New Italian Epic (Nuova epica italiana, o, nell’uso del proponente, ‘’il Nuovo [romanzo] Epico Italiano’’) Wu Ming 1 ha più volte preso le distanze dalla traduzione al femminile. Nell'articolo «New Italian Epic: reazioni de panza, prima parte» (Carmilla, 18 febbraio 2009 ha scritto: «Si può vedere “epic” come sostantivazione dell’aggettivo “epico” riferito a “romanzo”, o a “tono” (“il nuovo tono epico italiano”), o a “filone”, “movimento” etc. e quindi coniugare al maschile, come avviene con “il giallo”, “il noir” etc.; oppure si può vederlo come un sostantivo (“epic” = epica), e quindi coniugare al femminile (la New Italian Epic). Nel saggio coniugo l’espressione al maschile, perché l’alternativa mi suona equivoca. Parlare, tout court, di “nuova epica italiana” potrebbe far pensare che i libri presi in esame coprano ed esauriscano già tutte le possibilità della modalità epica oggi in Italia. Epperché mai porre limiti alla Provvidenza?». è una denominazione proposta dallo scrittore Wu Ming 1 per definire un insieme di opere letterarie scritte in Italia da diversi autori - tra cui lo stesso collettivo Wu Ming - nel periodo che va dal 1993 (la fine della cosiddetta Prima Repubblica) al 2008 (definito dagli stessi interessati come «anno del grande bagno di sangue della sinistra italiana, ma anche [...] ultimo anno di gloria del berlusconismo»cfr. Wu Ming 1, "Lo sfondamento", in .). Tale "gruppo" si caratterizza essenzialmente per la presenza di autori di romanzi - in prevalenza, anche se non esclusivamente, romanzi storici - e altri testi letterari, che avrebbero in comune diverse caratteristiche stilistiche, costanti tematiche e un'impostazione allegorica di fondo. Si tratterebbe di un particolare tipo di narrativa metastorica con tratti peculiari, derivanti dal contesto italiano di questi anni di fine e inizio secolo e millennioC. Boscolo, , www.carmillaonline.com, 29/04/2008..
Origine di New Italian Epic La denominazione è stata usata, nel marzo del 2008, da Wu Ming 1, per la prima volta come titolo di un suo intervento ai lavori di "Up Close & Personal", seminario sulla letteratura italiana contemporanea, tenutosi all'Università McGill di Montréal in Canada, nel Québec.
In giorni successivi Wu Ming 1 ha discusso di New Italian Epic in dibattiti presso altri college nordamericani, tra cui il Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, nell'ambito di un programma di studi comparativi su vari mass-media, diretto da Henry Jenkins, MIT, Cambridge, Mass..
Da questi interventi Wu Ming 1 in seguito ha tratto il saggio New Italian Epic. Memorandum 1993-2008: narrativa, sguardo obliquo, ritorno al futuro, scritto e pubblicato on-line nella primavera dello stesso anno, anche chiamato "Memorandum sul New Italian Epic".. Durante tutto il 2008 il NIE ha avuto una vasta eco in rete, in convegni e conferenze, sui giornali, nella pubblicistica specializzata e in trasmissioni radiofoniche.Per una visione generale del dibattito in rete, cfr. la sezione "New Italian Epic" sul sito carmillaonline.com; articoli sul New Italian Epic sono usciti, oltre che su diversi quotidiani, su riviste letterarie come Atelier, Tabard e Materiali; la trasmissione di Radio 3 Fahrenheit ha dedicato due puntate alla discussione in data 14/05/2008 e 11/06/2008.
Anche in Italia Wu Ming 1 ha riproposto l'espressione "New Italian Epic" in lingua inglese.L'autore ha spiegato in un'intervista: "in inglese, perché mi rivolgevo a una platea eterogenea e multinazionale, e anche perché dà l'idea del minimo distacco necessario per capire cosa succede nella cultura italiana. Bisogna uscire un po' da se stessi, dal solito campo percettivo condiviso, e salire su un'altura (in realtà basta un piccolo dosso), per vedere il brulichìo di persone, cose, informazioni.", Intervista alla rivista “Loop: culture, linguaggi e conflitti dentro l'apocalisse”, n.0, dicembre 2008 A volte si usa l'acronimo NIE. La declinazione più comune dell'acronimo è al maschile ("il NIE"), e lo stesso Wu Ming 1 ha detto di ritenere "Epic" un "aggettivo maschile sostantivato" ("il nuovo [romanzo] epico italiano"). Nella stampa italiana spesso il NIE è indicato però come "Nuova epica italiana".
