Con l'espressione di guerra di successione castigliana o seconda guerra civile castigliana ci si riferisce al conflitto militare svoltosi dal 1475 al 1479 per la successione alla Corona di Castiglia tra i sostenitori di Giovanna la Beltraneja, figlia del defunto re Enrico IV di Castiglia, e quelli di Isabella di Castiglia, sorellastra di quest'ultimo.

La guerra ebbe un marcato carattere internazionale perché Isabella era sposata con Ferdinando, erede della Corona d'Aragona, mentre Giovanna si sposò con il re Alfonso V del Portogallo. Anche la Francia intervenne, appoggiando il Portogallo per evitare la vittoria dell'Aragona, contro cui combatteva in Italia.

Nonostante alcuni successi iniziali dei sostenitori di Giovanna, la scarsa aggressività militare di Alfonso V e il risultato indecisoStorico Britannico Charles Cawley: "...ma il suo ulteriore progresso [di Alfonso V del Portogallo] è stato bloccato dopo la battaglia indecisa a Toro" in Medieval lands, (chapter Portugal kings), edizione elettronica, Oxford. nella battaglia di Toro portarono alla disintegrazione dell'alleanza di Giovanna tra il 1476 e il 1477. A partire da quel momento il conflitto si ridusse a una guerra tra Castiglia e Portogallo e divenne di grande importanza la guerra navale nell'Oceano Atlantico, dove le flotte portoghesi si imposero su quelle castigliane nella lotta per l'accesso alle ricchezze della Guinea. Soprattutto dopo la decisiva battaglia navale della Guinea (1478).

La guerra si concluse nel 1479 con la firma del trattato di Alcáçovas, che riconosceva Isabella e Ferdinando come re di Castiglia e garantiva al Portogallo l'egemonia nell'Atlantico, con l'eccezione delle isole Canarie. Giovanna perse i suoi diritti al trono e dovette rimanere in Portogallo fino alla morte.

Questo conflitto è stato anche chiamato guerra civile castigliana, però questo nome induce a confonderla con altre guerre civili che ci furono in Castiglia nei secoli XIV e XV. Alcuni autori parlano di guerra del Portogallo però questo nome è parziale (chiaramente denota un punto di vista castigliano) e manca di notare che anche il partito juanista poteva considerarsi legittimamente castigliano. Altre volte è stato utilizzato il termine di guerra peninsulare, che però può essere confuso con il nome usato dagli inglesi per indicare la guerra d'indipendenza spagnola (1808-1814), all'interno delle guerre napoleoniche. Infine, alcuni autori preferiscono l'espressione neutra di guerra del 1475-1479.

Precedenti Il problema della successione al trono di Castiglia

Nel 1462 nacque Giovanna, la prima e unica figlia del re Enrico IV di Castiglia, che immediatamente fu nominata Principessa delle Asturie. Comunque, le pressioni di una parte della nobiltà obbligarono il re a privarla del titolo e a nominare erede al suo posto il fratellastro Alfonso nel 1464. Da questo momento nacque la diceria che affermava che la principessa Giovanna non era realmente figlia del re Enrico ma del suo "valido" (favorito), Beltrán de la Cueva, per cui incominciarono a chiamarla "la Beltraneja", dal nome del presunto padre.

Nel 1465 i nobili, riuniti ad Avila, detronizzarono Enrico e nominarono re Alfonso nella cosiddetta "Farsa di Avila". Questo portò a una guerra che ebbe termine solo nel 1468, con la morte di Alfonso. Enrico IV recuperò il potere e il titolo di successore incominciò a essere disputato tra Giovanna e Isabella, sorella di Alfonso. Enrico impose a Isabella il trattato de los Toros de Guisando, con il quale lei non si sarebbe potuta sposare senza il suo consenso.

Isabella ruppe con Enrico IV nel 1469, scappando per sposare il cugino, Ferdinando, erede della Corona d'Aragona nel Palacio de los Vivero di Valladolid il 19 ottobre 1469. Poco alla volta la coppia guadagnò appoggi, ottenendo il sostegno del legato papale Rodrigo Borgia (il futuro papa) nel 1472 e della potente casata dei Mendoza nel 1473.

