L'anatomia umana è una branca della scienza medica che studia la forma e la struttura del corpo umano; deve il suo nome al metodo principale d'indagine, la dissezione, la quale a tutt'oggi resta, per quanto integrata da altri moderni e perfezionati metodi di indagine, di fondamentale importanza.
L'anatomia nel corso dei secoli ha assunto fisionomie non sempre equivalenti a quella attuale; fu dapprima in rapporti stretti con i riti religiosi e le pratiche magiche e per lunghissimo tempo si identificò quasi completamente con la scienza medica.
L'affermazione dell'anatomia come scienza è legata al fiorire delle scuole filosofiche greche (Alcmeone di Crotone, Empedocle, Erofilo, Erasistrato; le scuole di Cnido e di Coo, di Alessandria) che, per quanto frenate da concezioni religiose, portarono a scoperte precise e notevoli. Di certo il non poter avvalersi della pratica dissettoria sul cadavere costrinse gli studiosi a ripiegare sulle analisi dei reperti animali, con grave nocumento per la validità dei risultati. Ciò si rivela ad esempio nelle opere di Galeno, che applicava le scoperte sugli animali direttamente al campo umano senza alcuna correzione.
Solo nel 1316, grazie a Mondino de' Liuzzi, l'anatomia ritrovò il suo vero volto e si posero le basi per il rigoglioso sviluppo di tale scienza nel Rinascimento, soprattutto per merito di Berengario da Carpi, Leonardo da Vinci, di Vesalio e di Falloppio. Nella Toscana del Quattrocento e Cinquecento il corpo umano assume un ruolo da protagonista, in un percorso di riscoperta che accomuna l'esperienza artistica e quella scientifica. Dalla visione medievale più simbolica, si passa alla ricerca di verifica diretta sul tavolo anatomico. Nel quadro di questo rinnovato amore per l'anatomia vanno altresì ricordate le osservazioni di Fabrizio di Acquapendente, di Eustachio, del Casserio, di Spigelio, Johann Georg Wirsung, Wharton, Stenone.
I contributi più validi nel XVII secolo vennero ad opera di Malpighi, che per primo ricorse al microscopio, strenuo assertore della preminenza dell'osservazione diretta e dell'indagine sperimentale su qualsiasi dogmatismo aprioristico. Accanto al Malpighi è giusto ricordare l'olandese Leeuwenhoek, il Ruysch, il Valsalva, il Santorini e Morgagni, iniziatore dell'anatomia patologica sulla laringe, sul canale digerente, sui polmoni, sulle vie biliari e sul tessuto adiposo e ancora Hunter per i suoi studi sull'utero gravido, Cotugno per le sue ricerche sul liquor cefalorachidiano.
Nei secoli successivi, grazie ad una tecnica sempre più perfetta, si addivenne ad un maggior approfondimento analitico e presero impulso in seno alla comune dottrina le branche specializzate. Se l'anatomia sistematica ricorda Henle, Rolando per i suoi studi sul cervello, Filippo Pacini sulle terminazioni sensitive, Corti sull'organo dell'udito, Malacarne approfondisce gli studi di anatomia topografica e chirurgica, e così lo Scarpa; acquistano inoltre sempre più importanza l'anatomia patologica e l'anatomia comparata, con cui appunto si cerca di risalire alle leggi dell'organizzazione animale, di scoprire attraverso quali processi si sia stabilita una così immensa varietà di forme e i possibili rapporti tra di esse.
L'anatomia egizia
Lo studio dell'anatomia inizia almeno nel 1600 a.C., data del papiro Edwin Smith. Questo trattato mostra che il cuore, i suoi vasi, il fegato, la milza, i reni, l'ipotalamo, l'utero e la vescica erano conosciuti e che si sapeva che i vasi sanguigni partivano dal cuore. Vengono descritti altri vasi, alcuni che trasportano aria, alcuni muco e due all'orecchio destro che portano il "respiro della vita", mentre due all'orecchio sinistro il "respiro della morte". Il papiro Ebers (1550 a.C.) presenta un trattato sul cuore: rileva che il cuore è il centro dei flussi di sangue e ad esso sono collegati i vasi per ogni arto del corpo.