Alla fine dell'estate 2008 Wu Ming 1 ha messo in rete una versione del Memorandum marcata “2.0”, ovvero annotata ed estesa e quindi da estendere, con risposte ad alcune critiche, con approfondimenti dei punti più controversi e con precisazioni e allargamenti dell'orizzonte.
Nel gennaio 2009 la collana Stile Libero delle edizioni Einaudi ha pubblicato una versione ulteriormente arricchita e aggiornata del Memorandum (la "3.0"), col titolo New Italian Epic. Letteratura, sguardi obliqui, ritorni al futuro.
Il "Memorandum" Il Memorandum è stato inteso come una "proposta aperta, abbozzo di lettura comparata, albo di appunti da tenere sotto gli occhi, ricordare, utilizzare"Premessa all'edizione 2.0 di New Italian Epic, settembre 2008, p.1. e propone di prestare attenzione a un insieme di opere scritte in Italia negli ultimi quindici anni (1993-2008), cercando parentele inattese o, all'inverso, sciogliendo legami troppo spesso dati per scontatiCfr. il paragrafo "La nebulosa", in New Italian Epic., cit., p. 7 della versione in formato pdf..
Il Memorandum è stato anche descrittoPaolo Di Stefano, «Ecco il manifesto della 'Nuova Epica'», Corriere della sera, 13 maggio 2008, p.38. come un manifesto letterario, in virtù del fatto che contiene una classificazione. Secondo l'autore e altri partecipanti al dibattitoCfr. glossa III ("Opere"), New Italian Epic, cit., p. 7 della versione in formato pdf; G. Pispisa, "Riflessioni sul New Italian Epic", carmillaonline.com, 1º settembre 2008; M. Amici, "Il fronte davanti agli occhi", intervento alla conferenza "The Italian Perspective on Metahistorical Fiction: The New Italian Epic", Institute of Germanic and Romance Studies, University of London, UK, 2 ottobre 2008., la definizione di "manifesto" è fuorviante, poiché si tratta di un documento in forma di fascicolo che non annuncia un movimento di autori né prescrive niente, bensì descrive a posteriori un dialogo tra libri già esistenti, esponendo per sommi capi le caratteristiche di una serie di opere che si pongono oltre il postmodernismo. "Il NIE è solo una delle molte-buone-diverse cose che accadono oggi nella letteratura italiana", si legge nella prefazione all'edizione 2.0.
Caratteristiche del New Italian Epic Le caratteristiche del NIE elencate nel memorandum sono sette, precedute da alcune premesse intese come cornice concettuale. Tali premesse riguardano specificità storiche e geografiche: in questa parte del memorandum viene descritto a grandi linee il contesto sociale e culturale in cui le opere sono nate e a cui fanno riferimenti espliciti o in allegoria.
