Il banteng (Bos javanicus ), chiamato anche bovino della Sonda, è una specie di bovino selvatico originario del Sud-est asiatico. È l'antenato del bovino di Bali (Bos domesticus) domesticato dall'essere umano, ma la controparte selvatica è gravemente minacciata. Le popolazioni più consistenti vivono a Giava nel parco nazionale di Ujung Kulon e in Thailandia nel santuario faunistico di Huai Kha Khaeng.

Descrizione

Il banteng è notevolmente più piccolo e leggero del gaur. È simile al bovino domestico, con una lunghezza del corpo compresa tra i 1,9 e i 2,25 metri. Il banteng selvatico è in genere più grande e pesante della sua controparte domestica, ovvero il bovino di Bali, ma sono simili nell'aspetto. L'altezza media al garrese dei banteng di Giava e dell'Indocina è di 1,4 metri per le femmine e di 1,6 metri per i maschi, mentre il banteng del Borneo, la sottospecie più piccola, è più basso. Le femmine del bovino di Bali raggiungono 1,2 metri al garrese, mentre i maschi sono alti 1,3-1,5 metri. In natura, le femmine pesano circa 590-670 kg, mentre i maschi pesano circa 600-800 kg. Il peso degli individui domestici variano da 211 a 242 kg per le femmine e da 335 a 363 kg per i maschi. I maschi più grandi raggiungono dai 3,3 ai 3,7 metri dal muso al posteriore, con una coda lunga circa 0,9 e 0,95 metri, 1,76 e 1,91 metri d'altezza al garrese e pesano 900 kg o piùA. Hoogerwer, 1970, Udjung Kulon: The Land of the Last Javan Rhinoceros, Physical Details pp 167–171, Brill ArchiveConsideration of Proposals for Amendment of Appendix I and II (pdf).

Il banteng mostra un esteso dimorfismo sessuale, con i maschi adulti che sono generalmente di colore marrone scuro o nero, più grandi e robusti delle femmine adulte, che sono più snelle e di solito di colore marrone chiaro o rosso castano. Le femmine e i giovani hanno, inoltre, una linea scura che corre lungo la schiena. Alcuni maschi possono mantenere il loro colore marrone, a volte con macchie bianche simili a quelle viste nei cervi. Il mantello dei giovani maschi è marrone rossiccio e raggiunge progressivamente la colorazione adulta partendo dalla parte anteriore verso quella posteriore. I maschi anziani possono diventare grigi. Le parti inferiori sono da bianche a marrone chiaro. Il muso è più chiaro rispetto al resto del corpo, grigio biancastro o fulvo sulla fronte e intorno agli occhi, ma più scuro vicino al muso. Sul posteriore, è presente una grande macchia bianca, poco sviluppata nel banteng indocinese; la macchia può servire da guida per le mandrie per rimanere unite al buio. Le zampe sono bianche sotto le ginocchia. Nel 1952 Appelmann incontrò tuttavia nella parte orientale dell'isola di Giava delle femmine dal mantello nero-azzurro e dei maschi di colore rosso-bruno. Nel 1955, in Birmania, lo svedese Bengt Berg abbatté alcuni banteng maschi, il cui mantello aveva un colore bruno pallido, simile a quello del capriolo. In Thailandia vivono dei banteng le cui parti scure sono cosparse di piccole macchie bianche; qualche volta la parte terminale delle zampe e lo «specchio» delle cosce non sono chiari, ma hanno una tinta uguale a quella del resto del corpo; in taluni territori infine, tra maschi e femmine non vi è diversità di colore. Il dorso è particolarmente elevato nei tori a causa della lunghezza insolita delle vertebre toraciche, dando l'impressione di una gobba. Le corna sono tipicamente lunghe dai 60 ai 75 centimetri e separate da una spessa pelle alla base. I maschi hanno corna lunghe e sottili con punte affilate e sezione trasversale circolare, e sono lisce tranne che per la base rugosa. Le corna delle femmine sono corte e strettamente curve, rivolte verso l'interno alle estremità, mentre quelle dei tori si incurvano verso l'alto e leggermente in avanti. La coda, che misura dai 65 ai 70 centimetri e termina con un ciuffo nero.

