Biografia Infanzia, adolescenza, studi universitari Nasce nel Veneto da genitori originari di un piccolo paese vicino a Padova, a due anni si trasferisce insieme a loro a Milano dove trascorre l'infanzia e l'adolescenza. Da bambino e da adolescente si reca per lunghi periodi in campagna presso la nonna materna nel paese natio. Questo ambiente tranquillo e per lui epico, influenzerà la sua tendenza all'isolamento ed alla solitudine, vissuta come occasione di preziosa introspezione. Legge moltissimo durante l'adolescenza in particolare letteratura francese, tedesca e italiana. Sin da bambino ama il cinema e fugge spesso durante i pomeriggi per rifugiarsi in qualche cinematografo non lontano da casa, in viia Plinio al numero 8.

Nel 1976, in seguito al suo matrimonio, lascia Milano e si trasferisce a Reggio Emilia. Si iscrive alla facoltà di Lettere all'università di Bologna, al corso del DAMS Discipline dell'Arte Musica e Spettacolo scegliendo l'indirizzo teatrale. Segue i corsi di Luigi Squarzina per il teatro tradizionale e di Picchi per quello sperimentale ed i corsi di Estetica di Renato Barilli, senza però mai laurearsi.

Fotografia Inizia il suo lavoro di fotografo con la rivista alternativa Frigidaire nel 1983Frigidaire (n. 35-36, ott./nov. 1983, pagg.4/9; n.37, dic. 1983 - pag. 6; n. 41, aprile 1984 - pag. 73; n.42, maggio 1984, 4º di cop.; n.47, ottobre 1984, 2º di cop.) e nel 1984 pubblica i fumetti Caccia ai sette errori in un film visto due volte di seguitoFrigidaire (n.38 - gennaio 1984 - pagg. 32/35), su testo poetico di Corrado Costa, e Soft StreamsFrigidaire (n.49 - dicembre 1984 pagg. 51/57) su testo originale di Carmen Covito. Soft Streams ha per protagonista Jo Squillo, ed è una sorta di fotoromanzo realizzato utilizzando la tecnica della manipolazione della Polaroid SX-70 tipica della scuola americana iniziata da Lucas Samaras.

Viene incoraggiato a fotografare da Vasco Ascolini che trovando alcune similitudini con il suo lavoro, lo presenta a Luigi Ghirri. Questi lo stimola alla sperimentazione pura, e scriverà in seguito la presentazione alla mostra "A ciascuno il suo" presso la Sala Giardino dei Civici Musei di Reggio Emilia nel 1989. La mostra era costituita dall'elaborazione in copy-art di una serie di fotografie realizzate in medio formato (Pentax 6x7) stampate in modo tradizionale e fotocopiate con una Xerox a colori di piccolo formato (A4) appositamente modificata per impedire il fissaggio delle polveri. Le fotocopie, una volta trattate e fissate tramite particolari procedimenti, erano rimontate nel loro formato originale naturale usando una tecnica simile al collage, e rifinite con interventi finali mediante acquerelli, colori acrilici, pastelli e l'uso dell'aerografo.

Autodidatta, si forma sperimentando varie tecniche e usando in particolare il bianco e nero e la pellicola a colori VPL, così come la Polaroid SX-70 che gli consente di lavorare sulla fotografia immediata. Nei primi anni 1980 lavora assiduamente frequentando la camera oscura seguendo la stampa dei propri lavori. Conosce così lo stampatore Arrigo Ghi di Modena, con il quale instaura un lungo sodalizio professionale e di amicizia. Presso di lui hanno stampato alcuni dei più importanti fotografi italiani, come Luigi Ghirri, Franco Fontana, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaromonte, Vincenzo Castella.

