È coautore, con Nicola Abbagnano, di manuali di storia della filosofia di grande notorietà e autore di saggi sulla bioetica, sulla laicità e sulle problematiche filosofico-giuridiche del fine vita, in rapporto alle quali ha sempre più accentuato il suo impegno di giusfilosofo.
Biografia Giovanni Fornero è nato a Vigone, in provincia di Torino nel 1950. Ha compiuto studi filosofici presso l'Università degli Studi di Torino e ha avuto, tra i suoi maestri, Nicola Abbagnano, Pietro Chiodi, Luigi Pareyson, Gianni Vattimo e Norberto Bobbio. Si è laureato nel 1974 con una tesi sull'esistenzialismo italiano. Dopo aver insegnato per alcuni anni, in seguito ha svolto un'attività di libero scrittore, curando, su incarico dello stesso Abbagnano, una serie di aggiornamenti della sua celebre storia della filosofia, alcuni dei quali tradotti anche all'estero. In seguito si è dedicato allo studio, in chiave filosofica, della bioetica, della laicità e delle problematiche del fine vita, che attualmente costituiscono il suo specifico campo di ricerca. Da diversi anni vive in Alto Adige.
Testi e collane Sin dagli anni Quaranta Nicola Abbagnano aveva pubblicato un manuale di storia della filosofia per le scuole superiori che, dopo un periodo di notevole diffusione, alla fine degli anni Settanta era quasi sparito dalla scuola. Da ciò la necessità di una profonda revisione dell'opera, che l'anziano filosofo decise di affidare a uno dei suoi ultimi allievi, di cui apprezzava le doti intellettuali e la passione per la filosofia. Nel 1986 nasceva così l'Abbagnano-Fornero, che, anche grazie al continuo lavoro di riscrittura, aggiornamento e ampliamento – che ne fanno ormai un'opera di Fornero più che di Abbagnano –, è tuttora il manuale di filosofia più diffuso nelle scuole italiane.
Fra le sue numerose edizioni e versioni ricordiamo: Filosofi e filosofie nella storia (1 ed. 1986, n.e. 1992), Protagonisti e testi della filosofia (1996, 1999, n. e. 2006), Itinerari della filosofia (2002), La filosofia (2009), La ricerca del pensiero (2012), Percorsi di filosofia (2012), L'ideale e il reale (2013), Con-Filosofare (2016) e I nodi del pensiero (2017), La filosofia e l'esistenza (2021), Vivere la filosofia (2021) L'ultima edizione aggiornata e ampliata, edita da Sanoma Paravia, è L'avventura del pensiero (2025)
In questi lavori Fornero, insieme ai suoi collaboratori, segue e sviluppa in modo creativo l'impostazione metodologica di Abbagnano, mirando a un modo di fare storia della filosofia che si qualifica per un'informazione accurata e una profonda empatia con le tematiche trattate.
Lo studioso ha inoltre condiretto alcune collane di destinazione liceale e universitaria: i Sentieri della filosofia e i Sentieri della pedagogia di Paravia con Giorgio Brianese e I fili del pensiero di Bruno Mondadori con Gianni Vattimo.
Produzione storiografica Storia della filosofia Fra le grandi storie della filosofia in lingua italiana quella pubblicata da Nicola Abbagnano presso la Utet - il cosiddetto Abbagnano grande, uscito in prima edizione fra il 1946 e il 1950 - costituisce un'opera di riferimento fondamentale, universalmente apprezzata sia nel nostro Paese sia all'estero (come testimonia il giudizio del filosofo e logico statunitense Quine). Dopo la morte di Abbagnano, avvenuta il 9 settembre 1990, è uscito, sempre presso Utet, un quarto volume di questa storia, dedicato al pensiero contemporaneo. Anche in questo caso, era stato lo stesso Abbagnano a incaricare Fornero di proseguire il suo lavoro, che si interrompeva con l'esistenzialismo e presentava solo un ultimo sintetico capitolo su alcuni degli sviluppi più recenti.
