È venerata dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa greco-ortodossa, come vergine e martire.

Alcune fonti la considerano una convertita al giudaismo o alla fede cristiana e si discute se la Flavia Domitilla menzionata da scrittori cristiani a partire dal quarto secolo sia la stessa persona o un'altra.

Biografia Nacque intorno all'anno 60 d.C. nella famiglia degli imperatori Flavi della Roma antica. Sua madre, Flavia Domitilla minore, era figlia del futuro imperatore Vespasiano (69–79) e di Flavia Domitilla maggiore e sorella dei futuri imperatori Tito (79–81) e Domiziano (81–96).

All'età di soli 9 anni perse la madre, crescendo negli ambienti del consolato romano fino a sposare un suo cugino, il console Tito Flavio Clemente, nipote di Tito Sabino, il fratello maggiore del nonno Vespasiano.

Scrittori classici

Svetonio, nato nel 69 e così contemporaneo di Domitilla, non dà alcuna informazione sulla persona di Domitilla, ma la menziona come una persona ben conosciuta dai suoi lettori: infatti nella sua opera Vite dei Cesari, pubblicata nel 119–121, dice che il principale assassino dell'imperatore Domiziano nel 96, Stefano, era "intendente di Domitilla".Svetonio, Vita di Domiziano, 17

Svetonio racconta pochissimo prima nello stesso libro che Domiziano "fece uccidere tutto ad un tratto, per il più leggero sospetto e quasi nell'esercizio stesso del consolato, suo cugino Flavio Clemente, personaggio assolutamente inattivo, di cui, pubblicamente, aveva destinato i figli, ancora piccoli, ad essere suoi successori e a perdere i loro nomi precedenti, per chiamarsi uno Vespasiano e l'altro Domiziano. Fu soprattutto questo delitto ad affrettare la sua morte".Svetonio, Vita di Domiziano, 15] Non menziona che la sposa di questo Flavio Clemente e la madre dei due figli menzionati era Domitilla, cosa che sappiamo da altre fonti.

Quintiliano menziona nel prefazio del libro IV della sua più famosa opera, l'Institutio oratoria, che Domiziano gli aveva affidato l'istruzione di questi due ragazzi, nipoti di sua sorella.Quintiliano, Institutio Oratoria, IV, praefatio

I figli di Flavia Domitilla e Flavio Clemente erano sette, secondo un'iscrizione di Tatia Baucylis, balia di tutti.John Granger Cook, Roman Attitudes Toward the Christians: From Claudius to Hadrian (Mohr Siebeck 2011, pp. 128–129) ISBN 978-3-16150954-4

Cassio Dione (155–229) nella sua Storia romana (probabilmente del 202) dà altre informazioni sulla morte di Flavio Clemente: "Domiziano mandò a morte, siccome molti altri, così pure Flavio Clemente (sebbene questo fosse di lui cugino, e moglie avesse Flavia Domitilla, anch'essa parente di Domiziano, apposto avendo all'uno ed all'altra il delitto di empietà verso gli dei; e per questo delitto anche molti altri che deviati erano ai costumi dei Giudei, dannati furono; dei quali una parte fu uccisa; l'altra spogliata di qualunque facoltà. Domitilla fu soltanto relegata all'isola Pandataria.Cassio Dione. Storia romana\\ compendiata da Giovanni Xifilino, LXVII, 14; traduzione italiana: Luigi Bossi, Istorie romane (Sonsogno Milano 1823), pp. 255–256)