Tassonomia e filogenesi Il banteng venne descritto per la prima volta dal naturalista tedesco Joseph Wilhelm Eduard d'Alton nel 1823. "Banteng" deriva dal nome giavanese/sundanese dell'animale (banṭéng). D'Alton basò la sua descrizione su due crani provenienti da Giava (Indonesia), uno maschio e uno femmina; mentre descrisse il maschio come un banteng, si riferì alla femmina semplicemente come un bue selvatico di Giava. Nel 1956, Dirk Albert Hooijer del Rijksmuseum van Natuurlijke Historie (Leida), dove i crani furono portati per la prima volta da Giava, notò che d'Alton usò il nome Bibos javanicus, o Bos (Bibos) javanicus se Bibos è considerato un sottogenere (come lo è da alcuni autori), per descrivere il maschio.

Bos leucoprymnus fu proposto come sinonimo nel 1830, ma fu fatto notare che si trattava di un incrocio tra un banteng selvatico e un individuo domestico; Hooijer scrisse che non poteva dedurre che fosse questo il caso dalla descrizione originale e, anche se si fosse trattato di un incrocio, il nome non sarebbe diventato invalido. Altri nomi proposti per il banteng includono Bos banteng e Bos bantinger. In una revisione del 1845 della descrizione di d'Alton, gli autori ritennero che entrambi gli esemplari fossero buoi selvatici, riferendosi a loro come Bos sondaicus. Scambiarono la femmina per un giovane maschio, un errore che continuò in diverse pubblicazioni di autori successivi.

I fossili di banteng sono noti dal Pleistocene medio della Thailandia insieme ai fossili di Stegodon, gaur, bufali d'acqua selvatici e altri mammiferi viventi ed estinti.

Sottospecie

In genere, si riconoscono quattro sottospecie basate su differenze fenotipiche, sebbene alcuni autori non le accettino, citando l'esteso incrocio tra le piccole popolazioni rimanenti di banteng e altri bovini simpatrici. I dettagli di queste sottospecie sono riportati di seguito: Banteng di Giava (B. j. javanicus) : presente a Giava e forse a Bali. I maschi sono neri, con corna lunghe 60-70 cm. Le femmine sono bruno-giallastre; Banteng indocinese o birmano (B. j. birmanicus) : presente nella terraferma del sud-est asiatico. Sia i maschi che le femmine sono generalmente di colore bruno, ma in Cambogia il 20% dei maschi è nerastro e sulla penisola malese in Thailandia la maggior parte dei maschi era di colore nero intenso; Banteng del Borneo (B. j. lowi) : si trova solo nel Borneo. Di dimensioni più piccole del banteng di Giava. I maschi hanno un manto marrone cioccolato e corna più diritte e sviluppate verso l'alto; Uno studio filogenetico del 2015 ha ottenuto il genoma mitocondriale completo del banteng del Borneo. Ha dimostrato che il banteng del Borneo è più vicino al gaur (Bos gaurus) che alle altre sottospecie di banteng, essendosi separato dal gaur circa 5,03 milioni di anni fa. Inoltre, il banteng del Borneo è geneticamente distante dai bovini taurini e dagli zebù, il che indica che il banteng del Borneo selvatico non può essersi ibridato con loro e potrebbe quindi formare una linea di razza pura. Questi ricercatori hanno suggerito che il banteng del Borneo potrebbe essere una specie indipendente. Uno studio successivo del 2021 di Sindling et al., che includeva il genoma del kouprey (Bos sauveli), un bovino strettamente imparentato con il banteng e oggi probabilmente estinto, ha suggerito che a livello del genoma nucleare, il gaur, il kouprey e il banteng erano specie distinte, ma a causa di un'incompleta separazione dei lignaggi come risultato dell'incrocio tra i loro antenati, i loro genomi mitocondriali non corrispondevano a lignaggi specifici di specie. L'analisi di mescolanza suggerì che i bovini zebu dell'Asia orientale potrebbero avere antenati derivati ​​dal banteng.

