La lontra gigante o lontra gigante del Brasile (Pteronura brasiliensis ()) è un mammifero carnivoro sudamericano. Con una lunghezza che può raggiungere i 180 cm, è il rappresentante più lungo della famiglia dei mustelidi (Mustelidae), un gruppo di predatori di successo planetario. Ogni gruppo di lontre si stringe attorno a una coppia riproduttiva dominante ed è estremamente coeso e cooperativo. Sebbene la specie sia generalmente pacifica, è comunque territoriale e sono state osservate aggressioni tra membri di gruppi diversi. La lontra gigante è un animale diurno e in quanto tale è attiva esclusivamente durante le ore del giorno. È la più rumorosa tra le specie di lontre e sono state documentate vocalizzazioni distinte per indicare allarme, aggressività e rassicurazione.

La lontra gigante è diffusa nelle regioni centro-settentrionali dell'America del Sud, soprattutto lungo il Rio delle Amazzoni e nel Pantanal.

Il suo areale si è oggi ridotto considerevolmente ed è molto discontinuo. Decenni di bracconaggio per la sua pelliccia vellutata, che raggiunse un picco notevole negli anni '50 e '60, ne hanno ridotto fortemente il numero di esemplari. Nel 1999 la specie è stata dichiarata in pericolo di estinzione e la popolazione in natura è oggi costituita da meno di 5000 esemplari. Le Guyane sono una delle ultime vere roccaforti della specie, presente in numero cospicuo anche nell'Amazzonia peruviana - dove gode pure di un buon livello di protezione. È uno dei mammiferi più minacciati dell'intera regione neotropicale. I principali fattori di minaccia sono il degrado e la perdita dell'habitat. La lontra gigante è un ospite raro anche negli zoo: nel 2003 ve ne erano solamente 60 esemplari in cattività.

La lontra gigante ha sviluppato un'intera serie di adattamenti a uno stile di vita anfibio, tra cui una pelliccia straordinariamente fitta, una coda dalla forma simile a un'ala e piedi palmati. Predilige i fiumi e i torrenti, che sono soliti straripare durante la stagione delle piogge, ma si incontra anche in laghi e paludi. Costruisce vasti sistemi di tane in prossimità dei terreni di alimentazione, ripulendo vaste aree dalla vegetazione. La lontra gigante si nutre quasi esclusivamente di pesci, specialmente caracidi e pesci gatto, ma non disdegna granchi, tartarughe, serpenti e piccoli caimani. Non ha predatori naturali veri e propri, a parte l'uomo, ma compete per le risorse alimentari con altre specie, quali la lontra sudamericana, il giaguaro e i caimani.

Etimologia La lontra gigante è nota con molti nomi diversi. In Brasile viene chiamata ariranha, dalla parola tupí ari'raña, che significa «giaguaro d'acqua» (in portoghese onça-d'água). In spagnolo viene spesso indicata come lobo de río («lupo di fiume») o perro de agua («cane d'acqua»), nomi particolarmente usati di frequente nei resoconti degli esploratori del XIX e dei primi anni del XX secolo.. Tutti e tre questi nomi vengono tuttora utilizzati in America del Sud, con un certo numero di varianti regionali. «Lontra gigante» in spagnolo e portoghese si dice rispettivamente nutria gigante e lontra gigante. Presso gli Achuar la specie è nota come wankanim, tra i Sanumá come hadami e tra i Macushi come turara. Il nome del genere, Pteronura, deriva dalle parole greche pteron / πτερόν («penna» o «ala») e oura / οὐρά («coda») e si riferisce alla caratteristica forma ad ala della coda.

