra) nera", è dovuto al fertile limo nero depositato dalle piene del Nilo, distinto dalla Dšrt (pronuncia convenzionale: Desceret), la "[terra] rossa" del deserto. In copto, la fase finale della lingua egizia, il nome del Paese è Keme o Kemi.
Il nome italiano "Egitto" deriva dalla parola latina Aegyptus che a sua volta proviene . Il nome greco potrebbe essere una derivazione dall'egizio Hwt kȝ Ptḥ (pronuncia convenzionale: Hut ka Pta), "casa del ka di Ptah", nome di un tempio del dio Ptah a Menfi.
Nel periodo faraonico il termine più usato, soprattutto nelle titolature ufficiali, fu Tȝwy (pronuncia convenzionale: Taui), che significa Le Due Terre, termine indicante l'unione del Basso e dell'Alto Egitto.
Storia
La storia dello Stato egiziano viene fatta iniziare con l'unione di Basso ed Alto Egitto da parte di Menes, primo sovrano della I dinastia, intorno al 3100 a.C. anche se questi eventi vennero preceduti da una fase urbana preparatoria durata alcuni secoli. Sappiamo da recenti scoperte archeologiche che la civiltà egizia esisteva già da almeno un millennio prima.
Attraverso momenti imperiali ed altri di profonda anarchia l'Egitto mantenne la sua indipendenza fino alla metà del I millennio a.C. quando cadde sotto il controllo persiano.
Conquistato da Alessandro Magno nel IV secolo a.C., rimase sotto il controllo dei suoi successori, i Tolomei, fino alla conquista romana al 30 a.C.
Alla divisione dell'Impero romano l'Egitto divenne parte dell'Impero romano d'Oriente.
Nel VII secolo fu conquistato dagli Arabi che resero il Paese una provincia ( wilāya ) del loro califfato. Una prima autonomia il Paese la riguadagnò con i Tulunidi e, dopo la riconquista abbaside, i cui califfi affidarono l'Egitto agli Ikshididi, il Paese fu conquistato nel X secolo dai Fatimidi, che erano sciiti-ismailiti.
Saladino e la dinastia da lui fondata degli Ayyubidi posero sotto il proprio controllo l'Egitto, la Siria e lo Yemen a partire dal XII secolo. Successivamente, fu la volta dei Mamelucchi, Turchi e Circassi. Infine fu il turno degli Ottomani che presero il potere nel XVI secolo (1517), al termine della campagna militare voluta dal sultano ottomano Selim I Yavuz che, tuttavia, mantenne come suoi "feudatari" gli sconfitti Mamelucchi.
Ai primi di luglio 1798 l'Egitto fu invaso via mare da un corpo di spedizione francese forte di circa 40.000 uomini guidato da Napoleone Bonaparte. Lo scopo principale dell'invasione fu quello di minare il monopolio commerciale dell'Inghilterra nella regione ma, tra gli scopi secondari, c'era anche quello di agevolare la conduzione di studi storici, archeologici, geografici, linguistici che il nutrito gruppo di uomini di scienza e di lettere, che Napoleone era riuscito ad aggregare alla spedizione, svolse effettivamente in modo più che egregio. L'occupazione francese durò fino all'estate del 1800 (Napoleone era tornato in Francia già ad agosto del 1799) quando le ultime truppe comandate dal generale Menou si arresero agli anglo-turchi.
Dai primi del XIX secolo l'Egitto fu tenuto con saldo e innovatore polso dall'albanese Mehmet Ali Pascià (fondatore della dinastia albanese a guida di Egitto estinta con l'ultimo re Fārūq I d'Egitto nel 1953) che avviò una dinastia vicereale (chediviale), formalmente vassalla della Sublime Porta (Istanbul) ma sostanzialmente del tutto autonoma: il Chedivato d'Egitto.
