Lo Stadio comunale Giuseppe Voltini è lo stadio principale della città di Crema, ed ospita le partite casalinghe della Pergolettese e del Crema 1908, sebbene quest'ultima compagine utilizzi a volte anche l'impianto polisportivo Aldo Bertolotti.
Il settore che accoglie i tifosi della Pergolettese è la curva sud "Irmano Nichetti", così chiamata in ricordo di un tifoso del Pergocrema prematuramente scomparso. Il settore che accoglie i tifosi del Crema è la curva nord "Renato Olmi", così chiamata in ricordo del campione del Mondo con la Nazionale Italiana nel 1938 e con un passato nelle file bianconere.
Storia Dalle origini al 1945 Il primo campo sportivo di Crema fu realizzato nel 1920 su un terreno appositamente acquistato dal ComuneNovant'anni di storia e decine di interventi, in La Provincia di mercoledì 26 agosto 2009 lungo l'allora via MilanoLa via fu ridenominata nel secondo dopoguerra viale Europa, smembrata successivamente in due tronconi dopo la costruzione del cosiddetto "rondò del cimitero". La via prospiciente lo stadio venne intitolata ad Alcide De Gasperi secondo una decisione del Consiglio comunale durante la seduta del 20 gennaio 1970. Serviva solo alla pratica del calcio, era dotato di spogliatoi e di una tribuna in cemento che già alla fine degli anni venti era già puntellata poiché alcuni sostegni apparivano pericolantiQuattro opere imponenti – Sei milioni di spesa, in Il regime fascista di domenica 7 ottobre 1934. Anche su sollecitazione della presidenza della squadra dell'Crema F.C. il tecnico comunale ing. Silvio Mosconi allestì un progetto per un impianto polisportivo, dedicato al calcio, ma anche alla "palla al cesto", una pista di atletica leggera, un campo da tennis e una sala per la pratica della scherma. La tribuna a otto gradoni poteva contenere ottocento persone mentre al suo interno erano previsti spogliatoi capienti, servizi igienici, un'infermeria, un ristorante, una sala "di ricevimento", uffici amministrativi e l'alloggio per il custodeLa svelta tribuna dello Stadio di Crema, in Il regime fascista di mercoledì 28 ottobre 1936. I lavori di ampliamento furono approvati dal Genio civile della Giunta provinciale amministrativa di Cremona il 18 dicembre 1935Palestra e campo sportivo a Crema, in Il regime fascista di giovedì 10 gennaio 1936 con lavori preventivati dal costo di L. 200.000, sebbene il podestà con propria delibera dava la precedenza alla costruzione della tribuna impiegando la somma di L. 80.000. I collaudi (del terreno di gioco da parte della F.I.G.C., dalla commissione provinciale per quanto riguarda la tribuna) furono eseguiti nel mese di ottobre 1936. Per tutti gli anni trenta fu la sede delle partite casalinghe dell'AC Crema e, in alcune occasioni ritenute speciali furono allestite anche gare di tiro al piattelloIl Consigliere nazionale Mori parla a Crema, in Il regime fascista di sabato 22 aprile 1939. Anche lo stadio di Crema fu sede delle tipiche manifestazioni ginniche promosse dal regime fascistaLa festa annuale della GIL in Il regime fascista di martedì 2 giugno 1942.
La fucilazione del 1944 Nel 1944 nello stadio fu eseguita una condanna a morte ad opera delle Brigate NereAutori vari, La resistenza nel cremonese quarant'anni dopo, a cura dell'ANPI Cremona, 1986.. Alcuni giorni prima, il 23 novembre, si tenne presso Porta Serio uno scontro a fuoco nel corso del quale furono uccisi un tenente ed un vicebrigadiere della Guardia Nazionale Repubblicana. Fu ordinato un rastrellamento durante il quale furono arrestati presso Castelleone Gaetano Paganini, Ernesto Monfredini. Luigi Bertazza ed Antonio Pedrazzini, membri della formazione partigiana “Giustizia e Libertà” operante sui monti piacentini. I quattro uomini furono torturati e condannati probabilmente anche su sollecito o con la complicità del commissario prefettizio di Crema Giovanni Agnesi50 anni fa. Crema e i cremaschi dal settembre '43 all'aprile '45, Libreria editrice Buona Stampa, Crema, 1995, pag. 284 e seguenti. fervente sostenitore del regime che già un anno prima sul settimanale Il popolo fascista da lui diretto aveva manifestato propositi di vendetta contro i cosiddetti “traditori della patria”. L'esecuzione avvenne nel campo sportivo il 29 novembre 1944.
