Laggiù nella giungla è un film italiano del 1988 diretto da Stefano Reali.
La pellicola, che vuole essere un omaggio ai grandi colossal hollywoodiani, racconta in chiave fantastica l'avventura di nove viaggiatori che, pur essendosi persi in Abruzzo, si trovano catapultati nella giungla amazzonica, piena di insidie e pericoli inaspettati.
Trama La foratura di uno pneumatico blocca una corriera in corrispondenza di un viadotto sull'autostrada Roma-L'Aquila. Al momento di ripartire, ben nove persone mancano all'appello. Dopo varie proteste da parte degli altri passeggeri, l'automezzo riparte.
Queste nove persone, che si trovano sulle rive scoscese di un fiume impetuoso che scorre sotto il viadotto, nel tentativo di risalire sulla strada e chiedere soccorso si smarriscono stranamente in una foresta tropicale. Alla sorpresa e allo sgomento, si uniscono la fame nonché i rischi e la paura vista la presenza di serpenti, ghepardi e insidie di ogni sorta. In seguito, il gruppo riesce a rifocillarsi in una capanna, visibilmente abbandonata da qualcuno molto tempo prima.
Il geografo Kruger, insieme a Farrow, decide comunque di avanzare, mentre Emma viene rapita da un indigeno, corpacciuto e afflitto da un ascesso dentario, con lo scopo di essere curato. Poiché pare che questo indigeno sia stato l'aiutante di un esploratore bianco, appena il primo balbetta le parole "polvere gialla" il pensiero del gruppo va subito all'oro. Il ritrovamento di una piantina sommaria della regione, probabilmente tracciata dall'esploratore bianco, assieme a quello di alcuni setacci, inducono a ipotizzare l'esistenza di un giacimento. Mettendosi alla ricerca del metallo prezioso, il gruppo arriva a una caverna (contrassegnata sulla mappa da una crocetta), ma non vi trova altro che un sacco di polline, il quale, però, rivela fin da subito una straordinaria efficacia nel curare ferite e malanni.
Fabbricata una zattera rudimentale e imbarcatovi il sacco, il gruppo si lancia in acque turbinolente, per ricomparire infine sano e salvo sul viadotto, dove una troupe della Tv sta intrattenendo i telespettatori sui luoghi della incredibile scomparsa (in merito alla quale, ogni ricerca era risultata vana).
Poco dopo arriva sul viadotto la stessa corriera, l'autista della quale provvede subito a togliersi la barba e i baffi posticci. In questa maniera Kruger riconosce in lui il suo antico maestro, lo scienziato esploratore della giungla. Il polline era stata la prova che le sue intenzioni erano giuste, ma il sacco, che a tutti appariva come una strepitosa e lucrosa promessa, ora non contiene altro che cenere. Era questo polline che creava la ricchezza vegetale e la vitalità in ogni cosa, ma solo nei luoghi in cui un tale mirabile equilibrio naturale poteva poi essere conservato.
Produzione
Per sua natura, un film d'avventura ambientato in mezzo alla foresta ha dei costi di produzione notevoli. Dato che però si trattava dell'opera prima del regista, gli venne affidato un budget limitato. Gli sceneggiatori si trovarono quindi costretti a dover apportare dei cambiamenti alla partitura, i quali non furono mai del tutto graditi al regista.
Riconoscimenti Candidato al premio per il migliore regista esordiente ai David di Donatello 1988.
Note
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