Scrittori cristiani Il vescovo cristiano Eusebio di Cesarea (265–340) scrive nella sua Storia ecclesiastica: "In quel tempo la dottrina della nostra fede brillava tanto che anche gli autori estranei alla nostra tradizione non esitarono a tramandare nelle loro storie la persecuzione e i martirii avvenuti in essa. Indicano anche il tempo preciso, dicendo che nel quindicesimo anno di Domiziano, fra moltissimi altri, Flavia Domitilla, figlia di una sorella di Flavio Clemente, allora uno dei consoli di Roma, è stata condannata, per avere dato testimonianza a Cristo, ad essere relegata nell'isola di Ponza.Εἰς τοσοῦτον δὲ ἄρα κατὰ τοὺς δηλουμένους ἡ τῆς ἡμετέρας πίστεως διέλαμπεν διδασκαλία, ὡς καὶ τοὺς ἄποθεν τοῦ καθ̓ ἡμᾶς λόγου συγγραφεῖς μὴ ἀποκνῆσαι ταῖς αὐτῶν ἱστορίαις τόν τε διωγμὸν καὶ τὰ ἐν αὐτῷ μαρτύρια παραδοῦναι, οἵ γε καὶ τὸν καιρὸν ἐπ̓ ἀκριβὲς ἐπεσημήναντο, ἐν ἔτει πεντεκαιδεκάτῳ Δομετιανοῦ μετὰ πλείστων ἑτέρων καὶ Φλαυίαν Δομέτιλλαν ἱστορήσαντες, ἐξ ἀδελφῆς γεγονυῖαν Φλαυίου Κλήμεντος, ἑνὸς τῶν τηνικάδε ἐπὶ Ῥώμης ὑπάτων, τῆς εἰς Χριστὸν μαρτυρίας ἕνεκεν εἰς νῆσον Ποντίαν κατὰ τιμωρίαν δεδόσθαι (Eusébio, Stória ecclesiastica, III, 18

In un'altra opera sua, il Chronicon, che sopravvive in una traduzione fatta da san Girolamo (c. 340–420), Eusebio indica il nome di un autore che dà informazioni simili a quelle citate nella Storia ecclesiastica: in relazione dall'anno 16 di Domiziano (96 d.C.), nell'Olimpiade 218, dice che "Bruttius scrive che sotto Domiziano molti cristiani furono martirizzati, tra cui Flavia Domitilla, nipote dalla parte di sua sorella del console Flavio Clemente, relegata all'isola di Ponza per essersi dichiarata cristiana.

Sono molte le incertezze riguardanti l'identità (e la religione) di questo Bruttius.T.J. Cornell, The Fragments of the Roman Historians, Oxford University Press 2013, vol. 1, pp. 593–595 ISBN 978-0-19927705-6

Giorgio Sincello (morto dopo 810), ripete il testo del Chronicon di Eusebio, e aggiunge che Flavio Clemente morì per Cristo, essendo così il primo a dire che questo console del primo secolo era cristiano.Peter Lampe, Christians at Rome in the First Two Centuries: From Paul to Valentinus (A&C Black 2006, p. 200 ISBN 978-1-44111004-6)T.J. Cornell, The Fragments of the Roman Historians (Oxford University Press 2013),, vol. 1, p. 631 Nel citare Eusebio, Sincello dice che Domitilla era ἐξαδελφή (exadelphe) di Clemente, termine che può significare anche "cugina" e non solo, come Girolamo lo interpretò, "nipote".John Granger Cook, Roman Attitudes Toward the Christians: From Claudius to Hadrian (Mohr Siebeck 2011, p. 130 ISBN 978-3-16150954-4)

Girolamo, nello scrivere della morte nel 404 di Paola romana, dice che questa pia vedova, nel suo viaggio da Roma alla Terra Santa, fece scalo nell'isola di Ponza, "celebre per l'esilio di Flavia Domitilla, la più illustre donna del suo tempo", e visitò "le piccole celle dove essa subì un lungo martirio".

Una o due? Le informazioni sulla Flavia Domitilla relegata da Domiziano date da Cassio Dione non concordano con quelle date da Eusebio. Secondo Cassio Dione, Flavia Domitilla era sposa di Flavio Clemente, è stata relegata all'isola di Pandataria e viene menzionata nel contesto di persone "deviate ai costume dei giudei". Secondo Eusebio, che attribuisce le sue informazioni a Bruttius, era nipote di Flavio Clemente (figlia della di lui sorella), la località dell'esilio era l'isola di Ponza e la causa della sua relegazione era l'essersi dichiarata cristiana.

Una leggenda del V o VI secolo, gli Atti dei santi Nereo e Achilleo, la cui mancanza di valore storico è riconosciuta, afferma all'inizio che Domitilla era nipote dell'imperatore Domiziano, ma poi la presenta come nipote del console. Inoltre la presenta non come madre di sette figli, come nell'iscrizione di Tatia Baucylis, ma invece come vergine cristiana consacrata, idea che anche in Eusebio e nella citata lettera di Girolamo non appare.

