L'espressione Crisi austro-olandese (1781-85) si riferisce da una complessa serie di manovre diplomatiche e militari, messe in opera dall'Imperatore Giuseppe II, fra il 1781 ed il 1785, per affrancare i Paesi Bassi austriaci dai notevoli diritti di ingerenza posseduti dalle Province Unite (allora impegnate nella quarta guerra anglo-olandese), che menomavano assai gravemente la sovranità della casa imperiale. Ottenuto il risultato, Giuseppe II fu libero di dare avvio ad un programma di riforme interne, che provocarono la cosiddetta Rivoluzione del Brabante.

La sovranità limitata degli Asburgo d'Austria nei Paesi Bassi Garanzie internazionali ai privilegi dei Paesi Bassi cattolici I Paesi Bassi cattolici passarono agli Asburgo d'Austria, nel 1714, con il Pace di Rastatt (parte della Pace di Utrecht). Questo stesso trattato prevedeva che le Comunità e gli Abitanti saranno conservati nel godimento di privilegi, prerogative, costumi, esenzioni, diritti, concessioni, comuni e particolari, incarichi ed uffici ereditari, che essi possedevano alla morte di Carlo II di Spagna ovvero, per quei territori ceduti dal Re Sole, al momento di detta cessionePace di Rastatt, Art XXVIII.. Parimenti, i benefici ecclesiastici … di sorta che nessuno le possa o debba mai minacciare od impedire nel loro possesso o legittima amministrazionePace di Rastatt, Art XXIX..

Per soprannumero, un anno più tardi venne formalizzato il Terzo Trattato della Barriera, con il quale le Province Unite, impegnavano l'Imperatore al totale rispetto degli Stati Provinciali per sempre … senza alcuna innovazioneTerzo Trattato della Barriera, Art.13., dovendo essi decidere per il maggior bene della ProvinciaTerzo Trattato della Barriera, Art.14. e non dell'Impero, avendo essi potere di veto su ogni contribuzione, taglia, carico o imposta o domanda, sotto qualsiasi nome o pretesto che siaTerzo Trattato della Barriera, Art.15.; che tutti i privilegi, tutte le carte generali o particolari, tutte le giurisdizioni secolari, superiori od inferiori, saranno mantenute in tutta la loro estensioneArt. 11 della capitolazione anglo-olandese del 16 gennaio 1710, ratificata dall'art. 20 del Terzo Trattato della Barriera, art.13., per finire specificando che l'Imperatore avrà la bontà di giurare agli Stati Provinciali l'osservanza dei diritti, franchigie, libertà, privilegi, carte, costumi, usi e prerogative … come si trovavano dopo la riunione' ai suoi statiArt. 15 della capitolazione anglo-olandese del 16 gennaio 1710, ratificata dall'art. 20 del Terzo Trattato della Barriera, art.13..

Le fortezze della 'Barriera' Lo stesso Terzo trattato della Barriera impegnava, per giunta, gli Asburgo a riconoscere alle Province Unite il diritto di guarnigione (esclusiva o congiunta) in otto delle principali piazzeforti dei Paesi Bassi cattoliciEncyclopædia Britannica - Eleventh Edition.. Tale diritto era stato concepito in funzione squisitamente anti-francese, ma non era previsto alcun collegamento fra il persistere di tale minaccia ed il mantenimento delle guarnigioni.

La chiusura del porto di Anversa Infine, l'art. XXVI del Terzo trattato della Barriera imponeva all'Imperatore di accettare che le Province Unite continuassero l'ormai più che cinquantennale blocco alla navigazione della Schelda, la principale via di comunicazione dei Paesi Bassi cattolici, che serviva i porti di Gand e, soprattutto, Anversa, rovinandone i commerci, a tutto vantaggio dei porti delle Sette Province UniteFerdinand de Cornot Cussy, op. cit... Tale gravosa imposizione pesava sulle province cattoliche de iure sin dall'art.14Christophe Koch, op. cit., p. 84. del Trattato di Münster del 1648Firmato il 30 gennaio 1648 e ratificato solennemente il 15 maggio dello stesso anno.Jean-Baptiste Nothomb, op. cit.. benché il primo blocco risalisse, addirittura, al 1585.

