Aragona (Raona in Il toponimo presenta le tipiche caratteristiche della fonologia siciliana. Raona è la forma semplificata – rectius: è un eye dialect – della dizione più esatta di Ragona, pronunciato per l'appunto /ɾaˈɔna/. La forma in questione è l'esito naturale dell'aferesi che i lemmi siciliani incontrano nelle parole che iniziano per vocale, quali la /a-/. A tal proposito, giova sottolineare che da tale forma discende anche il cognome Ragonese e le sue varianti. La precedente forma in Aragona, completa della iniziale vocale silente e della tipica ⟨g⟩ siciliana, appare essere un morfema comunque valido, seppure da ritenersi aulico. Foneticamente infatti l'assenza del fono [ʐ] sulla ⟨r⟩ a inizio parola statuisce senz'altro l'atavica pronuncia siciliana /(a).ɾaˈ(ɡ)ɔ.na/, poi evoluta si naturalmente nella versione oggi conosciuta.) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.

Il territorio comunale è noto soprattutto per le macalube, fenomeni naturali caratterizzati dalla presenza di vulcanelli di fango e tutelati attraverso l'omonima riserva naturale integrale. Il comune è stato inoltre interessato da un consistente fenomeno di emigrazione e spopolamento: nel 2013 fu uno dei centri italiani maggiormente colpiti dal fenomeno, riportando una popolazione residente all'estero pari a circa la metà di quella residente nel comune.

Geografia fisica Territorio Aragona si trova sulle pendici orientali del monte Belvedere, a e comprende le frazioni di Caldare e Zorba.Comune di Aragona mappa territorio con le Frazioni su italiamappata.it

Origini del nome Dopo aver ottenuto la possibilità di fondare un nuovo centro il 12 settembre 1607 con la concessione della licentia populandi, che appunto autorizzava la creazione del nuovo borgo, il fondatore Bartolomeo III Naselli decise che gli venisse dato il nome di Aragona, in omaggio alla madre, Beatrice Aragona Branciforti, appartenente alla famiglia Aragona di Castelvetrano, perché sottolineava la loro discendenza dai Sovrani di Sicilia appartenenti al ramo siciliano della Casa d'Aragona.

Storia Fondazione

Le origini dell'attuale centro abitato risalgono agli inizi del XVII secolo e sono legate alla famiglia Naselli, già titolare della Contea di Comiso. Il feudo di Diesi, sul quale sarebbe sorta Aragona, era entrato nei possedimenti della famiglia con Baldassare I Naselli e fu successivamente trasmesso ai suoi discendenti.

Il 2 agosto 1604 si aprì a Messina il XLIX Parlamento generale straordinario del Regno di Sicilia, presieduto dal viceré Lorenzo Suárez de Figueroa y Córdoba. In tale occasione Baldassare III Naselli, conte di Comiso e titolare del feudo di Diesi, presentò la richiesta di fondare e popolare un nuovo centro abitato all'interno dei propri possedimenti. Il 6 settembre dello stesso anno la richiesta fu sottoposta al viceré, che dispose gli accertamenti necessari alla concessione.

Il procedimento si concluse il 12 settembre 1607 con la concessione a Baldassare III Naselli della licentia populandi, che autorizzava la fondazione del nuovo borgo. All'insediamento fu dato il nome di Aragona, in omaggio alla madre del fondatore, Beatrice Aragona Branciforti, appartenente alla famiglia Aragona di Castelvetrano.

La signoria dei Naselli sul territorio precedeva pertanto la fondazione del centro abitato. Tra i primi esponenti della famiglia legati al feudo di Diesi figurano Baldassare I Naselli, che ne acquisì il possesso, Gaspare I Naselli e Gaspare II Naselli, detto «il Conte Rosso», che sposò Beatrice Aragona Branciforti. Dal matrimonio nacque Baldassare III, fondatore del nuovo abitato.

Principato e sviluppo del borgo Alla morte prematura di Baldassare III, colpito dalla malaria insieme a due dei suoi figli maschi, la successione passò al figlio Luigi I Naselli. Quest'ultimo, vissuto prevalentemente a Palermo, ottenne il titolo di principe di Aragona; negli ultimi anni si trasferì a Sciacca, dove morì.

