Space Oddity è un brano musicale scritto e interpretato da David Bowie e pubblicato come 45 giri l'11 luglio 1969.

Uscito a due anni di distanza da Love You Till Tuesday, è il decimo singolo del cantante ed il primo estratto dall'album omonimo.

Oltre ad aver raggiunto i primi posti della classifica inglese due volte a distanza di sei anni, detiene il primato di 45 giri di Bowie più venduto nel Regno Unito e rimane una delle sue canzoni più note, tanto da essere ormai entrata nella cultura di massa..

All'inizio del 1970 venne pubblicata la versione cantata in italiano della canzone intitolata Ragazzo solo, ragazza sola, con un testo scritto da Mogol, in realtà non attinente a quello originale, e nel 1971 uscì Un homme a disparu dans le ciel, versione in lingua francese eseguita da Gérard Palaprat.

Il 12 maggio 2013, il colonnello e comandante della Expedition 35 Chris Hadfield ha intonato la canzone a bordo della Stazione spaziale internazionale, con il testo in parte modificato, prima di rientrare sulla Terra.

Oltre a ottenere il disco d'oro in Italia nel 2015 e il disco di platino nel Regno Unito nel 2016, Space Oddity è stata inclusa tra le "500 canzoni che hanno plasmato il rock and roll" della Rock and Roll Hall of Fame.

Tracce

Formazione David Bowie - voce, chitarra acustica, stilofono Mick Wayne - chitarra elettrica Herbie Flowers - basso Terry Cox - batteria Rick Wakeman - pianoforte, mellotron

Il brano

La storia del viaggio spaziale di Major Tom è entrata ormai nell'antologia pop e David Bowie ha sempre lasciato un alone di mistero intorno alla canzone. «Riguarda l'alienazione», disse una volta, aggiungendo di essere molto portato a immedesimarsi col protagonista. Nel luglio 2002, in un'intervista con Paul Du Noyer della rivista Mojo, il cantante è tornato sul significato del brano affermando che Space Oddity parla solamente «del sentirsi soli».

All'inizio del 1969, dopo una serie di singoli fallimentari e un album d'esordio passato inosservato, le prospettive di Bowie come cantante pop stavano sbiadendo e la sua relazione con Hermione Farthingale era giunta alla fine. Alla luce della lite avvenuta durante la registrazione del video promozionale Love You Till Tuesday, proprio il giorno prima che David incidesse la prima versione di Space Oddity, versi malinconici come I think my spaceship knows which way to go («Penso che la mia astronave sappia quale via seguire») contribuiscono a far vedere il brano come rinuncia, rassegnazione e accettazione di un destino preordinato. L'ansia per la perdita di "controllo" potrebbe inoltre avvalorare la visione della base di controllo come metafora del grembo materno, un ambiente che nutre e dà certezze morali ma che l'individuo perde quando viene catapultato nella vita.

Il verso Planet Earth is blue, and there's nothing I can do si offre poi ad una doppia lettura, essendo interpretabile sia come «Il Pianeta Terra è triste e non c'è nulla che io possa fare» sia come una citazione della prima frase pronunciata dal cosmonauta sovietico Jurij Gagarin durante il volo orbitale attorno al pianeta. Bowie potrebbe aver creato un personaggio mandato in orbita da figure della classe dirigente che lo controllano, gli danno ordini e vogliono che faccia la sua parte di promozione mediatica, il che ha portato alcuni biografi a ipotizzare che il suo stato d'animo al momento riflettesse il beato senso di isolamento del protagonista che, come ha scritto Neil McCormick sul Daily Telegraph l'8 ottobre 2009 «decide di andare alla deriva piuttosto che tornare su un pianeta in cui, come molti della sua generazione, si ritiene politicamente impotente».

