Napoli secondo estratto, pubblicato nel 2003, è un album della cantante italiana Mina che ha raggiunto l'ottava posizione in classifica.

Descrizione Il palco del Teatro San Carlo di Napoli viene ritoccato per l'occasione dal fedele Mauro Balletti nella copertina del secondo disco dedicato da Mina alla canzone napoletana. Come raramente accade, in copertina la cantante non compare e lascia il posto a tre napoletani "veraci": Totò, Tina Pica e Titina De Filippo, riservando a se stessa un piccolo spazio solo in una foto interna. Per questa seconda rilettura della canzone napoletana, Mina e il suo team rinuncia subito agli effetti vocali o a inutili fronzoli orchestrali. Tutto viene rielaborato in chiave intimistica forse per evitare il cliché di una rilettura stereotipata e l'eccessiva (melo)drammaticità di alcuni pezzi. Disco fuori dagli schemi moderni, controcorrente e lontano da qualunque moda, Napoli secondo estratto è sicuramente un album elegantissimo e prezioso, destinato a diventare un'edizione di riferimento per tutti coloro che vogliono affrontare la tradizione musicale napoletana in maniera non convenzionale.La scelta dei pezzi è abbastanza variegata: classici-classici, classici più recenti e un paio di composizioni originali. Tra i primi, si annovera il pezzo di apertura, Tu ca nun chiagne!, firmato da Libero Bovio ed Ernesto De Curtis e lanciato nel 1919 da Enrico Caruso, del quale Mina dà «un'interpretazione rarefatta»Aldo Dalla Vecchia, "Questa è Napoli secondo me", Tv Sorrisi e Canzoni del 15 novembre 2003. Classico per eccellenza è Te voglio bene assaje (1835), canzone che per molti segna la nascita della canzone napoletana moderna. La versione della Tigre è «limpida e impeccabile, priva di quella componente melodrammatica che caratterizza le versioni più popolari. Mina, infatti, rinuncia a ogni vezzo per cogliere l'essenza di una tradizione spesso macchiata di eccessivo folklorismo con il supporto di un quartetto jazz»Olivia Corio, "Mina, un album di standard della canzone napoletana", Il Nuovo del 16 novembre 2003. Sussurri e sospiri caratterizzano la serenata napoletana più tradizionale, Maria mari'! (scritta Eduardo Di Capua e dal poeta Vincenzo Russo nel 1899), seguita dalla canzone napoletana forse più famosa al mondo, O sole mio, qui spogliata da qualunque eccesso tipico della sceneggiata, rallentata e cantata quasi con un filo di voce, forse a dimostrazione del grande rispetto che la cantante ha nei confronti di tale canto. Altro classico-classico è Canzona appassiunata (E.A. Mario, 1922), in cui Mina «non cede a nessuna tentazione interpretativa o di temperamento, ma guarda esclusivamente all'interiorità musicale, all'anima del mélos, rinunciando a qualsiasi patetismo napoletanistico»Roberto De Simone, "«Io, cultore di Napoli emozionato da Mina»", Avvenire del 15 novembre 2003. Composta da Salvatore Di Giacomo nel 1885 e lodata da Benedetto Croce, Era de maggio qui «fa sfoggio di archi e fiati, forse in assenza di una chiave interpretativa, ma non certo di intarsi vocali»Federico Vacalebre, "Classici di ieri e di oggi", Il Mattino del 15 novembre 2003. Con Guapparia (di Libero Bovio e Rodolfo Falvo, 1914) Mina «rinuncia alle smargiassate e al paso doble per narrare il più universale dolore di un uomo tradito». I' te vurria vasà!... (degli stessi autori di Maria Mari'!) è un classico di inizio secolo qui sapientemente trasformato in «ballad morbida e soffusa»Marco Molendini, "Mina canta Napoli e «'O sole mio» si trasforma in una morbida ballata", Il Messaggero del 15 novembre 2003 «dove lo strazio è dolce e lo strascico di charme»Marco Mangiarotti, "Mina canta le meraviglie senza tempo", Il Resto del Carlino del 15 novembre 2003. Tre i pezzi moderni scelti da Mina: O cielo ce manna 'sti ccose, scritta da Fred Bongusto nel 1964 per il film Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica («splendida» nell'interpretazione della Tigre), Carmela (1975) di Salvatore Palomba e Sergio Bruni (un pezzo che «entra nudo nel vico nero della città porosa, s'immerge nei suoi peccati e nei suoi incubi, ne divide i sogni e le passioni, ne ricerca l'armonia ferita, ne esplora il ventre, ne condivide la triplice essenza di rosa, preta e stella») e il Pino Daniele di Napule e (1977), della quale Mina dà una «fantastica rilettura [...] in una curiosa e inedita versione blues che dà [al pezzo] un sapore nuovo». Il colpo di coda al disco è dato dall'inedito Cu 'e mmane - scritta a quattro mani dagli Audio2 - e da «una melodia tristissima che trova nella voce di Mina uno sviluppo perfetto»Mario Luzzatto Fegiz, "«Napoli secondo estratto»: grande Mina, forse troppo", Corriere della Sera del 16 novembre 2003, O cuntrario 'e l'ammore, sconosciuto pezzo di Giacomo Puccini del 1890, qui rielaborato dal maestro Gianni Ferrio su testo di Maurizio Morante.

Tracce

Versioni Tracce Te voglio bene assaje: versione Live TV '68, vedi Signori... Mina! vol. 1 'O sole mio: versione del '69, vedi I discorsi

Formazione Mina – voce Massimo Moriconi – basso, contrabbasso Alfredo Golino – batteria, percussioni Andrea Braido – chitarra acustica, chitarra elettrica Giorgio Cocilovo – chitarra Giorgio Secco – mandolino Danilo Rea – pianoforte, organo Hammond, Fender Rhodes Nicolò Fragile – tastiera, programmazione Shiho Ferrari – contrabbasso Monica Benda – viola Ilaria Negrotti – viola Ivan Vukceviv – viola Anthony Flint – violino Barbara Ciannamea – violino Susanne Holme – violino Sara Montè Rizzi – violino Alessandro Milani – violino Andreas Lake – violino Piotr Nikiroff – violino Yoko Paetsch – violino Kalidi Sahatci – violino Walter Zagato – violino Jennifer Flint – violoncello Claude Hauri – violoncello Johann Sebastian Paetsch – violoncello Georges Alvarez – corno Gabriele Mirabassi – clarinetto Bruno Grossi – flauto Alessandro Ciervo, Luca Ciervo, Alessio Donzelli, Giuliana Di Girolami, Veronica Flocco, Erika Infantocci, Daniela Minopoli, Benedetto Pollio, Pina Pollio – cori

Note

Collegamenti esterni