Tricase è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce, in Puglia.

Geografia fisica

Territorio

Il territorio del comune di Tricase, che occupa una superficie di nella parte meridionale della provincia di Lecce, rientra nelle Serre salentine, così dette per via delle modeste formazioni collinari che ne costituiscono la fisionomia orografica. Nell'insieme il territorio è prevalentemente pianeggiante; l'altimetria è compresa tra i 0 e i 135 metri sul livello del mare. Il territorio comunale insiste su sabbioni pliocenici (carparo), che si estendono a sud verso la Masseria del Mito, e ad est e a sud, dove si addossano al calcare compatto, risalente all'Eocene, della Serra di Caprarica del Capo. Inoltre presso la frazione di Lucugnano si trovano sabbie argillose di colore giallo che hanno favorito lo sviluppo della lavorazione della terracotta, peraltro attività di rilievo nell'economia locale.

Dall'ottobre 2006 parte del suo territorio () rientra nel parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. Di particolare interesse naturalistico sono le querce vallonee, esemplari di alberi unici in tutta l'Europa occidentale, esistenti solo nel Salento e nei Paesi Balcanici. Il litorale, alto e frastagliato, è interessato dalla presenza di grotte calcaree, come la Grotta Matrona, e di piccole insenature. La costa tricasina, estesa per circa dalla Torre del Sasso a levante sino al promontorio del Calino a ponente, comprende le due località di Tricase Porto e Marina Serra.

Confina a nord con il comune di Andrano, a ovest con i comuni di Miggiano, Montesano Salentino e Specchia, a sud con i comuni di Alessano e Tiggiano, a est con il Mare AdriaticoLitorale ionico secondo alcune convenzioni nautiche.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 21/03/2003

Clima Dal punto di vista meteorologico Tricase rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. Le precipitazioni presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.

Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da sud-est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisolahttp://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Classificazione climatica di Tricase: Zona climatica: C Gradi giorno: 1183

Origini del nome Tricase, anticamente forse denominato Treccase, poi Trecase, successivamente Tricasi o Tricasium, dovrebbe il suo nome all'unione di tre casali differenti che, unendosi, avrebbero dato origine ad un unico nucleo abitativoSecondo gli storici Tasselli, Micetti, D'Elia e Marciano.. L'etimologia più accreditata tuttavia traduce il nome Tricase come inter casas, vale a dire, un paese formatosi in mezzo ad altri casaliMons. Giuseppe Ruotolo, Ugento - Leuca - Alessano, Siena, Editore Cantagalli, 1952.. Secondo una nuova tesi, sostenuta dai documenti portati in luce dal ricercatore in studi Bizantini Giovanni U. Cavallera, l'origine del nome non avrebbe un'etimologia latina bensì greca, facendone risalire la genesi a Demetrios Tricás, giovane funzionario dell'Impero Romano d'Oriente, incaricato di monitorare la situazione del Capo di LeucaCavallera U. Giovanni, Il viaggio di Tricàs, 2018..

Storia

Tricase sorge in una zona ricca di testimonianze preistoriche e megalitiche (menhir, specchie, ecc.). Mancano documenti attendibili per risalire alle primitive vicende di Tricase, che rimangono legate esclusivamente ad alcune versioni, secondo le quali, tra il X e l'XI secolo, esistevano tre casali che, unendosi, determinarono la nascita del primo nucleo abitativo dell'odierna Tricase. Sebbene molti storici sono concordi con questa ipotesi, diversamente lo sono per i nomi dei tre casali: per lo storico Luigi Tasselli i casali si chiamavano Trunco, Monesano e Amito Cuti; per Antonio Micetti Menderano, Voluro e San Nicola; per Girolamo Marciano Abatia, Trunco e Manerano, per Michelangelo d'Elia Trunco, Manerano e Voluro.

Le prime informazioni certe si hanno a partire dalla fine del XII secolo, quando era feudatario un certo Demetrio Micetti, i cui successori furono spodestati da Carlo I d'Angiò, dopo la Battaglia di Benevento del 1266, perché sospettati di aver appoggiato gli Svevi. Il feudo di Tricase venne ceduto a Nasone de Galerato verso il 1270, passò poi ad Angelo de Cafalia e in seguito a Goffredo de Lavena. Successivamente fu incluso nel Principato di Taranto e nel 1401 fu concesso in feudo a Raimondello Orsini Del Balzo da Ladislao di Durazzo, re di Napoli. A Raimondello successe il figlio Giovanni Antonio che governò fino al 1419, anno in cui il feudo fu acquistato da Baldassarre ed Antonello Della Ratta. Nel 1480 subì i saccheggi dei Turchi che riuscirono ad espugnare la città di Otranto (Battaglia di Otranto). Nel 1524 Ferdinando II di Napoli concesse a Ludovico Abenavoli la Terra di Tricase. Dopo il 1540, Tricase passò a Pirro Castriota-Scanderbeg, nobile famiglia di origine albanese, e nel 1569 fu venduto a Federico Pappacoda, al quale successe il figlio Cesare. Da Cesare Pappacoda passò, nel 1588, a Scipione Santabarbara che, a sua volta, la rivendette il 20 dicembre dello stesso anno ad Alessandro Gallone.

I discendenti di Alessandro Gallone possedettero il paese fino al 1806, anno di eversione della feudalità. I Gallone si fregiarono del titolo di Principi, ottenuto a Madrid il 24 marzo del 1651 da Filippo IV di Spagna. Di questa importante famiglia si ricorda che Maria Bianca Gallone, ultima Principessa di Tricase, è morta nel 1982L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto..