C'è anche chi ha voluto individuare un sottotesto legato agli stupefacenti nel "trip" del Maggiore Tom, suggerendo che il conto alla rovescia, il decollo e il «fluttuare nel modo più strano» (I'm floating in a most peculiar way) potrebbero essere riferiti all'assunzione di droga e al suo effetto. In seguito il cantante ha ammesso di aver intrattenuto nel 1968 «uno stupido flirt con l'eroina», affermando di essere stato attratto «semplicemente dal mistero e dall'enigma di provare un'esperienza nuova», e nel 1980 è tornato sull'argomento su New Musical Express in occasione dell'uscita di Ashes to Ashes: «C'era la grande esplosione tecnologica americana che ha spinto questo ragazzo nello spazio, ma una volta arrivato non era del tutto sicuro del perché fosse lì. Ed è lì che l'ho lasciato... Una volta resosi conto che l'intero processo che lo spinse lassù è decaduto è entrato in un processo di decomposizione. Ma lui vuole tornare nel rassicurante grembo, sulla Terra, dove tutto è iniziato... Si tratta di uomini dello spazio diventati dei drogati».

Eppure, anche se alienazione e solitudine rappresentano possibili chiavi di lettura, Space Oddity non è un brano del tutto cupo e disperato: soprattutto all'inizio il testo suona come il gioco di due ragazzi con il walkie-talkie e Bowie usa spesso parole "infantili" al posto di quelle che utilizzerebbe un adulto: "astronave" (spaceship) invece di "razzo" (rocket), "conto alla rovescia" (countdown) invece di "sequenza di accensione" (ignition sequence), e anche il nome di "Major Tom" sembra quello di un eroe d'azione degli anni cinquanta piuttosto che di un reale astronauta.

Il lato B

La versione operistica destinata ad essere l'ottava traccia dell'album Space Oddity venne registrata nel luglio 1969,. ma un'incisione acustica di Wild Eyed Boy from Freecloud era già stata prodotta il 20 giugno ai Trident Studios in poco più di venti minuti, con David alla chitarra e Paul Buckmaster al violoncello, e fu questa ad essere scelta come lato B del 45 giri.. Dalla versione uscita negli Stati Uniti venne eliminato il primo verso, per cui la canzone iniziava con «Staring through the message in his eyes» con una durata ridotta a 3:20.

Influenze

Una fonte d'ispirazione per Space Oddity fu sicuramente il celeberrimo film di Stanley Kubrick del 1968, che secondo il biografo Christopher Sandford ebbe un "impatto sismico" sul cantante all'epoca della sua uscita.. Le sensazioni di isolamento attirarono Bowie che fu particolarmente colpito dalle immagini del finale, tanto da inserire nella coda della canzone un riferimento a Atmospheres, brano conclusivo del film del compositore György Ligeti. Così, quando alla fine del 1968 il manager Kenneth Pitt gli chiese di scrivere per il video Love You Till Tuesday «un pezzo che avrebbe dimostrato inequivocabilmente la potenza inventiva di David e che avrebbe probabilmente rappresentato il punto più alto della sua produzione», il cantante aveva già uno scenario in mente: nei giorni successivi scrisse Space Oddity che andò a completare la scaletta delle tracce per il video.

L'influenza del film di Kubrick non fu un caso. Bowie si era rivelato un fan della fantascienza dai tempi di We Are Hungry Men e altre fonti d'ispirazione possono essere intervenute come la raccolta Il gioco dei pianeti di Ray Bradbury, che comprende i racconti L'astronauta (The Rocket Man, in seguito ispiratore anche per Bernie Taupin) dove la vita dell'"uomo dello spazio" appare noiosa e isolata come quella di un commesso viaggiatore, Caleidoscopio, dove gli astronauti bruciano nel cosmo e le loro braci morenti sono viste come una stella cadente sulla Terra, ma soprattutto Verso il nulla, in cui un cosmonauta ha il dubbio se la Terra e le stelle siano reali e si uccide uscendo dalla camera d'equilibrio.

Non bisogna poi dimenticare che nell'estate del 1969 erano in corso i preparativi della missione Apollo 11, che il 20 luglio avrebbe portato Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna. Da questo punto di vista, al di là del diffuso entusiasmo che probabilmente contagiò anche David, Space Oddity può rappresentare una riflessione sul carattere vano e transitorio della fama, come emerge nel verso «and the papers want to know whose shirts you wear», interpretabile come «i giornali vogliono sapere per quale squadra fai il tifo». Bowie comincia a porsi domande sui criteri della celebrità e si comincia a prefigurare la fusione dei diversi significati di "star", che più avanti caratterizzerà la figura di Ziggy Stardust.

