Lodontoiatra (sinonimo di dentista nel solo linguaggio comune) è il medico specializzato nelle attività cliniche inerenti alla diagnosi ed alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché alla prevenzione ed alla riabilitazione orali. La professione sanitaria di odontoiatra può essere esercitata solamente da coloro che sono in possesso del diploma di laurea in odontoiatria e protesi dentaria e della relativa abilitazione all'esercizio professionale, nonché da coloro che sono iscritti presso specifico Albo Professionale di un determinato Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.
Caratteristiche La figura professionale sanitaria di odontoiatra si occupa della prevenzione, della diagnosi e della terapia, sia medica che chirurgica, di malattie e anomalie del cavo orale, ovvero dei relativi organi e tessuti. L'odontoiatra, quindi, può essere definito un professionista clinico in odontostomatologia, poiché è oggetto della sua professione lo studio e la terapia non solo delle malattie dentali in senso stretto, ma anche di quelle paradentali, orali e mascellari. L'odontoiatra può conseguire, dopo la laurea, un percorso formativo specialistico (master universitario, specializzazione o perfezionamento). Oggetto della professione è anche la riabilitazione protesica delle arcate dentarie. Coadiuvano l'odontoiatra, ma mai sostituendolo nelle sue specifiche funzioni, gli igienisti dentali e gli odontotecnici.
Storia Età antica
Uno studio del 2017 suggerisce che già ai tempi degli uomini di Neanderthal (circa 130.000 anni fa) erano in uso i primi strumenti odontoiatrici rudimentali.
L'incidenza della carie dentaria nelle civiltà pre-agricole era ancora molto bassa, solo 10.000 anni fa, infatti, con la diffusione dell'agricoltura, si assistette a un aumento significativo del numero di individui colpiti da questa malattia.
Ciò nonostante studi sui reperti archologici, sembrano dimostrare l'esistenza di cure dentarie già in epoca preistorica; si ipotizza infatti che il cacciatore della Val Rosna, uno uomo vissuto 12.000 anni fa, sia stato sottoposto a una cura dentale, a causa di una carie. Il ''trattamento'' avvenne attraverso l'uso di un bastoncino d'osso con una punta microlitica in selce, che permise la cura e la pulizia del foro; questo si allargò e si ipotizza che per la sua chiusura sia stata utilizzata cera d’api o propoli.
Anche altri studi sulla civiltà della valle dell'Indo hanno fornito evidenze di trattamenti odontoiatrici praticati nel 7000 a.C.. In particolare, reperti appartenenti al sito neolitico Mehrgarh fanno pensare che tali trattamenti primordiali venissero praticati da esperti artigiani di perle e gioielli, e che includessero l'utilizzo di trapani ad archetto per curare i denti.
Un'antichissima otturazione dentale, in cera d'api, fu scoperta in Slovenia e risale a 6.500 anni fa. Un antico testo sumero, invece, individua un verme dei denti quale causa della carie dentaria.
Evidenze di questa convinzione sono state riscontrate anche nelle culture dei popoli dell'antica India, Egitto, Giappone e Cina, tanto che, fino al XIV secolo d.C., il chirurgo Guy de Chauliac promuoveva ancora la convinzione che i vermi fossero la causa della carie. Rimedi per il mal di denti, infezioni e mobilità dentale sono diffuse in tutto il Papiro Ebers, il Papiro Kahun, il Papiro Brugsch e il Papiro Hearst, risalenti all'antico Egitto. Il Papiro Edwin Smith, scritto nel XVII secolo a.C., che riflette in parte i precedenti manoscritti risalenti al 3000 a.C., illustra il trattamento delle lussazioni mandibolari e delle fratture delle ossa mascellari. Nel XVIII secolo a.C., il Codice di Hammurabi fa riferimento due volte all'estrazione dentaria, all'epoca concepita come punizione. L'analisi dei resti di alcuni antichi egizi e greco-romani rivela i primi abbozzi di protesi dentarie. Tuttavia, è plausibile che le protesi venissero realizzate solo dopo la morte dell'individuo, per ragioni puramente estetiche. Ippocrate e Aristotele scrissero di odontoiatria, descrivendo la sequenza di eruzione dei denti, trattando i denti cariati e le malattie parodontali, estraendo i denti con l'uso di pinze e ricorrendo a fili per stabilizzare i denti mobili e le ossa fratturate. Nell'antico Egitto, il medico Hesyra venne considerato ufficialmente il primo dentista.
