La Franciacorta (Franciacürta in dialetto bresciano) è una zona collinare situata tra Brescia e l'estremità meridionale del Lago d'Iseo, in Lombardia.
Storia La prima testimonianza di un territorio con un toponimo simile all'attuale Franciacorta, Franzacurta, si trova negli Statuta Communis Civitatis Brixiae, del 1277, contenuti all'interno del codice Queriniano. Il termine era attribuito a una zona comprendente i comuni di Urago (ora Urago Mella, Frazione di Brescia), Rodengo (dal 1927 parte del comune di Rodengo-Saiano), Ronco e Sale (ora frazioni del comune di Gussago) e lo stesso Gussago. Essi vengono citati in quanto ingiunti a pagare un contributo per la costruzione di un ponte sul fiume Mella.Statuti bresciani del secolo XIII, a cura di F. Odorici, in Historiae Patriae Monumenta, XVI/2, Leges Municipales, II, Torino 1876. Non si conoscono altre evidenze oggettive sull'esistenza di una Franciacorta comprendente altri territori.
Verso la fine del '400 il territorio della Franciacorta era amministrato per quadre, ossia ogni distretto aveva un proprio capoluogo. L'area era formata dalle quadre di Rovato, di Gussago e in parte da quella di Palazzolo. Venezia riconobbe la fedeltà delle quadre di Rovato e di Gussago con privilegi concessi attraverso le celebri “carte ducali” del 1440, documenti di rinomata importanza per la storia della Franciacorta.
Grazie allo statuto del Doge Francesco Foscari, nel 1429 vennero fissati per la prima volta i confini dell'area franciacortina.Gli statuti di Brescia dei secoli XII àl XV illustrati e documenti inediti, A. Valentini, edito da Fratelli Visentini, (1898) Il territorio, diviso tra la Quadra di Rovato e quella di Gussago, comprendeva i seguenti comuni: Palazzolo sull'Oglio, Rovato, Coccaglio, Cologne, Erbusco, Calino, Cazzago, Camignone, Bornato, Passirano, Paderno, Gussago, Brione, Cellatica, Sale, Castegnato, Ronco, Rodengo, Saiano, Ome, Monticelli Brusati, Valenzano, Polaveno, Provezze e Provaglio. Dalla definizione di Foscari erano esclusi i comuni della quadra di Palazzolo che invece ora sono considerati parte della Franciacorta: Adro, Capriolo, Colombaro, Nigoline e Timoline. I confini indicati dalla rappresentazione geografica di Foscari risultano conformi al disciplinare di produzione dei vini DOC di Franciacorta approvato il 21 luglio 1967.
La prima rappresentazione topologica e toponomastica della regione di Franciacorta risale ad una carta del 1469 conservata nella Biblioteca estense di Modena.
La Franciacorta è caratterizzata dalla presenza di grandi enti monastici che avevano vasti possedimenti ed attuarono opere di dissodamento, bonifica e coltivazione del territorio. Tra di essi vi era il monastero femminile di San Salvatore (in seguito intitolato a Santa Giulia di Brescia), fondato dal re Longobardo Desiderio e da sua moglie Ansa nel 753. Oltre ad esso erano presenti altre corti monastiche, tra le quali: Clusane (priorato cluniacense), Colombaro (cella di Santa Maria), Timoline (corte di Santa Giulia), Nigoline (corte di Sant'Eufemia), Borgonato (corte di Santa Giulia) e Torbiato (corte dei monasteri di Verona e di San Faustino di Brescia).
Etimologia
Diversi storici danno una, o più spiegazioni, sull'origine del nome così come indicano o tracciano i confini; ma tra loro non vi è accordo. Seguendo un puro ordine cronologico, degli anni in cui è vissuto lo storico, si riportano le varie versioni, sia dell'etimologia sia, dove esiste, della composizione toponomastica nonché le eventuali critiche alle versioni di altri storici.
Jacopo Malvezzi Questo tratto di paese fu nominato Franciacorta dal lungo soggiorno che vi fecero i francesi sotto Carlo Magno e deriva questo nome sin dall'anno 774 (V. Distin. 4. Cap. 96): Lorenzo Ercoliani nella Storia della conquista di Lombardia fatta da Carlo Magno, ne sostiene la versione e riporta: … Il dottor fisico Jacopo Malvezzi […] ne racconta che que' paesi nei quali innanzi di entrare in Brescia accampò l'esercito del re de' Franchi comandato dal generale Ismondo sono stati detti Franciacorta, perché i Franchi vi stanziarono corta stagione; ed aggiugne che erano indicati con tal nome ancora a' tempi suoi. Per questo avendo Malvezzi prodotta una derivazione etimologica del nome Franciacorta, non appoggiata a tradizioni immaginarie, non a documenti posteriori al pubblico uso del nome medesimo, ma ad un tratto istorico raccontato ancora da altro scrittore accreditato ed antichissimo, qual era il notaio RodolfoSembrerebbe che questo personaggio fosse un'invenzione dello storico bresciano G. M. Biemmi, così come riporta, io credo essere l'opinione di Malvezzi la meglio documentata.
Elia Capriolouna certa parte del Territorio Bresciano fu detta Francia curta da Francesi che vi s'avevano longo tempo fermati, qual nome ancor riserba e lo stesso Carlo Magno… chiamò quella Regione Francia curta. Lo stesso Capriolo menziona anche Rodendo castelletto di Franciacurta narrando della guerra civile suscitata in Brescia nel 1200, anche se ciò non prova che il nome esistesse già a quel tempo (n.d.r.).