Simboli

Stemma

Gonfalone

Bandiera

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa madre della Natività della Beata Vergine Maria

Fu edificata sul luogo delle precedenti chiese parrocchiali, a partire dal 1736, anno in cui si decise di ampliare la struttura ormai insufficiente per l'accresciuto numero della popolazione. Il progetto di ingrandimento del tempio fu affidato al domenicano fra Tommaso Manieri. I lavori iniziarono, ma di lì a poco vennero sospesi in quanto risultò compromessa la stabilità della struttura. Nel 1763 si affidò l'esecuzione di un nuovo progetto al copertinese Andrea Preite, che nel 1781 consegnò l'edificio al culto. Il completamento della facciata avvenne nel 1785. La chiesa conserva arredi e suppellettili dei precedenti templi, come il rinascimentale fonte battesimale e tele del XVI-XVII secolo tra cui spicca la Vergine Apocalittica di Paolo Finoglio, proveniente dal Santuario dell'Assunta di Marina Serra.Mario Peluso e Vincenzo Peluso, Guida di Tricase, Caprarica, Depressa, Lucugnano, Sant'Eufemia, Tutino e Le Marine. Chiesa di San Domenico

È annessa al convento dei Domenicani, la cui fondazione è attestata nel XV secolo. La chiesa fu edificata tra il 1679 e il 1704, su un preesistente impianto devastato più volte dai Turchi tra XV e XVI secolo. La facciata, ultimata nel XVIII secolo, presenta un portale sormontato dalla statua di San Domenico di Guzmán e dai busti di San Pietro e San Paolo, titolari del convento. L'interno, a navata unica, è scandito da otto profonde cappelle intervallate da statue policrome di santi domenicani. In fondo alla navata, dietro all'altare maggiore, è collocato il coro, intagliato in legno di noce, realizzato dal tricasino Oronzo PirtiSalvatore Cassati, La Chiesa di San Domenico in Tricase. Notizie di storia e di arte. Chiesa di San Michele Arcangelo

Fu commissionata nel 1624 da Cesare Gallone, figlio del barone Alessandro. Dubbia è la paternità dell'opera, attribuita da Paone a Mastro Marcello da Lecce; Calvesi e Manieri-Elia attribuiscono invece tale paternità a Giovanni Maria Tarantino di Nardò. Presenta una facciata irrobustita agli angoli da pilastri con paraste terminanti in capitelli ionici e un coronamento, in stile catalano-durazzesco, che incornicia lo stemma dei Gallone. L'interno è a navata unica con volta a spigolo, impreziosita da elaborate chiavi di volta in pietra leccese e festoni. L'altare maggiore è dominato da una grande statua policroma dell'Arcangelo Michele che atterra il drago. Chiesa della Madonna di Costantinopoli

Fu edificata nel 1685 da Jacopo Francesco Arborio Gattinara, marchese di San Martino, così come riportato sull'architrave dell'ingresso principale. È conosciuta anche come chiesa Nuova o chiesa dei Diavoli, per via di una leggenda che la vuole edificata dal diavolo in una notte a seguito di una scommessa. Possiede un'insolita forma ottagonale, scandita all'interno da arcate a tutto sesto. Per tutto il XVIII secolo la chiesa venne officiata; il progressivo decadere dell'edificio spinse il vescovo Masselli ad interdirla al culto nel 1878. Nel 1966 fu acquistata dall'amministrazione comunale che, agli inizi del XXI secolo, ha provveduto al restauro. Chiesa e convento dei Cappuccini;

Furono edificati nel 1578. La chiesa presenta una semplice facciata, arricchita solo da una nicchia barocca contenente la statua dell'Immacolata. Alla base della nicchia è incisa la data 1784, anno in cui la chiesa fu interessata da lavori di ristrutturazione e rinnovamento. In corrispondenza della finestra e della porta d'ingresso è posta una caditoia a scopo difensivo, elemento presente anche su tutto il perimetro del convento. L'interno, a navata unica, custodisce un altare maggiore ligneo, finemente intarsiato, e numerose tele distribuite lungo i muri laterali. Abbazia di Santa Maria del Mito

Nota anche con la desinenza "de Amito", è un complesso abbaziale fondato dai monaci italo-greci tra l'VIII e il IX secolo. Nel tempo, l'abbazia si evolse in un notevole centro di cultura e diventò una masseria totalmente autosufficiente. Da un documento del 1533 si apprende che l'Universitas di Tricase ricorse persino a Carlo V per assumere le sue difese. Nel Seicento la situazione del complesso fu misera a causa delle scorrerie dei pirati e delle continue spartizioni e invasioni di terreni fra i feudi circostanti. Nei secoli successivi la situazione degradò sempre più, fino al completo abbandono della struttura. Dell'abbazia resta molto poco, nell'ordine di ruderi e lacerti di murature. Ben conservata è la torre colombaia. Cappella della Madonna di Loreto Risale al XVIII secolo. Presenta una sobria facciata, sul cui portale è affrescata l'immagine della Vergine. L'interno, ad aula unica, è caratterizzato da un pavimento a mosaico eseguito nel 1879 dai fratelli Peluso. Conserva un piccolo altare, sovrastato da una tela riproducente la Madonna col Bambino, e una statua lignea della Madonna di Loreto. Chiesa di Santa Lucia Risale al XVII secolo ed è sede della Confraternita di Santa Lucia - San Rocco istituita il 24 febbraio 1940. Santuario Madonna dell'Assunta Risale al XVI secolo ed è situato nella località di Marina Serra. Cripta della Madonna del Gonfalone Fu scavata dai monaci italo-greci nel banco roccioso tra IX e XI secolo. È situata nel rione di Sant'Eufemia.

Architetture militari Palazzo Gallone