__NOTOC__ La prima stagione della serie televisiva Romanzo criminale - La serie andò in onda in prima visione su Sky Cinema 1 dal 10 novembre 2008 al 12 gennaio 2009.

In chiaro andò in onda su Italia 1 dal 7 settembre al 19 ottobre 2009 e poi dal 10 gennaio al 14 febbraio 2011 su Iris.

nº Titolo italiano Prima TV Italia 1 Episodio 1 10 novembre 2008 2 Episodio 2 3 Episodio 3 17 novembre 2008 4 Episodio 4 24 novembre 2008 5 Episodio 5 1º dicembre 2008 6 Episodio 6 8 dicembre 2008 7 Episodio 7 15 dicembre 2008 8 Episodio 8 22 dicembre 2008 9 Episodio 9 5 gennaio 2009 10 Episodio 10 11 Episodio 11 12 gennaio 2009 12 Episodio 12

Episodio 1 Diretto da: Stefano Sollima Scritto da: Trama

Roma, 10 novembre 2008, quartiere della Magliana. Un uomo di mezz'età viene derubato del portafoglio e malmenato da tre giovani capoccia della zona; ripresosi, ancora sanguinante, raggiunge il bar dove si trovano i tre e spara al leader del gruppo, uccidendolo e gridando «io stavo col Libanese!».

Un flashback riporta i fatti a maggio 1977. Pietro Proietti, detto "il Libanese", ruba un carico di macchine per scrivere Olivetti con i componenti della sua scalcinata batteria - "il Dandi", "Scrocchiazeppi" e "il Bufalo"; l'indagine è affidata al commissario Nicola Scialoja, un giovane zelante e volenteroso, additato dai colleghi come "il Comunista" per avere mostrato contrarietà all'operato della polizia sui fatti che hanno portato alla morte della manifestante Giorgiana Masi durante degli scontri di piazza. L'apprensione del giovane funzionario è dettata non soltanto da un senso di equità, ma anche dalla preoccupazione per la vita della sorella Sandra, attivista politica appartenente all'area dell'Autonomia.

Il Libanese, invece di "steccare" (dividere in parti uguali) il milione di lire guadagnato grazie alla rivendita delle Olivetti al "Treccia", acquista una partita di armi dal "Terribile", un boss di Centocelle con il quale pare avere un vecchio conto in sospeso. Si reca poi all'ippodromo Tor di Valle per incontrare "Satana", un allibratore clandestino che gli passa informazioni sui movimenti di un tal "barone" Rosellini, ricco possidente romano che il delinquente vuole rapire, ma la sua Mini Minor viene rubata con il carico di armi appena acquistate. Scopre che a rubare l'auto è stato "il Sorcio", nipote di Franco, il titolare del bar dove sono soliti riunirsi, e, dopo essersi recato a casa del Dandi, riunisce tutti i componenti della batteria. Una volta raggiunto il Sorcio, quest'ultimo viene malmenato dalla batteria, e scoprono che la Mini Minor è stata rivenduta a un delinquente di Testaccio, Fabrizio Soleri, detto "il Freddo". Il Libanese, così, prova un'irruzione nel garage del Freddo, ma lì trova il giovane capoccia, con la sua batteria al completo, formata da "Fierolocchio" e i fratelli Buffoni, Sergio e Ruggero. Dopo un attimo di tensione, Freddo decide di restituire le armi, ma chiede informazioni sul perché il Libanese abbia in dotazione un tale arsenale.

Il Libanese gli svela che il suo piano è proprio quello di rapire Rosellini. Le due batterie, dunque, decidono di unirsi per realizzare il sequestro. Intanto, il commissario Scialoja, impantanato sul caso delle Olivetti rubate, si appropria dell'indagine sul rapimento di Rosellini, diretta dal Giudice istruttore Fernando Borgia; sulle prime, Scialoja si mostra impacciato (è il suo primo sequestro), ma ritrova un mozzicone di sigaretta al mentolo, identico a uno trovato sul luogo del furto delle macchine per scrivere. Tale indizio lo porta subito a ipotizzare il coinvolgimento nei fatti di alcuni delinquenti locali, contrariamente all'opinione del magistrato e dei collaboratori che sospettano dell'anonima sarda. Il Libanese ha mangiato la foglia, e manda Scrocchiazeppi e Fierolocchio a Grosseto, con l'incarico di telefonare alla famiglia di Rosellini e concordare il riscatto. I due delinquenti, però, vengono intercettati dai vigili mentre, ripartendo alla volta della capitale, impennano ingenuamente con la moto, ignorando uno stop; le successive indagini riveleranno che il veicolo è stato rubato a Roma.