Sembra che gli egiziani conoscessero poco la funzione dei reni e del cervello, e facessero del cuore il punto di incontro di una serie di vasi che trasportavano tutti i fluidi del corpo: sangue, lacrime, urina e sperma. Tuttavia, non avevano una teoria sulla provenienza della saliva e del sudore.
L'antica Grecia
Gran parte della nomenclatura, dei metodi e delle richieste per lo studio dell'anatomia possono essere fatti risalire alle opere degli antichi greci.
Nel V secolo a.C., il filosofo Alcmeone potrebbe essere stato uno dei primi ad aver sezionato gli animali per scopi anatomici e forse a identificare i nervi ottici e le trombe di Eustachio. Anche medici antichi come Acrone, Pausania e Filistione di Locri avevano condotto indagini anatomiche. Un altro importante filosofo dell'epoca era Empedocle, che considerava il sangue come «calore innato» e sosteneva che il cuore fosse l'organo principale del corpo e la fonte del pneuma (respiro, anima), che era distribuito dai vasi sanguigni. Nel Corpus Hippocraticum sono raccolti molti testi di vari autori, nessuno dei quali è sicuramente ascrivibile a Ippocrate stesso; i testi mostrano una comprensione della struttura muscoloscheletrica e l'inizio della comprensione della funzione di alcuni organi, come i reni. La valvola tricuspide del cuore e la sua funzione è documentata nel trattato De corde.
Il filosofo Aristotele (IV secolo a.C.), insieme ad alcuni suoi contemporanei, si adoperò per produrre un sistema che facesse spazio alla ricerca empirica. Attraverso il suo lavoro con le dissezioni animali e la biologia, Aristotele si dedicò all'anatomia comparata. In questo periodo, Prassagora potrebbe essere stato il primo a identificare la differenza tra arterie e vene, con descrizioni degli organi più accurate rispetto ai lavori precedenti.
Nel periodo ellenistico, la prima scuola di anatomia documentata si formò ad Alessandria tra la fine del IV secolo ed il II secolo a.C. A partire da Tolomeo I Soter, ai funzionari medici fu permesso di aprire ed esaminare cadaveri allo scopo di apprendere come funzionavano i corpi umani. Il primo utilizzo di corpi umani per la ricerca anatomica avvenne nel lavoro di Erofilo di Calcedonia, il "padre dell'anatomia", ed Erasistrato, che ottennero il permesso di eseguire dissezioni dal vivo (vivisezioni) su criminali condannati ad Alessandria sotto gli auspici della dinastia tolemaica. Erofilo, in particolare, sviluppò un corpus di conoscenze anatomiche molto più informate sulla reale struttura del corpo umano di quanto lo fossero state le opere precedenti; ha anche ribaltato l'idea fatta da Aristotele secondo cui il cuore fosse la sede dell'intelligenza, sostenendo invece fosse il cervello. Scrisse anche sulla distinzione tra vene e arterie e fece molte altre accurate osservazioni sulla struttura del corpo umano, in particolare sul sistema nervoso.
Le teorie di Galeno
L'ultimo grande anatomista dei tempi antichi fu Galeno, attivo nel II secolo. Galeno fu istruito su tutte le principali scuole filosofiche (platonismo, aristotelismo, stoicismo ed epicureismo) fino a quando suo padre, mosso da un sogno di Asclepio, decise che avrebbe dovuto studiare medicina. Dopo la morte di suo padre, Galeno viaggiò molto alla ricerca dei migliori medici a Smirne, Corinto e infine Alessandria.
L'anatomia era una parte importante dell'educazione medica di Galeno ed è stata una delle principali fonti di interesse per tutta la sua vita. Galeno ha raccolto gran parte della conoscenza ottenuta dai suoi predecessori e ha approfondito l'indagine sulla funzione degli organi eseguendo dissezioni e vivisezioni su bertucce, buoi, maiali e altri animali. A causa della mancanza di campioni umani prontamente disponibili, le scoperte attraverso la dissezione animale vennero applicate anche all'anatomia umana.