Relazioni tra i membri del genere Bos basate sui genomi nucleari secondo Sinding et al. 2021:

Distribuzione e habitat Il banteng era diffuso, con le sue tre sottospecie, dal Manipur, attraverso Birmania, Thailandia e penisola malese, all'Indocina centro-meridionale, e anche su Borneo, Giava e Bali. Oggi è ridotto a poche migliaia di esemplari. Il B. j. birmanicus è estinto nel Manipur e in Malesia e altrove sopravvive solo in parchi e riserve. Il B. j. lowi è estinto in Sarawak e Brunei e sopravvive solo nel Sabah, mentre il B. j. javanicus è ancora abbastanza diffuso su Giava e presente su Bali. I banteng addomesticati sono stati introdotti dall'uomo in numerose altre isole dell'Indonesia e, in numero molto minore, in altre parti del mondo (vedi Addomesticamento).

Il banteng non è riuscito ad adattarsi al nuovo ambiente creato dall'uomo, e pertanto evita il più possibile la vicinanza delle zone agricole e delle piantagioni; abita l'inviolato territorio boscoso lungo le coste, ma si spinge fino a un'altitudine di circa 2000 metri. Predilige soprattutto le foreste paludose ricche di sottobosco e la giungla di bambù, ma anche i boschi luminosi formati da alberi ad alto fusto aperti e le pianure sparse di cespugli.

Biologia

Come il gaur, il banteng mangia in prevalenza erbe e tuberi giovani e succosi, foglie, fiori e germogli di alberi e cespugli, nonché i teneri germogli di bambù.

I branchi sono formati generalmente da due a tre maschi giovani, da un numero di femmine variabile da due a trenta, da piccoli e adolescenti; i maschi adulti si allontanano frequentemente dalla compagnia e vi fanno ritorno soltanto all'epoca degli amori, per cercare la vicinanza delle femmine. Anche nella suddivisione dell'attività giornaliera il banteng ricorda molto da vicino il gaur: nelle prime ore del mattino, fin verso le nove, gli animali vanno alla ricerca del cibo sui pascoli aperti, facendo poi ritorno nell'ombra e nella protezione del bosco per ruminare con tranquillità; nel tardo pomeriggio si mettono nuovamente in moto, ma talvolta sono attivi anche durante il mezzogiorno o la notte. A Ujung Kulon, la più grande riserva giavanese, le nascite avvengono prevalentemente nei mesi di luglio e agosto e anche in altri territori esse si verificano all'inizio della stagione secca, dopo una gestazione di 270-280 giorni. I cuccioli hanno il mantello vistosamente colorato di giallo-bruno, solcato sul dorso da una striscia nera; il loro allattamento viene prolungato fino al nono mese, e verso i due-tre anni essi raggiungono la maturità sessuale.

Conservazione Il banteng selvatico è classificato dalla IUCN come «specie in pericolo critico». Le cause della diminuzione delle popolazioni sono da attribuire alla distruzione delle foreste pluviali, all'incrocio con i buoi domestici o con i buoi di Bali e alle malattie trasmesse dai buoi domestici. Nella penisola indocinese il numero di esemplari è diminuito drasticamente negli ultimi decenni. In Thailandia si ritiene che la popolazione abbia subito un calo dell'85% tra il 1980 e il 2000, mentre in Cina, Cambogia, Vietnam e Laos la specie è quasi scomparsa. Nella penisola malese il banteng è scomparso completamente negli anni '50. La popolazione è invece ancora relativamente numerosa a Giava, mentre per quanto riguarda la Birmania non abbiamo numeri attendibili. La popolazione totale di banteng selvatici è stimata tra i 5000 e gli 8000 capi. Nessuna popolazione è costituita da più di 500 esemplari e sono poche quelle formate da più di 50 capi. Queste si trovano solamente a Giava e in Thailandia. Nel Borneo nord-orientale, nella regione costiera del Sabah, potrebbero essere rimaste alcune centinaia di animali. La popolazione del Borneo, comunque, potrebbe essere stata contaminata dall'incrocio con i buoi di Bali o con i buoi domestici.