La storia (dal greco antico , historía, “ispezione [visiva]”, "ricerca", "conoscenza") è la disciplina che si occupa dello studio del passato, allo scopo di trarne una narrazione continua e sistematica, basandosi sull'interpretazione delle fontiIl fatto che, per un certo periodo, la storia come disciplina si sia basata soprattutto su basi documentali scritte ha reso popolare la convenzione per cui essa inizierebbe con l'invenzione della scrittura, mentre il periodo precedente è detto "Preistoria". Si veda questo passo di Mario Liverani: "L'origine della città significa origine dello Stato e della stratificazione socio-economica. Significa dunque l'origine della storia, non tanto perché il nuovo strumento della scrittura mette a nostra disposizione una fonte di informazione più esplicita e più dettagliata, ma soprattutto perché per la prima volta si assiste all'interazione complessa di gruppi umani all'interno delle singole comunità […]" (Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0, p. 108).Whitney, W. D. (1889).The Century dictionary; an encyclopedic lexicon of the English language. New York: The Century Co., p. 2842..

Il termine "storia", in italiano così come in altre lingue, ha anche il significato di racconto, o narrazione di vicende di vario tipo, letteraria o no, orale o scritta. Questa accezione del termine non sarà discussa in questa voce, anche se la storia, in effetti, è una "narrazione" del passato.

Etimologia La parola "storia" deriva dal latino historia, prestito dal greco antico (historía), che significa "ricerca". Già tra i Greci il significato giunse a estendersi al risultato di quella ricerca, quindi "conoscenza acquisita tramite indagine", ma anche l'acquisizione di questa stessa conoscenza tramite il racconto degli eventi del passato.Lellia Cracco Ruggini (a cura di), Storia antica. Come leggere le fonti, ed. Il Mulino, Bologna, 1996, ISBN 88-15-07650-6, p. 9. proviene a sua volta da , (hístōr, -oros): nell'Iliade (18, v. 501 e 23, v. 486), è colui che in una contesa può giudicare attribuendo il giusto peso alle ragioni dei contendenti, una sorta di giudice di prima istanza.

Altre attestazioni della parola si ritrovano negli Inni omerici, in Eraclito, nel giuramento dell'efebo ateniese e nelle iscrizioni beotiche (in un senso legale, sia "giudice" che "testimone" o simile).

La forma historeîn ("domandare, informarsi") è una derivazione ionica che si diffuse inizialmente nella Grecia classica e, infine, in tutta la civiltà ellenistica, ma nel V secolo a.C. il termine, in Erodoto (2, 113), passa dall'ambito giuridico a quello propriamente storico e possiede già la sua duplice natura (indicando tanto l'attività quanto il suo risultato). condivide la stessa radice del perfetto oîda ("conosco"), legato a sua volta alla nozione del "vedere" espressa in indoeuropeo come *woid- (forma ricostruita), a sua volta ricadente in varie forme nelle lingue appartenenti a tale famiglia linguistica.Alberto Nocentini. l'Etimologico ver. 1.5.0, Le Monnier.

Alla lingua italiana la parola storia è giunta attraverso il latino historia ("ricerca", "conoscenza"), che discende dal greco historía. È con il senso di "conoscenza acquisita tramite indagine" e "ricerca" che Aristotele usò il termine nel suo (Perì tà zôa historíai) o, nella forma latinizzata, Historia Animalium.Ferrater-Mora, José. Diccionario de Filosofia. Barcelona: Editorial Ariel, 1994. Fu sempre con il senso greco che Francesco Bacone utilizzò il termine alla fine del XVI secolo, quando scrisse riguardo alla "Storia Naturale". Per lui, historia era "la conoscenza di oggetti determinata dallo spazio e dal tempo", quel tipo di conoscenza prodotta dalla memoria (mentre la scienza era fornita dalla ragione e la poesia dalla fantasia).

Nella maggior parte delle lingue europee, il sostantivo storia viene ancora impiegato per indicare sia "ciò che è accaduto agli uomini" sia "lo studio da parte di uno studioso di ciò che è successo"Non così in inglese, che distingue tra history e story.: quest'ultimo significato talvolta viene distinto con la lettera maiuscola, "Storia" o con il termine "storiografia", che indica appunto la letteratura dedicata e il corpus delle interpretazioni prodotte dagli storici.

Descrizione

La storia è spinta dalla ricerca della creazione di un "vero discorso del passato": la moderna disciplina di storia si dedica alla produzione istituzionale di questo discorso soffermandosi sugli eventi prodotti dall'uomo. Questa enfasi sull'aspetto umano ha fatto degli uomini il soggetto centrale delle narrazioni nei discorsi classici della storia moderna; di conseguenza, la storia ha assunto un senso che è più vasto di quello di risultare una narrazione reale del passato umano.

La storia spesso simboleggia la produzione di eventi che hanno potenziali di trasformazione e che introducono nel futuro: ciò è come uno schema temporale, evidenziato dal significante di storia, che connette il passato, il presente e il futuro. La temporalità storica è quindi radicata nell'idea che soggetti umani autonomi siano dotati di soggettività storica che li possa aiutare nella produzione di eventi e che li aiuti immediatamente a registrare e narrare eventi passati sotto forma di storia.

Tutti gli avvenimenti che vengono registrati e preservati in alcune forme (quelle che non possono essere bollate come non storiche o che comunque rimangano aperte al discorso storico) costituiscono la testimonianza storica. Gli eventi che sono presumibilmente accaduti prima dell'avvento della comunicazione scritta sono perciò denominati "Preistoria".

