Modesto e Crescenzia furono due martiri paleocristiani morti durante la grande persecuzione di Diocleziano (303).
Agiografia Il Martirologio Romano non li cita, ma la tradizione li associa al siciliano San Vito, del quale Modesto era maestro e Crescenzia nutrice (lo stesso nome deriva da "accrescere", "allevare"). I due introdussero Vito al cristianesimo e questi, piuttosto che rinnegare davanti al padre la propria fede, dalla Sicilia fuggì con loro in Lucania, dove, a Capaccio, subirono il martirio. Secondo la tradizione, furono fatti bollire in un pentolone, sebbene secondo altre fonti risulta siano stati decapitati, vicenda più volte rappresentata nell'iconografia.
Il culto di Modesto e Crescenzia è più tardo rispetto a quello di San Vito e sicuramente privo di storicità. Le reliquie di Santa Crescenzia si troverebbero nella basilica di San Martino a Magenta (MI), ma numerose località si contendono la presenza delle reliquie dei martiri.
Nel piccolo comune lombardo di Burago di Molgora in provincia di Monza e Brianza, San Modesto insieme a San Vito, sono venerati nella chiesa a loro omonima come santi patroni della città. Così come accade a San Vito di Cadore, il cui santo protettore è San Vito, dove la chiesa pievanale è dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia e ne custodisce le reliquie.
Note
Voci correlate San Vito
Cappella di Santa Crescenzia
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