Il villaggio di Stepančikovo e i suoi abitanti. Dagli appunti di uno sconosciuto (titolo orig. ), è un romanzo umoristico dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij.
Egli vi lavorò tra il 1857 e il 1858, concependolo inizialmente come una commedia teatrale.Miriam Capaldo, Nota della traduttrice, in . Inviato dapprima alla rivista letteraria Russkiy Vestnik (dove venne rifiutato dal redattore principale Michail Nikiforovič Katkov, al quale l'autore aveva dedicato l'opera) e poi a Sovremennik, dove il redattore Nikolaj Alekseevič Nekrasov l'aveva accettato, pur disprezzandolo, ma a un basso prezzo, considerato umiliante da Dostoevskij, il testo fu infine pubblicato fra il novembre e il dicembre 1859 su Otechestvennye Zapiski.Cfr. la nota a piè di pagina in .
Il romanzo segnò, con Il sogno dello zio (1859), il ritorno di Dostoevskij sulla scena letteraria russa, dopo una pausa forzata di dieci anni dovuta alla condanna subìta dallo scrittore nel 1849.
Trama Sergèj Aleksandrovič (Сергей Александрович), voce narrante della storia, viene invitato nella residenza di suo zio Egòr Il'ìč, colonnello e possidente di Stepančikovo, dove conosce Fomà Fomìč Opiskin (Фома Фомич Опискин). Caricaturale, ridicolo ma cinico, questi rappresenta la figura del parassita, che si spaccia per un erudito sapiente, soggiogando completamente non solo lo zio di Sergèj e la sua anziana madre «generalessa», ma anche altre dame di provincia e l'intera servitù della casa.
La situazione precipita quando Egòr Il'ìč, vedovo ed ora innamorato della giovane domestica Nàsten'ka, trova il coraggio di ribellarsi all'ingerenza di Fomà Fomìč, che vorrebbe farlo sposare in seconde nozze con la poco sana di mente Tat'jana Ivànovna, la quale dispone di un ricco patrimonio. Tuttavia, Fomà Fomìč mostra il proprio disinteresse verso i beni materiali, parendo volersi unicamente affermare come autorità morale dall'invincibile potere oratorio. Il braccio di ferro con l'arrendevole Egòr Il'ìč, che d'altra parte non vuole rinunciare a Nàsten'ka, prosegue tra continui colpi di scena ed ottiene infine una soluzione imprevista.
Infatti, proprio grazie a Fomà Fomìč, cacciato brutalmente di casa ma presto riaccolto nell'abbraccio generale, Egòr Il'ìč riuscirà ad ottenere di poter sposare Nàsten'ka.
Critica d'autore Qualche mese prima della pubblicazione, ne spiegò la genesi al fratello Michaìl:
Riferimenti letterari L'opera è stata citata da Leonardo Sciascia nel romanzo Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia (1977), dove viene riformulata la formula manzoniana «Carneade? Chi era costui?» in «Fomà Fomìč, chi era costui?«», rivolta come offesa, non capita da colui verso il quale è rivolta.
Trasposizioni cinematografiche e televisive Il padrone del villaggio, miniserie televisiva italiana del 1965 diretta da Edmo Fenoglio
Edizioni italiane - Collana I Libri Pocket, Milano, Longanesi, 1973; trad. riveduta, Collana La memoria n.22, Palermo, Sellerio, 1981-2000, ISBN 978-88-389-0184-3; Collana Compagnia Extra, Macerata, Quodlibet, 2016, ISBN 978-88-746-2831-5. - Novara, Edipem, 1974, 1977. Il villaggio di Stepàncikovo e i suoi abitanti, trad. di Bruno Osimo, in: - Collana Le vele, Roma, Castelvecchi, 2021, ISBN 978-88-329-0578-6.
- collana Grande Biblioteca, Rusconi, Santarcangelo di Romagna, 2023, ISBN 978-88-180-3760-9; Collana I Classici, Foschi, 2023, ISBN 978-88-332-0165-8.
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