Il compito auto-assegnato del discorso storico è quello di identificare le fonti che possono contribuire alla produzione di resoconti veritieri del passato. Perciò la costituzione dell'archivio dello storico è la risultante del circoscrivere un archivio più generale invalidando l'uso di alcuni testi e documenti (riuscendo quindi a confutare le loro affermazioni per rappresentare il "vero passato"). Alcuni storici studiano la storia universale, altri concentrano il proprio lavoro su determinati metodiQuesto comprende voci come la cronologia, la demografia, la storiografia, la genealogia, la paleografia o la cliometria o su altre aree.Questo comprende voci come la Storia del Brasile, Storia della Cina o la Storia della scienza

Storiografia e metodo storico

Fondamenti del metodo storico

Le seguenti domande vengono utilizzate dagli storici nelle opere moderne. Quando è stata prodotta la fonte, sia essa scritta o non scritta (data)? Dove è stata prodotta (localizzazione)? Da chi è stata prodotta (fonte)? Da che materiale preesistente è stata prodotta (analisi)? In che forma originale è stata prodotta (integrità)? Qual è il valore probatorio dei suoi contenuti (credibilità)? Le prime quattro sono note come critica storica; la quinta, edizione critica; ed insieme, critica esterna. La sesta ed ultima ricerca su una fonte prende il nome di critica interna.

Il metodo storico consiste in tutte quelle tecniche e quelle linee guida con le quali gli storici usano le fonti primarie e altre testimonianze per ricercare e quindi scrivere la storia. Un operazione storiografica, volta a "setacciare" le affermazioni valide storicamente dal campo più vasto delle affermazioni, è indispensabile per poter elaborare un 'vero discorso del passato'. Questo discorso viene inevitabilmente prodotto da una rigida osservanza di un metodo stabilito. In altre parole, la stessa verità storica può essere considerata un effetto del metodo di produzione storiografica.

Nella Grecia antica esistevano i λογὸγραφοι (logògrafoi, letteralmente scrittori di discorsi), autori di narrazioni che solitamente raccoglievano la storia di aree ristrette come città o piccole regioni (il primo dei quali fu Ecateo di Mileto): questo tipo di storie, comunque, aveva basi confuse e miste al mito, tanto da non poter essere considerate propriamente didattiche. In verità, i Greci arrivarono tardi a produrre storiografia. Forme di storiografia propagandistica (o comunque "ufficiali") erano conosciute in Mesopotamia, Medio Oriente, Egitto, impero Ittita e mondo Cananeo/Fenicio/Punico sin dalla prima età del bronzo, res gestae, iscrizioni ufficiali e documenti con funzione storica di memoria erano molto diffusi nell'impero persiano, anche se solo una minima parte di questi è giunto sino a noi.

Inoltre, in testi di altra funzione, era possibile trovare inserti di carattere storico (anche se, come nella Bibbia ebraica, sovente di carattere religioso/provvidenziale e non laico e propriamente storiografico). Viceversa il mondo ellenico, anche miceneo, non aveva prodotto documenti di questo tipo prima del V secolo avanti cristo, mentre esistevano già scritti di filosofia, "scienza" e poesia epica (che anzi era il genere utilizzato dai Greci per narrare gli eventi del passato prima delle guerre persiane).

Erodoto di Alicarnasso (484 a.C. – 425 a.C. circa) generalmente viene considerato il "padre della storia". Tuttavia, è al suo contemporaneo Tucidide (460 a.C. circa – 400 a.C. circa) che viene attribuito il merito di aver avuto per primo un approccio scientifico nei confronti della storia, nella sua opera Guerra del Peloponneso. Tucidide, infatti, a differenza di Erodoto, considerava la storia come il prodotto delle scelte e delle azioni degli esseri umani, valutando le cause e gli effetti, mentre non riteneva importante l'intervento divino. Va anche detto che Tucidide preferiva narrare eventi (per altro, in somma parte, a lui contemporanei) circoscritti, senza dover ricorrere a digressioni antropologiche, a differenza di Erodoto, che raccoglieva nella sua opera svariati secoli di avvenimenti che riguardavano popoli distanti tra loro quanto gli Sciiti, gli Etruschi e i Persiani.

Con il suo metodo storico Tucidide mise in rilievo la cronologia, un punto di vista neutrale, e tenne sempre in considerazione il fatto che il mondo umano fosse il risultato delle azioni degli esseri umani. Inoltre gli storici greci vedevano la storia come fosse ciclica, con gli eventi che si ripresentavano regolarmente.

Al di fuori dell'Europa, erano presenti (ad esempio, nella Cina antica e "medievale") tradizioni storiche e un uso sofisticato del metodo storico. Il fondamento per una storiografia professionale nell'Asia orientale venne stabilito dallo storico di corte della Dinastia Han noto come Sima Qian (145 – 90 a.C.), autore dello Shiji (Memorie di uno storico). Per la qualità della sua opera scritta senza tempo, Sima Qian è noto postumamente come il Padre della storiografia cinese. Gli storici cinesi di periodi dinastici seguenti in Cina utilizzarono il suo Shiji come formato ufficiale per i testi storici, così come per la letteratura biografica.

All'inizio del periodo medievale Agostino d'Ippona fu influente per il pensiero del Cristianesimo e, più in generale, per quello occidentale. Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, la storia venne spesso studiata attraverso una prospettiva sacra o religiosa. Verso il 1800, il filosofo e storico tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel inserì la filosofia e un approccio più secolare allo studio storico.