Dall'aprile al giugno 1982 l'Argentina e il Regno Unito, con le rispettive forze aeronavali e terrestri, combatterono una breve campagna militare per il controllo ed il possesso delle isole Falkland (conosciute anche col nome spagnolo di islas Malvinas), della Georgia del Sud e delle isole Sandwich Australi.
La guerra delle Falkland è stata la più recente operazione militare intrapresa dal Regno Unito senza la partecipazione di uno o più alleati al suo fianco e rimane un chiaro esempio dell'importanza assunta dall'impiego del "potere" aereo come arbitro delle campagne belliche congiunte terrestri e navali.
Le forze aeree coinvolte furono per l'Argentina, la Fuerza Aérea Argentina (aeronautica militare) e l'Aviación Naval (l'aeronautica navale) e aerei peruviani che segretamente supportarono le forze aeree argentine.che operarono praticamente sempre dalle basi a terra, mentre sulle navi britanniche vennero imbarcati, oltre ai mezzi della Fleet Air Arm (l'aviazione di marina), anche aerei ed elicotteri della Royal Air Force. A questi vanno aggiunti i mezzi, soprattutto ad ala rotante, delle aviazioni leggere dell'esercito e, nel caso argentino, anche della guardia costiera.
I combattimenti furono intensi anche se concentrati in un breve periodo, e la loro intensità è testimoniata dal fatto che il numero di morti per giorno è superiore a quello della seconda guerra mondiale..
Forze in campo
Argentini I numeri dei velivoli di prima linea erano apparentemente a favore degli argentini, con oltre cento aerei tra caccia e cacciabombardieri effettivamente operativi contro poco più di una quarantina di aerei tra Harrier e Sea Harrier per i britannici, tutti imbarcati sulle navi della task force. Gli aerei argentini erano però, sovente vecchi (come ad esempio gli 11 Canberra Mk 62 e Mk64, il cui prototipo volò nel 1949, 3 furono messi a terra quasi subito per mancanza di pezzi di ricambio), e in prima linea comprendevano solo i circa 15 Dassault Mirage III, (il cui prototipo volò nel 1956, e con un'autonomia insufficiente per raggiungere l'arcipelago), 39 (ma solo circa 30 operativi) IAI Dagger (derivati israeliani dal Mirage 5, cui nel corso del conflitto furono aggiunti 10 Mirage 5-A Mara ex peruviani), 29 A4B e 16 A4C Skyhawk (cui vanno aggiunti 8 A4Q della marina, inoltre vi erano altri 5-6 cellule di A4 utilizzate per i pezzi di ricambio) tutti delle prime versioni (ben diversi in prestazioni agli A4M), la marina schierava poi 4 Dassault Super Etendard (uno dei quali fu messo a terra per fornire agli altri i pezzi di ricambio, un quinto esemplare era appena giunto nel paese e non era stato ancora riassemblato) e 6 Aermacchi Mb 339 da addestramento (che però erano della versione A, con avionica basilare). In totale, tra aeronautica e marina, all'inizio del conflitto erano operativi solo 91 (o 94, più i 10 Mirage peruviani) apparecchi utilizzabili in missioni offensive, tra cui 15 con un'autonomia insufficiente. A questi potevano aggiungersi 31 FMA IA-58 Pucarà operativi (di cui 24 effettivamente impiegati nel conflitto), che però erano aerei pensati per compiti di controguerriglia in ambienti in cui il dominio dell'aria non era messo in discussione. Inoltre tra i 216 apparecchi di tutti i tipi disponibili nell'aeronautica argentina solo 2 erano Kc-130 Hercules da rifornimento in volo, rendendo difficile (vista la distanza dalle basi di partenza) rifornire un gran numero di apparecchi per svolgere attacchi di saturazione.