In questo nuovo volume, Fornero punta a una ricostruzione chiara e scientifica al tempo stesso. Una ricostruzione che, basandosi su una conoscenza diretta (o "di prima mano") degli autori trattati, si caratterizza per obiettività e rispetto delle posizioni di cui dà conto, evitando valutazioni teoretiche che non spettano allo storico. Al pari del suo maestro, Fornero insiste sull'autonomia della filosofia, che non si può dissolvere nelle scienze umane, nella politica o in altre discipline. Ma gli impetuosi sviluppi del pensiero novecentesco non erano esauriti in quel volume. Di conseguenza, nel 1994, Fornero ha pubblicato un secondo tomo del volume quarto della Storia della filosofia. Con questo contributo l'opera copre altri importanti settori della filosofia contemporanea.
Dizionario di filosofia Nel 1961 Abbagnano pubblicava presso la Utet la prima edizione del Dizionario di filosofia, un vastissimo elenco di lemmi tematici affrontati con grande attenzione allo sviluppo concettuale e con straordinaria capacità di sintesi che ne hanno fatto uno dei dizionari di filosofia più importanti a livello internazionale («Per chi voglia entrare nel recinto della filosofia – scriveva Bobbio – questo dizionario è un vestibolo quasi obbligato»). Nel 1971 ne curava una riedizione ampliata. Anche dopo la sua morte, il Dizionario restava un punto fermo della storiografia filosofica, ma iniziava ormai a mostrare dei limiti cronologici.
Così, nel 1998 Giovanni Fornero ha provveduto, coadiuvato da un gruppo di specialisti da lui coordinato e diretto, a redigerne una nuova edizione.
L'impostazione di fondo voluta da Abbagnano è conservata, cosicché vengono escluse le voci biografiche a favore dei lemmi concettuali. Sono centinaia le voci aggiornate, mantenendo la separazione fra il contributo originale di Abbagnano e l'aggiornamento, e le nuove voci inserite. L'opera continua così a proporsi come uno dei più ampi strumenti di consultazione.
Filosofie del Novecento L'attività storiografica di Fornero è proseguita anche dopo la morte di Abbagnano (1990). Infatti nel 2002, con Salvatore Tassinari come coautore e con la collaborazione di altri studiosi, Fornero pubblica presso Bruno Mondadori Le filosofie del Novecento, una delle più ampie e sistematiche ricostruzioni storiche del pensiero contemporaneo.
L'opera muove dal pensiero nietzschiano - inteso come crocevia della modernità - e presenta una serie di capitoli che danno conto, seguendo un'organizzazione tematica, dei principali autori e filoni della riflessione filosofica contemporanea: dalle grandi correnti del primo Novecento (neopositivismo, neocriticismo, spiritualismo, neoidealismo, pragmatismo), al marxismo e all'esistenzialismo in tutte le loro declinazioni, per giungere alle più recenti formulazioni dello strutturalismo, dell'epistemologia, della teologia, dell'ermeneutica e delle teorie politiche ed etiche.
Gli studi sulla bioetica e la laicità Bioetica cattolica e bioetica laica Forte degli studi storiografici ormai accumulati e sempre in linea con i sopraccitati presupposti metodologici, nel 2005 Fornero pubblica, presso Bruno Mondadori, il saggio Bioetica cattolica e bioetica laica (n. e. ampliata, ivi 2009).
In questo nuovo lavoro, Fornero si concentra sulle posizioni della bioetica cattolica ufficiale e su quelle della bioetica laico-secolare. Attraverso uno studio analitico e puntiglioso dei testi e a un metodo improntato a una sostanziale imparzialità, Fornero giunge a definire alcuni punti nodali che oppongono strutturalmente la bioetica cattolica e quella laica. Punti che si sintetizzano nella tesi cattolica della inviolabilità e indisponibilità della vita e nella tesi laica della disponibilità della vita.