Nel frattempo Rosellini è stato portato in una cascina, affidato alla custodia dei fratelli Cannizzaro, piccoli delinquenti conoscenti del Libanese. Tuttavia, la scarsa praticità delle due batterie (e dei loro aiutanti) con questo tipo di crimini è evidente: uno dei fratelli Cannizzaro, dopo esser stato visto in volto dall'ostaggio, lo uccide venendo a sua volta freddato dal Libanese. Il giovane maglianese, a questo punto, decide comunque di proseguire le trattative con la famiglia di Rosellini e riesce, pur in maniera rocambolesca, a intascare due miliardi di lire. Mentre Scialoja, che aveva compreso tutto, si dispera per esser arrivato soltanto a un passo dal prendere in castagna i banditi, il Libanese procede alla continuazione del suo piano: il delinquente di via Magliana non vuole "steccare" del tutto la cifra, ma reinvestire la gran parte del ricavato nel traffico della droga, per creare una vera e propria rete del crimine organizzato, come la mafia in Sicilia e la camorra a Napoli.

I suoi compagni di avventura - tutti delinquenti di piccola taglia e con vedute molto ristrette - sono molto scettici; è il Freddo a sbloccare la situazione, aderendo alla società a una condizione, vale a dire l'assenza di un capo o di alcuna struttura gerarchica. Pian piano, tutti i presenti si rimettono in gioco, a eccezione di Satana, che non vede di buon occhio la nuova società e decide di chiamarsi fuori. Le basi sono ormai poste per la nascita di quella che diverrà la banda della Magliana; se ne sono accorti anche i Servizi segreti deviati, che iniziano a interessarsi con più attenzione ai movimenti del Libanese e soci e alle conseguenti indagini che conduce su di loro Scialoja. Nel finale dell'episodio, il Freddo e Fierolocchio uccidono gli ultimi due fratelli Cannizzaro, avendo fatto parte al rapimento e onde evitare una loro vendetta.

Episodio 2 Diretto da: Stefano Sollima Scritto da: Trama È il 1º ottobre 1977, Fierolocchio e Sergio Buffoni stanno seppellendo i cadaveri dei fratelli Cannizzaro, ma, una volta arrivati nel luogo concordato col Freddo, s'imbattono in Ricotta e Trentadenari, due membri della batteria di Ostia guidata dal Sardo, intenti a regolare un conto. I due compagni sono costretti a far dietrofront e seppellire i corpi altrove, perciò optano per la pineta di Focene.

Mentre i fratelli Gemito, tirapiedi del Terribile, li osservano da lontano, i giovani delinquenti della Magliana vorrebbero spendere almeno parte del denaro frutto del sequestro del Barone; il Libanese, però, sa bene che le banconote hanno i numeri di serie "segnati" e, perciò, spenderli equivarrebbe a consegnarsi nelle mani degli inquirenti. Allora, rompe gli indugi e si rivolge al Puma, boss dell'EUR, che ha tanta voglia di tagliare la corda e rifarsi una vita all'estero: oltre a una vecchia amicizia con il Freddo, Er Puma può vantare un parterre di rispetto nell'ambito della mala romana ed è in grado di contattare direttamente i grossi fornitori di droga, quale è il Sardo. Quest'ultimo, fiduciario della camorra nella capitale, non riesce, però, a trovare un accordo con la banda, per via delle sue alte pretese in termini percentuali sugli introiti dello spaccio.

Nel frattempo, Scialoja e il suo sottoposto, l'ispettore Canton, sono sulle tracce di Satana, che ritengono il probabile basista del sequestro. Il dottor Borgia, però, che è fermamente convinto dell'ipotesi sull'Anonima sequestri, gli avoca il caso e lo passa al commissario Rizzo, un funzionario più esperto, mansueto e benvoluto dai superiori. Scialoja, però, non demorde e continua, segretamente, le indagini per suo conto.

