I Mocenigo sono una nobile famiglia veneziana, ascritta al patriziato. Tra le più insigni e riccheEsisteva infatti il detto: "Ne Balbi ricchi, ne Mozenighi povari" - della città, citata già nel XII secolo, annovera sette dogi e altri esponenti politici, diplomatici, militari, scrittori ed ecclesiastici.

Storia

La tradizione farebbe i Mocenigo originari di Milano, patria del capostipite Benedetto che, trasferitosi in Veneto, edificò il castello di Musestre, in riva al Sile. Stabilitosi a Venezia, fu accolto nel patriziato e incaricato di comandare la difesa dell'Istria. Un'altra tesi li vorrebbe da Aquileia..

Certo è che i Mocenigo erano in origine indicati come Marzolino o Moyosolino e che l'odierna forma del cognome si è fissata solo dal 1122. Il cognome Mocenigo è considerato un patronimico derivato dal nome o soprannome di un antenato, più un antico suffisso veneziano che termina in -igo.

Pare infatti che si siano stabiliti a Venezia intorno al Mille, facendo quindi parte delle “case nuove” (non fondatrici o comunque anteriori al trasferimento della sede ducale a Rialto nell'VIII secolo). Per questo, intorno al 1450, si formò una lega, a cui aderirono i Mocenigo e altre “case nuove”, per impedire l'elezione al principato di qualsiasi patrizio di “case vecchie”; cosa che avvenne fino al 1620. Rimasta nel Maggior Consiglio anche dopo la serrata del 1297, fu eguagliata da pochi nello splendore e nelle gesta memorabili. Tanto che, dopo i Contarini, è, con i Badoeri e i Partecipazi, la famiglia che vanta un maggior numero di persone elevate alla suprema dignità dello Stato. In certi momenti della Repubblica, si contavano a Venezia anche venti case aperte dai Mocenigo. Ben quattordici diramazioni di questa famiglia si estinsero nel XVII secolo e l'ultima nel XX.

Dai discendenti del doge Giovanni (1407 o 1427. - 1485, fratello del doge Pietro. 1406 - 1476) derivarono (oltre a rami come quello di San Zaccaria estinto nel 1772.) i tre rami più noti: di “Casa Vecchia” (quella di Marcantonio, 1617 – 1703, estinta nel 1863; mentre quella del fratello Piero, 1619 – 1654, abitante nel palazzo più antico a San Samuele, estinta nel 1864.); di “Casa Nuova”, in quanto Giovanni (morto nel 1580 e fratello del doge Alvise I) fece costruire il palazzo detto “Ca’ Nova”, a S. Samuele, per i suoi discendenti.; e i due rami di Sant’Eustachio/San Stae quando Niccolò (1512 – 1588, altro fratello di Alvise I), ricevendo in eredità le case di S. Stae, vi si trasferì dando origine a questi rami, uno estinto nel 1709 con la morte del doge Alvise II (sepolto a S. Stae) e l'altro nel 1953 con la morte dell'ultimo rappresentante diretto dei Mocenigo (Alvise IV Niccolò, discendente del doge Alvise IV Giovanni) che, non avendo avuto figli, lasciò il palazzo al comune di Venezia:. Palazzo Mocenigo sito a Santa Croce, oggi sede di una galleria d'arte e degli uffici del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume.

Altro ramo, estintosi nel 1713, era quello dei Mocenigo detto dalle “Zogie” (gioie), iniziato da un Alvise (1480 – 1541), così soprannominato in quanto ricchissimo mercante.. Era proprietario, fra l'altro ed in seguito al matrimonio con Pellegrina Foscari, della Casa Foscari Mocenigo.

Mocenigo del Zante

Una menzione a parte, perché ebbe una storia separata dal principale tronco di Venezia, spetta al ramo Mocenigo di Zante, isola appartenuta per molti secoli ai domini della Repubblica; storia durata per circa quattro secoli, prima a Modone, poi a Zante.

Non ci sono documenti certi per stabilire da quale Mocenigo essi discendano (il loro albero genealogico non risale che alla fine del XV secolo, con un Ser Piero cittadino di Modone), ma poiché a Modone, per ragioni di commercio, viveva un Marino o Marco, figlio di Leonardo (? – 1442) e fratello dei dogi Giovanni e Pietro, non pare infondata l'ipotesi che Ser Piero fosse o suo figlio o suo nipote. Il suo nome compare in due documenti, del 1479 e del 1498. Quando Modone venne presa dai turchi nel 1500, Ser Piero cadde combattendo, mentre uno dei suoi figli (Francesco) si rifugiò a Zante, dove la famiglia possedeva alcune terre e dove, anni dopo, lo raggiunse il fratello Bernardino, liberato dalla prigionia dei Turchi, contro i quali essi combatterono con valore nella quinta guerra, scoppiata nel 1537.

