La campagna della Linea Sigfrido fu una delle fasi più lunghe, aspramente combattute e sanguinose della guerra sul Fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale, tra le forze Alleate e l'esercito tedesco schierato sul cosiddetto Westfront.
Gli scontri si prolungarono dal settembre 1944, periodo dell'arrivo delle forze anglo-americane a contatto, dopo la vittoriosa battaglia di Normandia, con la Linea Sigfrido tedesca, frettolosamente riattivata dal comando della Wehrmacht, al marzo 1945, con il definitivo superamento delle fortificazioni tedesche, la conquista della Renania e l'inizio della battaglia per l'attraversamento del Reno e l'invasione della Germania occidentale.
Sono comprese in questa campagna, dalla maggior parte della storiografia moderna, non solo le lente e difficoltose offensive Alleate lungo tutto il fronte occidentale nel periodo autunnale del 1944, ma anche la breve fase controffensiva tedesca culminata nell'offensiva delle Ardenne del dicembre 1944.
Antefatti Dopo la liberazione di Parigi da parte delle forze della Francia Libera nel tardo luglio 1944, gli Alleati fermarono l'avanzata per riorganizzarsi prima di avanzare verso il Reno. La pausa permise anche alla Germania di rinforzare le proprie linee — cosa che non era stata in grado di fare a ovest di Parigi dopo la decimazione delle forze tedesche durante l'Operazione Cobra. In questo modo gli Alleati riuscirono ad avanzare rapidamente contro un nemico in grado di offrire solo una scarsa resistenza. Molti paesi e città, tra cui Anversa e il suo porto, vennero liberati con poche resistenze.
A metà di settembre 1944 i tre gruppi di armate Alleate, il 21º Gruppo d'Armate anglo-canadese del generale Bernard Montgomery, a nord, il 12º Gruppo d'Armate statunitense del generale Omar Bradley, al centro, e il 6º Gruppo d'Armate franco-americano del generale Jacob L. Devers che aveva liberato la Francia meridionale nell'Operazione Dragoon, a sud, formarono un vasto fronte compatto a ovest della Germania, agli ordini del comandante supremo Dwight D. Eisenhower.
Mentre i generali Montgomery e Bradley erano favorevoli ad un assalto diretto alla Germania, Eisenhower era di parere contrario. Sosteneva invece una strategia che prevedeva la formazione di un ampio fronte e avrebbe permesso agli Alleati di riorganizzarsi e spostare le forze in caso di necessità e proteggere le operazioni vitali di rifornimento nella retroguardia.
La rapida avanzata attraverso la Francia aveva causato un indebolimento della logistica, resa peggiore dalla mancanza di un porto con acque profonde, come Cherbourg, che ora si trovava relativamente distante; Anversa, unica città con un porto simile, rimase chiusa ai trasporti Alleati fino alla messa in sicurezza dell'estuario del fiume Schelda. Inoltre, man mano che la campagna progrediva, si sentiva l'effetto della mancanza di truppe fresche in prima linea e adesso si presentavano due ostacoli principali per l'offensiva degli Alleati: il primo era costituito dalle barriere naturali dei fiumi della Francia orientale, mentre il secondo era la Linea Sigfrido, una serie di barriere artificiali lungo tutto il confine tedesco.
Logistica e rifornimenti Nonostante lo sfondamento delle linee tedesche avesse richiesto più tempo del previsto, fino a settembre i progressi avevano superato le aspettative. Bradley, per esempio, a settembre aveva quattro divisioni in più di quello che aveva pianificato e tutte le sue forze erano più avanti di 200 km della posizione prevista. I rifornimenti erano tuttavia insufficienti per mantenere l'avanzata, poiché la richiesta aveva superato le disponibilità pianificate.
Molto materiale bellico doveva ancora essere portato a terra attraverso le spiagge occupate dagli Alleati e attraverso l'unico Porto Mulberry rimasto. Anche se vennero utilizzati piccoli porti come Isigny-sur-Mer, Port-en-Bessin-Huppain e Courcelles, i porti principali, come Calais, Boulogne-sur-Mer, Dunkerque e Le Havre restavano sotto il controllo tedesco oppure erano stati sistematicamente distrutti. La disponibilità di Cherbourg-Octeville avrebbe potuto essere preziosa durante la fase di sfondamento, ma successivamente il fattore limitante divenne il trasporto dei rifornimenti alle truppe che stavano avanzando velocemente.