Alcuni suppongono che Cassio Dione e Bruttius parlavano di due distinte vittime di Domiziano appartenenti alla stessa famiglia senatoriale e chiamate ognuna Flavia Domitilla.Andrew Cain, Jerome's Epitaph on Paula: A Commentary on the Epitaphium Sanctae Paulae with an Introduction, Text, and Translation (Oxford University Press 2013, p. 196 ISBN 978-0-19967260-8)

Cesare Baronio (1538–1609) è stato il primo ad affermare che queste due distinte donne dal nome identico c'erano:John Granger Cook, Roman Attitudes Toward the Christians: From Claudius to Hadrian (Mohr Siebeck 2011, p. 129 ISBN 978-3-16150954-4)Brian Jones, The Emperor Domitian (Routledge 2002, p. 116 ISBN 978-1-13485313-7) nell'antichità nessun autore lo disse e Svetonio poté dire che Stefano, l'assassino di Domiziano, era "intendente di Domitilla" senza dovere specificare di quale Domitilla si trattava.Leo H. Canfield, The Early Persecutions of the Christians (ristampa: The Lawbook Exchange 2005 ISBN 978-1-58477481-5), pp. 82–83]

Altri giudicano più probabile che una sola Flavia Domitilla è stata relegata da Domiziano e che esistono errori nei testi o di Cassio Dione o di Eusebio o di tutti e due.John Granger Cook, Roman Attitudes Toward the Christians: From Claudius to Hadrian (Mohr Siebeck 2011, p. 130 ISBN 978-3-16150954-4)Cilliers Breytenbach, Laurence L. Welborn, Encounters with Hellenism (BRILL 2004, p. 208 ISBN 978-9-00412526-1) Dicono che è possibile, per esempio, che i nomi delle isole geograficamente vicine di Ponza e di Pandataria siano stati confusi.Stephen Spence, The Parting of the Ways: The Roman Church as a Case Study (Peeters 2004, p. 167 ISBN 978-9-04291336-3)Peter Lampe, Christians at Rome in the First Two Centuries: From Paul to Valentinus (A&C Black 2006, p. 200 ISBN 978-0-82648102-3)

Culto

Culto nella Chiesa cattolica Nel IX secolo Flavia Domitilla è per la prima volta inclusa in una lista dei santi: il martirologio di Floro di Lione le dedica un lungo elogio sulla base degli Atti dei santi Nereo e Achilleo e le attribuisce come festa il 7 maggio, forse solo perché il Martyrologium Hieronymianum ricordava in tale data un san Flavio,Henri Quentin, Les martyrologes historiques du Moyen-Âge (Paris 1908), pp. 364–366Jean Éracle, Une grande dame de l'ancienne Rome: Flavia Domitilla, petite fille de Vespasien in Échos de Saint-Maurice, 1964, vol. 62, p. 130 e la menziona anche il 12 maggio dicendo, di nuovo sulla base degli stessi Atti, che Nereo e Achilleo, celebrati in quel giorno, erano i suoi eunuchi.Quentin (1908), p. 362 Il martirologio di Adone di Vienne fa lo stesso più brevemente.Martyrologe d'Adon, 18 verso e 19 recto Il martirologio di Usuardo ha copiato quello di Adone ed è stato a sua volta copiato dal Martirologio Romano di Cesare Baronio, che credeva nella leggenda degli Atti dei santi Nereo e AchilleoTina Saji, Christian Social Reformers (Mittal 2005, p. 41 ISBN 978-81-8324008-6) e che nel 1595 fece inserire nel Calendario romano generale il nome di Domitilla insieme con quelli di Nereo e Achilleo nella festa di questi, il 12 maggio.

Da allora il Martirologio Romano ha riportato sotto la data del 7 maggio: "A Terracina in Campagna è il Natale della B. Flavia Domitilla Vergine, e martire; la quale essendo figliuola d'una sorella di Flavio Clemente Console, e da S. Clemente consacrata col sacro velo, nella persecuzione di Domiziano, per la fede di Cristo, con molti altri confinata nell'Isola Ponza, vi sopportò un lungo martirio, ma all'ultimo condotta a Terracina, con la dottrina, e miracoli convertendo molti a Cristo, per ordine del Giudice, dato fuoco alla camera dove ella abitava con le sue Vergini Eufrosina, e Theodora, abbruciata, finì il corso del suo glorioso martirio. Se ne fa festa anche insieme con i santi martiri Nereo, e Achilleo, alli 12 di maggio."