Particolare importanza nello sviluppo urbanistico e religioso del centro ebbe il figlio Baldassare IV Naselli. Dopo aver ricoperto incarichi civili e militari, si stabilì ad Aragona e promosse la costruzione del grande palazzo della famiglia. Durante la sua signoria favorì inoltre l'insediamento dei Mercedari scalzi e dei Cappuccini, contribuendo alla costruzione dei rispettivi conventi e degli edifici di culto annessi.

Nel 1702 Baldassare IV cedette al figlio Luigi l'amministrazione dei possedimenti familiari e intraprese la vita religiosa, ritirandosi presso il convento dei Cappuccini di Aragona, dove morì nel 1710. Fu sepolto ai piedi dell'altare maggiore della chiesa cappuccina di San Giuseppe, successivamente divenuta parrocchia di San Francesco d'Assisi. Durante successivi interventi sull'edificio le sue spoglie furono trasferite nel cimitero comunale.

Tra gli esponenti successivi della famiglia si distinse Baldassare V Naselli, nato nel palazzo principesco di Aragona e chiamato a ricoprire importanti incarichi pubblici. Fu presidente del Regno di Sicilia e soggiornò successivamente a Napoli e a Parigi. Nel corso del XVIII secolo il centro conobbe una considerevole crescita demografica e urbanistica, raggiungendo una popolazione di diverse migliaia di abitanti.

I Naselli conservarono la signoria feudale di Aragona sino all'abolizione della feudalità siciliana nel 1812. Baldassare VII Naselli fu l'ultimo esponente della famiglia a esercitare prerogative feudali sulla comunità.

Dall'abolizione della feudalità all'Ottocento L'abolizione del sistema feudale nel 1816 pose fine ai poteri giurisdizionali esercitati dai principi di Aragona, pur senza determinare l'estinzione dei titoli nobiliari e dei possedimenti privati della famiglia.

Baldassare VII Naselli morì ad Aragona nel 1863 senza discendenza diretta. I titoli familiari passarono quindi alla sorella Marianna Naselli, moglie di Nicolò Burgio, e successivamente al figlio Luigi Burgio Naselli, sacerdote e titolare, tra gli altri, dei titoli di duca di Villafiorita, principe di Aragona e di Poggioreale, conte di Comiso e marchese di Gibellina.

Stabilitosi ad Aragona dopo aver trascorso parte della propria vita a Palermo, Luigi Burgio Naselli promosse diverse iniziative assistenziali. Chiamò nel paese le Figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli, alle quali fu affidata l'assistenza dei poveri e degli orfani. Nel 1877, in seguito alle difficoltà economiche derivanti anche dagli investimenti nell'industria zolfifera, destinò parte dei propri beni alle religiose.

A questo periodo risale anche la sistemazione della cappella del palazzo principesco, attribuita all'architetto palermitano Giovan Battista Palazzotto e datata al 1874. L'ambiente, di gusto neoclassico, comprende due spazi contigui dotati di altare. Nel vano d'ingresso fu successivamente collocato un monumento funebre neoclassico dedicato a Luigi Burgio Naselli dall'erede Antonio Burgio Brancaccio.

Luigi Burgio Naselli morì ad Aragona il 28 settembre 1889. Alla sua morte il palazzo della famiglia entrò nel patrimonio dell'Istituto Principe di Aragona, affidato alle Figlie della Carità e destinato per oltre un secolo ad attività assistenziali, in particolare alla cura e all'educazione dei minori.

Industria dello zolfo Tra il XIX e il XX secolo la storia economica di Aragona fu profondamente legata all'estrazione dello zolfo, che caratterizzò ampie aree dell'entroterra agrigentino. Nel territorio comunale furono aperte numerose zolfare, attorno alle quali si sviluppò una consistente attività mineraria.

Intorno al 1900 diverse miniere situate in contrada Mintini furono riunite in un complesso produttivo organizzato. Tra le attività minerarie presenti nella zona figuravano anche interessi riconducibili alla famiglia di Luigi Pirandello, la cui situazione economica fu strettamente legata all'industria zolfifera dell'area agrigentina.