Anche se il carburante veniva trasportato con successo dall'Inghilterra alla Normandia attraverso l'Operazione Pluto, questo doveva essere portato poi al fronte, il quale avanzava più rapidamente delle condutture. Le linee ferroviarie erano state distrutte in gran parte dagli attacchi Alleati e la loro riparazione si rivelò troppo impegnativa, per cui si optò per l'impiego di automezzi. Nel tentativo di sopperire alla scarsità di automezzi, alle tre nuove divisioni di fanteria statunitensi, la 26ª, la 95ª e la 104ª Divisione, vennero requisiti tutti i veicoli. Le divisioni del 12º Gruppo d'Armate in avanzata lasciarono tutta la loro artiglieria pesante e metà dell'artiglieria media a ovest della Senna, liberando i veicoli per il trasporto di rifornimenti. Quattro compagnie britanniche di automezzi furono prestate agli americani. Sfortunatamente, altri 1 500 veicoli britannici ebbero guasti critici al motore e furono inutilizzabili, limitando la possibile assistenza al rifornimento. Il Red Ball Express fu un convoglio realizzato nel tentativo di muovere in massa i rifornimenti verso le divisioni sulla linea del fronte, ma la quantità consegnata risultò essere inadeguata alle circostanze.
Le forze impiegate nell'Operazione Dragoon, che avanzarono dalla Francia meridionale, furono adeguatamente rifornite da Tolone e Marsiglia, poiché gli Alleati avevano catturato i porti intatti e le linee ferroviarie locali erano poco danneggiate. Questi porti rifornirono circa il 25% delle necessità delle forze Alleate.
Il sistema di rifornimento statunitense venne considerato incapace di accelerare la soluzione e di essere troppo burocratico, nonostante impiegasse circa 11 000 dipendenti, subendo pesanti critiche dai generali statunitensi. Le mancanze nei rifornimenti alle unità più avanzate vennero compensate con delle soluzioni non ufficiali, come la "deviazione" di materiali che erano destinati altrove. Eisenhower non poteva esercitare la sua autorità, poiché il sistema logistico rispondeva direttamente a Washington e non al Comando Supremo delle Forze Alleate, ma venne comunque criticato per non aver esercitato la sua influenza e dunque una pressione maggiore.
La semplice occupazione di Anversa dal 21º Gruppo d'Armate non era sufficiente, poiché i territori attorno all'estuario del fiume Schelda avrebbero dovuto essere liberati dagli occupanti tedeschi prima di poter aprire il porto della città. Questa liberazione fu essenziale, dato che fino a quel momento le linee di rifornimento giungevano dalla Normandia, con i conseguenti problemi della lunga distanza. Il ritardo nella messa in sicurezza dell'area dell'estuario venne avvertito come un fallimento nella strategia del fronte largo di Eisenhower e di Montgomery che favorirono l'Operazione Market-Garden invece di occupare l'estuario con il 21º Gruppo d'Armate quando il fiume era ancora poco protetto. In questo modo invece, la 15ª Armata tedesca si stabilì sull'estuario del fiume, obbligando la 1ª Armata canadese a mesi di battaglia per poter liberare l'accesso al porto di Anversa.
Forze in campo Le armate tedesche avevano perso molti soldati in Normandia e nel successivo inseguimento fino al confine francese. Per ovviare a queste perdite, circa 20 000 unità della Luftwaffe vennero spostati nell'esercito, le truppe inabili al combattimento furono riorganizzate al fronte e vennero create nuove unità Volkssturm formate da civili con un basilare addestramento.