L'8 maggio del 1748 i fratelli Demetrio I (1723 – 1793) e Demetrio III Nicolò Mocenigo, figli di Demetrio, ottennero dalla Repubblica veneta il titolo di conti del Zante.Corrispondenze diplomatiche veneziane da Napoli: dispacci, Volume 17, Istituto poligrafico e zecca dello Stato, Libreria dello Stato, 1993, pg. 795

Questo ramo diede diversi uomini distintisi nelle armi e nella diplomazia, tra i quali Demetrio I (1723 – 1793) ed il figlio Giorgio (1762 – 1839), che ebbero una parte rilevante nelle vicende della “Repubblica delle Sette Isole Unite” (1800 - 1807)...

La famiglia Mocenigo del Zante continua ad esistere in Grecia (e produsse anche un ramo russo a partire dalla fine del XVIII secolo in Crimea). I suoi membri più importanti includono il fisico e homme des lettres Nikolaos Mocenigo (1864-1889), il giudice Spyridon Mocenigo (1906-1982) e altri discendenti tra cui il professore George Mylonakis (1967-).

Membri illustri Genealogia delle origini

Giovanni, vissuto a cavallo del 1100, è il primo Mocenigo di cui restino documenti. Probabilmente la sua casa si era fissata nelle isole venete molto prima, perché a quest'epoca godeva già di notevole considerazione; tanto da far parte dei principali consiglieri della Repubblica. Il suo nome compare infatti fra gli ottimati che nel 1090 convalidarono la donazione del doge Vital Faliero al monastero di San Giorgio Maggiore e il noto privilegio agli abitanti del castello di Loreo nel 1094..

A Giovanni seguì il figlio Piero (intorno al 1120) e quindi il figlio di quest'ultimo Giovanni. Uno dei quaranta che nominarono doge Orio Mastropiero nel 1178. A questo punto comincia la genealogia dei Mocenigo di Marco Barbaro.

Cliccando l'immagine qui sotto si può visualizzare la posizione, nel ramo famigliare, delle persone illustri qui brevemente descritte.

Dogi

Tommaso Mocenigo, detto Tommasone (1343 - 1423): fu il sessantaquattresimo doge della Repubblica di Venezia dal 7 gennaio 1414 sino alla sua morte. Pietro Mocenigo (1406 - 1476): fu il settantesimo doge della Repubblica di Venezia dal 14 dicembre 1474 sino al 23 febbraio 1476. Giovanni Mocenigo (fratello del doge Pietro) (1426 - 1485): fu il settantaduesimo doge della Repubblica di Venezia dal 18 maggio 1478 fino alla sua morte. Alvise I Mocenigo (del ramo di S. Samuele) (1507 - 1577): fu l'ottantacinquesimo doge della Repubblica di Venezia dal 1570 sino alla sua morte. Alvise II Mocenigo (del ramo di San Eustachio/San Stae estinto nel 1709) (1628 - 1709): fu il centodecimo doge della Repubblica di Venezia dal 17 luglio 1700 sino alla sua morte. Alvise III Mocenigo (del ramo di Casa Nuova) (1662 - 1732): fu il centododicesimo doge della Repubblica di Venezia dal 24 agosto 1722 sino alla sua morte. Alvise IV Mocenigo (del ramo di San Eustachio/San Stae estinto nel 1953) (1701 - 1778): fu il centodiciottesimo doge della Repubblica di Venezia dal 19 aprile 1763 alla morte.

Politici Data la natura interconnessa delle istituzioni veneziane e la pratica poliedricità della sua classe dirigente, non vi fu diplomatico, militare od ecclesiastico che non fosse stato (o non avesse ricoperto in qualche momento della sua carriera pubblica) in posizioni più specificamente politiche o legate all'amministrazione dello stato. A decine i Mocenigo, durante i secoli e dai diversi rami, furono eletti a cariche istituzionali più o meno importanti.

I Mocenigo, al pari d'ogni altro politico o patrizio veneziano, spesero intere fortune di famiglia (vedi ad esempio il doge Alvise IV). per sostenere lo stato nelle guerre o nelle opere pubbliche e sociali, così da onorare la carica politico-militare che avevano ricevuto, la Repubblica e i suoi concittadini che con appassionata dedizione servivano.