Nel 158, Galeno prestò servizio come capo medico dei gladiatori nella sua nativa Pergamo. Galeno fu così in grado di studiare tutti i tipi di ferite senza eseguire alcuna vera e propria dissezione umana, e fu in grado di visualizzare gran parte della cavità addominale. Il suo studio sui maiali e sulle scimmie, tuttavia, gli ha fornito informazioni più dettagliate sugli organi e ha fornito la base per i suoi lavori medici. Di queste opere ne sopravvivono circa 100, il massimo per qualsiasi autore greco antico, e riempiono 22 volumi. Scrisse due grandi opere anatomiche, De anatomicis administrationibus e De usu partium corporis humani: le informazioni in questi scritti divennero il fondamento autorevole per tutti gli scrittori e medici per i successivi 1300 anni, fino a quando non furono contestati da Vesalio e Harvey nel XVI secolo.
Fu attraverso i suoi esperimenti che Galeno fu in grado di ribaltare molte credenze di lunga data, come la teoria che le arterie contenessero aria, trasportata in tutte le parti del corpo dal cuore e dai polmoni; questa credenza si basava originariamente sulle arterie degli animali morti, che sembravano vuote. Galeno fu in grado di dimostrare che le arterie viventi contengono sangue, ma i suoi errori, che divennero l'ortodossia medica stabilita per secoli, furono di supporre che il sangue andasse avanti e indietro dal cuore con un movimento di flusso e reflusso e di presumere che il sistema circolatorio fosse interamente aperto. Sebbene Galeno abbia identificato correttamente alcuni degli organi coinvolti nel sistema vascolare, molte delle loro funzioni non erano descritte correttamente. Il cuore, secondo Galeno, manteneva il corpo caldo e mescolava i due tipi di sangue attraverso pori nella parete che separa i ventricoli destro e sinistro. Galeno credeva che tutto il sangue fosse assorbito dal corpo e dovesse essere rigenerato attraverso il fegato usando cibo e acqua: vedeva il sistema cardiovascolare come una macchina in cui il sangue funge da combustibile, piuttosto che un sistema che ricircola costantemente. Galeno riteneva che il calore del cuore permettesse ai polmoni di espandersi e inalare aria, e vedeva i polmoni come una regione di raffreddamento che lavorava anche per espellere i prodotti di scarto fuligginosi dai polmoni mentre si contraevano.
Il Medioevo
Per tutto il Medioevo, l'anatomia umana veniva appresa principalmente attraverso i libri e la dissezione degli animali.
Mentre nel XIX secolo si sosteneva che la dissezione fosse vietata, poiché Bonifacio VIII aveva approvato una bolla papale che proibiva lo smembramento e la bollitura dei cadaveri per scopi funerari, questa affermazione è stata sfatata come mito dai moderni storici della scienza.
Per molti decenni la dissezione umana fu ritenuta non necessaria, in quanto tutta la conoscenza sul corpo umano poteva essere letta dai primi autori come Galeno; nel XII secolo, con l'istituzione delle università in Italia, l'imperatore Federico II rese obbligatorio per gli studenti di medicina seguire corsi di anatomia umana e chirurgia.
Mondino de Liuzzi Il primo grande sviluppo dell'anatomia nell'Europa cristiana dopo la caduta di Roma avvenne a Bologna, dove gli anatomisti sezionavano i cadaveri e contribuivano alla descrizione accurata degli organi e all'identificazione delle loro funzioni; La scuola medica salernitana aveva ripreso lo studio dell'anatomia, ma praticando solo dissezioni di animali. A Mondino si attribuisce la prima dissezione umana documentata nell'Europa occidentale, nel 1315. Egli ricominciò ad eseguire le prime dissezioni umane sistematiche, dai tempi di Erofilo ed Erasistrato quindici secoli prima.