Le risorse inglesi erano limitate dopo cinque anni di guerra su più fronti in tutto il mondo. I rimpiazzi non erano più sufficienti a coprire le perdite e alcune formazioni vennero smantellate per far confluire le forze rimaste in altre unità per rafforzarle. Anche i canadesi avevano truppe limitate, anche a causa della riluttanza del Governo di adottare una coscrizione obbligatoria per conflitti all'esterno dei confini e delle acque territoriali canadesi. Questa riluttanza era una conseguenza politica della partecipazione alla prima guerra mondiale, la quale aveva generato un ampio consenso contro il servizio militare oltremare.L'embargo legale al servizio oltremare obbligatorio fu soggetto ad un plebiscito nazionale il 27 aprile 1942. Circa il 64% della popolazione era favorevole a rimuovere la restrizione, ma i francofoni del Québec votarono contro la rimozione con il 72% dei voti.
Le truppe statunitensi arrivavano direttamente da oltreoceano ma, a volte, non erano pronte e quindi non furono impiegate nei duri scontri della parte finale della campagna. Iniziò ad essere evidente anche la scarsa qualità delle truppe arruolate nelle unità dell'esercito finora meno impiegate. Dopo la battaglia delle Ardenne, fu particolarmente chiara la carenza di rimpiazzi e gli Stati Uniti decisero di allentare così il loro embargo sull'impiego di soldati afroamericani nelle formazioni di combattimento. I volontari afroamericani prestarono un buon servizio e ciò spinse ad un cambiamento di mentalità divenuto poi permanente nelle politiche militari americane.
Nell'ultimo anno di guerra, l'esito del conflitto divenne sempre più chiaro, rendendo sempre più difficile chiedere ai soldati Alleati di rischiare la propria vita quando la pace era oramai sempre più vicina. Nessuno infatti voleva essere l'ultima vittima della guerra.
21º Gruppo d'Armate Market Garden
L'Operazione Market Garden fu la prima operazione della campagna, diretta da Montgomery, il cui obiettivo era di rendere sicura una testa di ponte sul fiume Reno, presso Arnhem, in modo da poter aggirare la Linea Sigfrido.
Market Garden era suddivisa in due parti. LOperazione Market avrebbe dovuto essere la più grande operazione di truppe paracadutiste della storia, impiegando più di tre divisioni tra statunitensi, inglesi e polacchi, per catturare i ponti chiave ed evitarne la loro demolizione da parte dei tedeschi. LOperazione Garden doveva scattare successivamente e prevedeva un attacco da terra del XXX Corpo della 2ª Armata britannica, il cui compito era di attraversare i ponti conquistati dai paracadutisti. Venne ipotizzato che le forze tedesche sarebbero state in rotta dalla campagna precedente e incapaci di porre un'opposizione efficace.
In caso di successo, gli Alleati avrebbero disposto di un percorso diretto per la Germania attraverso i Paesi Bassi, aggirando le difese tedesche, e inoltre avrebbero occupato i territori da cui i tedeschi lanciavano i loro razzi V1 e V2 dirette verso Londra, Anversa e altrove.
Eisenhower approvò l'Operazione Market Garden, dando priorità ai rifornimenti per il 21º Gruppo d'Armate britannico e spostò la 1ª Armata americana a nord delle Ardenne per eseguire degli attacchi limitati e spingere i difensori tedeschi verso sud, lontano dai siti interessati.
L'operazione ebbe inizio il 17 settembre 1944: la 101ª e l'82ª Divisione Aviotrasportata statunitensi raggiunsero i loro obiettivi ad Eindhoven, Veghel e Nimega. Anche se gli atterraggi nella zona di Arnhem avvennero come previsto, la 1ª Divisione Aviotrasportata britannica atterrò a poca distanza dal ponte di Arnhem e solo nella riva nord del fiume. I problemi sorsero poiché la divisione perse degli equipaggiamenti vitali, ossia jeep e armi pesanti anticarro, quando gli alianti atterrarono schiantandosi. Inoltre le forze tedesche presenti nella regione furono fortemente sottostimate. A peggiorare ulteriormente la situazione, le cattive condizioni meteorologiche impedirono i rinforzi aerei e ridussero i rifornimenti. Infine la resistenza tedesca all'avanzata di terra verso Arnhem fu molto efficace e riuscirono persino ad impossessarsi dei piani dell'operazione Alleata.