Nel 1881, sfruttando l'estrema debolezza del dominio turco e le inettitudini finanziarie di Isma'il Pascià, giustificando il tutto con la necessità di proteggere gli investimenti europei nella zona del canale di Suez, il Regno Unito e la Francia obbligarono l'Egitto a nominare due loro esperti alla guida dei dicasteri delle finanze e dei lavori pubblici. Poco dopo Londra occupò l'Egitto e il 18 dicembre 1882 ne proclamò formalmente l'autonomia dall'Impero ottomano, instaurando, peraltro, un suo "protettorato di fatto". Nel 1899, il Regno Unito impose all'Egitto il condominio sul Sudan, che, fino ad allora faceva parte del territorio egiziano. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, il Chedivè ʿAbbās II si schierò al fianco dell'Impero ottomano e fu prontamente deposto dai britannici che proclamarono Sultano dell'Egitto e del Sudan suo zio, Husayn Kāmil. Questi decretò la fine della sovranità turca e la trasformazione del Paese in un protettorato britannico anche a livello giuridico. Dopo una lunga guerra, iniziata nel 1922, malgrado lunghe e dure lotte in cui rifulse l'attività patriottica di Sa'd Zaghlul e del partito del Wafd, soltanto il 14 settembre 1936 fu proclamata la piena indipendenza dell'Egitto, con un trattato stipulato con la Gran Bretagna che convertiva il protettorato in un'alleanza bilaterale tra due Paesi sovrani, perdurando tuttavia di fatto l'occupazione militare britannica per le basi militari che il Regno Unito mantenne nel Paese ed il pieno controllo, assieme alla Francia, del canale di Suez.
Questo stato di cose proseguì fino al 1952 quando il 23 luglio un colpo di Stato dei Liberi Ufficiali del generale Muhammad Naguib e del colonnello Gamāl ʿAbd al-Nāṣer (Nasser) proclamò la repubblica, deponendo la dinastia fondata da Mehmet Ali ed imponendo pochi anni dopo il definitivo ritiro delle truppe britanniche dalla zona del canale e dalle basi militari che ancora gestiva. Nel 1956 cessò il codominio anglo-egiziano sul Sudan, che conseguì la piena indipendenza.
Il 23 giugno 1956 Gamāl ʿAbd al-Nāṣer viene eletto presidente della Repubblica, e il 26 luglio decreta la nazionalizzazione del canale di Suez, ponendo termine al controllo franco-britannico, e bloccando, di fatto, questa importante via di comunicazione. La situazione precipita nel mese di ottobre; a seguito di attacchi terroristici nelle zone di confine, infatti, il 20 ottobre, Israele invade il Sinai, e punta sul canale di Suez; il 29 ottobre 1956, truppe britanniche e francesi occupano la zona del canale, il 31 ottobre bombardano Il Cairo ed il 5 novembre occupano Porto Said. Il 6 novembre l'Unione Sovietica intima ad Israele, Francia e Regno Unito, di interrompere le ostilità verso l'Egitto, minacciando un intervento diretto nel conflitto, e anche gli Stati Uniti premono sugli alleati per porre fine al conflitto.
Il cessate il fuoco entra in vigore l'8 novembre, e il 15 dello stesso mese truppe di pace dell'ONU giungono nella zona. L'intero Egitto fu così affidato alla nuova classe dirigente espressa dai "Liberi Ufficiali".
Il successivo mancato finanziamento del progetto dell'Alta Diga di Aswān da parte della Banca Mondiale fu una delle cause dell'avvicinamento dell'Egitto, governato da Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, all'URSS. Nel 1967 scoppia la "guerra dei sei giorni" (vedi Conflitti arabo-israeliani), e il 28 settembre 1970 muore Nasser. Gli succede il vice presidente, Anwar al-Sadat, premio Nobel per la pace nel 1978, che, nel 1973 sferra una nuova offensiva verso Israele, e che sarà ucciso il 6 ottobre del 1981 in un attentato fondamentalista. Gli succede Ḥosnī Mubārak. Dopo un trentennio di presidenza, continuamente reiterata grazie a opportune modifiche costituzionali, 18 giorni di imponenti proteste, accompagnate dall'uccisione di oltre 800 egiziani, costringono Ḥosnī Mubārak alle dimissioni l'11 febbraio 2011, lasciando il potere al Consiglio supremo delle forze armate guidato dal feldmaresciallo (Mushir) Moḥammed Ḥoseyn Ṭanṭāwī, in attesa delle elezioni presidenziali da cui sarebbe uscito vincitore nel 2012 Mohamed Morsi che il 3 luglio 2013 viene destituito da un colpo di Stato militare del generale ʿAbdel Fattāḥ al-Sīsī.
Geografia
Confini e territorio L'Egitto confina a nord con il Mar Mediterraneo, a nord-est con Israele e Palestina, a est con il Mar Rosso, ovest con la Libia ed a sud con il Sudan. Si affaccia a nord sul Mediterraneo e a est sul mar Rosso. Il territorio egiziano è prevalentemente desertico; soltanto il 5% del territorio è fertile e coincide con la valle del Nilo, il suo delta e le oasi presenti nella parte occidentale del Paese. Il Nilo, che scorre da sud a nord per 1500 km, attraversa una valle resa fertile da canali di irrigazioni e dighe e sfocia nel mar Mediterraneo con un ampio delta.
Idrografia