Ottavio Rossi (archeologo) Il Territorio è in tre membri principali, che sono Francia Curta, di monte, e Pianura. La Francia Curta, così nominata, già era essente da tutti i Datij, e da tutte le Gabelle (cioè Franca Corte; contrada, ò vicinanza, ò quadra libera) hà l'aria sanissima, ed è tutta fruttifera, e piena di colline apriche, e delitiose; e si accrescon le sue amate qualità per la Riuiera del Lago d'Iseo, che s'appartiene à questa parte
Negli Annali universali di statistica, periodico mensile, diretto da Giuseppe Sacchi viene riportata la versione di Gabriele Rosa così come citata nel suo libretto Franciacorta: La Francia Corta; notizie di Gabriele Rosa. Il popolo invece ha una sua singolare tradizione, ed è quella della breve ed angosciosa dimora che fece in questo paese la nazione franca allorché scese con Carlo d'Angiò, e quivi tenne un suo breve e sanguinolento dominio e diede essa medesima al paese da essa signoreggiato e poi devastato il nome di Francia Corta. L'autore difende questa tradizione del popolo, e reca prove e documenti storici abbastanza evidenti e diremo quasi vittoriosi.
Pietro Bravo esordisce con: …esporre quando e di quale maniera lungo tratto dei piedimonte occidentale di Brescia abbia avuta il nome di Franciacorta. Quindi prosegue: Signoreggia in que' paesi una antica tradizione… spiegandola: …non avendo concesso quelle regioni lunga stazione ai francesi siensi poscia denominate Francia corta smentendola subito: … le analogie dei fatti le memorie di cronista alcuno porgono pur ombra di sospettare che in quelle parti sia mai succeduto un vespro siciliano…, quindi riporta la versione di Ottavio Rossi: …furono detti Francia corta, cioè Corte franca, per decreto del Senato veneto non assoggettati ai dazii generali, ai quali erano comunemente soggetti tutti gli altri. Affermando, però, che… quella regione era detta Franciacorta lunghi secoli innanzi che si emanassero quelle ducali di franchigia,. Conclude condividendo la versione del Malvezzi Federico Odorici Con riferimenti al 1265 narra del passaggio delle truppe di Carlo d'Angiò in zona. Prosegue, quindi, con le sue considerazioni sulla nascita del nome: Ma pur troppo l'origine del nome di Franciacorta, storico certamente, non è per anco priva di tenebre e di mistero. Ne parlò in un suo dotto opuscolo il Rosa, e prima d'esso il Malvezzi, il Rossi e il Capriolo, che per soprassello mi fa provenire la Franciacorta dalla lunga soffermata di Carlo Magno in quelle terre. Ma se fin qui fu creduto che di quel nome non fosse più antica memoria del 1434, una legge del comune di Brescia. probabilmente pubblicata durante la signoria degli Angioini, ordinava che i comuni di Fiumicello, Urago, Celatica, Gussago, Sale, Ronco, Rodengo potessero dal podestà di Brescia venir costretti ad alcune riparazioni della Mandolossa pro sua propria utilitate et omnium amicorum de Francia CurtaStat. Municip. del sec. XIII, pergamen. origin. pres. la Quirin. pag. 197. E non poteva quel nome sotto la signoria degli Angiò essere pronunciato impunemente, m'è duopo conchiudere che non per anco se ne conosca la vera derivazione. E quando un cronista si facile accettatore di tradizioni, qual è il Malvezzi non più lontano di un secolo dai fatti Angioini, è costretto a investigare nella calata di Carlo Magno l'origine di quel nome, bisogna esser cauti ad indicarla in un fatto così clamoroso, di cui certo, se fosse vero, sarebbe memoria nelle cronache lombarde e più nel Malvezzi medesimo, il cui silenzio in questo caso e piuttosto inesplicabile che rnaraviglioso
Cesare Cantù e Carlo Cocchetti esordisce con: Come sull'origine del nome, così intorno alla sua estensione non s'accordano gli scrittori e prosegue: Il nome derivò dalla insurrezione del 1265 contro l'armata di Carlo d'Angiò, chiamato dai papi a sottrarre la Sicilia a re Manfredi. Preso il castello di Capriolo, de ogni sexo vi fu facta grande occisione (Corio); dopo di che l'esercito crocesegnato s'avanzò nella direzione di Brescia, dando per nove giorni il circostante paese a ferro e fuoco, e vergogna. Gli abitanti, alle ventidue ore insorsero contro quelle sfrenate soldatesche, e le costrinsero ad affrettare il loro cammino. Da cui la breve o corta permanenza dei Francesi dette il nome alla zona. Ma la ducale veneta 26 1450 vi comprende i Comuni di Rovato, Coccaglio, Erbusco, Cazzago, Calino, Bornato, Paderno, Passirano, Camignone, e loro pertinenze, appartenenti alla quadra di Rovato; e Gussago, Cellatica, Rodengo, Ronco, Sajano, Brione, Ome, Polaveno, Monticelli (Brusati), Provezze, Provaglio (d'Iseo), Valenzano e Castegnato colle loro pertinenze spettanti alla quadra di Gussago, Nelle altre ducali è compresa tutta la quadra di Rovato e quindi anche Monterotondo. Gabriele Rosa comprende nella Franciacorta anche Adro, Capriolo, Borgonato, Nigoline, Torbiato e Timoline; ma da parecchi atti non parrebbe v'appartenessero; e d'alcune la posizione ci persuade ad escluderle: all'insurrezione che diede origine al nome di Franciacorta, non potevano prender parte le due prime, specialmente avevano sul collo tutto l'esercito di Carlo d'Angiò, e Capriolo fu anzi dallo stesso distrutto. Queste terre poi appartenevano alla quadra di Palazzolo, e non godeano dei privilegi concessi a quelle della Franciacorta.
Francesco Bettoni afferma: Rimane adunque ancora oscura l'etimologia e smonta le varie versioni: