Tapum, o Ta pum, è una delle più note canzoni popolari della prima guerra mondiale.

La canzone dei minatori Una prosa popolare con un ritornello simile a quello che cantavano i minatori durante la costruzione della galleria ferroviaria del San Gottardo, tra il 1872 e il 1882, opera in cui morirono circa duecento lavoratori; il termine onomatopeico "Tapum" si riferiva in questo caso allo scoppio delle volateIl testo è il seguente (tratto da lorien.it):

Dalle sei, le sei e mezza minatori che va a lavorà. Ta-pum, ta-pum, ta-pum... Ta-pum, ta-pum, ta-pum...

'Pena giunti all'esercizio sette colpi son scoppià... Maledetto sia il Gottardo, gli ingegneri che l'hanno traccià... L'è una galleria assai lunga, tanti morti l'ha lascià...

E 'ste povere vedovelle sempre a piangere e sospirà... La passion dei lor mariti, le se torna a maridà....

Origine L'attribuzione della paternità della canzone degli alpini è tuttora discussa. Alcuni l'attribuiscono ai militari italiani durante la Grande Guerra, altri al compositore Antonio Piccinelli di Chiari; in ogni caso sarebbe nata nel periodo della battaglia del monte Ortigara, in quanto essa viene citata esplicitamente nel testo.

A quel tempo, nei percorsi di istruzione elementare, non tutti i segni di punteggiatura erano insegnati ed usati; per questo motivo il titolo originale della canzone deve essere scritto tutto attaccato oppure con lo spazio, ma senza il trattino alto (ovvero non Ta-pum).

Descrizione Il titolo e il ritornello sono ispirati al rumore degli spari sul campo di battaglia: il "TA" è il rumore dell'innesto della pallottola e il "PUM" il rumore dello sparo dei fucili Steyr-Mannlicher M1895 in dotazione alle truppe austro-ungariche.

Incisioni ed interpretazioni

Antonella Ruggiero nell'album "Quando facevo la cantante" (2018) - CD 1 "La canzone dialettale e popolare". Il brano è stato registrato dal vivo a Loano in occasione della serata finale del Premio nazionale "Città di Loano" per la musica tradizionale, con l'accompagnamento del supergruppo Ardecore.

Le varianti del testo La canzone era diffusa tra i vari reparti degli alpini e le variazioni sono state numerose fin dall'inizio. Successivamente nel tempo sono state elaborate ulteriori versioni e interpretazioni. In alcune esecuzioni (ad esempio nella celebre versione del Coro della SAT e degli alpini) la durata della canzone viene abbreviata.

Testo (prima versione) Venti giorni sull'Ortigara senza il cambio per dismontà; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Con la testa pien de peoci senza rancio da consumar; "ta pum ta pum ta pum" (due volte)

Quando poi ti discendi al piano battaglione non hai più soldà; "ta pum ta pum ta pum" (due volte)

Dietro al ponte c'è un cimitero cimitero di noi soldà; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Quando sei dietro a quel muretto soldatino non puoi più parlar; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Cimitero di noi soldati forse un giorno ti vengo a trovà; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Testo (seconda versione) Venti giorni sull'Ortigara senza il cambio per dismontar; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Quando poi ti discendi al piano battaglione non hai più soldà; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Quando sei dietro a quel mureto soldatino non puoi più parlar; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Ho lasciato la mama mia l'ho lasciata per fare il soldà; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Dietro il ponte, un cimitero cimitero di noi soldà; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Cimitero di noi soldati forse un giorno ti vengo a trovar; ta pum ta pum ta pum (due volte)

Note

Bibliografia

Categoria:Canti degli alpini Categoria:Canzoni sulla prima guerra mondiale