In inglese si chiamava P. J. (Paddy) Conroy. Oggi lo si chiama anche Sean-Phádraic, cioè Pádraic senior, per distinguerlo da un altro scrittore di lingua irlandese suo omonimo ma nato qualche anno più tardi e perciò chiamato Pádraic Óg, cioè Pádraic junior.Una fotografia dei due Pádraic insieme è in Feasta del febbraio 1982, pag.15.

La famiglia All'inizio i genitori di Pádraic erano piuttosto agiati. La madre, Cáit, apparteneva alla famiglia Mac Donnchadha che annoverava il ricco commerciante Máirtín Mór. Il padre di Pádraic, Tomás, era originario di Ros Muc (paese a una cinquantina di chilometri a ovest di Galway, in piena zona Gaeltacht nel Conamara) e apparteneva ad una famiglia benestante: un fratello commerciante a Ros Muc, uno avvocato, uno medico ad An Spidéal, uno sacerdote.Criostóir Mac Aonghusa (febbraio 1982: 31).

Tomás Ó Conaire possedeva in città due pub, e appunto in uno di questi pub nacque Pádraic nel 1882; egli ebbe poi due fratelli: Mícheál nato nel 1885 ed Isaac nato due anni dopo.

L'agiatezza non durò a lungo, perché il padre era negato agli affari e trovandosi a malpartito si imbarcò per Boston nel 1888, riservandosi di chiamare in America la famiglia quando si fosse sistemato; ma poco dopo giunse la notizia della sua morte (anche se qualcuno ha il dubbio che fosse una notizia ingannevole e che in realtà egli avesse deciso di sparire).Proinsias Mac Aonghusa (febbraio 1982: 9; ottobre 1998: 20). Nel 1893, poi, morì anche la madre.

La vita Nei primi anni a Galway i piccoli Ó Conaire frequentarono la scuola del Convento della Presentazione, poi Pádraic entrò nella Scuola San Giuseppe, pure tenuta da religiosi. La morte del padre e poi quella della madre lo colpirono tragicamente quando aveva sei e undici anni. Gli orfani furono accolti a Gairfineach (Garafin) presso Ros Muc, nella casa dello zio Patrick Dominic Conroy, agiato commerciante il cui negozio riforniva tutta la regione circostante; questo gesto dello zio - che già aveva figli suoi - fu generoso, ma i rapporti fra sua moglie e Pádraic non riuscirono ad essere molto buoni.Proinsias Mac Aonghusa (ottobre 1998: 21; novembre 1998: 13).

Trasferito presso Ros Muc, Pádraic si tuffò nella lingua irlandese che da allora gli fu naturale. In casa dallo zio benestante si parlava inglese, ma il popolo della zona era interamente gaelofono e il ragazzo parlava continuamente l'irlandese con gli avventori del negozio e nelle sue commissioni in giro per i dintorni. Inoltre alla scuola nazionale incontrò chi gli coltivò la passione per questa lingua, proprio negli anni in cui si risvegliava in Irlanda l'interesse per la lingua irlandese.

Più tardi il ragazzo fu mandato a studiare a Tipperary (Tiobraid Árann) al Rockwell College, che però lasciò; indi al Blackrock College a Dublino, dove ebbe come compagni Éamon de Valera (futuro capo politico nazionale) e T. F. Ó Rathaille (futuro professore universitario di irlandse); come insegnante per la lingua irlandese ebbe il poeta Tadhg Ó Donnchadha, noto col nome d'arte Tórna.

Nel 1899 Pádraic, non ancora diciottenne, passò a Londra a lavorare come pubblico impiegato nel dipartimento dell'istruzione a Whitehall, impiego modesto ma che gli dava un'entrata regolare e abbastanza tempo libero. Durante le vacanze estive del 1903 conobbe in Irlanda Molly Mac Manus, che sposò e dalla quale ebbe quattro figli: Eibhlín nel 1904, Pádraic Fionn nel 1906, Caitlín nel 1908 e Máire nel 1910.Sull'unione con Molly Mac Manus, e sulle successive vicende dei loro figlioli, ha scritto Proinsias Mac Aonghusa (novembre 1998: 14) dopo aver raccolto queste notizie da uno dei figli. Molti anni prima lo stesso Proinsias Mac Aonghusa (febbraio 1982: 13) aveva riferito una diceria molto diversa: i figli sarebbero nati a Pádraic da una donna dell'ambiente operaio inglese, moglie d'un ferroviere, rimasta con lui dopo una scena boccaccesca in casa del marito a Londra. È spesso difficile orientarsi fra gli aneddoti, o leggende, che fiorivano su Pádraic Ó Conaire.