L'esecuzione del 1945 Un'altra esecuzione avvenne il 29 aprile 1945. Nel clima di contrapposizioni e vendette che seguirono i giorni immediatamente successivi al termine della guerra di Liberazione furono arrestati quattro militanti fascisti da parte di alcuni membri del CLNFucilazioni e teste rasate, in 50 anni fa. Crema e i cremaschi dal settembre '43 all'aprile '45, Libreria editrice Buona Stampa, Crema, 1995, pag. 278 e seguenti. ipotizzando in tal modo la soddisfazione del desiderio di vendetta e giustizia rivendicati dalla popolazione. I quattro condannati Clorinda Boffelli, Eugenio Carniti, Manlio Rovescalli e Alfredo della TorreOtto morti, fucilati al campo sportivo, chi sono, in Il Piccolo Giornale del Cremasco di venerdì 9 dicembre 2011. erano ritenuti rei di rappresaglie nei confronti di partigiani (il Della Torre era stato coinvolto precedentemente in un eccidio perpetrato a Capralba e fu reo confesso dell'uccisione di un prigioniero di guerra grecoPiero Carelli, Appunti di viaggio. Crema 1943-2009, a cura del Centro ricerca Alfredo Galmozzi, Crema, 2009, ISBN non disponibile.). Fallirono le intercessioni del futuro deputato della Camera conte Lodovico Benvenuti e di monsignor Ferdinando Mussi, i quali cercarono di evitare un'esecuzione sommaria. Ottennero, comunque, che la condanna non fosse eseguita in piazza ma nel campo sportivo a porte chiuse come poi avvenne.
Dal 1945 al 1980 Nel dopoguerra ripresero gli incontri calcistici anche se, occasionalmente, lo stadio divenne protagonista di altri eventi quali la gincana automobilistica organizzata nel mese di maggio 1952Si delinea il successo dell'odierna Gimkana automobilistica, in La Provincia di domenica 25 maggio 1952.
Nel 1968 lo stadio rimase più di un anno chiuso per il riassetto del terreno di giocoLa Pergolettere «apre» ospitando il Modena, in La Provincia di domenica 18 agosto 1968. Le gare venivano disputate presso il polisportivo di Santa Maria della CroceÈ l'ora del derby, in La Provincia di domenica 28 aprile 1968.
L'intitolazione a Giuseppe Voltini Nel 1972, durante la presentazione della finale di un torneo fu annunciata la volontà dell'amministrazione comunale di dedicare lo stadio a Giuseppe VoltiniFinale Milaninter-Brescia nel torneo «Vecchie glorie», in La Provincia di mercoledì 3 maggio 1972. Si voleva celebrare in questo modo un personaggio del mondo sportivo cremasco che fu giocatore, allenatore, dirigente, consigliere, presidente e presidente onorario dell'AC Crema, scomparso nel gennaio 1971La scomparsa di Giuseppe Voltini, in La Provincia di domenica 10 gennaio 1971. La decisione definitiva fu presa durante il consiglio comunale del 5 giugno 1972Lo stadio comunale intitolato al cav. Voltini, in La Provincia di martedì 6 giugno 1972.
