Il Bestiario d'amore (in lingua originale Li Bestiaires d'amours) è l'opera letteraria più importante e famosa di Richard de Fournival, scritta a metà del XIII secolo, probabilmente prima del 1252, in francese.

Quest'opera ha influenzato diversi altri bestiari scritti in epoche successive, come il Libellus de natura animalium.

In epoca contemporanea l'opera è stata pubblicata con il titolo Il bestiario d'amore.

Genere letterario Questo testo trae origine, strutturalmente, dai bestiari cristiani medievali, ispirati all'ordinamento degli animali attuato nella Bibbia da Adamo. Richard ne sfrutta tutte le potenzialità per farne uno dei fondamentali testi sulla fenomenologia d'amore, utilizzando l'insistita similitudine zoologica, tipica della tradizione dei bestiari: ne esce, così, un originale compendio universale della vita amorosaDefinizione di Francesco Zambon..

Contenuto Prosa Come spiega Richart, la prosa è da lui usata in sostituzione al canto, del quale ha già fatto uso: ...mi sono accorto che il canto mi è servito così poco che non potrei fare affidamento su di esso senza provocare la mia rovina...P. 41 dell'edizione citata in bibliografia.

Infatti, conformemente alla natura del grillo e del cigno, il canto conduce a morte per amore del suono stesso: per timore che l'estremo canto del poeta conduca questi a morte, il messaggio è proferito da Richart per mezzo della più sicura prosa: essa, infatti, è concepita come forma della verità, lontana dagli artifizi letterari tipici dei versi.

Tuttavia, l'autore va perdendosi in uno stile sempre più liricheggiante, che contraddice l'intento programmatico dichiarato nel prologo; si rende conto, dopotutto, che poesia e prosa sono fatte della stessa materia, la parola; infatti, è essa stessa a non avere in sé la categoria della verità.

Memoria e sensi Il tema della memoria è molto caro a Richart: il poeta-amante si pone come obiettivo del Bestiaires proprio quello di lasciare eterno ricordo di sé nella memoria dell'amata.

La memoria, spiega poi, ha due porte: vista e udito. Da qui si sviluppa un complesso discorso sui sensi, che coinvolge numerose nature degli animali da bestiario. Tra i sensi, è la vista il più sviluppato nell'uomo, dunque quello che ha la priorità;Nella letteratura d'amore sia provenzale sia italiana, il tema della vista come senso privilegiato nella fenomenologia d'amore ha enorme sviluppo, trovando il suo apice poetico e filosofico in autori come Guido Cavalcanti e Dante Alighieri. ma ampio spazio hanno anche gli altri sensi, tutti svolti in via scientifico-letteraria, secondo le nature zoologiche.

Animali trattati

Nell'ordine, nel testo, sono citati e/o trattati i seguenti animali, per un totale di 57:Bisogna tener presente che per alcuni animali, tra i quali scimmia e leone, è riportata più di una natura. gallo grillo cigno lupo serpente scimmia corvo leone donnola calandra sirena aspide merlo talpa api lien talpa avvoltoio ragno aringa piviere salamandra tigre unicorno pantera gru pavone rondine donnola pellicano castoro picchio verde riccio coccodrillo idra vipera serra tortora pernice struzzo cicogna upupa aquila drago elefante colomba balena volpe gazza

Risposta al Bestiario d'amore In taluni dei 19 manoscritti che conservano esemplari del testo di Richart, il Bestiaires è seguito da una Risposta: chi sia l'autore di tale testo è ignoto, tuttavia c'è una certezza: Richart non ne è l'autore, per l'enorme distanza stilistica. C'è chi ipotizza si tratti di un autore che si mette nella parte della dama cui Richart si rivolge; tuttavia la convinzione con la quale l'anonimo risponde al Bestiaires è tanto marcata che c'è chi congettura un'autrice femminile.Principale sostenitrice di quest'ultima posizione è Jaenette Beer.

Questo testo, più breve del Bestiario, si propone come un rovesciamento delle argomentazioni richartiane, fino a giungere al finale rifiuto esplicito dell'amore del poeta, che diviene, nel ritratto che se ne ricava, quasi un lauzengier, un lusingatore incastrato dalle sue stesse parole. Oltre a riprenderne le parole, l'anonimo autore si riallaccia a quasi tutte le similitudini zoologiche del Bestiaires, perlopiù citandole o rileggendone la natura.

Nella musica contemporanea Nel 2020 il cantautore Vinicio Capossela ha pubblicato un EP intitolato Bestiario d'amore, ispirandosi appunto al trattato di De Fournival. Accanto al brano che dà il nome all'EP, al suo interno vi sono anche altre due composizioni di ambientazione trobadorica e una suite strumentale.

Note

Bibliografia Edizione di riferimento: Richard de Fournival, Il Bestiario d'amore, a cura di Francesco Zambon, 1999 Luni editrice.

Collegamenti esterni

Categoria:Bestiari Categoria:Letteratura medievale francese