Britannici Questo permetteva ai britannici di godere di una teorica superiorità, o almeno una parità, numerica nelle acque dell'arcipelago, poiché il grosso dei loro apparecchi era basato su portaerei, mentre gli Argentini difficilmente potevano inviare più di una dozzina di apparecchi contemporaneamente sull'arcipelago. I britannici inoltre, oltre ad aerei generalmente più moderni (anche se impiegarono i "vecchi" Avro Vulcan), avevano anche mezzi di una generazione più recente, missili AIM-9L Sidewinder con capacità di ingaggio frontale e un sistema di comando e controllo a bordo delle navi che gestiva in modo efficace ed integrato le risorse disponibili in volo e di difesa antiaerea, e un'autonomia maggiore (ma non di molto) rispetto agli avversari che dovevano quasi sempre arrivare dalla terraferma; per contro gli argentini potevano contare su un radar sulle isole che poteva efficacemente riportare i movimenti delle pattuglie aeree britanniche anche se non gestire il coordinamento in volo.
Fattori di forza e di debolezza Gli attacchi aerei portati dagli argentini sulle navi britanniche furono determinati e professionali. Due fattori che giocavano a svantaggio degli argentini erano legati agli embarghi militari. L'amministrazione Carter, per le continue violazioni dei diritti umani a seguito del colpo di stato da parte dei militari argentini guidati da Jorge Rafael Videla aveva infatti posto l'Argentina sotto embargo già alla fine degli anni '70, questo embargo era in via di ridiscussione proprio nel periodo immediatamente precedente all'invasione e l'amministrazione Reagan era interessata a cancellarlo a breve. Si prevedevano numerose commesse perché le forze aeree argentine erano equipaggiate soprattutto con apparecchi francesi e americani, e molti di questi ultimi erano davvero a corto di pezzi di ricambio o addirittura costretti a terra (come ad esempio i Grumman C-1 Trader, almeno la metà dei Grumman S-2 Tracker antisommergibile, 14 Lockheed P2V Neptune da pattugliamento marittimo su 16, per limitarci solo alla marina). L'invasione portò un embargo per tutta la durata del conflitto da parte dei paesi CEE, soprattutto la Francia che era l'altro grande fornitore di aerei (oltre alla Gran Bretagna, ovviamente, leader nella fornitura di elicotteri, mentre Israele invece continuò a rispettare i propri contratti). Questo embargo impedì il rifornimento sia di munizioni (missili antiaerei per l'aeronautica e antinave per la marina, proiettili per cannoncini ecc.), sia il ritiro dei tecnici francesi che stavano risolvendo i problemi elettronici dei Super Etendard di nuova acquisizione. Inoltre il governo francese trasmise tutte le informazioni disponibili sui propri mezzi esportati in Argentina e permise ai britannici di addestrarsi nel loro uso e nella ricerca di metodi per neutralizzarli o minimizzare il danno. Molte delle informazioni sui mezzi argentini erano comunque disponibili ai britannici che si addestravano regolarmente coi francesi per quanto riguarda i Super Etendard, e alcuni piloti degli Harrier avevano volato con la Royal Australian Air Force sugli A4.
Alla fine di quella che fu una guerra di attrito, buona parte dei mezzi aerei argentini era stata distrutta o gravemente danneggiata, o era ferma per mancanza di pezzi di ricambio, ed i britannici avevano acquisito il quasi completo controllo dei cieli sopra le isole e nell'area di mare circostante, permettendo loro una quasi totale libertà di azione durante la campagna terrestre. Aerei argentini C-130 Hercules da trasporto riuscirono però a raggiungere le isole fino quasi all'ultimo giorno di conflitto, di fatto il ponte aereo tra le isole e la terraferma non fu mai interrotto.
Un ultimo aspetto interno al regime argentino va analizzato, negli equilibri di potere della dittatura militare l'aeronautica era l'arma meno potente e prestigiosa (e nel 1982 "governava" la marina), questo aveva significato una minore attenzione verso l'aviazione da parte del governo. L'aviazione, anche per il suo minore peso politico, non fu coinvolta nella pianificazione del conflitto, e, da anni, si preparava solo per una guerra contro il Cile, in cui l'autonomia era una caratteristica poco importante, gli obbiettivi navali non sarebbero stati di competenza dell'aeronautica, gli attacchi sarebbero stati portati da quote medio-alte (e non bassissime, come invece accadde in questo conflitto) e non c'era un grande divario tecnologico con il potenziale avversario. Inoltre tutte e tre le forze armate avevano spostato risorse, uomini e attenzione a compiti "politico-militari", di carattere repressivo (voli della morte, centri di detenzione clandestini, interrogatori, indagini poliziesche, polizia segreta ecc.).
