È stato uno dei capi di un'alleanza di 'ndrine del milanese tra gli anni ottanta e novanta. Boss della Comasina, amico di Renato Vallanzasca, alleato di Franco Coco Trovato, 'ndranghetista del lecchese e della Brianza e dei fratelli Crisafulli, reggenti per conto di Cosa nostra prima e della 'ndrangheta poi nel quartiere di Quarto Oggiaro.
Fu ricercato per l'omicidio di Felice Valente, narcotrafficante, ucciso il 15 ottobre 1989 dai suoi sicari.
Guerra con i Batti La federazione 'ndrangheta-camorra si sfalda nel 1990 quando i Batti decidono di mettersi in proprio e contrattare direttamente la compravendita di eroina con la criminalità turca. Il pretesto per scatenare la guerra che durerà 4 anni è un diverbio tra Franco Coco Trovato e Salvatore Batti durante il matrimonio di Pepè Flachi.
Il 15 settembre 1990 dei sicari dei Batti tentano di uccidere Trovato a Bresso, colpendo invece due innocenti, Pietro Carpita e Luigi Recalcati. Trovato, insieme al suo vice Antonio Schettini e a Flachi passano al contrattacco, uccidendo Francesco Batti in un campo a Trezzano sul Naviglio.
Luigi Batti tenta una mediazione, ma i calabresi con l'inganno invece di aprire una trattativa lo portano con sé e lo uccidono, schiacciandolo poi nella sua auto in una pressa.
L'ultimo a rimanere in vita è Salvatore Batti che ritorna nel napoletano, a San Giuseppe Vesuviano del quale era originario, a cercare nuovi uomini per la guerra. I calabresi si accordano con i Fabbrocino per l'omicidio di Batti offrendo in cambio l'omicidio di Roberto Cutolo, figlio di Raffaele Cutolo, acerrimo nemico del boss Mario Fabbrocino, al quale dieci anni prima aveva fatto uccidere il fratello. Il 19 dicembre 1990 Antonio Schettini lo uccide a Tradate.Blu Notte - la mafia al nord Tra il 1990 e il 1993 vengono compiuti 11 omicidi.
L'ultima inchiesta riguardante quella guerra termina il 23 gennaio 2002 con l'operazione Atto finale, in cui vengono eseguiti 46 ordini di cattura.
L'arresto e le condanne Flachi viene arrestato il 30 novembre 1991 a Tien sur la mer, in Costa Azzurra. A maggio 1995 viene estradato in Italia.
Estingue la sua pena il 14 marzo 2011
Il 26 febbraio 2012 viene nuovamente condannato a 20 anni e 4 mesi di carcere con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, smaltimento illegale di rifiuti tossici ed estorsione.
Detenuto agli arresti domiciliari nella sua casa di Bruzzano ed autorizzato ad allontanarvisi solo per ricevere le cure per un grave tumore presso la clinica San Pio X di Milano, nel dicembre 2013 viene nuovamente arrestato in quanto, invece di recarsi in clinica, approfittava di queste occasioni per incontrare un trafficante di cocaina montenegrino.
La sua cosca ha subito altre 16 condanne per il coinvolgimento nelle estorsioni ai paninari milanesi, l'infiltrazione nella gestione della sicurezza dei locali notturni e nel settore del movimento terra. Alle elezioni regionali lombarde del 2010 avrebbero anche direzionato voti verso una candidata.
Morte ed eredità Malato di tumore, che curava alla clinica Humanitas San Pio X, viene poi colpito dalla malattia di Parkinson, per la quale muore il 20 gennaio 2022, a 70 anni; le sue ceneri vengono tumulate nella tomba familiare, al cimitero di Bruzzano.
Il 6 settembre 2022 viene arrestato il figlio Davide nell'operazione Metropoli –Hidden Economy.
Note
Bibliografia
Voci correlate 'Ndrangheta in Lombardia 'Ndrina Franco Coco Trovato Antonio Papalia Salvatore Annacondia Giuseppe Carnovale
Categoria:'Ndranghetisti