Al-Shabaab (in somalo; , da , Ḥizb al-Shabāb, "Partito dei Giovani"), anche trascritto as-Sciabab, ash-Shabaab, Hizbul Shabaab o Hizb al-Shabāb, e ufficialmente indicato come Ḥarakat al-Shabāb al-Mujāhidīn (), è un gruppo terroristico jihadista sunnita di matrice islamista attivo in Somalia, nato intorno al 2006.

Il gruppo si è creato a seguito della sconfitta dell'Unione delle Corti Islamiche (UCI) a opera del Governo Federale di Transizione (GFT) e dei suoi sostenitori, in primo luogo i militari dell'Etiopia, durante la guerra civile in Somalia.

È la cellula somala di al-Qāʿida, formalmente riconosciuta nel 2012. Da numerosi governi e servizi di sicurezza occidentali è considerata un'organizzazione terroristica. Nel giugno 2012 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha posto taglie su numerosi capi del gruppo.

Questa formazione islamista è presente nelle regioni del sud della Somalia e mantiene vari campi di addestramento nei pressi di Chisimaio. Alcuni finanziamenti per al-Shabaab provengono dalle attività dei pirati somali."Shabaab-Somali pirate links growing: UN adviser". Reuters. 2011-10-20

Storia

Al-Shabaab nacque nel 2006, come movimento giovanile estremista, all'interno dell'Unione delle Corti Islamiche. Dopo la sconfitta e la dissoluzione dell'Unione, avvenute nel dicembre 2006, questa ala giovanile emerse come gruppo autonomo e si rivolse a più ampi strati della società, assumendo così una struttura organizzativa più complessa e perdendo l'identità originaria di organizzazione eminentemente giovanile. Il nucleo originario di al-Shabaab è costituito da veterani dell'Unione delle Corti Islamiche che avevano combattuto e sconfitto nella Seconda Battaglia di Mogadiscio gli storici signori della guerra di Mogadiscio, riuniti nell'Alleanza per la restaurazione della pace e dell'anti-terrorismo Somaliland Times. Alcuni membri storici sostengono che il gruppo fosse attivo già nel 2004.

Sostanzialmente, al-Shabaab prese il posto dell'Unione nella lotta contro il Governo Federale di Transizione. I primi successi di rilievo si videro all'inizio del 2009 con la presa di Baidoa, principale base del governo, il 26 gennaio. Inizialmente l'organizzazione riuscì ad affermarsi con una certa rapidità ai danni del debole governo guidato dal Presidente Sharif Ahmed, ex leader dell'Unione delle Corti Islamiche e alleato. Nel corso del 2009 Al-Shabaab colpì il governo con azioni clamorose come l'attentato suicida del 18 giugno, che nella città di Belet Uen uccise 35 persone, tra cui il Ministro dell'Interno Omar Hashi Aden. Il Presidente Sharif Ahmed ha accusato Al-Shabaab di aver perpetrato l'attentato all'Hotel Shamo del 3 dicembre 2009. Durante una festa per diplomi di laurea all'Università di Mogadiscio, nella ormai piccola zona della città non invasa dagli estremisti islamici dove risiedeva il Governo, e controllata dalle forze dell'Unione Africana, un kamikaze vestito da donna si fece esplodere causando la morte di 24 persone, tra cui 15 studenti e 3 ministri del governo. Il 13 febbraio 2010, a causa delle lesioni subite, morirà anche il Ministro dello Sport. Ufficialmente al-Shabaab ha sempre negato di aver organizzato l'attentato, BBC. Il 23 agosto 2010 al-Shabaab irrompe in un hotel della capitale somala solitamente frequentato dai deputati e fucila 33 persone, tra cui quattro parlamentari, Corriere della Sera.

Nelle aree sottoposte al suo controllo, l'organizzazione ha ridotto le importazioni a basso costo di cibo, permettendo così alla produzione somala di grano, che ha generalmente un alto potenziale, di prosperare. Ciò ha comportato uno spostamento di ricchezza dalle aree urbane a quelle agricole. Nel luglio 2011 al-Shabaab ha annunciato di aver eliminato le sue restrizioni contro l'attività dei cooperanti delle organizzazioni umanitarie internazionali.