A Londra si sviluppò l'interesse di Ó Conaire per i maggiori scrittori moderni europei, tanto di lingua inglese quanto - in traduzione - russi, francesi e nordici (e sulla letteratura moderna europea scriverà diversi articoli e saggi in irlandese).Cf. Ní Chionnaith (in Denvir 1983: 5). Fra le opere da lui conosciute in quel periodo londinese vengono menzionate quelle di Conrad, Hardy, Meredith, Dickens, Stevenson, Wilde fra gli scrittori anglofoni e inoltre, attraverso traduzioni, quelle di Ibsen, Lagerlöf, Bjørnson, Hamsun, Gogol, Turgenev, Dostoievskij, Tolstoi, Gorki, Maupassant, Flaubert, Balzac. Fra i saggi di Ó Conaire sull'argomento si citano: Seanlitríocht na nGael agus Nualitríocht na hEorpa (La letteratura gaelica tradizionale e la moderna letteratura europea) che vinse un premio nel 1908, Na Coinníollacha a Stiúraíonn Scríbhneoireacht Dráma (Le condizioni che governano la scrittura d'un dramma) del 1911, An Fhírinne agus an Bhréag sa Litríocht (Il vero e il falso nella letteratura) del 1923, Conrad agus Smaointe faoi Litríocht (Conrad e riflessioni sulla letteratura) del 1924.

Ben presto cominciò a praticare la letteratura in proprio, scrivendo sistematicamente in irlandese. Nel 1904 uno dei suoi primi racconti fu premiato in Irlanda nel festival annuale della Lega Gaelica, e da allora egli intensificò l'attività letteraria: si calcola che durante il periodo londinese, molto produttivo, egli abbia scritto una ventina di saggi o articoli, quattro drammi, una cinquantina di racconti, oltre al romanzo Deoraíocht (Esilio).

A Londra - dove frequentava con più piacere gli ambienti poveri che quelli agiati - fu colpito dall'enorme contrasto fra ricchezza e miseria, e aderì alle idee del socialismo; intorno a questo ideale, non disgiunto da quello della libertà, scriverà parecchi articoli e saggi, e al suo ritorno in Irlanda avrà a che fare con la fondazione dei sindacati e col Partito dei lavoratori.Su questi aspetti politico-sociali dell'attività di Ó Conaire si vedano, da ultimo: Aindrias Ó Cathasaigh, Réabhlóid Phádraic Uí Chonaire (La rivoluzione di Ó Conaire), Coiscéim, Binn Éadair (Dublino) 2007; e, a cura del medesimo Aindrias Ó Cathasaigh, una raccolta di scritti politico-sociali di Ó Conaire: An tAthrú Mór, Scríbhinní Sôisialacha (Il grande cambiamento, scritti socialisti), Coiscéim 2007; entrambe le opere sono recensite sulla rivista Feasta del luglio 2007, pp.15-16.

Intanto partecipava assiduamente alle attività londinesi della Lega Gaelica come insegnante, esaminatore, conferenziere e perfino come attore. Nel 1911 portò un gruppo di attori a Dublino a rappresentare il proprio dramma Na Gaiscígh (I prodi).

Nel mondo dell'emigrazione irlandese a Londra conobbe personaggi di ogni tipo, sia illustri che incolti, e fra loro alcuni poeti vagabondi. A Londra strinse anche una duratura amicizia con Michael Collins, che diventerà uno dei capi della guerriglia antibritannica e poi ministro nel neonato Stato Libero d'Irlanda ma sarà ucciso dagli estremisti durante la guerra civile nel 1922.