Nel 1474 morì Enrico IV ed entrambe le candidate al trono furono proclamate regina di Castiglia dai rispettivi sostenitori.

I sostenitori di Giovanna, juanisti, coscienti della loro posizione di debolezza di fronte al partito isabellino, proposero al re del Portogallo, Alfonso V, zio di Giovanna, di sposarsi nonostante il rapporto di consanguineità e divenire quindi re di Castiglia. Alfonso accettò e così i rapporti di forza dei due partiti divennero più equilibrati e si profilò la guerra come unico metodo per risolvere il conflitto.

Alleanze internazionali

Il regno di Francia e la corona d'Aragona avevano un'antica rivalità per il controllo del Rossiglione e, più recentemente, per l'egemonia in Italia. Nel giugno del 1474 le truppe francesi invasero il Rossiglione e gli aragonesi si dovettero ritirare. Ferdinando pregò il padre Giovanni II di non dichiarare guerra alla Francia, concentrando invece l'attenzione sugli affari castigliani. Tuttavia, di fronte alla prospettiva che l'erede del trono aragonese divenisse anche re di Castiglia, nel settembre del 1475 Luigi XI di Francia si schierò ufficialmente dalla parte di Giovanna e del Portogallo.

La Francia era contemporaneamente in guerra con il Ducato di Borgogna. Ciò rendeva i borgognoni alleati teorici del partito isabellino però in pratica proseguirono a fare la guerra per conto proprio, senza coordinare le proprie azioni con i castigliano-aragonesi. Anche l'Inghilterra entrò brevemente in guerra contro la Francia con lo sbarco del re Edoardo IV a Calais nel giugno del 1475; però, con un rapido accordo diplomatico, Luigi XI si accordò con Edoardo e nell'agosto siglò il trattato di Picquigny. Il re inglese concesse una tregua di nove anni in cambio di un'importante compensazione economica e tornò nel suo regno.

Da parte sua il regno di Navarra era in una guerra civile intermittente tra beaumontesi e agramontesi, cui si sovrapponevano i tentativi di Francia e Aragona di controllare il regno.

Per ultimo, il regno mussulmano di Granada si mantenne neutrale, nonostante gli sforzi portoghesi di coinvolgerlo nella guerra.

Rivalità tra Castiglia e Portogallo nell'Atlantico

Nel corso del secolo XV esploratori, commercianti e pescatori del Portogallo e della Castiglia si erano spinti sempre più profondamente nell'Oceano Atlantico. Il possesso delle Isole Canarie fu da principio un motivo di frizione tra le due corone. Più tardi il controllo del commercio con i territori della Guinea e la Mina, molto ricchi di oro e schiavi, si trasformò in una disputa più rilevante.

Durante la prima metà del secolo la Castiglia organizzò la conquista di alcune delle isole Canarie (Lanzarote, Fuerteventura, Hierro e Gomera) mediante patti di vassallaggio prima con cavalieri normanni e poi con nobili castigliani. Il Portogallo mantenne il suo contrasto al controllo castigliano sulle isole e da parte sua sviluppò l'esplorazione della Guinea, ottenendo grandi benefici commerciali.

A partire dal 1452 il papa Niccolò V e il successore Callisto III modificarono la precedente politica di neutralità della Santa Sede ed emisero una serie di bolle favorevoli al Portogallo, riservando a questo paese il controllo del commercio e l'autorità religiosa in un'ampia zona «in tutta la Guinea» e «oltre». Non arbitrarono la questione delle Canarie, la cui conquista d'altro lato era relativamente rallentata. Il re del Portogallo adottò una politica commerciale aperta, permettendo ai sudditi stranieri di commerciare nelle coste africane in cambio delle corrispondenti imposte. L'unico che ne risentiva negativamente era il re di Castiglia.

Nell'agosto del 1475, dopo lo scoppio della guerra, Isabella reclamò che «le parti dell'Africa et Guinea» appartenevano alla Castiglia per diritto e incitò i suoi commercianti a navigare là, dando inizio alla guerra navale nell'Atlantico.