Nel 2011 il colonnello John Steed, capo della divisione antipirateria ONU, si è detto convinto che Al-Shabaab stesse cercando con sempre maggiore insistenza di cooperare con altre organizzazioni criminali e soprattutto con le bande di pirati somali, a fronte della diminuzione delle sue risorse finanziarie. Steed, comunque, ha riconosciuto di non avere prove certe sui legami operativi tra il gruppo fondamentalista e i pirati. Tuttavia alcuni pirati detenuti in carcere hanno rivelato a ufficiali dell'UNODC che erano per loro necessarie delle forme di cooperazione con al-Shabaab, da quando avevano incominciato ad aumentare i loro attacchi nelle regioni meridionali della Somalia controllate dall'organizzazione terroristica. Membri di al-Shabaab hanno compiuto estorsioni a danno dei pirati, domandando loro denaro in cambio di protezione e costringendo alcuni capi di bande di pirati a Harardera a consegnare loro più del 20% dei ricavi dei loro futuri riscatti.

A partire dagli ultimi mesi del 2011 il potere di al-Shabaab è notevolmente diminuito. Questo forte indebolimento è dovuto soprattutto all'inizio dell'Operazione Linda Nchi, un'operazione militare coordinata condotta dagli eserciti di Somalia e Kenya proprio contro Al-Shabaab. Il 25 maggio 2012 le truppe del governo somalo e quelle dell'AMISOM hanno ripreso la città di Afgoi, prima controllata dal gruppo terroristico, e l'11 luglio hanno conquistato anche le zone circostanti, smantellando il campo di addestramento situato nel villaggio di Laanta Bur. Il 31 maggio è stato riconquistato anche il villaggio di Afmadù, di fondamentale importanza per la sua rete di strade, in grado di garantire accesso a numerose aree del paese. Tra il 28 settembre e il 1º ottobre l'esercito somalo, sempre appoggiato dall'AMISOM, ha riconquistato con una vera e propria battaglia Chisimaio^ a b "Kenyan forces attack last remaining stronghold of al-Qaeda-linked militants in Somalia". Associated Press. 28 settembre 2012. Accesso 28 settembre 2012., che Al-Shabaab aveva occupato nell'agosto 2008 ed era la loro capitale.

Nel febbraio 2012 vari suoi leader hanno avuto forti screzi con al-Qāʿida a causa dell'ingresso di Al-Shabaab al suo interno, e hanno perso terreno, inoltre molti dei suoi più alti capi sono stati assassinati. Nell'agosto 2011 le truppe del Governo Federale di Transizione e dell'AMISOM sono riuscite a catturare tutti i membri di al-Shabaab presenti a Mogadiscio. In più ci sono state molte defezioni in favore del governo, tanto che nel 2012 la forza dell'organizzazione conta su un numero di militanti compreso tra i 4.000 e i 6.000^ a b Guled, Abdi (15 June 2012). "Militants defecting to Somali side after losses". The Washington Post - World..

Il 9 dicembre 2012 le truppe governative somale, assistite dalle forze dell'AMISOM, prendono possesso anche della città di Giohar, altra roccaforte dell'organizzazione terroristica. Al-Shabaab in quell'anno controllava ancora vaste zone delle regioni meridionali della Somalia, in cui pare abbia imposto la sharīʿaJon Lee Anderson, Letter from Mogadishu, “The Most Failed State,” The New Yorker, December 14, 2009, p. 64 . La sua forza nel maggio 2011 era stimata a 14.426 guerriglieri.