Il blocco allo sviluppo commerciale Gli Asburgo d'Austria fecero almeno un tentativo di sottrarre quelle loro provincie dall'asservimento olandese: sin dal 1717 Carlo VI fondò una 'Compagnia di Ostenda', per farle partecipare ai commerci con le Indie, saltando l'intermediazione olandese.

Il tentativo, tuttavia, sfidava i vitali interessi delle ancora potenti Province Unite e, per giunta, quelli commerciali dell'Inghilterra. Ne derivò una crisi diplomatica, sostenuta dalle pressioni della Compagnia olandese ed inglese delle Indie Orientali. Mentre troppo distanti erano gli interessi vitali della corte di Vienna. Sicché, nel maggio 1727, Carlo VI accettò di sospendere la Compagnia, per poi cancellarlaEnciclopedia Britannica.. Una conclusione sancita dal cosiddetto Secondo Trattato di Vienna.

Cosicché un ulteriore vincolo internazionale giunse ad aggravare ulteriormente i vincoli allo sviluppo dei Paesi Bassi cattolici.

Ai margini degli interessi della casa d'Austria Un possedimento a sovranità fortemente limitata Complessivamente, quindi, la sovranità degli Asburgo d'Austria era assai limitata. A tutto vantaggio, in particolare, delle Province Unite la cui mano si stendeva du una parte del Belgio per tenerlo immobile sotto di sé e paralizzarlo in tutte le sue funzioni vitali … ridotto ad un'esistenza meramente interna, provinciale e comunale. Con l'aggravante che tutte queste limitazioni erano sancite da trattati internazionali che garantivano a tutte le maggiori potenze europee il diritto formale di intervenire in caso di ogni modifica che fosse: cosicché i 'diritti' delle Province Unite costituivano una sorta di servitù di diritto pubblico … esisteva una sorta di rapporto feudale fra Olandesi e Belgi.

Il primo tentativo di scambiare i Paesi Bassi per la Baviera L'apparente impossibilità di sbloccare tale situazione, pose tali territori ai margini dagli interessi della casa imperiale. Talmente ai margini da suggerire a Maria Teresa di accettare una rischiosa proposta di scambio: l'offerta venne, nel 1777, dal nuovo Duca di Baviera, Carlo Teodoro di Wittelsbach, succeduto in quell'anno a Massimiliano III Giuseppe. Questi aveva subito proposto a Vienna di scambiare il trono di Monaco con quello dei Paesi Bassi austriaci, accompagnato da una corona reale che l'Imperatore aveva, certamente, il potere di assegnare.

Tale scambio, però, avrebbe significativamente rafforzato il predominio asburgico nella Germania meridionale. Tanto da indurre Federico il Grande ad invocare una minaccia all'equilibrio e alla costituzione dell'Impero, per poi dare inizio alla cosiddetta Guerra di Successione Bavarese (1778-79), conclusa con la Pace di Teschen, che, sostanzialmente, ristabiliva lo status quo.

L'azione di Giuseppe II contro le Province Unite La visita di Giuseppe II nei paesi Bassi cattolici Tale fallimento, indusse, finalmente, gli Asburgo a porre una rinnovata attenzione alle neglette provincie, per la prima volta dopo il fallimento di Carlo VI. Ciò significava, anzitutto, tentare di ridurre i diritti olandesi.

Nel 1781 (appena un anno dopo la morte della madre e predecessore Maria Teresa), l'Imperatore Giuseppe II compì un viaggio nei propri domini nei Paesi Bassi cattolici, formalmente in incognito, sotto lo pseudonimo di "conte di Falkenstein". Ma la visita di un Imperatore in quelle provincie sino ad allora neglette, era qualcosa di nuovo ed imprevisto e la non comune personalità di Giuseppe II rese l'affare ancor più importanteHubert, Le voyage de I'empereur Joseph II. (Bruxelles, 1900), citato in Petrus Johannes Blok, cap. The Fourth English War, op. cit...