Luca Mocenigo (? – ?): sostenne le più cospicue cariche senatorie. Nel 1432 era della giunta incaricata di processare il conte di Carmagnola (lui fu favorevole al carcere a vita) e nel 1445 nel consiglio dei X nel primo processo contro Jacopo Foscari.. Francesco Mocenigo (1459 – 1504): tra i vari incarichi politici, nel 1497 capitano a Brescia, accolse la regina di Cipro Caterina Cornaro sua parente. Tommaso Mocenigo (del ramo estinto intorno al 1612)(1460 – 1517): senatore e membro del consiglio dei X, consigliere ducale, podestà e capitano di Treviso, governatore del banco de' Garzoni, consigliere ducale, podestà di Padova, ambasciatore, procuratore di San Marco de ultra. Il Sanudo nei “Diari” lo dice futuro doge, tant'era la considerazione che aveva goduto nella Repubblica. Andrea Mocenigo (1473 – 1542): storiografo, filosofo e senatore illustre. Piero Mocenigo (fratello di Andrea Mocenigo nato nel 1473) (? – 1541): senatore di molta stima. Alvise Mocenigo (del ramo estinto nel 1622) (1478 – ?): nel 1487 era savio agli ordini e da quell'epoca coprì molte delle più cospicue magistrature interne della Repubblica. Niccolò Mocenigo (senatore) (1512 – 1588): senatore di gran seguito fu, in seguito a divisioni ereditarie del patrimonio paterno, fondatore del ramo di S. Eustachio/S. Stae.. Giovanni Mocenigo (fondatore del ramo estinto nel principio del XVIII secolo)(? – 1572): nel 1531 era già senatore dei Pregadi; seggio che occupò, con pochissimi intervalli, per tutta la vita. Nel 1560 uno dei tre savi preposti alla fabbrica del palazzo ducale. Giovanni Zuane Mocenigo (1531 - 1598): Provveditore Generale di Marano nel 1570, di Palmanova nel 1594, di Peschiera nel 1591 e di Dalmazia; Podestà e Capitano di Crema nel 1596. Marcantonio Mocenigo (figlio di Niccolò fondatore del ramo di San Eustachio/San Stae) (1551 – 1638), fondò il ramo di San Eustachio/San Stae estinto nel 1953 con Alvise IV Niccolò: fu senatore di gran seguito. Leonardo Mocenigo (1551 – 1627): dal 1577 nel corso di mezzo secolo sostenne di grado in grado le più ambite cariche interne della Repubblica tra cui, nel 1615, procuratore di San Marco de ultra e nel 1623 – 1624 la sopraintendenza alla fabbrica del palazzo ducale. Durante l'interdetto papale contro Venezia, ebbe ragione dell'infedeltà del clero locale giungendo persino all'uso della forca contro i loro tradimenti. Antonio Mocenigo (? - 1622?): Provveditore Generale di Palmanova nel 1621 e Capitano a Brescia nel 1618. Giovanni Alvise II Piero Mocenigo (del ramo di casa vecchia estinto nel 1864 a San Samuele) (1677 – 1760): senatore di grande autorità, prudente, eloquentissimo, ricoprì innumerevoli cariche politiche. Alvise III Piero Mocenigo (del ramo di San Eustachio/San Stae estinto nel 1953 e fratello del doge Alvise IV Giovanni) (1697 – 1780): capitano di Chioggia (1724 – 1725), savio alle acque (1731), senatore ai pregadi e provveditore alla milizia marittima (1734), capitano a Brescia (1739), generalato di Palmanova (1741), tre volte consigliere ducale e quasi tutte le magistrature interne più considerevoli della Repubblica. Nel 1763 aveva ottenuto dalla repubblica, insieme al fratello e ai discendenti, l'investitura della contea di Cordignano. Procuratore di San Marco de supra nel 1779. Alvise Mocenigo (del ramo di Casa Nuova) (1760 - 1815): uomo politico e imprenditore; durante e dopo la Repubblica fondò Alvisopoli. Quando nel 1797 reggeva Udine conobbe Bonaparte che lo qualificò “ottimo governatore di provincia” e, dal 1805 come Imperatore, lo nominò successivamente cavaliere della corona di ferro, prefetto dell'Agogna, conte e senatore del regno e designava infine di crearlo duca di Alvisopoli. Da Vienna fu nominato membro degli stati dell'Austria e magnate d'Ungheria.

Diplomatici