Il 14 aprile 2013 un commando di nove terroristi attacca un tribunale uccidendo 29 civili e ferendone 58, prima di essere interamente abbattuto dalle forze di sicurezza; contemporaneamente un kamikaze fa esplodere un'autobomba davanti a un hotel vicino all'aeroporto, uccidendo 5 persone, Repubblica.it. Il successivo 5 maggio un kamikaze Shabaab a Mogadiscio lancia la propria auto contro un convoglio di funzionari governativi e diplomatici del Qatar, e si fa esplodere causando almeno 10 morti, quasi tutti civili, Adnkronos Esteri. Il 21 settembre 2013, militanti armati di Shabaab hanno sparato in un supermercato di Nairobi uccidendo almeno 12 persone, New York Times, 22 settembre 2013.

Nel 2013 le divisioni interne al gruppo si sono fatte più cruente. L'episodio più cruento è avvenuto il 20 giugno, quando in una sparatoria si sono fronteggiati i sostenitori di Ahmed Abdi Godane e quelli di Abu Mansur. Nello scontro a fuoco sono morti due potenti leader e fondatori dell'organizzazione, entrambi fiancheggiatori di Abu Mansur: Abul Hamid Hashi Olhayi e Ibrahim Al-Afghani, che tra il 2010 ed il 2011 era stato emiro, cioè capo assoluto di al-Shabaab. Proprio a causa di questi frequenti e violenti scontri, il successivo 28 giugno Hassan Dahir Aweys, guida spirituale e anch'egli tra i fondatori degli Shabaab, ha abbandonato i suoi compagni e i territori controllati dal gruppo e si è trasferito con una milizia a lui fedele nella città di Adado, nella regione centrale di Galgudud, controllata dal governo. Tuttavia Aweys non è passato dalla parte del governo centrale di Mogadiscio, nonostante parlamentari e anziani saggi si siano recati da lui per tentare una mediazione, senza successo, UPI.com. Pur affiancato da alcuni suoi uomini e indisposto a collaborare, Aweys si è a tutti gli effetti consegnato alle autorità governative ed è in detenzione sotto la loro sorveglianza, Reuters.

Ahmed Abdi Godane, leader di al-Shabaab dal 2008, dopo l'uccisione di Aden Hashi Ayro, è stato a sua volta ucciso nel settembre 2014 da un'operazione di intelligence della NATO nella lotta contro al-Qaida. L'operazione si è avvalsa di unità militari speciali con droni, che hanno lanciato missili Hellfire e bombe di precisione contro un accampamento a sud di Mogadiscio, New York Times, 5 settembre 2014, accesso 29 dicembre 2018. Successivamente altri leader di Shabaab sono stati uccisi da droni della NATO.

Il 2 aprile 2015 militanti di al-Shabaab fanno irruzione in un campus universitario a Garissa in Kenya compiendo una strage, almeno 148 morti e decine di feriti., 2 aprile 2015 L'episodio dimostra che al-Shabaab, nonostante abbia perso molti dei suoi territori e delle sue fonti di reddito rispetto agli anni precedenti, conserva ancora una capacità di compiere attentati terroristici con poche spese, e abbia subito una trasformazione quanto ai propri scopi non aspirando più al controllo del territorio ma ad operazioni di guerriglia, New York Times, 7 aprile 2015. Il 26 giugno 2015 militanti Shabaab attaccano la base militare dell'Unione africana a Lego uccidendo 50 soldati, RFI, 26 giugno 2015.. Nel luglio-agosto 2015, il governo somalo attuò un'offensiva contro gli Shabaab, detta Jubba Corridor, per riconquistare le regioni di Ghedo e Bai, RFI, 21 luglio 2015., espugnando due bastioni degli Shabaab, Bardera, Le Figaro avec AFP, 22 luglio 2015., RFI, 22 luglio 2015. e Dinsor, Le Monde avec AFP, 24 luglio 2015., e lasciando sul campo oltre 300 militanti Shabaab, BBC, 6 agosto 2015.. Nonostante le perdite, in settembre Shabaab attaccò la base dell'Unione africana a Genale, uccidendo 50 soldati, AFP, 1 settembre 2015., e riprese le città di El Saliindi, Kuntuwarey e Buqda, Reuters, 6 settembre 2015., ed a gennaio 2016 attaccò la base dell'Unione africana di el Adde uccidendo 60 soldati, Le Monde avec AFP, 15 gennaio 2016..