La Prelatura della Santa Croce e Opus Dei (in Latino: Praelatura Sanctae Crucis et Operis Dei), più conosciuta nella forma abbreviata Opus Dei (letteralmente, "Opera di Dio"), è una prelatura personaleCan. 294-297, CIC (1983). della Chiesa cattolica, l'unica esistente attualmente nell'ordinamento canonico. Venne fondata il 2 ottobre 1928 da Josemaría Escrivá per «diffondere il messaggio che il lavoro e le circostanze ordinarie sono occasione di incontro con Dio e di servizio nei confronti degli altri, per il miglioramento della società»Cos'è l'Opus Dei , Opus Dei.. Ha ottenuto lo status di prelatura personale in forza della costituzione apostolica Ut sit del 1982Costituzione Apostolica “Ut sit”, Opus Dei.; è retta dagli Statuti emanati da Giovanni Paolo II nel 1982Statuti, Opus Dei.. Attualmente il prelato è mons. Fernando Ocáriz.
Storia La fondazione San Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), sacerdote cattolico spagnolo, è il fondatore dell'Opus Dei. Secondo quanto da lui stesso raccontato., il 2 ottobre 1928, durante un ritiro, avrebbe avuto una ispirazione divina e avrebbe compreso il compito della sua vita che Dio gli avrebbe affidato: far sì che i “cristiani inseriti nel tessuto connettivo della società civile - con la loro famiglia, gli amici, il lavoro professionale e le loro nobili aspirazioni - comprendano che la loro vita, così come è, può essere l'occasione di un incontro con Cristo, ed è pertanto una strada di santità e di apostolato”. Questa ispirazione contrastava con l'idea, all'epoca molto diffusa nel mondo cattolico, che per diventare santi bisognasse dedicarsi interamente a Dio, tramite l'appartenenza all'ordine sacro o allo stato religioso.
Il nome “Opus Dei” (Opera di Dio) fu scelto dal fondatore perché sintetizzava il concetto di santificazione del lavoro e al contempo chiariva che il lavoro dovesse essere offerto “a maggior gloria di Dio”.. Genesi 2,5 afferma che l'essere umano è fatto per lavorare e perciò Escrivá, respingendo il concetto della teologia medioevale secondo il quale il lavoro è conseguenza del peccato originale, riteneva che fosse una via primaria per incontrare Dio.. Questo principio è stato fatto proprio dal Concilio Vaticano II e sintetizzato con l'espressione: «vocazione universale alla santità».Costituzione Apostolica LUMEN GENTIUM, n.40 Fu chiaro a Escrivá fin dall'inizio che i membri dell'Opus Dei “non agiscono in gruppo ma individualmente, con libertà e responsabilità personali. L'Opus Dei non è quindi un'organizzazione chiusa”. I fedeli, proprio perché devono santificarsi nel mondo, collaborano sempre con tutte le persone con cui sono in contatto attraverso il lavoro e la partecipazione alla vita civica”JOSEMARÍA ESCRIVÁ, Colloqui pag. 60.
Il 14 febbraio 1930 segna l'inizio del ramo femminile dell'Opera.
