LIstituto nazionale di studi romani è un istituto storico italiano fondato nel 1925.

Storia L'istituto venne fondato nel 1925 da Carlo Galassi Paluzzi ed eretto in ente morale l'anno successivo, in base alle politiche culturali del regime fascista. Nel 1944 fu nominato un Commissario nella persona di un noto antifascista, Quinto Tosatti perseguitato dal regime. Tosatti, latinista e dantista di valore, difese la esistenza dell'Istituto da coloro che ne volevano la soppressione come emanazione del regime. Vicino a Grandi, Gronchi ed altri esponenti della sinistra democristiana, fervente repubblicano, Tosatti divenne Presidente ed avvio' la riorganizzazione dell'Istituto. Morì nel 1960. L'Istituto fu ristrutturato su basi accademiche nel 1951 ed è una delle istituzioni culturali ammesse al contributo ordinario dello Stato. Ha sede all'Aventino, in piazza dei Cavalieri di Malta 2, nell'ex convento annesso alla basilica dei Santi Bonifacio e Alessio.

Le finalità dell'istituto sono di ricerca scientifica ed alta divulgazione, relative alla «conoscenza di Roma in tutti i suoi aspetti (storici, archeologici, artistici, urbanistici, linguistici, sociali, economici ecc.) e in ogni tempo della sua storia millenaria, dall'antico ai nostri giorni».

Una delle sue iniziative storiche è il Certamen Capitolinum, concorso internazionale di prosa e poesia latina, la cui prima edizione, riservata alle ultime classi delle scuole liceali del Regno, fu indetto nel 1939.

L'istituto pubblica numerosi testi e possiede una biblioteca di circa opere e circa periodici e un archivio iconografico di oltre immagini, in gran parte relative a Roma e al suo territorio.

L'organo ufficiale dell'ente fu la rivista Roma, fondata nel 1923; dal 1953 divenne, ed è tuttora, la rivista Studi romani.

Note

Bibliografia Donatello Aramini, The Myth of ‘Christian Rome’ and the Institute of Roman Studies: An Attempted Synthesis of Fascism and Catholicism, in "Journal of Contemporary History", 50, 2, 2015, pp. 188-214. Donatello Aramini, Nel segno di Roma. Politica e cultura nell’Istituto di studi romani, in Alessandra Tarquini, Il primato della politica nell'Italia del Novecento. Studi in onore di Emilio Gentile, Roma-Bari, Laterza, 2016, ISBN 978-88-58-12519-9, pp. 35-64. Jan Nelis, Ianus redivivus: l’Istituto di Studi Romani e il doppio volto del mito della romanità, in Elvira Migliario, Gianni Santucci (a cura di), «Noi figli di Roma». Fascismo e mito della romanità, Milano, Mondadori, 2022, ISBN 978-88-00-86287-5, pp. 161-179. Eleonora De Longis, «Rapporti ora amichevoli, ora ostili». Progetti di espansione dell’Istituto di Studi Romani alla metà degli anni Trenta, in Elisa D’Annibale, Eleonora De Longis, Brunello Mantelli, Federico Trocini (a cura di), All’ombra dell’Asse: le relazioni culturali tra Italia e Germania negli anni Venti e Trenta (= Confronti), Istituto Italiano di Studi Germanici, Roma, 2025, ISBN 978-88-95868-77-6, pp. 199-214.

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