L'inizio delle ostilità La guerra fu preceduta dal singolare episodio dello sbarco senza preventiva autorizzazione britannica di 40 argentini, apparentemente lavoratori civili di una ditta di pesca, sulla Georgia del Sud il 19 marzo 1982; per rimuovere l'insediamento illegale e dimostrare la propria determinazione a mantenere la sovranità sulle isole, il governo britannico inviò la nave pattuglia Endurance, con una squadra di Royal Marines.
Alle ore 4:30 del 2 aprile, un commando di 150 uomini della fanteria di marina argentina arrivarono in elicottero a Mullet Creek, un piccolo centro abitato a sud-ovest della capitale Stanley, e mossero verso l'interno puntando alla caserma dei Royal Marines a Moody Brook. Alle 6:15 il grosso delle forze argentine cominciò a sbarcare nella baia di York, a est, e i 68 Royal Marines, che costituivano l'intera guarnigione britannica sull'isola furono intrappolati fra le due tenaglie dell'avanzata argentina.
Alle 9:25, dopo una breve ma intensa resistenza i soldati inglesi si arresero vedendo sfumata ogni possibile ulteriore azione. LEndurance si ritirò in area sicura.
Immediatamente gli argentini trasferirono alcuni velivoli Aermacchi MB-339 da attacco leggero dell'Aviación Naval insieme ai Beechcraft T-34 Mentor, monomotori ad elica da addestramento ma con capacità di attacco leggero, basandoli sull'aeroporto di Port Stanley che aveva comunque una pista corta e inutilizzabile per dei jet da combattimento ad alte prestazioni. Inoltre la Fuerza Aérea Argentina dislocò sulle isole una ventina di bimotori da attacco Pucarà disperdendoli in vari aeroporti con pista in erba, dall'isola di Pebble a Goose Green alla stessa Port Stanley. Questi mezzi potevano essere appoggiati dalla terraferma, con 3 di Super Etendard allocati nella Base Aeronaval Comandante Espora (BACE) a Grünbein insieme ai circa quaranta Douglas A-4 Skyhawk ancora operativi, da altre basi terrestri e dalla portaerei ARA Veinticinco de Mayo (V-2). Questi aerei erano appoggiati da velivoli di pattugliamento marittimo Lockheed P2V Neptune; gli ultimi due aerei operativi (2-P-111 e 2-P-112) svolsero un ruolo chiave di ricognizione e supporto dei Super Étendard, in particolare in occasione dell'attacco contro lo del 4 maggio. La mancanza di pezzi di ricambio, causata dal preesistente embargo sugli armamenti degli Stati Uniti verso l'Argentina, in atto sin dal 1977 a causa della Guerra sporca, portò alla cessazione delle operazioni con il velivolo prima della fine della guerra. Il loro ruolo venne svolto in seguito da EMB 111A brasiliani forniti in segreto per ovviare all'usura e all'equipaggiamento insufficiente dei Neptune, che fornirono quasi 200 ore di volo di pattugliamento marittimo, oltre a sei Aermacchi MB-326 che non vennero utilizzati nel conflitto. Il segreto però durò poco, e poiché il Brasile aveva dichiarato una stretta neutralità il fatto fu motivo di imbarazzo, tanto che l'ambasciatore brasiliano a Londra, convocato dal Foreign Office per spiegazioni, offrì una curiosa compensazione mettendo a disposizione dei britannici un analogo quantitativo di velivoli. In altra circostanza però il Brasile trattenne un bombardiere britannico Avro Vulcan che durante una delle missioni Black Buck aveva danneggiato la sonda per il rifornimento in volo e venne costretto ad un atterraggio a Rio de Janeiro fino al termine delle ostilità.
Arrivano i britannici