Nell'ottobre 1984 inaugura la sua prima mostra, "Equilibrismi",Gazzetta di Reggio Emilia (Cronaca di Reggio - "A Rosta Nuova si inaugura anche 'Equilibrismi' mostra fotografica di Tony Contiero col video 'Bizarre' - Riapre il Centro Giovani 'Rosebud' domani pomeriggio ci sarà Jo Squillo" 5/10/1984) costituita dagli ingrandimenti di Polaroid SX70 realizzate per la rivista alternativa Frigidaire e da un reportage sul gruppo punk rock CCCP Fedeli alla linea con numerosi ritratti (in bianco e nero dipinto all'aerografo dalle tonalità violente) di Giovanni Lindo Ferretti e della casa studio di Fellegara nella quale allora viveva. Per questo motivo il gruppo partecipa alla mostra incidendo appositamente una versione in studioCCCP Fedeli alla linea (Gigi Marinoni - 1990 supplemento sonoro al numero n. 1 di Stampa Alternativa Lato Spirale in versione ridotta a 6'50") di Trafitto e di altri tre brani strumentali inediti. L'incisione fu eseguita presso lo Studio Tocci di Reggio Emilia, che l'assessorato ai Giovani guidato da Giordano Gasparini aveva allestito per incentivare i gruppi locali alla produzione musicale. La registrazione, il missaggio, l'editing finale e la produzione furono curati dal bassista del gruppo, Umberto Negri. Alla mostra venne inoltre presentato Bizarre,Gazzetta di Reggio Emilia (Oreste Vidoli - Cronaca di Reggio - pag. 8 - 8/10/1984) un video sperimentale per la regia di Alessandro Furlan e la collaborazione di Toni Contiero, da un brano strumentale tratto dall'album omonimo, che ha per protagonista Jo Squillo ed è basato sull'elaborazione video ed elettronica delle immagini scattate da Contiero per realizzare il fumetto "Soft Streams".

Nello stesso mese viene invitato a partecipare a "Tendencias",Panorama (12 novembre 1984 - pag. 75) prologo alla prima Biennale della produzione culturale giovanile dei paesi europei dell'area mediterranea che si svolge a Barcellona dal 25 al 28 ottobre ed alla quale parteciparono tra gli altri, per l'Italia, artisti come i Litfiba, Andrea Pazienza, I Giovanotti Mondani Meccanici.

Tornato da Barcellona disegna il manifesto per il Convegno europeo sull'informazione di tendenza “Creatività e Confusione”, organizzato dall'assessorato alla Gioventù e ARCI Kids Nazionale che si tiene a Reggio Emilia dal 21 al 24 novembre.

Nel 1983-1984 è fotografo ufficiale della compagnia Aterballetto presso i teatri di Reggio Emilia, a novembre viene pubblicato un suo portfolio di manipolazioni di Polaroid SX-70 sulla rivista "Il Fotografo" con testo critico di Pier Paolo Preti.Il Fotografo (Mondadori Editore - anno 8 n.91, novembre 1984 - pagg. 64/69)

Nell'1985-1986 lavora con Spagna e con Jo Squillo per la quale realizza alcune copertine di dischi, come Easy Lady, Call Me e del primo LP solista Dedicated to the Moon e la cover del 45 giri I Love Muchacha/Bizarre e pubblica un fumetto, "Rooms Lovers", sul mensile spagnolo Europa Viva.Europa Viva (n. 3 - Julio 1985)

Nel medesimo periodo realizza il video sperimentale Le dernier Etrusco su musica di Klaus Nomi che viene presentato insieme ad alcune fotografie Polaroid alla mostra collettiva L'Etrusco ImmaginarioPM - Panorama Mese (n.5/1985 pag. 102) nei sotterranei dello Spedale degli Innocenti a Firenze. La mostra è organizzata dalla Polaroid Italia ed inaugurata in aprile dall'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il catalogo è curato e pubblicato dalla Electa.Fortuna degli Etruschi (Electa Editore - Regione Toscana - 1985 - pag. 148)

In luglio viene invitato a partecipare alla rassegna di cinque mostre curate da Roberta Valtorta con il titolo "Immagini tra Invenzione e Produzione", moda, design, finzione nella fotografia italiana contemporanea che prevedeva la partecipazione dei seguenti artisti: Toni Contiero, Fabrizio Ferri, Silvia Lelli, Roberto Masotti, Occhiomagico, Studio Azzurro, Guido Harari, Giovanni Gastel, Roberto Freno. Il ciclo sotto il Patrocinio e l'organizzazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini, si svolse presso la Galleria dell'Immagine, Palazzo Gambalunga.

