Letica militare in Italia indica un corpus di principi di etica militare, l'insieme dei principi filosofici che caratterizzano l'impronta morale delle forze armate italiane e dei corpi armati nazionali ad ordinamento militare. (forze di polizia italiane).
La condotta degli appartenenti a questi enti è comunque regolamentata formalmente e le previsioni in materia sono state riformate a partire dalla fine degli anni settanta, del XX secolo.
Storia I Regolamenti dal 1859 al 1929 I regolamenti del 1859 e del 1872 nel loro primo paragrafo recitano che "L'EsercitoNel 1947 con decreto del Capo provvisorio dello Stato i tre dicasteri della Guerra, della Marina e della Aeronautica vennero riuniti in un solo Ministero della difesa, il cui ordinamento provvisorio prevedeva il mantenimento delle tre amministrazioni preesistenti. Solo nel 1962 veniva riorganizzato unitariamente il Ministero e solo nel 1964 veniva emanato un unico Regolamento di disciplina è istituito per sorreggere il Trono, tutelare le leggi e le istituzioni, far guerra ovunque venga ordinato dal Sovrano, difendere sino all'estremo l'onore e l'indipendenza della Patria".
Le stesure del 1907 e del 1929 invece prescrivono che "L'Esercito, del quale è comandante supremo S.M."S.M." = "Sua Maestà" il ReL'art. 5 dello Statuto Albertino prevedeva che: "Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il Capo Supremo dello Stato: comanda tutte le forze di terra e di mare; dichiara la guerra: fa i trattati di pace, d'alleanza, di commercio ed altri, dandone notizia alle Camere tosto che l'interesse e la sicurezza dello Stato il permettano, ed unendovi le comunicazioni opportune. I trattati che importassero un onere alle finanze, o variazione di territorio dello Stato, non avranno effetto se non dopo ottenuto l'assenso delle Camere"., è istituito per difendere sino all'estremo l'onore e l'indipendenza della Patria, facendo guerra ovunque venga dal Sovrano ordinato e per tutelare le istituzioni e le leggi nazionali ".
La Costituzione repubblicana All'art. 11 si afferma che:
,
All'art. 52 si statuisce che
All'art. 54 si precisa che:
Infine l'art. 103 dispone:
Il Regolamento di Disciplina militare del 1964 Il regolamento del 1964, che si rivolge a tutte le forze armate italiane, sancisce nella sua Premessa che esse "... sono istituite per difendere sino all'estremo l'onore e l'indipendenza della Patria combattendo ovunque venga ordinato e per tutelare in obbedienza agli ordini ricevuti le istituzioni e le leggi nazionali"Così nella Premessa al Regolamento promulgato con DPR 31 ottobre 1964 entrato in vigore il 1º luglio 1965.
LAvvertenza pubblicata in calce al Regolamento precisava "Il Regolamento di disciplina militare è il codice morale delle Forze armate ed enuncia i principi ed indica i metodi per creare e rafforzare una sostanziale disciplina. Esso deve essere riconosciuto, meditato ed osservato da tutti i militari, soprattutto da quanti rivestono un grado ed hanno missione di educatori. I principi morali e disciplinari dettati dal presente Regolamento formano la base e la forza dell'istituzione militare."Boursieur-Niutta e Gentili, Codice di disciplina militare, Iasillo, Roma, 1991, pag.361 ss.
Dal punto di vista della dottrina, la Premessa al Regolamento del '64 così argomenta: "... Le Forze armate, per evitare ogni possibile incrinatura nella propria compagine e per esercitare imparzialmente le alte funzioni derivanti dai doveri istituzionali, debbono in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche. L'azione di tutte le Forze armate deve essere pronta e concorde, e perciò le attribuzioni e i doveri di ciascun elemento della gerarchia militare debbono essere definiti con regole certe ed inviolabili. Nella osservanza di queste regole consiste la disciplina militare. Essa è principale virtù delle Forze armate e primo dovere del militare di ogni grado. La storia di tutti i tempi e di tutte le nazioni prova che nella disciplina, assai più che nel numero, sta la forza delle istituzioni militari. La disciplina si infonde in tempo di pace e si mantiene salda in tempo di guerra mercé la diligente e costante abitudine di osservarne i precetti."