Da un punto di vista contenutistico Fornero evita di prendere posizione a favore dell'uno o dell'altro modello. Tuttavia, il suo contributo produce una notevole chiarificazione delle posizioni in campo e ha il merito di porre empateticamente sotto gli occhi del lettore le strutture teoriche e concettuali che stanno alla base dei due "paradigmi" – merito che gli è stato riconosciuto da Gianni Vattimo, che ha parlato di «rispettosa capacità di ascolto»«La Stampa», 26/11/2005., e da Vittorio Possenti, che a sua volta ha parlato di «giustizia intellettuale nel descrivere le varie posizioni in gioco»«Avvenire», 29/12/2005..
Questo saggio ha originato un ampio dibattito, sia negli studi specialistici, sia nel mondo dell'informazione (come testimoniano le recensioni e i numerosi interventi apparsi sui quotidiani).
Dibattito continuato sia in Laicità debole e laicità forte (2008) sia in Laici e cattolici in bioetica: storia e teoria di un confronto (2012). Quest'ultimo volume, che si apre con un saggio di Maurizio Mori, completa il trittico. In esso si dà conto della nuova fase del dibattito sui concetti di bioetica cattolica e laica e si offre una serie di chiarificazioni e ampliamenti storico-concettuali, fra cui spicca l'approfondimento della nozione di "paradigma" che Fornero, partendo da Kuhn ma andando al di là di Kuhn, applica in modo originale alla bioetica.
Fra le novità del volume vi è la finale ammissione, da parte di alcuni autorevoli studiosi, dell'esistenza di una diversità paradigmatica fra la bioetica di matrice cattolica e la bioetica di matrice laica. Diversità di cui si auspica da molte parti il superamento, ma che di fatto esiste e, come ha continuato a mettere in luce Fornero, condiziona sul piano sia teorico sia pratico la vita odierna.
La bioetica nell'età di Bergoglio Gli studi di Fornero sulla bioetica hanno trovato una continuazione e uno sviluppo nel lavoro di Luca Lo Sapio Bioetica cattolica e bioetica laica nell'era di papa Francesco. Che cosa è cambiato? (Utet, Milano 2017) in cui l'autore affronta il tema delle ripercussioni bioetiche del pontificato di Bergoglio, mettendone in luce i tratti di novità e continuità rispetto al passato. Il volume è preceduto da un saggio dello stesso Fornero, in cui lo studioso offre un'ulteriore sintesi delle sue idee circa i paradigmi della biomorale cattolica e laica.
Laicità in senso largo (o formale) e laicità in senso stretto (o sostanziale) Alcune delle questioni poste in Bioetica cattolica e bioetica laica toccavano il generale argomento della laicità. Tant'è che Laicità debole e laicità forte (2008) prosegue l'analisi in questa direzione, oltrepassando l'ambito limitato della bioetica, pur continuando a usarlo come campo esemplare di indagine. In questo libro Fornero, ragionando in termini teorici e non solo storici, elabora una prospettiva filosofica sulla laicità che muove dalla distinzione analitica fra due diverse accezioni del termine "laicità": una larga o formale e una ristretta o sostanziale. Distinzione che lo studioso ritiene indispensabile per fare ordine e chiarezza intorno al concetto in questione e per giustificare, senza i consueti riduzionismi, i diversi modi con cui ci si può definire "laici".
In senso largo o formale (e quindi semanticamente più debole) la laicità allude a una serie di atteggiamenti metodici, validi sia sul piano conoscitivo (autonomia discorsiva, libero confronto delle idee) sia sul piano giuridico (aconfessionalità dello Stato, tolleranza, pluralismo). Atteggiamenti che nelle società odierne, in virtù del loro carattere procedurale, possono (e dovrebbero) essere fatti propri dai cittadini, a prescindere dal fatto di essere credenti o meno (tant'è che oggi, nell'ambito di questa accezione di laicità, si parla comunemente di "laici credenti" e di "laici non credenti"). In senso stretto o sostanziale (e quindi semanticamente più forte) la laicità allude invece a quella determinata visione del mondo che è propria di coloro che non si limitano a seguire i sopraccitati criteri metodici, ma che pensano e vivono a prescindere da Dio e dall'adesione a un determinato credo religioso (tant'è, che oggi, nell'ambito di questa accezione di laicità, si parla comunemente di "credenti e laici" o, in Italia, di "cattolici e laici").