Nel novembre del 1985 disegna il manifesto (Polaroid SX70 modificata) per la riduzione teatrale di "Altri Libertini"L'Espresso (Alberto Dentice - Che cosa c'è di nuovo - pag. 140 - 11/1985) di Pier Vittorio Tondelli, per la regia di Gianfranco Zanetti e le scenografie di Igort. Di Pier Vittorio, cui lo legava un'amicizia nata nella comune frequentazione della Libreria del Teatro di Nino Nasi, aveva eseguito l'estemporaneo ritratto che lo ritraeva davanti alla libreria dopo l'assoluzione dal processo per oscenità del suo primo libro "Altri Libertini". Con Tondelli aveva illustrato su suoi testi inediti due fumetti che avrebbero dovuto essere pubblicati su Frigidaire, opera purtroppo incompiuta della quale restano le didascalie e frammenti legati alle immagini. Nel dicembre 1985 realizza la copertina per il primo numero del Trimestrale di Subletteratura "Vomito"Vomito n. 1 diretto da Vincenzo Sparagna - Primo Carnera Editore - 12/1985/5/1986 diretto da Vincenzo Sparagna, edito dalla Primo Carnera, editore anche della rivista Frigidaire, all'interno viene pubblicato anche il suo primo racconto. Del trimestrale usciranno soltanto quattro numeri, sino al marzo 1987, si concluderà così un interessante tentativo di far emergere quella letteratura underground destinata inesorabilmente ad andare perduta. Nel dicembre del 1986 è invitato a partecipare al Festival di Musica Antica e Contemporanea presso il Teatro Due di Parma con il video "Le Dernier Etrusco", "Bizarre" e con il video di Silvio Cadelo "Voglia di Cane" al quale ha collaborato.

Nel 1988 viene selezionato per partecipare alla Cinquième Triennale International de la Photographie presso il Museè D'Art et Histoire di Fribourg (CH).TIP 88 Fribourg (rédaction Roger Marcel Mayou - Toni Contiero 120/121 Video Dreamer, Sunday's Afternoon pag. 96 - Imprimerie Fragnière SA - Fribourg - 1988) Partecipa dal 6 ottobre al 20 novembre del 1989 alla III Biennale Internazionale di Fotografia di TorinoPhotoSalon - TORINO FOTOGRAFIA 89 - 39.Antonio Contiero pag. 61 - TORINO ALLEMANDI Editore 1989, a cura di Daniela Palazzoli.

Abbandono della Fotografia, primi inizi letterari All'inizio degli anni novanta in seguito ad una crisi personale decide di abbandonare la fotografia professionale e la ricerca artistica. In quegli anni si occupa principalmente di esoterismo approfondendo lo studio dell'opera di René Guénon, Ananda Coomaraswamy, Georges Ivanovič Gurdjieff, Pëtr Dem'janovič Uspenskij aderendo alla Scuola di studi cabalistici La Sapienza della Verità, fondata da Nadav Eliahu Mevasser Tov, nella quale lavorerà attivamente con diverse mansioni per alcuni anni. Il suo interesse per la Kabbalah lo porta a conoscere il movimento Chabad Lubavitch, incontrando e corrispondendo con vari esponenti tra i quali Rav Shlomo Carlebach e Rav Yitzchak Ginsburgh a Gerusalemme, Rav Shlomo Bekhor a Milano, Rav Rami Banin a Venezia. Nasce così l'idea di realizzare un manoscritto di grandi dimensioni del Sefer Yetzirah, Libro della Formazione.

Sepher Yetzirah - Manoscritto L'opera richiede circa 8 anni di lavoro e coinvolge diversi artisti ed artigiani. Per la carta e la progettazione dei fogli in carta a mano di grande formato e spessore Stefano Pederini (già collaboratore di Rosanna Chiessi (Pari&Dispari) e Corrado Costa), i pittori Massimo Pedrazzi, Daniel Maillet, Alessandra Binini, per le illustrazioni, Brunella Carretti per la scrittura del testo in ebraico, l'artigiano Parmegiani per la scatola in legno, intagli e l'ebanisteria. Il lavoro è stato quello di realizzare un manoscritto in grandi dimensioni (60 cm. x 40 cm. circa), interamente in carta a mano approntata appositamente utilizzando la tecnica del pescaggio a telaio e la successiva lavorazione su banco ad aspirazione, contenente il testo integrale in ebraico del Sepher Yetzirah (che è poi molto modesto occupando una decina di pagine formato A4). I fogli sono 26 (come il Valore Numerico del Tetragrammaton il più importante Nome di D-o quello che non può essere pronunziato), e sono tutti diversi tra loro. Nella carta sono inseriti materiali di altra natura, come terre, metalli, stoffe, legno, semi, raffia, pietre ed altro; tutti materiali naturali non provenienti da sintesi. Le decorazioni sono dipinte a mano talvolta su foglia d'oro o d'argento, con tecniche varie, tempere, olio, acquerelli, matite, pastelli. Il manoscritto insieme ad altri materiali è stato donato alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia nel 2012 e sarà presto visibile on line.