Lo scrittore e medico romano Aulo Cornelio Celso trattò, nel suo famoso compendio "De Medicina", di malattie orali e rimedi odontoiatrici, come emollienti e astringenti contenenti narcotici. Gli amalgami dentali furono invece menzionati per la prima volta in un testo di medicina della dinastia Tang, scritto dal medico cinese Su Kung nel 659, e vennero scoperti in Germania nel 1528. Nel Medioevo e per tutto il XIX secolo, l'odontoiatria non era una professione a sé. Spesso i trattamenti venivano attuati da barbieri e monaci. I barbieri, in Cina e in Francia, vennero suddivisi in due gruppi distinti: la Corporazione dei Barbieri e i barbieri semplici, al fine di separare i barbieri-chirurghi, più istruiti e qualificati, addestrati per fronteggiare interventi complessi, dagli altri barbieri, che si occupavano dei servizi igienici di routine, come la rasatura, l'estrazione dei denti ed il drenaggio di ascessi.
Età moderna Tuttavia nel XV secolo, la Francia proibì ufficialmente ai barbieri di praticare la chirurgia. In Germania e in Francia, in un periodo che va dal 1530 al 1575, vennero realizzate le prime pubblicazioni interamente dedicate all'odontoiatria. Ambroise Paré, spesso ricordato come il padre della chirurgia, fu tra i primi a pubblicare trattati sul corretto trattamento chirurgico delle patologie dei denti. Paré era un barbiere-chirurgo francese, e fu chirurgo regale al cospetto di diversi monarchi dell'epoca. Nel XIV secolo, Guy de Chauliac inventò il pellicano dentale, simile al becco di un pellicano, usato per eseguire estrazioni dentali. Il pellicano fu poi sostituito dalla chiave dentale che, a sua volta, venne sostituita dalle moderne pinze nel XX secolo. Il primo libro in assoluto dedicato esclusivamente all'odontoiatria fu l'Artzney Buchlein nel 1530, mentre il primo testo scritto in inglese fu chiamato Operator for the Teeth, ad opera di Charles Allen nel 1685. L'odontoiatria moderna cominciò a svilupparsi solo tra il 1650 e il 1800. La paternità di essa viene infatti attribuita al chirurgo francese Pierre Fauchard. Nonostante i limiti dello strumentario chirurgico tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, Fauchard riuscì, con molta abilità e inventiva, a realizzare particolari strumenti odontoiatrici, modificando spesso strumenti da orologiai, gioiellieri e persino barbieri, utilizzandoli con successo nelle sue terapie. Introdusse inoltre le otturazioni come trattamento conservativo per le carie dentali, ed affermò che gli acidi derivati dal glucosio, come l'acido tartarico, erano responsabili delle lesioni cariose. Fauchard fu anche il pioniere della protesi dentaria e ideò diversi metodi per rimpiazzare i denti mancanti. Suggerì che gli elementi sostitutivi potevano essere realizzati a partire da blocchi intagliati di avorio o di osso. Introdusse anche gli apparecchi ortodontici, inizialmente realizzati in oro, scoprì che la posizione dei denti poteva essere corretta facendo assumere alle arcate dentarie la forma del filo metallico. Di solito venivano utilizzati lacci cerati in seta per fissare gli attacchi. Il suo contributo al mondo delle scienze odontostomatologiche consiste principalmente nella pubblicazione, nel 1728, del suo Le Chirurgien Dentiste. Il testo, in francese, comprendeva argomenti quali l'anatomia e le funzioni orali di base, la realizzazione di protesi e varie tecniche operative e restaurative, conferendo all'odontoiatria una precisa identità all'interno della chirurgia. Dopo Fauchard, lo studio dell'odontoiatria crebbe rapidamente. Due libri importanti, Natural History of Human Teeth (1771) e Practical Treatise on the Diseases of the Teeth (1778), furono pubblicati dal chirurgo britannico John Hunter. Egli ipotizzò per primo la possibilità di trapiantare denti da una persona ad un'altra. Si rese conto che le probabilità di un trapianto dentale sarebbero aumentate se il dente del donatore fosse stato il più fresco possibile e le sue dimensioni idonee al sito ricevente. Sebbene i denti non si legassero mai correttamente con il parodonto dei riceventi, uno dei pazienti di Hunter dichiarò che tre dei denti trapiantati avevano avuto una durata di sei anni. Claude Mouton descrisse nel 1746 la realizzazione di una corona con perno in oro da agganciare alla radice di un dente. Egli inoltre raccomandò di ricoprire l'oro con uno smalto per una migliore resa estetica. Nel 1764 James Rae tenne le prime lezioni sui denti al Royal College of Surgeon di Edimburgo. William Addis, nel 1780, realizzò il primo spazzolino da denti moderno. Nel 1790 John Greenwood, dentista di George Washington, creò il primo motore dentale a pedali, per alimentare la rotazione di un trapano. Nello stesso anno, Josiah Flagg, un dentista americano, costruì la prima poltrona specifica per i pazienti odontoiatrici.
Età contemporanea