Il rugby a 15 (pron. o ; ingl. rugby union, fr. rugby à XV; tradotto come pallovale e anticamente indicato come giuoco della palla ovale) è uno sport di squadra che costituisce, insieme al rugby a 13 (ingl. rugby league), uno dei due grandi codici regolamentari in cui è diviso il gioco del rugby. I due regolamenti, così come gli organismi e le federazioni nazionali e internazionali che vi fanno riferimento, sono indipendenti l'uno dall'altro.
Originario dell'Inghilterra, è diffuso nelle Isole britanniche (Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda), in Francia, in Oceania (Australia, Nuova Zelanda, Tonga, Figi, Samoa), in Sudafrica e ha un buon seguito in Italia, dove è praticato fino dai primi anni del XX secolo, in Argentina, dove fu importato dalle famiglie originarie del Regno Unito e, in misura minore ma in qualche modo significativa, in altri Paesi come Spagna, Portogallo, Romania e alcuni Paesi già repubbliche sovietiche (Russia, Ucraina e Georgia su tutte) nonché Giappone, Namibia, Canada, Stati Uniti e Uruguay.
La massima manifestazione internazionale della disciplina è la Coppa del Mondo, che si tiene dal 1987 in ambito maschile, e dal 1991 in quello femminile.
Al 2026 i campioni del mondo rispettivamente maschile e femminile sono il , vincitore del titolo nel 2023, l', laureatasi nel 2025. Le più prossime edizioni della Coppa del Mondo sono nel 2027 per gli uomini e nel 2029 per le donne, in entrambe le occasioni in Australia.
Storia
Nell'ottobre del 1863 fu costituita la Football Association con l'intento di unificare le varie forme di gioco con la palla che venivano praticate all'epoca. Durante una serie di sei incontri, tenuti alla Freemason's Tavern di Londra, rappresentanti delle scuole pubbliche e delle università, insieme a un numero di associazioni indipendenti e importanti, si riunirono per stabilire un singolo regolamento del football. La prima stesura prevedeva caratteristiche che sono ora parte del rugby come il correre in avanti con la palla ed essere caricati, trattenuti, sgambettati, ecc. Queste regole furono gradualmente scartate e fu adottata una variante delle Regole di Cambridge, che tra l'altro prevedevano 11 giocatori. Si crearono così due fazioni: quella del "Dribbling Game" (ossia del calcio) e quella dell'"Handling Game" (ossia di quello che oggi è il rugby). Nella riunione finale i rappresentanti del Blackheath e di Rugby ritirarono la loro squadra dall'associazione a causa della rimozione della regola che permetteva hacking ossia calciare un avversario negli stinchi e il divieto di prendere la palla con le mani. Il Blackheath e un numero di altre squadre continuarono a giocare la loro versione di football che poi fu codificata come rugby football.
Il 26 gennaio 1871, durante la riunione dei rappresentanti di squadre importanti nel ristorante Pall Mall di Londra, si formò la Rugby Football Union, che portò all'unificazione del regolamento per tutte quelle squadre inglesi che giocavano una variante delle regole della Rugby School. Il test match tra Scozia e Inghilterra di quell'anno è il più antico confronto tra due nazionali. Nel frattempo l'hacking fu definitivamente messo fuori legge, ma rimasero validi il gioco con le mani e il placcaggio (ma non alle gambe). Sarà proprio la questione dell'hacking a favorire la stesura delle regole finali.
Nel 1877 il numero di giocatori per squadra fu definitivamente ridotto da 20 a 15.
Il 1º gennaio 1886 i delegati delle federazioni storiche del rugby, ovvero Scozia, Galles e Irlanda fondarono la International Rugby Board, l'organismo internazionale che disciplina e regolamenta il rugby union. L'Inghilterra inizialmente non prese parte all'iniziativa, ma vi si unì nel 1890.