Nel 1914, allo scoppio della Grande Guerra, Pádraic Ó Conaire abbandonò il mondo britannico e tornò in Irlanda, lasciando dietro di sé moglie e figli.Proinsias Mac Aonghusa (novembre 1998: 14-15), basandosi sulle sue conversazioni con uno dei figli di Pádraic, riferisce che il distacco di Pádraic dalla famiglia non sarebbe avvenuto per dissapori con la moglie ma soltanto per sfuggire alla coscrizione britannica, non volendo egli combattere per la Gran Bretagna. I successivi rapporti con la famiglia rimasta in Inghilterra furono prevalentemente epistolari, e piuttosto disordinati come tutto l'andamento di vita di Ó Conaire dopo il rientro in patria. Comunque viene riferito che la moglie rimase a lui affezionata, e che dopo l'improvvisa morte del marito accorse al funerale e da allora conservò sempre il lutto. Per maggiori notizie sui rapporti con la famiglia, si vedano le dichiarazioni fatte a P.Mac Aonghusa da uno dei figli e riportate in Feasta, ottobre 2003, pp.23-26. In Irlanda lo attendeva una vita ben più dura, senza un impiego vero e proprio e sotto la cappa di uno spirito censorio che scoraggiava opere letterarie impegnative. Inoltre fu talvolta imprigionato come sospetto sotto il dominio britannico, tanto più che a volte non voleva spiegarsi in inglese coi poliziotti.Su un imprigionamento nel 1916 dava qualche notizia un articolo del 1956 del francescano Anselm Ó Fachtna riprodotto su Feasta del febbraio 1982, p.16-17; l'autore, però, aggiungeva: "Su Pádraic corrono tante storie e chiacchiere che a volte è difficile distinguere il vero dal falso".

L'Irlanda, allora soggetta al dominio britannico, stava vivendo vicende storiche molto agitate. Nei giorni di Pasqua del 1916 ci fu a Dublino un frammentario e disorganizzato tentativo d'insurrezione, fallito in pochi giorni e guardato da molti (anche da Ó Conaire) con qualche perplessità; ma quando poi le autorità britanniche si misero a fucilare gli insorti catturati, si scavò un abisso fra l'opinione pubblica irlandese e la dominazione britannica, ed anche Ó Conaire ne fu scosso, scrivendo fra l'altro Seacht mBua an Éirí Amach (Sette successi dell'Insurrezione).Cf. Pádraig Ó Snodaigh, Ó Conaire agus 1916-Nótaí (Ó Conaire e il 1916-Note) in Feasta, febbraio 1982, p.4. Emozioni analoghe a quelle di Ó Conaire per quei fatti furono manifestate anche da altri scrittori irlandesi, per esempio - per limitarsi al più noto - dal grande poeta anglofono Yeats. La successiva guerriglia antibritannica si concluse col trattato anglo-irlandese del 1921, che consentiva la nascita di uno Stato Libero e dava all'Irlanda l'indipendenza benché ancora limitata e parziale. Sull'accettazione di quel trattato sorsero gravi divergenze fra i repubblicani più possibilisti (fra i quali Michael Collins) e quelli più intransigenti (fra i quali De Valera), fino a giungere alla guerra civile del 1922-23; Ó Conaire propendeva per i possibilisti, ma soprattutto auspicava una pacificazione fra le due parti, non sopportando - lui pacifista dichiarato - di vedere gli irlandesi uccidersi tra loro.

Anche dopo il ritorno di una relativa calma politica, la sua vita in Irlanda fu quanto mai stentata. Sempre in irlandse, scriveva continuamente articoli e racconti, cosicché lo si considera il primo e solo scrittore moderno di lingua irlandese che tentasse di guadagnarsi da vivere con questa attività;Ó Broin (1934) in de Bhaldraithe (1982: 26); O' Sullivan (1944) in de Bhaldraithe (1982: 41). da essa, e da qualche incarico della Lega Gaelica, traeva un sostentamento molto limitato. Viveva principalmente a Galway, ma girava per l'Irlanda a piedi o con un asinello, avvolto in una sua palandrana e con un cappelluccio tirato all'indietro; a volte dormiva all'aperto; era diventato una figura strana, non esente da eccessi nel bere (interpretati a volte come una sorta di autodistruzione), ed era considerato in modo vario: da alcuni come un caro e geniale amico, da altri come una specie di macchietta spesso un po' bevuta (tanto che fu respinto brutalmente dall'inaugurazione del teatro di lingua irlandese di Galway il 27 agosto 1928).Proinsias Mac Aonghusa (febbraio 1982: 13).

Il 6 ottobre 1928, in séguito ad un malore, morì quasi improvvisamente nella corsia dei poveri a Dublino, dove casualmente si trovava. Aveva soltanto 46 anni. Il certificato di morte parla di setticemia generale (oggi la si curerebbe prontamente con un antibiotico) con collasso cardiaco. Due giorni dopo fu sepolto nel Cimitero nuovo di Galway.