Il momento pareva propizio, in quanto, sin dal 1780, le Province Unite erano nella, per loro, disastrosa quarta guerra anglo-olandese. Cosicché notevole fu la preoccupazione all'Aia allorché giunsero indiscrezioni che testimoniavano una decisa ripresa di iniziativa: l'Imperatore avrebbe dichiarato Ostenda porto franco, annunciato un piano per imporre la riapertura della Schelda, concesso libertà di culto ai ProtestantiPetrus Johannes Blok, cap. The Fourth English War, op. cit...

La denuncia del Trattato della Barriera Il primo passo, tuttavia, riguardò la denuncia unilaterale del Terzo Trattato della Barriera. Il 7 novembre 1781 l'ambasciatore degli Stati Generali delle Province Unite a Bruxelles, venne informato che, essendo la barriera divenuta inutile per effetto dell'alleanza fra Austria e FranciaEncyclopédie des Gens du Monde, Barrière (traités de la), ., il governo imperiale aveva preso la decisione demolire la maggior parte delle fortezze dei Paesi Bassi cattolici, eccezion fatta per le sole Anversa, Ostenda e Lussemburgo; dalle Province Unite il governo imperiale si aspettava che dessero corrispondenti ordini alle proprie guarnigioni.

Gli Stati Generali dell'Aia dovettero far buon viso a cattivo gioco e, nel gennaio 1782, richiamarono le proprie guarnigioni (circa 6-7 000 uomini). Una mossa resa necessaria dal conflitto in corso con l'Inghilterra, che venne risentita, quale era, come una profonda umiliazione. Ciò benché la storiografia olandese abbia poi cercato di ridurne l'importanza con l'argomento che anche le Province Unite erano, in quel momento, alleate della Francia. Ma in realtà, ad essere in questione erano le servitù di diritto pubblico olandesi sui Paesi Bassi cattolici, dei quali l'occupazione delle fortezze della barriera costituivano simbolo e strumento.

Un colpo di mano su alcuni dei forti ancora contestati Tanto è vero che l'indubbio successoL'Emereur, enhardi par ce succès (L'Imperatore, reso più ardito da questo successo. Encyclopédie des Gens du Monde, Barrière (traités de la), . convinse Giuseppe II dell'opportunità di sfruttare ulteriormente la debolezza olandese.

Fra i mercanti di Amsterdam e Rotterdam si sparse il forte timore di una prossima azione per imporre la riapertura della Schelda, con la conseguente, e temutissima, rinascita del porto di Anversa.

Ma l'Imperatore decise di iniziare da un'altra questione aperta: la definizione dei confini fra le due parti dei Paesi Bassi, sui quali i due governi non si erano mai definitivamente intesi. Cominciò da una serie di forti di confine che gli Olandesi si erano rifiutati di evacuare: in particolare i forti di St. Donat, St. Paul e St. Job, che gli Olandesi avevano unito alle fortificazioni di Sluis ai sensi del Secondo Trattato della BarrieraA Collection of All the Treaties of Peace, …, op.cit.., ma, prima di allora, parte dei Paesi Bassi spagnoli. Accadde quindi che, nella notte fra il 3 ed il 4 novembre 1783, un reggimento imperiali uscito da Bruges occupò e demolì questi forti, dopo averne cacciate le guarnigioni olandesi. A marcare la riappropriazione territoriale, un cimitero olandese lì accanto venne profanato ed i corpi gettati in un vicino stagno.

A quel punto gli Stati Generali dell'Aia proposero un accomodamento, ma il governo imperiale di Bruxelles, di fronte all'ormai preclara debolezza olandese, non intendeva rinunciare ad alcuna richiesta.

La 'guerra della marmitta'