Nell'ultimo decennio del XIX secolo prese il via uno scontro di origine culturale e sociale tra i club del nord dell'Inghilterra (composti prevalentemente da lavoratori) e quelli del sud (composti da studenti e aristocratici) sulla natura amatoriale o professionistica del gioco: i rappresentanti dei club settentrionali rivendicavano il diritto al compenso per le partite disputate sacrificando il lavoro, richiesta ritenuta oltraggiosa e molto poco nobile dalla RFU, per la quale il rugby doveva essere un'attività puramente amatoriale (e tale rimarrà fino al 1995); per questo, il 29 agosto 1895 ventuno club si separarono dalla RFU e s'incontrarono al George Hotel di Huddersfield, formando la Northern Rugby Football Union con il suo insieme di regole, che sarebbe in seguito diventata la Rugby Football League (RFL).
Il rugby union fece parte del programma olimpico fino al 1924. Le nazionali vincitrici del titolo olimpico sono quelle di Francia nel 1900 (v. Rugby a 15 ai Giochi della VII Olimpiade), di Australia nel 1908, di Stati Uniti nel 1920 e 1924. Dal 2016 è tornato ai Giochi, ma nella versione ridotta a sette giocatori (Rugby Seven), amministrata sempre dalla World Rugby.
La Federazione Italiana Rugby (FIR) si costituì il 28 settembre 1928 e nel 1929 organizzò il primo campionato italiano ufficiale di rugby.
La leggenda
Sebbene sia spesso ritenuto erroneamente uno sport brutale, il rugby deve le sue origini a una delle più aristocratiche scuole britanniche (quella di Rugby appunto, che gli ha dato il nome).
Secondo la leggenda, nel 1823 il giovane studente William Webb Ellis, durante una partita a calcio giocata secondo uno dei tanti regolamenti allora in circolazione in Inghilterra, afferrò il pallone con le mani e, anziché calciarlo come previsto, cominciò a correre verso l'opposta linea di fondo. Gli sport allora non erano ancora dotati di regole codificate e molte varianti prevedevano che la palla potesse essere portata in mano (la principale differenza riguardava l'utilizzo delle mani - Handling game, contrapposto al Dribbling game), quindi di per sé la corsa di Webb Ellis non fu una vera e propria novità ma, anzi, una consuetudine ampiamente diffusa.
La storia di Webb Ellis cominciò a circolare nel 1876, quattro anni dopo la sua morte, a opera di Matthew Bloxam (un ex studente della Rugby School) che confessò al giornale della scuola di avere appreso, da fonte anonima, che fu proprio Ellis in quell'occasione a stabilire il passaggio da un football giocato con i piedi a uno giocato con le mani. Anche se le indagini successive provarono che nella stessa scuola di Rugby si praticava più di uno sport in cui era permesso l'uso delle mani e che le regole del football variavano di anno in anno, William Webb Ellis è entrato nel mito, passando alla storia come l'ideatore del Rugby Football. Ancora oggi il trofeo della coppa del mondo di rugby è intestato a Webb Ellis e una targa alla Rugby School commemora il suo famoso quanto contestato gesto atletico. Comunque sia, tutti i testi di storia del rugby citano il celebre studente pur specificando i dubbi riguardo certe interpretazioni di quanto realmente avvenne.In realtà si dimostrò, sulla base di varie testimonianze (in particolare quella di Thomas Hughes, giudice e scrittore, oltre che ex-allievo della scuola di Rugby) che nel 1834 neanche a Rugby era permesso giocare con le mani o quantomeno un giocatore che avesse corso con la palla fra le mani era passibile di qualunque tipo di fallo e che solo nel 1841-42 ("assemblea del Bigside") furono introdotte regole a tutela di questo modo di giocare, a condizione che la palla fosse stata presa al volo e non passata nella corsa verso la meta. Questa è la versione ufficiale degli ex-allievi della scuola di rugby. Va tenuto conto che non esistevano, prima del 1871, delle regole ufficiali, tanto che ancora in occasione del primo test match tra Inghilterra e Scozia nello stesso anno, risultano discussioni accanite sulla validità della meta realizzata "collettivamente" dagli scozzesi con la spinta della mischia, pratica non ammessa in Inghilterra.
