Catania possiede una tradizione teatrale documentata già prima del terremoto del 1693 che distrusse l'intera città: notizie di sale teatrali nel Palazzo comunale e nell'Università sono tramandate da Vincenzo Cordaro Clarenza nelle sue Osservazioni sopra la storia di Catania (1833) e da Domenico Guglielmini nella sua Catania distrutta (1695). Le prime testimonianze dirette pervengono dal Settecento attraverso libretti d'opera e manifesti.Domenico Donzuso, Giovanni Idonea, voce Teatri, in Enciclopedia di Catania, II ed., Catania, 1987, pp. 703-704.

Nel corso dell'Ottocento la città conobbe una notevole espansione dell'attività teatrale, con numerosi teatri e politeami, molti dei quali distrutti da incendi o dalla guerra; al loro posto sorsero i grandi edifici tuttora attivi. Tra le principali istituzioni teatrali cittadine figurano il Teatro Massimo Bellini, tra i maggiori teatri lirici italiani, e il Teatro Stabile «Giovanni Verga», tra i più importanti teatri stabili del Mezzogiorno.

Storia

Agli inizi del primo millennio d.C., l'antica Katánē ospitava almeno tre importanti edifici dedicati all'intrattenimento: un Anfiteatro romano, un Teatro greco-romano ancora più antico e una sala da concerto, l'Odeion. Il Teatro greco-romano, riportato quasi completamente alla luce nel corso del Novecento, fu utilizzato dagli anni settanta del XX secolo per rassegne teatrali estive fino al 1998, quando gli fu preferito l'anfiteatro del Centro fieristico «Le Ciminiere»; vi si svolge ancora la rassegna La Settimana del Teatro Antico. L'attiguo Odeion è occasionalmente ancora adibito a spettacoli estivi.

Le più antiche testimonianze di attività teatrale a Catania risalgono alla prima metà del XV secolo: una relazione dei Giurati della città in data 14 marzo 1440 segnalava al Vicerè un episodio avvenuto all'uscita dalla chiesa di Santa Maria la Grande (poi San Domenico) «alla fine della solita rappresentazione», attestando l'esistenza di sacre rappresentazioni regolari già in quell'epoca.

Nel Seicento è attestato a Catania un ambiente accademico e letterario che precede la successiva vita culturale cittadina legata alla scena. Tra i drammaturghi attivi si ricordano Eustachio Nicosia, membro degli Elevati, e Pietro e Giuseppe Squillaci, legati all'Accademia dei Chiari.

Dopo il terremoto del 1693, le rappresentazioni teatrali furono quasi completamente sostituite dagli oratori, rimasti fedeli allo stile manierista del XVII secolo; l'arrivo di compagnie dall'Europa continentale contribuì al rinnovamento del repertorio e delle pratiche sceniche.Policastro, Catania nel settecento, p. 336. Le prime strutture di rilievo della Catania post-terremoto sorsero per iniziativa dell'aristocrazia civica: il Teatro nel palazzo dei principi di Biscari alla Marina, su progetto di Francesco Battaglia, fu attivo per quasi settanta anni, dal 1764 circa al 1830, accogliendo opere in musica e di prosa — secondo la tradizione vi avrebbe diretto anche Giovanni Paisiello la propria Anfitrite. Il Teatro del principe di Santa Domenica in via Michele Rapisardi ospitò nel 1796 Luigi Pacini (1767-1837), l'anno della nascita del celebre figlio Giovanni. Il Teatro del principe di San Demetrio ai Quattro Canti fu una sala privata nella quale si esibì Emma Lyon, più celebre come Lady Hamilton, amica dell'ammiraglio Nelson. Intorno al 1740, sotto il viceré principe Corsini, anche il Teatro dell'Università di Catania ospitava opere in musica, come testimonia il libretto dell'opera Siface.

Nel 1821 fu costruito il Teatro Comunale, che debuttò con l'Aureliano in Palmira di Rossini. Situato in via Vecchio Bastione, vicino agli Archi della Marina, e progettato da Salvatore Zahra Buda, di forma circolare con tre ordini di palchi in legno per 700 spettatori, fu testimone dei moti risorgimentali del 1848 durante le rappresentazioni dell'Ernani di Verdi e dei Puritani di Bellini. Ristrutturato nel 1830 da Mario Musumeci, riaperto nel 1908 e intitolato al compositore Pietro Antonio Coppola, fu distrutto da un bombardamento nel 1943; riqualificato nel 2011 è oggi «Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini».

