Biografia Nacque a Palermo il 1º gennaio 1893,. dove compì studi superiori e si laureò in giurisprudenza.. Nel 1915 si arruolò nel Regio Esercito come ufficiale di complemento d'artiglieria, assegnato al 29º Reggimento artiglieria da campagna. Dopo l'entrata in guerra del Regno d'Italia, il 24 maggio di quell'anno, fu nominato sottotenente di complemento nel mese di luglio, ed inquadrato nel 2º Gruppo artiglieria da montagna “Torino-Aosta” dall'ottobre 1915 prese parte a numerosi combattimenti, distinguendosi sul Col di Lana, sul Monte Sief e sul Monte Zerbin. Nel marzo 1917, promosso tenente in servizio permanente effettivo per merito di guerra, chiese di essere ammesso alla Scuola Osservatori d'Aeroplano di Centocelle per un corso della durata di tre mesi.

Ritornato in zona di guerra nel maggio successivo con la qualifica di “Osservatore d'Aeroplano” si distinse, in forza alla 39ª Squadriglia (5º Gruppo volo), prendendo parte a numerose azioni, venendo decorato con due Medaglie d'argento e una di bronzo al valor militare.

Nel 1921 fu trasferito presso il 9º Raggruppamento aeroplani e nel giugno 1923, dopo l'istituzione della Regia Aeronautica, promosso capitano e assegnato al 1º Stormo caccia terrestre del Centro di Aviazione da ricognizione di stanza a Parma. Nel novembre dello stesso anno entrava a far parte della neocostituita Regia Aeronautica e l'anno dopo,Nel 1924 conseguì il brevetto di pilota militare su velivolo Ansaldo A.300. promosso al grado di maggiore a scelta eccezionale, gli veniva affidato il comando del 20º Stormo da ricognizione basato sull'aeroporto di Salerno-Pontecagnano.

Nel 1929 fu promosso tenente colonnello e nel 1932, con la promozione a colonnello, ricevette dall'ottobre 1934 il comando dell'aeroporto di Ferrara-San Luca e del 14º Stormo Bombardamento Terrestre.

Visto il graduale peggioramento dei rapporti con il governo etiope, nel corso del 1934 fu mandato in Africa orientale a capo di una missione tecnica che doveva curare la sistemazione delle basi aeree presenti in colonia.. In vista della guerra con l'Etiopia lo Stormo fu rafforzatoAll'atto dello scoppio della Guerra d'Etiopia il 14º Stormo contava su 4º Gruppo (14ª e 15ª Squadriglia), 49º Gruppo (61ª e 64ª Squadriglia), e 44º Gruppo (2ª , 6ª e 9ª Squadriglia). con la costituzione di un terzo Gruppo di volo, e il 2 dicembre 1935 partì per l'Eritrea imbarcandosi a Napoli.

Assegnato all'Aeronautica dell'Africa Orientale Italiana, divenne uno dei più stretti collaboratori del generale Rodolfo Graziani. Nel febbraio 1936, in piena campagna d'Etiopia, viene elevato al rango di generale di brigata aerea, e insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia.

La morte

Il 26 giugno decollò dal campo d'aviazione di Addis Abeba al comando di due bombardieri Ca.133. e un ricognitore Ro.1, facendo rotta per Lekempti con il compito di contattare alcuni capi locali e di assicurarne la fedeltà alla Corona italiana. Il primo velivolo era pilotato personalmente da lui, mentre il secondo era al comando di Antonio Locatelli. Una volta atterrati sul campo di Bonaia i tre equipaggi organizzarono un accampamento di fortuna intorno ai velivoli, ma la notte del 27 vennero assaliti da un gruppo di arbegnuoc, i guerriglieri etiopi, guidati da Keflè Nasibù e Belai HaileabAngelo Del Boca, Gli italiani in Africa orientale, vol. III, p. 31.. Tutti i membri della spedizione,Si trattava del generale Vincenzo Magliocco, del colonnello di stato maggiore Mario Calderini, del maggiore pilota Antonio Locatelli, del capitano pilota Mario Galli, del capitano osservatore Antonio Drammis dei Drammis, del tenente pilota Luigi Gabelli, del maresciallo pilota Giorgio Bombonati, sergente radiotelegrafista Renato Ciprari, del 1º aviere motorista Alberto Agostini (militare), dell'aviere scelto radiotelegrafista Giulio Malenza, dell'aviere motorista William D'Altri, dell'ingegnere civile Adolfo Prasso. tranne il tenente cappellano Mario Borello,. il 1º aviere Alberto Agostini e i due interpreti indigeni, rimasero uccisi e i tre aerei incendiati. L'aviere Alberto Agostini fu ucciso successivamente in un nuovo scontro con gli etiopi..

I resti dei tre aerei furono avvistati da un velivolo italiano pilotato dal capitano Mario Bonzano il giorno successivo. Il relitto di uno dei due Ca.133 fu trasformato successivamente in un monumento ai caduti.

Magliocco lasciava a Palermo la moglie Maria Butticè ed il figlio Bruno.

Ricordo A Magliocco, Locatelli, e agli altri componenti della spedizione a Lechemti, tra cui l'ingegnere Adolfo Prasso, fu concessa la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria. A lui è stato intitolato l'aeroporto di Comiso fino al 7 giugno 2014, data della reintitolazione a Pio La TorreAeroporto di Comiso intitolato a Pio La Torre: le immagini- gds.it..

A Vincenzo Magliocco eroe italiano, è stata intitolata una scuola elementare nel quartiere periferico romano di Capannelle, nel tempo assegnata ad una scuola alberghiera poi intitolata a Pellegrino Artusi, ma è stato gelosamente custodito ed esposto il busto in bronzo all'entrata, con la placca che ricorda l'uomo e l'eroe.

Onorificenze

Note

Bibliografia

I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999

Periodici

Categoria:Aviatori italiani della prima guerra mondiale Categoria:Medaglie d'oro al valor militare Categoria:Medaglie d'argento al valor militare Categoria:Medaglie di bronzo al valor militare Categoria:Piloti della Regia Aeronautica Categoria:Ufficiali del Regio Esercito