Tassonomia ed evoluzione

All'interno della famiglia dei Mustelidi le lontre costituiscono una sottofamiglia a sé, quella dei Lutrini (Lutrinae), cui appartiene il genere Pteronura, al quale la lontra gigante è la sola specie ascritta. L'opera canonica Mammal Species of the World riconosce due sottospecie, P. b. brasiliensis e P. b. paraguensis, ma la loro descrizione non troppo chiara ha portato gli studiosi del passato a descrivere numerosi sinonimi (l'ultima sottospecie, ad esempio, viene spesso chiamata P. b. paranensis in letteratura). P. b. brasiliensis è diffusa nella parte settentrionale dell'areale, nei sistemi fluviali dell'Orinoco, del Rio delle Amazzoni e dei fiumi delle Guiane; a sud, P. b. paraguensis era presente in Paraguay, Uruguay, Brasile meridionale e Argentina settentrionale, ma potrebbe essere estinta nelle ultime tre regioni. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) considera dubbia la presenza della specie in Argentina e Uruguay. Per quanto riguarda l'Argentina, le indagini hanno dimostrato la presenza di piccole popolazioni relitte. P. b. paraguensis sembra essere più piccola e più socievole e differirebbe dalla cugina settentrionale nella dentatura e nella morfologia del cranio. Carter e Rosas, tuttavia, rifiutarono nel 1997 la suddivisione in due sottospecie, facendo notare che tale classificazione era stata convalidata un'unica volta, nel 1968, e che l'olotipo di P. b. paraguensis appare molto simile a P. b. brasiliensis.. Secondo la biologa Nicole Duplaix, la suddivisione in sottospecie è di «dubbio valore».

Si ritiene che un genere estinto, Satherium, migrato nel Nuovo Mondo durante il Pliocene o il Pleistocene inferiore, sia il progenitore della lontra gigante. La lontra gigante condivide il continente sudamericano con tre delle quattro specie del genere Lontra, endemico del Nuovo Mondo: la lontra sudamericana, la lontra australe e la lontra marina. (La quarta specie di Lontra è la lontra nordamericana (Lontra canadensis)) Nonostante la sovrapposizione degli areali, la lontra gigante sembrerebbe essersi evoluta indipendentemente da Lontra. Il suo parente esistente più prossimo sembra essere la lontra liscia (Lutrogale perspicillata) dell'Asia: sono state infatti notate similitudini per quanto riguarda il comportamento, le vocalizzazioni e la morfologia del cranio. Entrambe le specie mostrano anche un forte legame di coppia e il coinvolgimento paterno nelle cure parentali.. Resti fossili di lontra gigante sono stati rinvenuti in una grotta del Mato Grosso.

Le analisi filogenetiche condotte da Koepfli e Wayne rilevarono che la lontra gigante presentava le sequenze di divergenza più elevate di tutta la sottofamiglia dei Lutrini e che costituisse un clade distinto separatosi tra 14 e 10 milioni di anni fa. I due studiosi ipotizzarono che nell'albero filogenetico la specie costituisse un ramo basale delle lontre o addirittura cadesse fuori dalla loro linea evolutiva, essendosi separata anche prima di altri mustelidi, come l'ermellino, la puzzola e il visone. Successive ricerche sul sequenziamento dei geni dei mustelidi, effettuate a partire dal 2005, collocano la divergenza della lontra gigante in un periodo successivo, tra gli 11 e i 5 milioni di anni fa: l'albero filogenetico corrispondente individua la divergenza di Lontra come primo ramo ad essersi separato tra i Lutrini e Pteronura come secondo, sebbene gli intervalli di divergenza si sovrappongano.

Descrizione

La lontra gigante si distingue chiaramente dalle altre lontre tanto per caratteristiche morfologiche quanto comportamentali. È il rappresentante più lungo della famiglia dei mustelidi, sebbene la lontra di mare sia più pesante. I maschi misurano 150-170 cm dalla testa alla base della coda, le femmine 100-150 cm. La coda, forte e muscolosa, può aggiungere altri 70 cm alla lunghezza totale del corpo. Vecchie testimonianze basate sull'esame di pelli o sull'avvistamento di esemplari in natura suggeriscono l'esistenza di maschi lunghi fino a 240 cm, ma la caccia intensiva ha probabilmente ridotto la presenza di individui così imponenti. Il peso è di 26-32 kg per i maschi e di 22-26 kg per le femmine.. La lontra gigante ha la pelliccia più corta tra tutte le lontre: è generalmente di colore marrone cioccolato, ma può anche essere rossastra o fulva e sembrare quasi nera quando è bagnata.. La pelliccia è così fitta che l'acqua non riesce a penetrare fino alla pelle. I peli di guardia intrappolano l'acqua e mantengono asciutta la lanugine sottostante; sono lunghi circa 8 mm, circa il doppio dei peli che formano la lanugine. La sua consistenza vellutata rende l'animale molto ricercato dai commercianti di pellicce e ha contribuito al suo declino. Delle macchie bianche o color crema, la cui forma è unica per ciascun esemplare, ornano la gola e la regione sotto il mento e consentono di identificare i vari individui sin dalla nascita. Le lontre giganti usano queste macchie per riconoscersi e, quando incontrano altre lontre, si impegnano in un comportamento noto in inglese come periscoping, mostrando l'un l'altro la gola e la parte superiore del petto.