Le fondamenta del Teatro Massimo Bellini in piazza Nuovaluce risalivano al 1814, con i muri perimetrali completati entro il 1820. Originariamente intitolato «Maria Teresa» in occasione della visita della regina consorte Maria Teresa d'Austria nel 1838, cambiò nome nel 1868 diventando l'Arena Pacini. Nel 1873 una società catanese decise di costruirvi un teatro più decoroso; i lavori, avviati nel giugno del 1874, passarono al Municipio di Catania che affidò il completamento all'architetto Carlo Sada (1849-1924) su progetto di Andrea Scala. Il nuovo Bellini fu inaugurato nel 1890 e divenne il principale teatro lirico cittadino.

Il teatro Parnaso esisteva già prima del 1860, in via Montesano angolo via Caffè; trasferito nel 1867 in via Leonardi dal proprietario don Gaetano Crimi (1809-1874), fu uno dei principali teatri per l'Opera dei pupi e rivaleggiò a lungo con il coevo Machiavelli.La tradizione pupara dei Crimi proseguì attraverso più generazioni, con teatri attivi fino alla fine del Novecento. Divenuto Teatro Sicilia, fu poi gestito da Gregorio Grasso, figlio di Angelo Grasso.

Il Teatro Machiavelli fu fondato nel 1861 in via Ogninella (oggi via Euplio Reina 6), nella cantina del Palazzo San Giuliano, da Angelo Grasso (1834-1888). Lungo 50 metri, illuminato a gas, costruito in legno con due palchetti per lato e platea per 600 spettatori, ebbe un ruolo significativo nella storia del teatro siciliano: accolse le prime rappresentazioni «in personaggi» di Giovanni Grasso sr. e dell'esordiente Angelo Musco. Fu distrutto da un incendio nel carnevale del 1903; rifondato nel 2010, è ora gestito dall'Università degli Studi di Catania attraverso il Centro Universitario Teatrale.

Il Politeama Castagnola (1880), realizzato dall'impresario napoletano Francesco Castagnola in piazza del Carmine, accolse nel 1881 la famiglia reale Savoia e nel 1889 Sarah Bernhardt; fu distrutto nel 1901 da un incendio che fece numerose vittime. Il Teatro Nazionale (1886), in via Porta di Ferro, vide nel 1889 Eleonora Duse e nel 1899, anno della sua chiusura, il quasi esordiente Titta Ruffo. De Felice segnala diverse rappresentazioni di Giuseppe Rizzotto a Catania nel 1882, presso il San Carlino (in piazza Ogninella, gestito da Rocco Natale) e il Teatro Roma. Una nuova versione dell'opera curata dallo stesso Rizzotto fu messa in scena nel 1888 al Teatro Principe di Napoli e nel 1890 al Teatro Archimede (in via Tipografo 71, poi sventrato per l'attuale Corso Sicilia).

Il Teatro Principe di Napoli (1887), in via Antonino di San Giuliano, assunse nel tempo i nomi di Iride, Principe Umberto, Angelo Musco, Alhambra e Vittorio Emanuele; ne rimane oggi l'edificio occupato dal cinema Sarah.

Nel 1900 sorse il Teatro Sangiorgi, edificio in stile Liberty voluto dall'imprenditore Mario Sangiorgi su progetto dell'ingegnere Salvatore Giuffrida, con boccascena decorato dall'artista napoletano Salvatore De Gregorio (1859-1928). Parte di un complesso con café chantant, ristorante, birreria e albergo, ospitò spettacoli di lirica e varietà fino agli anni cinquanta; acquistato nel 1989 dall'Ente Autonomo Regionale Teatro Massimo Bellini, è oggi Ridotto del teatro vicino. Il Teatro Olympia di piazza Stesicoro (architetto Francesco Fichera, 1913) era specializzato in operette e varietà.

