Il trattato navale di Washington fu un trattato stipulato dalle cinque principali potenze vincitrici della prima guerra mondiale, mediante il quale esse concordarono di prevenire una corsa agli armamenti limitando le costruzioni navali.

Il trattato limitò il tonnellaggio totale (e quindi il numero) di navi da battaglia, incrociatori da battaglia e portaerei dei firmatari, fermando le nuove costruzioni e disponendo la radiazione di molte vecchie unità. Per tutte le categorie vennero posti limiti sulle caratteristiche delle nuove costruzioni, ma per le unità minori (in particolare incrociatori, cacciatorpediniere e sottomarini) non ci furono limiti quantitativi. Il limite che più avrebbe influenzato le future costruzioni fu il tetto al dislocamento standard degli incrociatori, posto a 10.000 long ton (10.160 t).

Contesto storico Al termine della prima guerra mondiale l'Impero britannico disponeva della più grande e potente marina militare, seguita da quella degli Stati Uniti e quindi, più a distanza, dal Giappone. Le tre nazioni erano state alleate durante la prima guerra mondiale, ma si prospettava una corsa agli armamenti fra di loro.. Questa fu iniziata dagli Stati Uniti quando l'amministrazione del presidente Woodrow Wilson annunciò i piani per un'espansione della U.S. Navy che prevedeva la costruzione di 50 navi da battaglia moderne nel periodo dal 1916 al 1919..

Il parlamento giapponese rispose autorizzando la costruzione delle navi da battaglia che avrebbero permesso alla Marina imperiale giapponese di raggiungere l'obiettivo del suo programma per una "flotta otto-otto", composta da otto navi da battaglia moderne e otto incrociatori da battaglia. A questo fine il Giappone iniziò la costruzione di quattro navi da battaglia e quattro incrociatori da battaglia, tutti più grandi e potenti delle navi precedenti.. Il governo britannico programmò nel 1921 la costruzione di quattro navi da battaglia e quattro incrociatori da battaglia, con altre quattro navi da battaglia che avrebbero dovuto seguire nel 1922..

L'opinione pubblica statunitense era fortemente contraria a questa nuova corsa agli armamenti. Il Congresso degli Stati Uniti disapprovava il piano di espansione navale di Wilson del 1919 e durante la campagna delle elezioni presidenziali del 1920 i politici statunitensi tornarono alla politica isolazionista antecedente la prima guerra mondiale, con poco interesse per una continua espansione navale.. Il Regno Unito poteva difficilmente permettersi di riprendere la costruzione di navi da battaglia, dato il costo esorbitante delle costruzioni navali..

Alla fine del 1921 il governo statunitense venne a sapere che quello britannico stava programmando una conferenza per discutere la situazione strategica nel Pacifico e nell'Estremo Oriente. Per prevenire la conferenza e soddisfare la pressione interna per una conferenza globale sul disarmo, l'amministrazione Harding convocò la conferenza navale di Washington nel novembre 1921..

Il trattato Fu negoziato nel corso della conferenza navale di Washington tenuta a Washington dal novembre 1921 al febbraio 1922 e firmato dai rappresentanti degli Stati Uniti d'America, Impero britannico, Giappone, Francia e Italia a Washington, il 6 febbraio 1922. Il Senato degli Stati Uniti consigliò la sua ratifica il 29 marzo 1922; il presidente degli Stati Uniti lo ratificò il 9 giugno 1923; le ratifiche vennero depositate presso il governo degli Stati Uniti il 17 agosto 1923 e proclamate il 21 agosto 1923.

I termini del trattato vennero modificati dal trattato navale di Londra del 1930 e dal secondo trattato navale di Londra del 1936. Per la metà degli anni trenta il Giappone e l'Italia non ottemperarono ai trattati, rendendo la limitazione degli armamenti navali una posizione sempre più insostenibile da parte degli altri firmatari. Le costruzioni navali della Germania erano invece controllate dal trattato di Versailles, il trattato di pace che aveva posto fine alla prima guerra mondiale, modificate però dall'accordo navale anglo-tedesco nel 1935.

Negoziati La prima sessione plenaria della conferenza fu tenuta il 21 novembre 1921, il segretario di stato Charles Evans Hughes presentò le proposte degli Stati Uniti. Hughes iniziò drammaticamente con la risoluzione:

L'ambizioso slogan ricevette un sostegno entusiastico da parte dell'opinione pubblica e probabilmente abbreviò la conferenza aiutando ad assicurare l'adozione delle proposte degli Stati Uniti. Successivamente propose quanto segue: Una pausa di dieci anni nella costruzione di capital ship (navi e incrociatori da battaglia), inclusa l'immediata sospensione della loro costruzione. La rottamazione di quelle esistenti o programmate, in modo tale di dare un rapporto di 5:5:3:1,75:1,75 nel dislocamento tra le flotte, rispettivamente, di Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Francia e Italia. Limiti sia sul dislocamento delle capital ship che sul dislocamento di vascelli secondari in rapporto 5:5:3. Capital ship

La proposte riguardanti le capital shipLetteralmente "navi capitali" vedi Definite nel trattato come vascelli da guerra, diversi da una portaerei e con dislocamento maggiore di furono largamente accettate dalla delegazione britannica, sebbene vi fossero controversie nell'opinione pubblica. Non sarebbe più stato possibile per il Regno Unito mantenere simultaneamente flotte adeguate nel mare del Nord, Mediterraneo ed Estremo Oriente. La Royal Navy ne fu oltraggiata, ma comunque ci furono forti pressioni sul Regno Unito perché accettasse. Il rischio di una guerra con gli Stati Uniti era sempre più considerato come semplicemente teorico, c'erano poche differenze nelle politiche delle due nazioni e in nessuna delle due l'incremento delle spese navali era popolare. Inoltre il Regno Unito stava implementando drastici tagli alle spese a causa della crisi economica causata dalla fine della guerra...