Sulla base dei principi enunciati nella Premessa e nellAvvertenza - - . È così che nelle numerose scuole militari delle Forze armateivi compresi i collegi militari "La Nunziatella" di Napoli, quello di Roma (poi soppresso), quello di Milano (soppresso, ma recentemente ricostituito con il nome "Teuliè") nonché il Collegio Navale Morosini (correttamente denominato Scuola militare navale "Francesco Morosini") di Venezia, che accolgono i liceali intenzionati ad intraprendere la carriera militare. Di recente anche l'Aeronautica Militare ha attivato il suo collegio militare a Firenze con denominazione Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet, dell'Arma dei Carabinieriall'epoca Arma dell'Esercito -al primo posto in ordine di costituzione, con la Fanteria, Artiglieria, Genio e Trasmissioni- ma dotata di una organizzazione addestrativa propria, ad eccezione della formazione dei quadri ufficiali in servizio permanente effettivo addestrati presso l'Accademia Militare di Modena, del Corpo della Guardia di Finanza e del Corpo degli Agenti di Custodia si cerca di insegnare una Etica militare la cui dottrina si svilupperà .
Secondo l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'EsercitoUfficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, "L'Esercito italiano nel XX secolo", quella degli anni '60 e '70 fu una società militare disorientata che non intravedeva possibilità di impiego professionale (la guerra), che costituiva comunque un enorme serbatoio occupazionale, che vedeva la classe ufficiali annoverare sempre più elementi provenienti dai ceti medio-bassi, anche loro afflitti da problemi di sostentamento economico.
Nel 1981 il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza fu smilitarizzato e convertito nella Polizia di Stato, e successivamente si ebbe la smilitarizzazione del Corpo degli Agenti di Custodia, convertito in Polizia PenitenziariaAA.VV. L'Esercito italiano nel XX secolo, SME-Ufficio Storico, Roma, 1999, pag. 39 ss..
La riforma dell'Ordinamento militare del 1978 Da ultimo, in ordine di tempo l'art. 1 della legge 11 luglio 1978, n. 382 afferma che:
Le Forze armate sono al servizio della Repubblica; il loro ordinamento e la loro attività si informano ai principi costituzionali. Compito dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica è assicurare, in conformità al giuramento prestato ed in obbedienza agli ordini ricevuti, la difesa della Patria e concorrere alla salvaguardia delle libere istituzioni e al bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità.
Quanto all'evoluzione dei doveri che incombono sul soldato, Dio, Re e Patria erano i valori fondamentali cui si riferivano i regolamenti del 1859 e 1872. Il primo conteneva una lunga elencazione di doveri che violavano la sfera personale dei singoli e fissavano, una per una, le norme di comportamento della vita familiare, la religione, l'uso delle proprie cose. Sovrano e Patria erano un bene supremo ed inscindibile. Il Regolamento del '64 si presentava invece come una previsione di doveri di carattere generale afferenti al solo status militare ed il dovere di "obbedienza", prima "assoluta", è divenuta "pronta, leale e rispettosa".
Questi schemi organizzativi legati al passato ed i relativi precetti etici vengono accantonati nel 1978: infatti le norme di principio, prima dei doveri, trattano dei diritti costituzionalmente garantiti al cittadino-soldato, non più soldato-suddito.ampl. cfr. Boursieur-Niutta e Gentili, op. cit., pag.13
: la Patria, la Bandiera, il Giuramento, la Disciplina militare, l'Onore e le Tradizioni militari.