Il conflitto I partiti nel 1475 A favore di Giovanna: Portogallo. Francia. Una parte dell'alta nobiltà castigliana: Alfonso Carrillo de Acuña, arcivescovo di Toledo la famiglia Estúñiga Diego López Pacheco y Portocarrero, marchese di Villena Rodrigo Ponce de León, marchese di CadiceSecondo Ciudad Ruiz, Rodrigo Ponce de León era il principale membro dell'opposizione ai re in Andalusia assieme a Alfonso de Aguilar, però non osò ribellarsi apertamente, dunque fece la sua guerra particolare con il duca di Medina Sidonia. Rodrigo Téllez Girón, Gran maestro dell'Ordine di Calatrava.

A favore di Isabella: la Corona di Aragona il resto della nobiltà castigliana: la potente famiglia Mendoza la famiglia Lara Enrique Pérez de Guzmán y Meneses, duca di Medina-Sidonia l'ex-favorito reale Beltrán de la Cueva l'Ordine di Santiago l'Ordine di Calatrava eccetto il suo Gran maestro."Fino alla morte del marchese di Villena nel 1474, quando (...) il comandante (in sp. comendador mayor), il tesoriere ed altri cavalieri dell'Ordine presero il partito della regina Isabella contro il Gran maestro, sostenitore fino a quel momento di donna Giovanna", in Ciudad Ruiz

Il ducato di Borgogna e il regno d'Inghilterra nel 1475 erano in guerra contro la Francia però non coordinarono le loro azioni con i sostenitori di Isabella e per questo non sono considerati normalmente come parte integrante del partito isabellino.

La lotta per il trono (maggio 1475 - settembre 1476) Alfonso V entra in Castiglia Un esercito portoghese entrò nel territorio della Corona di Castiglia con Alfonso V al comando, il 10 maggio del 1475 e avanzò fino a Plasencia, dove l'aspettava Giovanna.Navarro Sainz In questa città il 25 maggio Giovanna e Alfonso furono proclamati re e regina della Castiglia e si sposarono, lasciando tuttavia il matrimonio in sospeso in attesa della dispensa papale che ottennero alcuni mesi più tardi. Da lì marciarono verso Arévalo, con l'intenzione di dirigersi a Burgos. Tanto il castello di Burgos come le città di Plasencia e di Arévalo erano controllati dagli Estúñiga, sostenitori di Giovanna, quantunque la città di Burgos in sé fosse isabellina. Da lì Alfonso sperava di potersi collegare con le truppe inviate dal suo alleato Luigi XI di Francia.

Comunque Alfonso incontrò in Castiglia meno appoggi di quelli sperati e cambiò i suoi piani, preferendo dedicarsi a consolidare il controllo della zona più vicina al Portogallo, in particolare Toro, città che li accolse favorevolmente, anche se la guarnigione del castello si proclamò fedele a Isabella. Accettarono il re portoghese anche Zamora e altre città del Regno di León nel basso Duero. Nella Mancia, Rodrigo Téllez Girón gran maestro dell'Ordine di Calatrava, juanista, conquistò Ciudad Real, però subito il tesoriere dello stesso ordine e Rodrigo Manrique gran maestro dell'Ordine di Santiago recuperarono la città al partito isabellino.Ciudad Ruiz

Ferdinando concentrò un grande esercito a Tordesillas e il 15 luglio ordinò di porsi in marcia, cercando lo scontro con Alfonso. Quattro giorni più tardi giunse a Toro, però il portoghese rifiutò di combattere e a Ferdinando, cui mancavano le risorse per un assedio prolungato, non rimase che tornare a Tordesillas e sciogliere il suo esercito. Il castello di Toro si arrese ad Alfonso V, che tuttavia, non ne approfittò per avanzare sopra Burgos e quindi si diresse ad Arévalo con la speranza dell'intervento francese.

Rodrigo Alfonso Pimentel, conte di Benavente, sostenitore di Isabella, si sistemò con una piccola forza a Baltanás per controllare i portoghesi. Fu attaccato il 18 novembre 1475, sconfitto e fatto prigioniero dopo una dura resistenza. Anche se questa vittoria gli apriva la strada per Burgos, Alfonso V decise ancora una volta di ritirarsi a Zamora. La mancanza di spirito combattivo del re del Portogallo indebolì il campo juanista in Castiglia, che incominciò a dissolversi.Álvarez Palenzuela

Contrattacco isabelino