La delegazione giapponese era divisa. La dottrina navale giapponese richiedeva il mantenimento di una flotta pari al 70% di quella degli Stati Uniti, ritenuta il minimo necessario per sconfiggerli in un'ipotetica guerra (i giapponesi teorizzavano due scontri separati, prima contro la flotta del Pacifico, quindi contro la flotta Atlantica e calcolavano che un rapporto 7:5 nella prima battaglia avrebbe lasciato un margine di vittoria sufficiente a vincere il secondo scontro), per cui un rapporto 5:3, pari al 60%, era inaccettabile. Comunque il direttore della delegazione, Katō Tomosaburō, preferì accettare un rapporto del 60% contro la prospettiva di una corsa agli armamenti contro gli Stati Uniti, dato che questa sarebbe stata vinta dagli Stati Uniti, grazie alla loro maggior potenza industriale e avrebbe potuto essere la causa di un crisi economica in Giappone.

Il presidente del Naval Staff College, Katō Kanji, che agiva come consigliere navale alla delegazione e rappresentava l'influente scuola di pensiero della big navy si oppose fortemente alla proposta. Questa scuola di pensiero sosteneva che, in caso di guerra, gli Stati Uniti sarebbero stati capaci di costruire molte più navi da guerra, grazie alla loro potenza industriale e perciò il Giappone doveva essere il più possibile preparato per l'inevitabile conflitto contro gli Stati Uniti. Katō Tomosaburō riuscì infine a convincere l'alto comando giapponese ad accettare le proposte di Hughes, ma i risultati del trattato furono causa di controversie nella marina giapponese negli anni futuri..

La delegazione francese inizialmente rispose infuriata all'idea di ridurre il dislocamento totale delle loro capital ship a e richiese un limite di , lievemente superiore a quello del Giappone. Infine le concessioni riguardanti incrociatori e sottomarini convinsero la Francia ad accettare i limiti sulle capital ship..

Vi furono anche molte discussioni riguardanti l'inclusione o esclusione di navi individuali. In particolare la delegazione giapponese era ansiosa di mantenere la loro nuova nave da battaglia Mutsu, che era stata finanziata con donazioni private, incluse quelle provenienti da scolaresche.. In conseguenza di ciò fu permesso agli Stati Uniti e al Regno Unito di possedere tre navi post-Jutland: tre Maryland per i primi (demolendo la Washington) ; l'Hood e le due future Nelson per il secondo.

Incrociatori e cacciatorpediniere Il segretario Hughes propose di limitare il tonnellaggio globale delle navi secondarie (incrociatori e cacciatorpediniere) nella stessa proporzione delle capital ships. Comunque questo era inaccettabile, sia per i francesi che per i britannici. La controproposta britannica, per cui il Regno Unito avrebbe avuto diritto a di incrociatori in virtù del loro impegno mondiale, ma che gli Stati Uniti e il Giappone avrebbero avuto a disposizione rispettivamente solo e , fu ugualmente contestata. Perciò l'idea di limitare il numero o il dislocamento totale degli incrociatori fu rifiutata completamente..

I britannici proposero in alternativa un limite qualitativo sulle future costruzioni di incrociatori. Il limite proposto di un dislocamento di e di un calibro massimo dei cannoni di fu pensato per permettere al Regno Unito di mantenere la classe Hawkins di incrociatori, al momento in corso di costruzione. Questo coincideva con i requisiti degli Stati Uniti per gli incrociatori destinati a operazioni nel Pacifico e con i piani giapponesi per la classe Furutaka. Così il suggerimento fu adottato con poche discussioni.

Sottomarini Una delle principali richieste britanniche durante i negoziati fu l'abolizione completa dei sottomarini. Comunque questo fu impossibile, in particolare per l'opposizione francese, che proposero un limite di (). e la conferenza terminò senza accordi o restrizioni sui sottomarini. Basi nell'oceano Pacifico L'articolo XIX del trattato proibì anche al Regno Unito, al Giappone e agli Stati Uniti di costruire fortificazioni o basi navali nell'oceano Pacifico. Questa fu una vittoria significativa per il Giappone, dato che delle basi fortificate statunitensi o britanniche sarebbero state un serio problema per le loro forze nel caso di una guerra futura. Questa clausola del trattato garantì essenzialmente che il Giappone fosse la potenza dominante nel Pacifico occidentale e fu cruciale nell'ottenere l'accettazione giapponese sul limite delle capital ship in costruzione.. Termini Dislocamento totale massimo Stati Capital ship Portaerei Impero Britannico Stati Uniti Giappone Francia Italia

I limiti di dislocamento totale,Il dislocamento nel trattato era espresso in tonnellate lunghe pari a , eccetto dov'erano specificate "tonnellate metriche": The word "ton" in the... Treaty, except in the expression "metric tons", shall be understood to mean the ton of 2240 pounds (1016 kilos). definiti dagli articoli IV e VII, davano un rapporto di forza pari a circa 5:5:3:1.67:1.67 tra Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Italia e Francia. Venne introdotto il concetto di dislocamento standard, definito nel trattato come al netto del carburante e dell'acqua delle caldaie, ma non delle munizioni, perché la Gran Bretagna argomentò che le sue attività globali richiedevano un consumo di carburante maggiore di quello delle altre nazioni e che non avrebbero dovuto essere penalizzate.

Furono imposti i seguenti limiti: capital ship (navi e incrociatori da battaglia): il dislocamento standard è limitato a con il divieto di montare cannoni di calibro superiore a Articoli V e VI del trattato.