Àrcore (IPA: , Árcur in dialetto brianzolo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Monza e della Brianza in Lombardia.

Si trova nella pianura padana a nord-est di Milano, da cui dista , in prossimità delle due più importanti città della provincia brianzola, Monza () e Vimercate ()

La testimonianza archeologica più antica rinvenuta ad Arcore è rappresentata da una lastra marmorea dedicata a tale Giulia Drusilla, databile al I secolo, mentre i primi accenni documentati che nominano la comunità arcorese si rifanno a pochi documenti risalenti al IX secolo.

Il paese è inoltre noto in quanto all'interno del suo territorio si trovano l'ex Villa Giulini-Casati-Stampa, ora Villa San Martino, e la Villa Borromeo d'Adda.

Geografia fisica

Territorio Il territorio di Arcore è esteso per e sorge nel bacino fluviale compreso tra i fiumi Lambro e Molgora, nel centro della Pianura padana.

Confina con i comuni di Biassono, Camparada, Concorezzo, Lesmo, Usmate Velate, Villasanta e Vimercate.

Geologia e morfologia La formazione geologica del territorio arcorese è costituita da un terreno fluvioglaciale, nonché da depositi morenici provenienti dalle colline brianzole. Il sottosuolo è ricco di argilla ed è poco poroso. Inoltre vi sono alcune falde acquifere a diverse profondità.

Clima

Arcore, e più in generale la Brianza, gode di un clima temperato, mediamente umido in tutte le stagioni, con estati calde e afose ed inverni freddi e con percentuali di precipitazioni (soprattutto di carattere nevoso) non molto alte.

I dati provenienti dalla Stazione meteorologica di Milano Brera indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione meteorologica mondiale, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai ; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +4,6°. Valori inferiori si registrano nelle campagne circostanti dove l'effetto "isola di calore" è assente. Le precipitazioni medie annue sono di , mediamente distribuite in 81 giorni, con picco autunnale, massimo secondario primaverile e minimo invernale ed estivo.

Idrologia Arcore, benché sita a pochi chilometri dal fiume Lambro, non è attraversata da importanti corsi d'acqua fatta eccezione per il torrente (o rio) Molgorana, ad oggi in parte coperto ed interrato (in ambito cittadino) per far posto alla via Casati, importante arteria stradale tra le più trafficate del paese. Prosegue invece a cielo aperto nelle aree meno urbanizzate e "selvatiche" del comune.

Sismologia Dal punto di vista sismico presenta un rischio molto basso e distribuito in modo uniforme su tutto il territorio. Il comune è stato infatti classificato come zona 4 (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Storia Le origini e l'epoca romana

Sull'origine di Arcore non esiste documentazione certa: dall'etimologia si può dedurre un'origine romana. L'etimologia del nome Arcore è infatti controversa: alcuni lo ricollegano al semidio Ercole, per il cui culto forse sorgeva un tempio in suo onore, altri lo associano ad un arco eretto dai romani.

Ciò potrebbe far supporre, pur con i dovuti accorgimenti, una possibile nascita del borgo di Arcore fin dall'epoca romana. Ad avallare questa ipotesi concorrono diversi elementi: com'è infatti noto, all'epoca della conquista romana, il territorio rurale veniva suddiviso in centurie, secondo le linee incrociate del cardo e del decumano. Questa centuriazione serviva per fare le assegnazioni di terre ai cittadini delle colonie di nuova fondazione; tracce di tale suddivisione sono ancora visibili sui rilevamenti cartografici della fine dell'Ottocento, mettendo in evidenza resti di centuriazione localizzati intorno a quella che oggi è la Cascina del Bruno. Da Arcore passava la via Spluga, strada romana che collegava Milano con il passo dello Spluga.

È inoltre recentemente emerso che il territorio dell'attuale comune era attraversato, in epoca romana, dalla strada che univa Mediolanum a Leucum, passando per Modicia. Nell'area dove si è successivamente evoluto il paese di Arcore erano poste due pietre miliari: la prima, che contrassegnava una stazione di posta, si trovava all'altezza dell'attuale Cascina Sentierone, mentre la seconda presumibilmente nel luogo dove poi sorse il monastero benedettino di Sant'ApollinareLuisa Dodi, La storia di Arcore: fra amene ville, signorili giardini, vita contadina e mondo dell'industria, Comune di Arcore, 1996..

A questa documentazione si collega l'epigrafe riportata su una lastra marmorea romana, unica testimonianza archeologica ritrovata ad Arcore, ora conservata presso il Civico museo archeologico di Milano.

Il Medioevo e l'età Moderna

I documenti più antichi finora ritrovati risalgono al IX secolo e sono relativi a donazioni alle chiese locali da parte di abitanti di "vico Arcole" o "loco Arculi". Arcore, nel medioevo, appartiene alla pieve di Vimercate ed è segnalata la presenza di due monasteri: il monastero benedettino di San Martino e la casa delle Umiliate a Sant'Apollinare.

Nel trecentesco Liber Sanctorum di Goffredo da Bussero è citata la chiesa di Sant'Eustorgio che diverrà la parrocchia della comunità ai tempi di san Carlo Borromeo. Dal XVI secolo, quando il paese era chiamato Arcone, diverse famiglie nobiliari lombarde (Casati, Durini, Giulini, Vismara, D'Adda, Barbò) spostano la propria residenza lungo tutta la Valle del Lambro e la Bassa Brianza e vi edificano importanti ville di delizia, tra cui ad Arcore la Villa Borromeo d'Adda, la Villa "La Cazzola" e la Villa San Martino (già Giulini Della Porta, Casati, Stampa di Soncino), favoriti dalla buona collocazione geografica e dalle agevoli comunicazioni. La costruzione dell'attuale chiesa parrocchiale risale al 1759Gianni Buonomo, Arcore, un popolo la sua chiesa il suo territorio, Gruppo Culturale Sant'Eustorgio, 1994..

A metà del Settecento Arcore conta 580 abitanti divisi tra il paese e le due frazioni riconosciute (Cascina del Bruno e Bernate, che subirà nei successivi due secoli un continuo passamano con il comune di Usmate Velate).

Il castello di Arcore Alcune prove consentono di presupporre che il paese, un tempo, ebbe un proprio castello. Il primo documento che ne cita l'esistenza, la donazione di Ariprando e GislaGianni Buonomo, Arcore, un popolo la sua chiesa il suo territorio, Gruppo Culturale Sant'Eustorgio, 1994, pp. 35-36. (oggi presente nell'Archivio Storico di Concorezzo), risalente al 1100, cita il lascito, da parte del nobile milanese Ariprando e della moglie GislaGianni Buonomo, Arcore, un popolo la sua chiesa il suo territorio, Gruppo Culturale Sant'Eustorgio, 1994, p. 36. di due abitazioni, la prima delle quali situata nei pressi del già citato castello. Un altro documento, risalente al XIII secolo, conservato nell'Archivio di Stato di Milano, conferma la presenza di un castrum in vico Arcole, documento citato nel XIX secolo dallo storico e paleografo Giovanni Maria Dozio in Notizie di Vimercate e la sua PieveGiovanni Dozio, Notizie di Vimercate e la sua Pieve, G. Agnelli, 1853., nel quale egli afferma che Nonostante ad oggi non sia rimasta alcuna traccia di questo castello, si può riscontrare, nelle mappe teresiane del 1722, l'indicazione dell'attuale via Monte Grappa come strada del Castello nonché, nella tradizione arcorese, l'abitudine di definire quella parte della città compresa tra via Abate d'Adda e via San Gregorio proprio zona del Castello.

L'età contemporanea In seguito all'annessione delle provincie lombarde, all'epoca austriache, al regno di Sardegna (e con la definitiva unificazione d'Italia), Arcore venne dotata di una nuova amministrazione, con un sindaco, una giunta e un consiglio comunale. Nel 1869 alla cittadina, ancora di poche migliaia di abitanti, venne aggregata la frazione di Cassina Palazzina, staccatasi dal comune di Lesmo.