L'approssimazione della banda - ancora a un livello piuttosto embrionale - emerge, comunque, da vari episodi: Dandi si è invaghito di Patrizia, una bellissima prostituta, presso la quale ha cominciato a spendere banconote "segnate". Fierolocchio, dal canto suo, scopre che, nel luogo dove sono stati seppelliti i corpi dei Cannizzaro, stanno per iniziare i lavori per la costruzione di un complesso edilizio; è necessario, perciò, spostarli con rapidità. Inoltre viene anche pressato dai fratelli Gemito che gli ricordano un debito di gioco che ha con il Terribile. Sergio Buffoni, invece, con i soldi del riscatto, ha acquistato una Porsche 911, mandando su tutte le furie il Libanese, che organizza su due piedi una rocambolesca rapina per recuperare le banconote "segnate".

In questo frangente di sostanziale stasi, il Freddo regala un vespino al suo fratello più piccolo, Gigio, di cui conosce nell'occasione anche la fidanzata, Roberta. Avrà l'opportunità di rivederla - e di affezionarvisi - a seguito di un piccolo incidente stradale del fratello stesso, che finirà in ospedale; a margine della visita al pronto soccorso, Freddo incontrerà anche il padre, con il quale trasparirà un rapporto difficile.

La stasi prosegue e la società è ormai rotta: il Libanese, infatti, è combattuto tra le sue velleità di lanciare la banda nel mercato della droga e la ferma volontà di non scendere a patti sconvenienti con il Sardo. Così, non sa dove recuperare la droga. Scialoja è sulle sue tracce e comunica gli sviluppi al Giudice, ma sia Borgia sia il commissario Rizzo continuano imperterriti per la loro strada, ritenendo il sequestro opera del Clan dei marsigliesi. A rompere gli indugi è, invece, il Terribile, che va a trovare il Libanese nel suo covo (una roulotte cadente).

Qui, il navigato boss di Centocelle si offre come procacciatore di droga (a condizioni più vantaggiose) al Libanese, che, orgogliosamente, rifiuta. La visita del Terribile, però, è illuminante: il Libanese, infatti, ripensando alla metafora del Terribile, capisce che, per concludere l'affare con il Sardo, dovrà bluffare. L'offerta, perciò, sarà di tre miliardi, con il 50% delle commissioni che andranno al boss ostiense. Il camorrista, pur nella convinzione che il Libanese e i suoi non abbiano i mezzi economici per sostenere l'operazione, accetta; in caso di fallimento - promette - tutti i componenti della banda saranno uccisi. Successivamente Libano, Freddo e Dandi si recano in un luogo appartato, dove il Freddo dà dei soldi ai fratelli Gemito per far pagare il debito che Fierolocchio aveva con il Terribile, affermando loro che la banda non è intenzionata a collaborare con quest' ultimo. Sono tempi duri per la banda, tanto che dopo aver abbandonato la Porsche di Sergio Buffoni sul lungomare, il Libanese, Il Freddo e il Dandi si concedono una spensierata partita di calcio con tre ragazzi.

Mentre tutto sembra tacere in commissariato, Scialoja viene informato dall'ispettore Canton che è stata rinvenuta una banconota proveniente dal sequestro: è il tassello che mancava al commissario per mantenere in piedi il suo castello indiziario.

Episodio 3 Diretto da: Stefano Sollima Scritto da: Trama È il 1978, e pur con una certa iniziale spensieratezza (dettata dall'inesperienza), la banda si ritrova a gestire un primo, importante, carico di droga; la strategia per piazzarla è quella di dividere la città in zone, affidandole ad ognuno dei componenti. Tutti loro dovranno convincere (o costringere) i vari spacciatori già presenti in zona ad acquistare stupefacenti soltanto da loro. Restano fuori le zone di Ostia e Acilia, di competenza del Sardo, e Centocelle, dove opera il Terribile (ritenuto ancora troppo potente per essere osteggiato dalla nascente banda). Il Freddo, invece, ottiene l'EUR dal Puma, che intende ritirarsi dagli affari.