Musicalmente il brano rivela il nuovo indirizzo acustico assunto dalle composizioni di Bowie dopo la formazione dei Feathers a fine 1968. Lo stile, l'arrangiamento e anche il testo devono molto ai modelli folk rock statunitensi di fine anni sessanta, in particolare al brano dei Bee Gees New York Mining Disaster 1941 del 1967. Come ha poi confermato il chitarrista dei Feathers, John Hutchinson: «Space Oddity è una canzone tipo Bee Gees, David lo sapeva e all'epoca lo dichiarava apertamente... il modo di cantarla è preso di sana pianta dai Bee Gees»..

Registrazione La prima incisione di Space Oddity fu quella prodotta da Jonathan Weston il 2 febbraio 1969 ai Morgan Studios di Willesden per il video Love You Till Tuesday. Alla registrazione, che produsse due varianti della durata di 3:45 e 4:31, parteciparono John Hutchinson alla chitarra, oltre che alla voce del "Ground Control", Dave Clegg al basso, Tat Meager alla batteria e Colin Wood a organo Hammond e mellotron.

Tra marzo e aprile Bowie e Hutchinson registrarono una nuova versione acustica del brano per un demo che assicurò al cantante il contratto con la Mercury Records. In questo caso esistono tre varianti tutte della stessa durata (5:10).

Il 20 giugno 1969 venne incisa la versione del 45 giri, la stessa presente nell'album e probabilmente la più conosciuta. Alle registrazioni parteciparono il chitarrista Mick Wayne, autore delle parti di assolo e del countdown, il bassista Herbie Flowers, il batterista Terry Cox che in quel periodo suonava nei Pentangle e il tastierista Rick Wakeman. Quest'ultimo ha ricordato nel 2006 la sua prima collaborazione con Bowie: «Ho imparato così tanto da lui sia in studio che semplicemente passando del tempo con lui. Sapeva sempre quello che voleva e non si faceva influenzare dai manager, dalle compagnie discografiche o da chiunque lui pensava non avesse una genuina conoscenza o abilità musicale».

Tra le curiosità della canzone c'è la presenza dello stilofono, strumento musicale elettronico introdotto da poco e formato da una tastiera metallica controllata da una piccola penna elettronica. Bowie cominciò ad usarlo per il demo con Hutchinson e in seguito ha rivelato che fu Marc Bolan, leader dei T. Rex e pioniere del glam rock, a fargli conoscere le modulazioni elettroniche dello stilofono: «Mi disse "a te piace questa roba, cerca di tirarne fuori qualcosa". Allora l'ho messo in Space Oddity e devo dire che ha funzionato. Non era altro che un piccolo segnale innescato da elettrodi. Il suono era atroce».

Tony Visconti, che David aveva conosciuto nell'estate del 1967 e al quale chiese di produrre l'album, odiava questa canzone tanto da decidere di delegare la produzione al suo collega Gus Dudgeon. Questi ricevette la proposta ed il primo ascolto del demo fece il suo effetto: «Non ci potevo credere. Chiamai Tony al telefono e gli dissi "non puoi seriamente non voler registrare questa canzone". "È che non mi piace", mi rispose». Nel 2013 Visconti è tornato sull'argomento in una intervista con Andrew Goldman del New York Times: «Riflettendoci, nessuna delle altre canzoni è stata una hit. Mi sono preso a calci molte, molte volte da allora perché mi ero completamente sbagliato». Come ha scritto Neil McCormick su Telegraph l'8 ottobre 2009, «la cosa che colpisce di più della produzione di Gus Dudgeon è che, nonostante la strumentazione sontuosa, ha davvero una galleggiante leggerezza che corrisponde perfettamente con il tema. La passeggiata spaziale di Major Tom è evocata nei suoni piuttosto che nelle parole...».