Le sette caratteristiche individuate da Wu Ming 1 sono: Rifiuto del tono distaccato e "gelidamente ironico" predominante nel romanzo postmoderno.”Le opere del New Italian Epic non mancano di humour, ma rigettano il tono distaccato e gelidamente ironico da pastiche postmodernista. È [...] questa particolare forma di ironia quella di cui noto il perdurante abuso: l'ironia a corso forzoso, schermata e anaffettiva, tipica del postmodernismo della fase terminale.” New Italian Epic 2.0, settembre 2008, p. 13. Questa prima caratteristica è definita nel memorandum una “conditio sine qua non”. "Sguardo obliquo" o “azzardo del punto di vista”. Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi. Sguardo che si amplia a volte in maniera vertiginosa includendo l'extraumano come parte integrante della narrazione. A questi esperimenti, secondo Wu Ming 1, sarebbe sottesa una motivazione etica e politica.«L'adozione di punti di vista "inusitati", se motivata e non ridotta a mero giochino, è una presa di posizione etica ineludibile. Noi siamo intossicati dall'adozione di punti di vista "normali", prescritti, messi a fuoco per noi dall'ideologia dei dominanti. È imperativo depurarsi, cercare di vedere il mondo in altri modi, sorprendendo noi stessi.»New Italian Epic 2.0, settembre 2008, p. 14 Complessità narrativa unita a un'attitudine “pop” che spesso porta al successo di pubblico. Molti di questi romanzi, pur essendo, secondo Wu Ming 1, complessi strutturalmente e nei contenuti, sono diventati best seller. Alcuni esempi sono Q di Luther Blissett, Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo, L'ottava vibrazione di Carlo Lucarelli e soprattutto Gomorra di Roberto Saviano. Narrazione di storie alternative e “ucronie potenziali”. Queste narrazioni offrono una possibile diversa soluzione rispetto alla realtà storica. Sperimentazione linguistica dissimulata che mira a sovvertire “dall'interno” il registro della prosa.«Nel NIE c'è molta sperimentazione stilistica e linguistica, ma nella maggior parte dei casi è "incanalata" nel racconto, serve a raccontare meglio. C'è chi scrive in versi, chi inventa idiomi e idioletti, chi frattura la sintassi, chi usa in modo ossessivo figure retoriche desuete [...], chi 'amputa' alcuni elementi a torto ritenuti indispensabili (per esempio le particelle pronominali). Tutto questo, però, corrisponde a precise esigenze espressive, non ha come stella polare la "bella pagina", la frase che grida al mondo: "Come sono scritta bene!"», Wu Ming 1, intervista alla rivista Loop, cit. Oggetti narrativi non identificati (anche chiamati UNO: Unidentified Narrative Objects). Molti dei testi del corpo in esame non solo non ricadrebbero in nessun genere letterario predefinito, ma allargherebbero i confini del letterario inglobando elementi testuali che producono effetti “perturbanti”. Tra i libri citati nel memorandum, Asce di guerra dei Wu Ming, Sappiano le mie parole di sangue di Babsi Jones e il già citato Gomorra.«Sono libri che oggi appaiono perturbanti, e in apparenza esterni o eccentrici rispetto all'idea consolidata di romanzo, ma che probabilmente in futuro chiameremo senza remore 'romanzi'. Oggi c'è molto pudore a chiamare "romanzo" Gomorra, da un lato perché si ha paura di depotenziarne il valore testimoniale e di denuncia, dall'altro perché come romanzo... sembra che non funzioni, non si sa dove comincia né dove finisce, non si sa come prenderlo, c'è il giornalistico e c'è il letterario ma cosa è giornalistico? E cosa è letterario? Penso che questo pudore e questo balbettìo col tempo si dissolveranno.», Wu Ming 1, intervista alla rivista Loop, cit. Comunità e transmedialità. I testi del NIE hanno come caratteristica quella di fungere spesso da testi base per la creazione di derivati da parte della comunità di fan. I derivati o spin-off sono spesso presenti in rete, e interessano i vari media (film, telefilm, serie televisive, fumetti, videogiochi, composizioni musicali, siti internet).
A quest'elencazione, con la versione 2.0 del memorandum e con interventi di altri scrittori e studiosiCfr. ad esempio come il sociologo Claudio Coletta traccia e tratta la figura del "Sopravvissuto" nelle opere del NIE: C. Coletta, "Storie di sopravvissuti", in carmillaonline.com, 10 dicembre 2008., si sono aggiunte altre costanti tematiche ritrovate nei testi del NIE, ad esempio la "morte del Vecchio": molti libri della “nebulosa” descrivono le conseguenze della scomparsa di un capostipite o fondatore, una figura di riferimento che rappresentava un mondo oggi entrato in crisi o addirittura ha costruito un mondo ma non ha preparato i posteri a gestirne la crisi. Una coincidenza ha voluto che in diversi libri questo personaggio fosse indicato con la semplice antonomasia “il Vecchio”. Secondo Wu Ming 1, su questo mitologema il NIE costruisce una grande allegoria dell'attuale fase storica.Wu Ming 1, New Italian Epic 2.0, cit.; Wu Ming 1, , intervento all'IGRS della University of London, 2 ottobre 2008.