Il muso della lontra gigante è corto e sfuggente e conferisce alla testa la forma di una palla.. Le orecchie sono piccole e arrotondate. Il naso (o rinario) è completamente ricoperto di pelo: rimangono visibili solamente le due narici a forma di fessura. I baffi altamente sensibili (vibrisse) consentono all'animale di percepire i cambiamenti della pressione dell'acqua e della corrente, un'abilità di grande aiuto per localizzare la preda. Le zampe sono corte e tozze e terminano con grandi piedi palmati dotati di artigli affilati. Perfettamente adattata ad uno stile di vita acquatico, la lontra gigante è in grado di chiudere le orecchie e il naso quando si immerge sott'acqua.

All'epoca delle ricerche di Carter e Rosas la vista non era ancora stata studiata accuratamente, ma le osservazioni sul campo mostrano che l'animale caccia principalmente facendo affidamento sulla vista: sopra l'acqua, è in grado di riconoscere gli osservatori a grande distanza. Il fatto che sia attiva esclusivamente durante il giorno suggerisce inoltre che la sua vista sia molto sviluppata, sì da essere di aiuto nella caccia e per evitare i predatori. In altre specie di lontra la vista è generalmente normale o leggermente miope, sia a terra che in acqua. L'udito della lontra gigante è acuto e il suo olfatto è eccellente..

La specie possiede 2n = 38 cromosomi.

Biologia La lontra gigante è una specie di grandi dimensioni gregaria e diurna. Le testimonianze dei primi viaggiatori parlano di gruppi rumorosi che circondavano le barche degli esploratori, ma il comportamento della specie rimase poco più che sconosciuto fino al lavoro pionieristico della Duplaix alla fine degli anni '70.. Da allora, la preoccupazione per questa specie in via di estinzione ha fatto sì che essa divenisse l'oggetto di numerose ricerche, che hanno prodotto una gran mole di informazioni.

Vocalizzazioni La lontra gigante è un animale particolarmente rumoroso, dotato di un complesso repertorio di vocalizzazioni. Tutte le lontre producono vocalizzazioni, ma in quanto a frequenza e volume la lontra gigante può essere di gran lunga considerata la più vocale. La Duplaix ha identificato nove suoni distinti, con ulteriori suddivisioni possibili, a seconda del contesto. Dei rapidi latrati - hah - o degli sbuffi improvvisi indicano un interesse immediato e un possibile pericolo. Un grido di volume oscillante può essere emesso durante le finte cariche intimidatorie contro gli intrusi, mentre un ringhio di bassa intensità viene usato negli avvertimenti aggressivi. Mormorii e parlottii sono versi più rassicuranti all'interno del gruppo. I fischi possono essere usati per avvisare intenzioni non ostili tra i vari gruppi, ma le prove a tale proposito sono limitate. I cuccioli appena nati squittiscono per attirare l'attenzione, mentre i giovani più grandi gemono e si lamentano quando iniziano a partecipare alle attività di gruppo.. In un'analisi pubblicata nel 2014 sono stati catalogati 22 tipi distinti di vocalizzazioni negli adulti e 11 nei neonati. Ogni famiglia di lontre ha dimostrato di avere una propria firma audio unica.

Struttura sociale