Le addizioni leggere sono sistemi incrementali e reversibili di riqualificazione edilizia e urbana volti a rinnovare e valorizzare il patrimonio costruito esistente che ha perso utilità. Queste strategie mirano ad aggiornare edifici e interi settori urbani con nuovi standard abitativi, tecnologici, energetici e sociali.

Storia e Contesto Normativo L'esigenza di riqualificazione emerse in Europa, in particolare nel dopoguerra e fino agli anni '80, per l'adeguamento di milioni di appartamenti (spesso in prefabbricazione pesante nelle periferie) a standard più elevati. La Francia fu precorritrice con interventi di rehabilitation focalizzati sull'umanizzazione degli insediamenti.

In Italia, l'azione riqualificatrice è stata meno sistemica, basata su iniziative locali o di enti proprietari. Il quadro normativo deriva dalla L. 179/1992, che ha generato strumenti come i PRU (Piani di Riqualificazione Urbana), i PRUSST e i Contratti di Quartiere (CdQ), spesso orientati alla scala edilizia e alla partecipazione degli abitanti. Questi programmi si basano sul partenariato pubblico/privato, dove l'ente pubblico funge da promotore e coordinatore, e i privati sono incentivati a incrementare la dotazione di servizi (standard aggiuntivi) per migliorare la qualità urbana.

Il processo richiede una rigorosa fase di programmazione che, tramite un documento preliminare, verifica la fattibilità (economica, amministrativa e tecnica) dell'intervento, evidenziando la necessità di metodi di indagine specifici per il costruito.

Caratteristiche Operative e Tecnologiche L'intervento sul costruito, per essere efficace, richiede un approccio progettuale che riconosca l'edificio come organismo evolutivo. Le addizioni leggere sono ideali perché rispondono all'esigenza di aggiornare l'edificio ai bisogni mutevoli dell'utenza (sicurezza, benessere, estetica, risparmio energetico) tramite qualità operative specifiche:

Velocità di attuazione: Essenziale per minimizzare i disagi all'utenza. Leggerezza e Riciclabilità: Caratteristiche che selezionano le tecnologie a costruzione stratificata a secco. Reversibilità e Disassemblabilità: Si traducono in una maggiore flessibilità spaziale futura del manufatto, permettendo modifiche future senza demolizioni pesanti (riduzione di rumore e macerie) e garantendo la durabilità complessiva dell'organismo edilizio.

Le tecnologie a secco (struttura/rivestimento - S/R), grazie alla loro programmazione precisa e logistica ottimizzata, si applicano a tutte le tipologie di riqualificazione (termica, acustica, funzionale, estetica).

Strategie di Intervento Le addizioni leggere si articolano in due principali strategie, entrambe caratterizzate dall'uso di assemblaggi a secco e dal basso impatto ambientale:

Strategie Superficiali-Bidimensionali Si focalizzano sul miglioramento delle condizioni ambientali e prestazionali dell'involucro esistente, senza trasformare lo spazio interno, con l'obiettivo di aumentare le stratificazioni per correggere deficit (termici, acustici, antincendio) attraverso l'aggiunta di nuovi strati e creano livelli di eterogeneità materica e si comportano come "cuscinetti di assorbimento energetico".

Si distinguono in:

Passivi: Semplice interclusione e isolamento (es. sistemi a contatto). Dinamici: Rinforzano l'interdizione sfruttando il movimento dell'aria (necessitano di una struttura secondaria di mediazione). Attivi: Introducono un apporto energetico (es. captazione solare o diffusione radiante).

Strategie Volumetriche-Spaziali Consistono nella ridefinizione dell'edificio mediante l'aggiunta di volumi. Lo scopo è quello di incrementare spazi insufficienti, l'aggiunta di nuovi spazi d'uso o di circolazione (es. vani scala, sopraelevazioni, espansioni laterali), spesso al fine di rifunzionalizzare l'intero edificio o la singola unità abitativa.

L'impiego di addizioni leggere, con le loro qualità operative (velocità, leggerezza, flessibilità), è cruciale, specialmente in presenza di utenza inamovibile.

Tali incrementi possono gravare sulla struttura esistente (richiedendo rinforzi) o qualificarsi come strutture indipendenti con semplici collegamenti, in base a una preventiva analisi della consistenza statica.

Note

Bibliografia Isabella Amirante e Sergio Rinaldi (a cura di), Strategie di riqualificazione per l'abitare, Ed Scientifiche Italiane, Napoli, 2002 Eric Dubosc, Costruire e decostruire in una prospettiva sostenibile, in La reversibilità del costruire a cura di Roberto Bologna, Maggioli Ed, Firenze, 2001 Ginelli Elisabetta (a cura di), L'intervento sul costruito, Franco Angeli, Milano, 2002 Marco Imperadori (a cura di), Costruire sul costruito, Carocci Ed, Roma, 2001 Fausto Novi (a cura di), La riqualificazione sostenibile, Alinea, Firenze, 1999 Ettore Zambelli (a cura di), Ristrutturazione e trasformazione del costruito, Il Sole 24 ore, Milano, 2004 Pinto Maria Rita, Il riuso edilizio, Utet, Torino, 2004 UNI 8289:1981_ Edilizia. Esigenze dell'utenza finale. Classificazione.

Voci correlate Durabilità dei componenti edilizi Assemblaggio a secco Costruzioni temporanee Riqualificazione energetica dell'edificio

Categoria:Tecnologia delle costruzioni