Gli anni Ottanta Durante il 1983 una folata di vento fece cadere parte di un muro di cinta sovraccarico di tabelloni pubblicitari.La cinta del Voltini è un «gruviera». In pericolo le partite di Coppa Italia, in La Provincia di sabato 16 luglio 1983. I lavori di rifacimento costarono 65 milioni di lireDue nuove e funzionali palestre per la città, in La Provincia di venerdì 4 novembre 1983. L'anno successivo fu chiusa la tribuna centrale per inagibilitàOggi sarà chiusa la tribuna centrale del Voltini, in La Provincia di domenica 15 gennaio 1984, vicenda che scatenò una vivace contrapposizione politica con le accuse di un presunto, tardivo intervento per sanare una situazione precaria nota da tempoLe reazioni alla vicenda «Voltini» in La Provincia di martedì 17 gennaio 1984. La tribuna fu riaperta durante l'anno1984 per il Cremasco un anno difficile, in La Provincia di mercoledì 2 gennaio 1985. Nel 1987 confidando in finanziamenti si ipotizzò un preventivo di un miliardo e 100 milioni per la ristrutturazione delle sottotribuneGrazie alla legge «Olimpiadi» si spera in cinque miliardi, in La Provincia di venerdì 12 giugno 1987; si trattava di uno tra i tanti interventi ormai necessari alla struttura a causa dei quali si decideva di diminuire la capienza da 4.069 a 3.209 spettatoriStadio «Voltini» mille posti in meno, in La Provincia di martedì 12 gennaio 1988 A questi problemi si sommavano le avvertenze della prefettura che denunciava carenze circa le uscite di sicurezza e sull'altezza delle reti di protezione attorno al campoChe fare al Voltini, in La Provincia di giovedì 14 gennaio 1988. Per far fronte ai lavori verso la fine dell'anno venne contratto un mutuo di 772 milioni con la Cassa depositi e prestitiProblema Colmark: domani in consiglio, in La Provincia di mercoledì 14 dicembre 1988. Il progetto fu redatto nel 1989 e prevedeva la divisione delle gradinate in settori suddivisi con materiali ignifughi, il rifacimento delle recinzioni, dei servizi igienici e la riqualificazione degli spogliatoiIl Voltini con gradinate più sicure del nuovo tipo, in La Provincia di venerdì 18 agosto 1989. I lavori vennero infine realizzati nell'estate 1990Un nuovo look per il Voltini, in La Provincia di venerdì 22 giugno 1990, durante i quali non mancarono opinioni negative in merito alla presunta lentezza dei lavori: ne furono portavoce i presidenti di AC Crema e Pergocrema, le due società che usufruivano dell'impiantoIl Voltini nella polemica, in La Provincia di giovedì 26 luglio 1990Voltini, lavori a rilento, polemiche roventi, in La Provincia di domenica 6 agosto 1990. I lavori obbligarono le squadre a giocare le partite casalinghe a Cremona (Pergocrema) e Orzinuovi (AC Crema) e vennero terminati nel mese di novembreVoltini pronto per domenica, in La Provincia di giovedì 29 novembre 1990. Gli anni Novanta Giusto un anno prima i presidenti di Pergocrema e AC Crema Andreini e Lacchinelli avevano proposto la gestione diretta della pubblicità e della manutenzione ordinaria dello stadioAndreini e Lacchinelli vogliono gestire il Voltini, in La Provincia di giovedì 5 ottobre 1989. L'accordo con il Pergocrema in cambio di una fideiussione di 100 milioni di lire da versare al comune era vicino nei primi mesi del 1991Voltini al Pergocrema, accordo con il Comune, in La Provincia di mercoledì 13 febbraio 1991, ma poi fallìPer la gestione del Voltini non si cambia. Andreini dice no, in La Provincia di domenica 17 febbraio 1991 per l'interesse della società a gestire la sola pubblicità, non la struttura, ma anche in polemica con la richiesta dell'amministrazione comunale di ottenere il saldo di 40 milioni di debiti contratti. Alla fine l'accordo fu stipulato dopo mesi di trattative nell'autunno 1991Il Pergo ha ottenuto la gestione del 'Voltini', in La Provincia di martedì 5 novembre 1991. La convenzione fu receduta per volontà del comune nel 1994 ritenendola onerosaVoltini di Crema. Convenzione per lo stadio, lettera dell'assessore allo sport Simone Donarini pubblicata nella rubrica Lettere al direttore, in La Provincia di giovedì 28 aprile 1994, vicenda che procurò minacce di strascichi legaliLa vicenda del 'Voltini' passerà in mano ai legali, in La Provincia di giovedì 12 maggio 1994 da parte del presidente del Pergocrema Erasmo Andreini; tuttavia, pochi giorni dopo avvenne la fusione della squadra con l'AC Crema dando vita al CremaPergo e la presidenza passò di mano ai fratelli BianchiÈ nato il CremaPergo, in La Provincia di domenica 5 giugno 1994.