La Pieve di Cantalupo è un antico luogo di culto cattolico situato nella Bassa Imolese, circa 13 km a nord della città.

Storia La pieve La pieve fu dedicata originariamente a Sant'Apollinare di Acquaviva (o di Acquavia); era una delle 14 pievi della diocesi imolese ed era dotata di una giurisdizione vastissima. Il culto del Santo ravennate era particolarmente sentito in questa zona nei secoli V e VI. Il titolo rimanda dunque ad un'edificazione che risale probabilmente all'epoca del primo apparire del Cristianesimo in questa parte della Romagna. L'attributo "Acquaviva" rimanda invece, con ogni probabilità, alla presenza in questa zona di una fonte, alla quale la popolazione era molto devota e che sarebbe scaturita durante un momento di ristoro nel cammino di Sant'Apollinare.

Il primo documento che ci parla della chiesa è datato 783; per molti secoli la chiesa è citata come appartenente a potenti famiglie di feudatari. Nel 1146 è attestata la presenza di un rettore; dal 1227 l'edificio porta il titolo di pieve«Il nuovo Diario-Messaggero», 17 settembre 2026, pag. 9.. Secondo alcune testimonianze, la stessa pieve e il vicino castello di Acquaviva, nel frattempo fortificato con fossati e steccati, vennero distrutti in seguito alle guerre e alle inondazioni susseguitesi nei secoli XIV e XV. Le epidemie, poi, resero il luogo deserto e selvaggio: da qui deriva molto probabilmente il toponimo "Cantalupo" (dal romagnolo Cantalov: "Ca' del Lupo"), ad indicare una zona disabitata, incolta e inospitale. Per questi motivi non si trovò per molti anni un parroco disposto a trasferirvisi. Nel 1455 la chiesa risultava in rovina.

La chiesa attuale L'attuale chiesa venne edificata nel 1495. Il secolo successivo fu caratterizzato da migliori condizioni di vita e dall'aumento della popolazione. Anche la piaga delle alluvioni poté essere relegata al passato. Proprio in seguito all'aumento della popolazione, e al conseguente aumento delle esigenze religiose, furono costituite le due parrocchie di Sesto Imolese (1520) e di Cantalupo Fiume (oggi parrocchia di Giardino, 1572).

Da allora la chiesa è sempre citata in occasione delle visite pastorali: i vescovi la trovarono abbastanza in ordine e senza rilevanti problemi, a parte la necessità di restauro per la canonica. La canonica fu in effetti restaurata integralmente tra il 1645 e il 1650. Fu in questo periodo che apparve nei documenti il toponimo Cantalupo.

La chiesa, definita «quasi rozza» a causa delle sue condizioni disastrate, subì pesanti interventi di ristrutturazione tra il 1922 e il 1924, che ne comportarono tra l'altro un accorciamento di 4,5 metri di lunghezza. In compenso venne ripristinata la titolazione di pieve in occasione della visita del vescovo d'Imola Paolino Tribbioli (1924). Con la creazione delle due nuove parrocchie di Balìa (1929) e di Sasso Morelli (1957, già vicaria perpetua dal 1914), il territorio della pieve di Cantalupo si è ridotto a meno di un quinto della sua estensione originaria.

Nella prima metà del XXI secolo la pieve è stata oggetto di un approfondito restauro: i lavori si sono protratti dal 2022 al 2026.

Note

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