Le prime società Le prime società o associazioni che fondarono la Rugby Football Union furono ventidue:
Blackheath R.C. Richmond F.C. Ravenscourt Park West Kent Marlborough Nomads Wimbledon Hornets Gipsies Civil Service Law Club Wellington College Guy's Hospital Flamingoes Clapham Rovers Harlequin Football Club King's College St Paul's Queen's House Lausanne Addison Mohicans Belsize Park
Descrizione
Regolamento
Quelle qui elencate sono solo le regole principali del rugby a 15. Dimensioni del campo: minimo: (di cui 94 senza contare le aree di meta) massimo: (di cui 100 senza contare le aree di meta) Al centro del campo si trova la linea di metà campo, a dieci metri da questa, da entrambi i lati si trova la linea tratteggiata dei dieci metri; a ventidue metri dalla linea di meta si trova la linea dei ventidue metri. A 5 metri dalla linea del fallo laterale ai lati del campo si trova la linea dei cinque metri, così come in prossimità dell'area di meta. A 15 metri dalla linea del fallo laterale ai lati del campo si trova la linea dei quindici metri. L'area di meta è delimitata dalla linea di meta e dalla linea di pallone morto. Dimensioni della porta: I pali della porta, piazzati al centro della linea di meta, sono 2 montanti rotondi di oltre 4 metri di altezza, da considerarsi prolungantisi all'infinito; essi distano tra loro 5,6 metri e sono uniti da una barra orizzontale il cui filo superiore è a 3 metri dal terreno. La palla deve avere forma ovale (in geometria è detta sferoide prolatoUno sferoide prolato è un solido ottenuto dalla rotazione di un'ellisse intorno al suo asse maggiore.) e le seguenti dimensioni ottimali: Lunghezza: 28-30 centimetri Circonferenza sull'asse maggiore: 74-77 centimetri Circonferenza sull'asse minore: 58-62 centimetri Peso: 410-460 grammi La durata di una partita è di 80 minuti, divisi in due tempi uguali da 40: si considera il tempo effettivo senza recupero (salvo eccezioni particolari). Il termine di entrambi i tempi viene decretato dall'uscita del pallone, da una meta o da una mischia. Originariamente, l'intervallo era decretato a pura scelta dell'arbitro; attualmente, l'arbitro concede 10 minuti di riposo. Ogni squadra può schierare fino a quindici giocatori più otto riserve: non ci sono numeri fissi e va rispettata la numerazione 1-22, in particolare 1-3 per i piloni, 2 per il tallonatore, 4-5 per le seconde linee, 6-7 per i flanker, 8 per la terza linea centro, 9-10 per i mediani, di mischia e di apertura, 12-13 per i centri, 11-14 per le ali, 15 l'estremo. Un rimpiazzo è un giocatore che rileva in campo un compagno infortunatosi. Un sostituto è un giocatore che rileva in campo un compagno per motivi tecnico-tattici. Un giocatore con ferita sanguinante deve essere rimpiazzato e se nell'arco di 15' di gioco effettivo è in grado di rientrare nuovamente in campo può riprendere il posto del rimpiazzo momentaneo. In caso contrario il rimpiazzo diviene definitivo. In campo vi devono essere un arbitro e due giudici di linea, in caso di partite di un certo rilievo può essere presente anche il "TMO" (Television Match Officer) che ha il compito, esclusivamente su richiesta dell'arbitro, di fornire i replay dell'episodio incriminato e di consultarsi con lui e con i giudici di linea. Le valutazioni con il TMO possono riguardare la regolarità di una meta, la sua effettiva marcatura, un fallo e la sua gravità o qualunque altra situazione dubbia. In caso di meta dubbia, l'arbitro deve comunicare il suo pensiero prima di vedere i replay, ed in assenza di evidenza video che dimostra l'opposto, conta la decisione annunciata. In caso di fallo, se ha intenzione di assegnare un cartellino - rosso o giallo - può annunciarlo al TMO e poi dovrà comunicarlo di persona al giocatore che lo subisce. Il giudizio dell'arbitro è insindacabile e questi, in seguito a eventuali proteste scaturite dalle sue decisioni, può fare avanzare la battuta di un calcio di punizione o una mischia di 10 metri.