Il teatro siciliano

Tra Otto e Novecento Catania divenne uno dei principali centri del teatro dialettale siciliano. Dal Teatro Machiavelli si formò un vivaio di compagnie itineranti che portarono il vernacolo siciliano ben oltre i confini dell'isola: Giovanni Grasso e Angelo Musco si esibirono a Roma, Milano e all'estero, mentre il fratello minore di Giovanni, Domenico Grasso detto Micio, condusse la propria compagnia in tre tournée nazionali tra il 1906 e il 1925, portando in scena anche testi stranieri tradotti direttamente in siciliano. Mimì Aguglia, che nel 1908 sdoppiò la propria compagnia in una nazionale e una siciliana, giunse sino a Parigi al Théâtre Réjane e in Germania. La compagnia Rapisarda-Bottino, attiva dal 1910, si trasformò nel 1929 in «Scene e canzoni siciliane», sorta di teatro-musical con musiche del maestro Gaetano Emanuel Calì, che si spinse fino a Napoli, Firenze e Milano.

Turi Ferro, formatosi in questo stesso ambiente, ne raccolse l'eredità nel dopoguerra portandola verso una dimensione istituzionale: nel 1958, insieme a Michele Abruzzo, fondò l'Ente Teatro di Sicilia — poi Teatro Stabile di Catania — e interpretò per decenni i grandi testi del repertorio siciliano e italiano.

Il Teatro Angelo Musco fu aperto nel 1957 su iniziativa dell'Ente Provinciale per il Turismo, progetto dell'architetto Leonardo Patanè. Nel 1969 il teatro cedette il ruolo di sede principale al Teatro delle Muse nel quartiere Cibali, poi intitolato a Giovanni Verga dopo un incendio nel 1981. La sala del Musco, distrutta da un incendio nel 1972-1973 e ricostruita con circa 300 posti, fu seconda sede dello Stabile fino al 2016.

Nel 1975 fu inaugurato nella villa di Corso Italia, nell'attuale Villa Manganelli, il Teatro Piccadilly, attivo almeno dall'aprile di quell'anno come documentato dai programmi pubblicati su La Sicilia.; . Il teatro fu distrutto da un incendio nel gennaio 1981.; .

Il Teatro Club fu fondato nel 1965 da Nando Greco (1925-2011) con l'ambizione di portare l'avanguardia teatrale in Sicilia; si distinse per una programmazione che portò in città il Living Theatre, il Piccolo Teatro di Milano con Brecht, Anna Magnani nella Medea di Anouilh. Trasferitosi nel 1972 nella sede definitiva di Piazza San Placido 12, chiuse il 30 luglio 2008.

Il Piccolo Teatro di Catania fu fondato nel 1966 da un gruppo di giovani attori con vocazione alla drammaturgia europea contemporanea, in via Giuseppe Aurelio Costanzo; nel 1989 inaugurò la propria sede, una sala ad anfiteatro da 242 posti progettata dal regista Gianni Salvo. Il Teatro Gamma nacque nel 1968 per iniziativa di Gianni Scuto, formato alla scuola di Aldo Trionfo al Teatro Stabile di Torino; il lungo sodalizio con Nellina Laganà, scomparsa nel gennaio 2020, ne costituì il cuore artistico per oltre mezzo secolo.

Il Teatro San Vincenzo de' Paoli, in via Tezzano, nacque come sala teatrale e cineforum parrocchiale del Santissimo Sacramento Ritrovato già nel 1967.Archivio digitale de La Sicilia, Catania, 14 aprile 1967. Trasformatosi progressivamente in teatro autonomo, ospitò il Gruppo d'Arte Liotru di Luzzu Maugeri dal 1977Archivio digitale de La Sicilia, Catania, 6 febbraio 1977. e nel novembre 2001 fu inaugurato come «Teatro Tezzano» dall'associazione ICE Gruppo Catania Arte.Archivio digitale de La Sicilia, Catania, 14 novembre 2001. Rimase attivo fino al 2015-2016.

Il Teatro Vitaliano Brancati fu ricavato nel 2008 mediante il recupero dell'ex Cinema Spadaro da parte del Teatro della Città, centro di produzione fondato da Orazio Torrisi nel 1989; la direzione artistica è affidata a Tuccio Musumeci, rappresentante della tradizione del teatro vernacolare siciliano.

Scuole di teatro A Catania operano diverse scuole di teatro e recitazione. Oltre alla Scuola del Teatro Stabile Verga, si segnalano il Centro Universitario Teatrale dell'Università degli Studi di Catania, la STM Scuola Teatrale di Movimento (nata in seno al Teatro Club), il Teatro del Tre (viale Africa, diretto da Gaetano Lembo) e Spazio Oscena (attivo dal 2015, con percorsi di teatro, danza e sperimentazione estetica).

Teatri storici e istituzionali