I primi centri Nel 1933 si aprì a Madrid il primo centro dell'Opus Dei. Si trattava dell'Accademia DYA (Derecho y Arquitectura - Diritto e Architettura) dove si svolgevano corsi integrativi per studenti universitari; per chi lo desiderava era possibile assistere a lezioni di formazione cristiana. Nei colloqui con i ragazzi Josemaría “parlava di santificazione del lavoro e delle occupazioni ordinarie: lo studio, svolto con cura e amore e l'impegno per la propria formazione umana e cristiana, erano la strada maestra che indicava loro per amare Dio”BRUNO MASTROIANNI a cura di – San Josemaría Escrivá – Una biografia per immagini del fondatore dell'Opus Dei, pag. 41. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939), nel pieno della persecuzione religiosa attuata dalle milizie repubblicane, l'accademia DYA venne evacuata, i suoi membri dispersi e Josemaría dovette nascondersi cambiando spesso rifugio. Nel 1937 Escrivá ed altri membri dell'Opera riuscirono a raggiungere Andorra varcando i Pirenei; in questa zona controllata dalle truppe nazionaliste era stata mantenuta la libertà di culto e Josemaría, trasferitosi a Burgos, continuò tramite lettere a mantenere i contatti con gli altri membri dell'Opera fino alla fine della guerra civile. Ritornato a Madrid, Escrivá riprese i contatti con i giovani che lo avevano seguito prima del conflitto (una decina in tutto) ma l'inizio della seconda guerra mondiale, se non rallentò lo sviluppo dell'Opera in Spagna, pospose l'espansione oltre i confini nazionali. Nel 1939 Escrivá pubblicò “Cammino” una collezione di 999 massime di spiritualità; su richiesta di numerose diocesi spagnole predicò durante gli esercizi spirituali del clero ed iniziaronono anche le prime critiche contro l'Opera. Nel 1941 una corte civile istituita da Franco, il tribunale civile per la repressione della massoneria aprì una formale inchiesta contro l'Opus Dei. che fu presto archiviata in quanto l'accusa era priva di fondamento.. In queste occasioni come in passato, Escrivá fu sostenuto dal vescovo di Madrid Leopoldo Eijo y Garay che approvò nel 1941 l'Opus Dei come Pia Unione di diritto diocesano, una forma che se ancora non confacente allo spirito dell'opera, gli dava una consistenza costituzionale almeno nel territorio spagnolo. Lo stesso vescovo ordinò il 25 giugno 1944 i primi tre sacerdoti dell'Opus Dei. Escrivá aveva concepito l'Opera come una unione organica di laici e sacerdoti in cooperazione per la missione dell'Opera. I sacerdoti vennero inquadrati in una struttura giuridica apposita: la Società Sacerdotale della Santa Croce.
La sede a Roma Josemaría Escrivá volle che la sede centrale dell'Opus Dei fosse a Roma, per sottolineare il carattere universale dell'istituzione, non legata a uno specifico territorio, oltre che lo stretto legame con il Sommo Pontefice. Per questo partì per l'Italia nel 1946, sbarcando a Genova il 22 giugno e trasferendosi subito a Roma per stabilirvi la sede principale dell'Opus Dei. Il 16 giugno 1950 con il decreto Primum inter la Santa Sede concesse l'approvazione dell'Opera come istituto secolare di diritto canonico. In questo modo l'Opus Dei veniva riconosciuta come una unità organica, costituita da laici e sacerdoti iscritti alla Società Sacerdotale della Santa Croce; era consentito l'inserimento anche delle persone sposate e dei sacerdoti diocesani che continuavano a riferire al proprio vescovo, ma ricevano dall'Opus Dei l'aiuto spirituale per cercare la santità nell'esercizio del loro ministero. L'Opus Dei continuava ad essere posta alle dipendenze della sacra Congregazione dei religiosi, nonostante fosse chiaro che i laici non erano tenuti a formulare i tre voti pubblici di religioneA. de FUENMAYOR, V. GOMEZ-IGLESIAS, J.L. ILLANES: L'itinerario giuridico dell'Opus Dei, pag. 259.
Espansione apostolica Nel 1946 iniziò l'apostolato dell'Opus Dei in Portogallo, Italia, Inghilterra, Irlanda e Francia, nel '49 negli Stati Uniti, nel '50 in Cile e Argentina, nel '51 in Venezuela e Colombia, nel 52' in Germania, nel 1953 in Perù e Guatemala, nel '54 in Ecuador, nel 56 in Svezia e Uruguay, nel '57 in Austria, Brasile e Canada. In parallelo iniziarono a svilupparsi diverse opere sociali (iniziative a carattere civile, con finalità educative o di servizio, promosse da fedeli dell'Opus Dei che godono della garanzia morale della Prelatura). Nel 1952 iniziarono le attività nello Studio Generale di Navarra a Pamplona che successivamente si trasformò in Università di Navarra, che “si sarebbe espansa tanto da diventare la pietra angolare delle opere apostoliche dell'Opus Dei”..
Papa Giovanni XXIII affidò a Escrivá il compito di erigere il Centro Internazionale per la Gioventù Lavoratrice, con l'annessa parrocchia di San Giovanni Battista al Collatino in Roma, come fu ricordato dallo stesso Paolo VI all'inizio della sua omelia del 21 novembre 1965 in occasione dell'inaugurazione del Centro ELIS.