Da questo momento, Arcore ebbe una graduale crescita industriale coadiuvata dalla creazione stazione ferroviaria nel 1873 e della tranvia nel 1879, con l'insediamento di varie industrie, tra cui la famosa Gilera. All'incremento industriale si accompagnò un robusto boom demografico che in poco meno di 100 anni portarono a quintuplicare il numero dei residenti arcoresi, cui si aggiunse la definitiva annessione della frazione di Bernate nel 1963.

Il 7 luglio 2001 la zona industriale del comune è stata colpita da un tornado di intensità F3 che ha causato decine di feriti tra i comuni di Arcore, Concorezzo e Vimercate e danni stimati di 400 miliardi di lire.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 22 gennaio 1955.

La mitra abbaziale ricorda i tre monasteri esistenti un tempo sul territorio dell'attuale comune; l'arco romano è un'arma parlante che richiama il toponimo Arcore e le antiche origini del paese; la terza partizione riprende elementi del blasone della famiglia D'Adda (fasciato ondato d'argento e di nero; col capo cucito d'oro, all'aquila di nero, coronata del campo).

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro.

Società La popolazione di Arcore ha avuto un grande aumento demografico specialmente dopo il secondo dopoguerra, dai circa paesani ai quasi nel 2007. Nel 1963, ad incrementare ulteriormente la popolazione, venne annessa la frazione di Bernate, prima sotto la competenza di Usmate Velate.

Demografia ed evoluzione demografica

Nella fascia di età da 0 a 14 anni vi sono bambini e ragazzi (pari al 13,6%); i giovani dai 15 ai 25 anni sono (pari al 9,9%); gli adulti dai 26 ai 64 anni sono e rappresentano poco più della metà della popolazione (55,5%, di cui il 28,4% tra i 26 e i 45 anni e il 24,1% tra i 46 e i 64 anni); infine gli anziani con età superiore ai 65 anni sono (pari al 20,9%). Di questi, quelli con età superiore ai 75 sono .

La popolazione femminile rappresenta il 51,5% del totale. I nuclei familiari sono di cui ben il 31,4% costituite da un solo componente, poco meno del 30% da due componenti, il 20% da tre componenti.

580 nel 1751 nel 1771 nel 1805 nel 1809 dopo annessione di Bernate nel 1811 dopo annessione di Lesmo nel 1853 nel 1859 nel 1861

Etnie e minoranze straniere Gli stranieri residenti nel comune sono , ovvero il 7,9% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Romania, 252 Ucraina, 146 Marocco, 132 Ecuador, 105 Albania, 67 Perù, 62 Egitto, 42 Senegal, 40 Moldavia, 38 Brasile, 35

Lingue e dialetti

Di pari passo con la lingua italiana, abbastanza diffuso è l'utilizzo — soprattutto nella fascia più matura dei cittadini arcoresi — del dialetto brianzolo, che, come la maggior parte dei dialetti d'Italia, è una lingua romanza (precisamente la lombarda) derivata dal latino con infiltrazioni anche di altri idiomi (spagnolo, francese, tedesco…). Attualmente, benché in lenta fase di regressione, è attualmente conosciuto e compreso dalla maggior parte della popolazione attiva.

Istituzioni, enti e associazioni Corpo musicale Città di Arcore

Fondata nel marzo del 1992 su iniziativa della sezione locale dell'Associazione nazionale carabinieri - Generale c.a. Dalla Chiesa, ad oggi è diretta dal maestro Pasquale Vaccarella. Collegata all'attività concertistica (in territorio comunale attiva durante le principali feste locali e nazionali), il corpo musicale ha anche attivato una scuola di musica. Attualmente, la sua sede è ubicata in via Belvedere, 22.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture civili Villa Borromeo d'Adda

Villa di delizia e complesso di edifici circondato da un parco, risalenti al XVII-XVIII secolo, aperto al pubblico e ospitante parzialmente (nella foresteria e nelle costruzioni adiacenti ed all'entrata del parco) la sede del ComuneLuisa Dodi, La storia di Arcore: fra amene ville, signorili giardini, vita contadina e mondo dell'industria, p. 46., mentre nelle Scuderie ha sede un distaccamento del Dipartimento di Restauro Accademia di belle arti di Brera di Milano.