L'arrivo in Lombardia Si trasferisce in provincia di Lecco nel 1967, lavorando come muratore e, secondo le rivelazioni del pentito Antonio Zagari, comincia a lavorare in una banda di rapinatori in cui il padre Giacomo Zagari era il basista e tutti erano affiliati all'organizzazione calabrese. Qui conosce anche la futura moglie, Eustina Musolino. Negli anni '70 è in carcere e nel 1974 si ritrova Antonio Zagari come compagno di cella.
L'ascesa e le alleanze Nel 1981 era detenuto nel carcere di San Vittore a Milano per il presunto omicidio di un certo avvocato D'Agostino da cui fu poi assolto per legittima difesa. In carcere fu accusato dell'omicidio di un sudamericano e venne assolto anche da questa accusa.
Nel 1983 gli viene conferita la dote di santista. Qualche anno più tardi era capo della locale lecchese. Coco agisce da padrone incontrastato in un'ampia zona che va da Lecco fino alla Comasina, passando per Como.Poteri segreti della criminalità. L'intreccio inconfessabile tra 'ndrangheta, massoneria e apparati dello stato. Mario Guarino
Entra in contatto con i catanesi Angelo Epaminonda e Jimmy Miano. Dal 1982, secondo Zagari, Trovato inizia a dedicarsi nella zona di Lecco e Como al traffico e allo spaccio di droga insieme ad Antonino Pristeri.
Inizia a costruire il suo impero alleandosi insieme al boss calabrese della Comasina Giuseppe Flachi detto Pepè, Antonio Papalia di Buccinasco e al clan camorrista dei Batti per gestire il narcotraffico. Diventa proprietario, tra le altre attività, di alcuni ristoranti e pizzerie.
Nel 1987 in Brianza fa uccidere sei affiliati ai Miriadi, per una disputa sugli appalti di costruzione.Blu Notte - la Mafia al nord
Tra il 1991 e il 1993 fa uccidere tre esponenti degli Arena che volevano cambiare fornitori di droga e avevano mire espansioniste.
Coco Trovato è stato imparentato con la famiglia De Stefano, in quanto la figlia Giuseppina è stata moglie di Carmine De Stefano, primogenito del capocosca reggino Paolo De Stefano, ucciso il 13 ottobre 1985. In realtà la ragazza non ne era innamorata e avrebbe invece voluto sposare il fratello minore Giuseppe. Per questo il marito progettò anni più tardi la sua esecuzione, che fu sventata dal padre di lei con una lettera dal carcere, in cui era gia detenuto in regime di 41bis. L'alleanza tra i Coco e i De Stefano aumenta notevolmente la potenza di queste famiglie nell'ambito degli interessi malavitosi, creando le basi per quelle alleanze tra 'ndrine del nord e del sud, facendo di Milano il vero centro degli interessi economici della 'ndrangheta.Poteri segreti della criminalità. L'intreccio inconfessabile tra 'ndrangheta, massoneria e apparati dello stato. Mario Guarino
Guerra con i Batti La federazione 'Ndrangheta-Camorra si sfalda nel 1990 quando i Batti decidono di mettersi in proprio e contrattare direttamente la compravendita di eroina con i trafficanti turchi. Il pretesto per scatenare la guerra che durerà 6 mesi è un diverbio tra Franco Coco Trovato e Salvatore Batti durante un incontro nell’appartamento dove Pepè Flachi si nascondeva durante la sua latitanza.
Il 15 settembre 1990, a Bresso, Salvatore Batti tenta di uccidere Trovato, pensando di trovarlo a bordo di una Porsche nera, colpendo invece due innocenti, Pietro Carpita e Luigi Recalcati. Tre giorni dopo, Pepè Flachi incontra Luigi Batti detto Ciro, di cui è cognato in quanto le loro mogli sono sorelle, per chiedere chiarimenti sull'attentato; l'ostinazione di Batti a negare che i fratelli vogliano uccidere Coco e che ci abbiano provato tre giorni prima, nonché il suo doppio taglio di capelli, fanno imbestialire Flachi, che gli spara alla testa uccidendolo. Il corpo viene inserito nell'auto dell'uomo, poi schiacciata in una pressa. Trovato, insieme al suo vice Antonio Schettini e a Flachi, passano al contrattacco uccidendo anche Francesco Batti in un campo a Trezzano sul Naviglio.
La faida provocherà 17 morti in 6 mesi, tra cui Rosalinda Traditi, affiliata ai Batti.
L'ultimo a perire è Salvatore Batti, che ritorna nel napoletano per cercare nuovi appoggi per la guerra, ma i calabresi si accordano con i Fabbrocino e gli Ascione per la sua eliminazione e in cambio il 19 dicembre 1990 uccidono a Tradate Roberto Cutolo, figlio di Raffaele Cutolo.
L'ultima inchiesta riguardante quella guerra termina il 23 gennaio 2002 con l'operazione Atto finale e l'esecuzione di 46 ordini di cattura.
L'arresto e la condanna Il 31 agosto 1992 viene arrestato dopo l'irruzione nel suo nascondiglio ricavato sotto il patio della pizzeria Wall Street di Lecco, da lui fatta costruire come un fortino ed intestata alla moglie Eustina Musolino. L'operazione, coordinata dal sostituto procuratore Armando Spataro, era denominata con il nome della pizzeria. Nel 1997 viene condannato all'ergastolo. Nell'operazione vengono sequestrati beni del valore di 28 miliardi lire.
Il clan Trovato resta uno dei più potenti in Lombardia.A Milano comanda la ndrangheta, pag.54
Emiliano Trovato Uno dei suoi quattro figli, Emiliano, venne arrestato durante l'operazione Costa dei monaci, cominciata nel 2002, il 14 ottobre 2003. L'operazione si concluse nel 2005 portando all'arresto di 119 persone. Aveva come luogo d'azione la provincia di Lecco, la Brianza comasca e l'hinterland milanese.
Note
Bibliografia
Voci correlate 'Ndrangheta 'Ndrina 'Ndrina Trovato Giuseppe Flachi Salvatore Annacondia Crisafulli (clan)
Categoria:'Ndranghetisti