Nel 1967 mons. Giovanni Benelli, sostituto alla segreteria di Stato del Vaticano, preoccupato per le difficoltà nel pervenire a una pacifica transizione della Spagna verso una stabile democrazia dopo la morte di Francisco Franco, interpellò Escrivá perché l'Opus Dei si facesse parte attiva nel costituire in Spagna una formazione di orientamento democratico-cristiano sul modello italiano della Democrazia Cristiana. “Escrivá rifiutò l'adesione dell'Opus Dei al progetto sottolineando di non poter imporre scelte politiche ai suoi membri. Per un certo tempo “non ci fu nessun progresso nel mutamento dello status giuridico dell'organizzazione”..
Il 7 luglio de 1975 fu inaugurato a Huesca (Spagna) il Santuario di Torreciudad, un antico progetto del fondatore in onore alla Vergine Maria.
Il 26 giugno 1975 Escrivá moriva a Roma. In quel momento facevano parte dell'Opus Dei più di persone di 80 nazionalità.
Dopo la morte di Josemaría Escrivá Beato Álvaro del Portillo
Álvaro del Portillo (Madrid 1914 - Roma 1994), il principale collaboratore di Josemaría Escrivá, divenne il suo primo successore alla guida dell'Opus Dei il 15 settembre del 1975. Durante il Concilio Vaticano II era stato segretario della commissione conciliare che elaborò il decreto Presbyterorum ordinis e contribuì a mettere in evidenza il ruolo dei laici. Fu nominato anche consultore nella Pontificia Commissione per la revisione del codice di diritto canonico. È stato ordinato vescovo da Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1991, è deceduto il 23 marzo del 1994 ed è stato beatificato il 27 settembre 2014.
Álvaro del Portillo, nel periodo in cui è stato Prelato dell'Opus Dei, si è preoccupato di portare a termine quanto era stato già avviato dal fondatore, promuovere l'espansione dell'Opera e diffonderne la conoscenza. Venne curata la pubblicazione di due volumi di omelie di Escrivá: “È Gesù che passa“ e “Amici di Dio” e il seguito degli aforismi di “Cammino”: “Solco” e “Forgia”.
Nel 28 novembre del 1982 con la costituzione apostolica Ut Sit si completa l'iter giuridico dell'Opus Dei con la sua erezione, da parte di Giovanni Paolo II, a Prelatura personale. Álvaro del Portillo viene nominato primo Prelato.
La Prelatura personale è una figura giuridica già prevista nel Concilio Vaticano II nel decreto Presbyterorum ordinis e configurata in documenti pontifici successivi che si caratterizza come struttura idonea a svolgere una particolare opera pastorale, ha un carattere nettamente secolare, dispone di un clero proprio e può incorporare fedeli laici celibi o sposati.A. de FUENMAYOR, V. GOMEZ-IGLESIAS, J.L. ILLANES,: L'itinerario giuridico dell'Opus Dei, pag 601
In questo modo veniva riconosciuta l'unità organica di sacerdoti e laici dell'Opus Dei per assecondare la vocazione universale di tutti i cristiani, già sancita nel Concilio Vaticano II. Il fatto che la Prelatura Opus Dei dipenda direttamente dalla Sacra Congregazione per i vescovi e che ai suoi aderenti non vengano richiesti vincoli sacri, differenziano l'Opus Dei da qualsiasi istituto di vita consacrata ma anche dalle pie unioni e da altre associazioni di fedeli.A. de FUENMAYOR, V. GOMEZ-IGLESIAS, J.L. ILLANES: L'itinerario giuridico dell'Opus Dei, pag 601
In effetti, altre associazioni di laici cattolici previste nel decreto Apostolicam actuositatem fanno capo al Pontificio Consiglio per i laici e non prevedono l'incardinazione di sacerdoti nell'associazione. Bisogna considerare inoltre che “le prelature personali presentano la peculiarità che i loro fedeli continuano a far parte anche delle chiese locali o delle diocesi dove hanno il loro domicilio. Pertanto le prelature non si sovrappongono né si sostituiscono alla potestà dei vescovi diocesani ma danno un supporto aggiuntivo alle loro attività pastorali. Nel caso della prelatura dell'Opus Dei ad esempio le sue attività pastorali vengono sempre svolte previo l'accordo e il consenso dei vescovi locali. La potestà del prelato si estende solo a ciò che concerne la peculiare missione della prelatura”.