L'ordinamento giuridico-militare italiano vigente
La delimitazione dottrinaria dell'Etica militare italiana è coerente con i principi animatori della carta costituzionale, i quali sono applicati tramite le seguenti norme:
Legge 11 luglio 1978, n. 382 "Norme di principio sulla disciplina militare"; Regolamento di attuazione della Rappresentanza Militare approvato con D.P.R. 4 novembre 1979, n. 691 e relativo Regolamento interno (D.M. 9 ottobre 1985); Nuovo Regolamento di Disciplina Militare emanato con D.P.R. 18 luglio 1986, n. 545, Legge 23 agosto 2004, n. 226 "Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei militari di truppa in ferma prefissata".Questa è la legge che ha istituito il cd esercito di professione cui vennero chiamati a far parte tutti i giovani di ambo i sessi di età compresa tra i 17 e i 25 anni. Con lo stesso provvedimento si statuì, altresì, per garantire un livello adeguato di arruolamento volontario e sino al 2010, che tutti coloro che vogliono prestare servizio come Carabinieri, agenti delle forze di polizia a ordinamento civile o della Guardia di Finanza nonché nel Corpo militare della Croce Rossa svolgeranno per almeno un anno il servizio militare volontario o nell'Esercito, o nella Marina Militare o in Aeronautica Militare Decreto del presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n. 90 ("Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246.").
Testi che, secondo il Boursieur-Niutta ed il Gentili nel loro "Codice di disciplina militare", avrebbero trasformato il soldato-suddito dell'ordinamento disciplinare previgente nel soldato-cittadinoBoursieur-Niutta, E., Gentili, A., op. cit.. Gli stessi avevano argomentato che prima della riforma del 1978, completatasi con la promulgazione nel 1986 del nuovo Regolamento di Disciplina militare (RDM), vigeva il Regolamento di Disciplina militare del 1964 che aveva di fatto, ma anche di diritto, posto in essere in un regime repubblicano un ordinamento militare autonomo, da quegli autori valutato come una sorta di stato nello stato che obbedisce alle sue regole, talora in contrasto, o almeno non in sintonia, con alcuni dei principi cardine posti alle basi dell'ordinamento della repubblica.
Ed in parallelo al Regolamento di Disciplina del 1964, sempre secondo quegli autori, anche i Codici penali militari di pace e di guerra e la legge del 1941 - che regolamentava l'Ordinamento giudiziario militare- con legge italiana di guerraapprovata con R.D. 8 luglio 1938,n.1415 "andavano per loro conto" quali riconosciuti strumenti della "giustizia cd dei capi"Così Boursieur-Niutta e Gentili, op. cit. Infatti, la Giustizia militare italiana, regolamentata dalla legislazione sarda-piemontese sin dal 1850, organizzata nella prima metà del secolo scorso dal R.D. 9 settembre 1941, n. 1022, conservava comunque la sua legittimità grazie all'art. 103 della Costituzione. Il settore è stato finalmente reso conforme allo spirito del tempo presente dalle leggi 7 maggio 1981, n. 180 e 24 dicembre 2007, n. 244.
I principi dell'Etica militare nell'Italia contemporanea I principi enunciati nei regolamenti della disciplina militare, nella costituzione repubblicana, nella "Legge di principio del 1978", succedutisi in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, costituiscono alcuni dei principii fondanti dell'etica militare.
In particolare rilevano le stesure regolamentari del 1859, 1872, 1907, 1929, del 1964cfr. il Regolamento di disciplina militare ed istruzione e servizio interno per le fanterie, Fedratti, Torino, 1859; il Regolamento di disciplina militare, Voghera, Roma, 1907; il Regolamento di disciplina militare per il Regio Esercito, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1929 e quella del 1978, del 1986D.P.R. 11/07/1986 n.545 (in G.U., 15 settembre, 1986 n. 214)"Approvazione del regolamento di disciplina militare, ai sensi dell'art. 5, primo comma, della legge 11 luglio 1978, n. 382" e del 2010Decreto del presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, in materia di Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare. attualmente vigente.