Simboli

Stemma Lo stemma è stato concesso con Regio Decreto del 24 agosto 1928 e Regie Lettere Patenti del 21 gennaio 1929 di re Vittorio Emanuele III ed è stato disegnato a partire dal blasone della famiglia Naselli, dal quale si differenzia per alcuni dettagli: la presenza di quattro anziché tre sfere, la loro collocazione all'interno della fascia centrale anziché nella parte inferiore dello scudo e la conseguente rappresentazione per intero del leone che, nello stemma originario della famiglia feudataria, era soltanto "nascente" dalla fascia.Lo stemma della famiglia Naselli si blasona d'azzurro, alla fascia, sormontata dal leone nascente, accompagnata in punta da tre palle ordinate in fascia il tutto d'oro.

Gonfalone Il gonfalone, concesso con Regio Decreto di re Vittorio Emanuele III del 19 ottobre 1933, è costituito da un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Duomo di Nostra Signora dei Tre Re Magi Chiesa del Santissimo Crocifisso, presso il tempio è attestata la "Confraternita del Santissimo Crocifisso" Chiesa della Beata Vergine Maria del Santissimo Rosario di Pompei Chiesa della Beata Vergine Maria del Carmelo Chiesa della Beata Vergine Maria della Mercede Chiesa di San Giuseppe Artigiano Chiesa del Sacro Cuore di Gesù Chiesa di San Francesco d'Assisi Chiesa della Madonna della Provvidenza Chiesa della Madonna del Rosario Chiesa del Purgatorio

Architetture civili Palazzo Principe di Aragona, noto anche come Palazzo del Principe Naselli, ex orfanotrofio e sede della Fondazione Istituto Principe d’AragonaPalazzo Principe su fondoambiente.it Torre del Salto d'Angiò

Riserve naturali Macalube

Società Evoluzione demografica

Popolazione straniera residente Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2024 i cittadini stranieri residenti ad Aragona erano 482, equivalente al 4,6% della popolazione residente. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

Romania: 172 Marocco: 108 Gambia: 22 Tunisia: 19

Tradizioni e folclore

Gennaio: si festeggia Sant'Antonio Abate, con riscoperta alle antiche tradizioni, benedizione degli animali, degustazioni di prodotti tipici nel quartiere della "Furca Vò", e la conclusiva cavalcata.

Febbraio: Carnevale Aragonese, con sfilata di carri allegorici.

Marzo: si festeggia San Giuseppe Artigiano, con la processione del Santo per le vie del paese, i giochi pirotecnici e la tradizionale Tavulata.

Marzo/aprile: Settimana Santa Aragonese. Le celebrazioni iniziano la Domenica delle Palme con la benedizione e il corteo nelle parrocchie. Il giovedì nella Chiesa del Carmine ha luogo la "deposizione del Cristo dalla Croce" e poi per tutta la notte la veglia e visita ai sepolcri. Il venerdì santo le celebrazioni iniziano la mattina con la processione del Nazareno e dell'Addolorata verso il Calvario dove, alle ore 12,00 in punto, avviene la Crocifissione del Cristo. Intorno alle ore 20,00 un'urna adornata da 4 angeli e da una palma intrecciata con all'interno il Cristo morto, muove in processione per le vie del centro storico, accompagnata dalle statue dell'Addolorata, di San Giovanni e di Maria Maddalena, dalla banda musicale e da centinaia di fedeli. La processione termina intorno alla mezzanotte con la sepoltura che ha luogo sulla piazza antistante la Chiesa della Madonna del Carmine. Durante il Sabato Santo viene cucinato il tagano, piatto tipico della tradizione aragonese. Momento centrale delle manifestazioni pasquali è però la domenica di Pasqua quando a mezzogiorno ha luogo il cosiddetto "Incontro dei Giganti", rappresentazione che avviene utilizzando le statue del Risorto e della Vergine nonché quelle spagnoleggianti di San Pietro e San Paolo.