La Pomona Italiana è sia la prima sia la più importante opera iconografica della pomologia italiana. L'Opera è stata pubblicata tra il 1817 e il 1839 da Giorgio Gallesio, agronomo, funzionario e diplomatico della Repubblica di Genova e poi, per breve periodo, del Regno di Sardegna.

L'autore

Giorgio Gallesio nacque nel 1772 a Finalborgo (oggi Finale Ligure, Savona) e ancora giovanissimo assunse compiti amministrativi e diplomatici nella Repubblica di Genova, in un periodo di crisi delle istituzioni che porteranno dopo decenni di intrighi da parte dei sabaudi alla presa di potere a Genova dei Savoia, in seguito alle decisioni ottenute a tavolino nel Congresso di Vienna. In un primo periodo Gallesio cercò di essere presente agli eventi, partecipò infatti ancora giovanissimo al Congresso di Vienna, e in seguito alla presa di potere nella Repubblica di Genova da parte dei Savoia ne ottenne anche incarichi e riconoscimenti nobiliari a riconoscimento dei suoi meriti.

Probabilmente amareggiato e deluso dagli eventi politici, si ritirò a soli 45 anni di età dalla vita pubblica, e decise di dedicarsi alla cura delle sue proprietà nel finalese, dedicandosi con impegno alla ricerca botanica, e alla preparazione di un'opera pomologica che notò come mancante dal panorama editoriale italiano. La preparazione dell'opera lo accompagnerà per tutta la sua vita, morì infatti ad opera non completata, nel 1839 a Firenze.

Sebbene il Gallesio avesse un'ampia cultura umanistica e illuminista, non aveva peraltro, all'origine, una profonda conoscenza di base di botanica convenzionale; questo gli permise di muoversi in questo campo senza pregiudizi, accumulando invece un'altissima preparazione, basata sulla sua intelligenza critica, sui suoi studi, e sulla enorme quantità di contatti che riuscì a tenere, con la grande mole di esperimenti che condusse personalmente nei suoi possedimenti, e la mole di dati che ottenne direttamente con i suoi viaggi.

Non trascurò alcun dato che provenisse da qualsiasi origine, e fu sempre attento a verificarlo puntualmente di persona, producendo poi tesi scientifiche di rilievo, di certo notevoli per il suo tempo.

L'opera La Pomona Italiana è soprattutto un'opera descrittiva, per immagini e testi, del panorama pomologico italiano, riguardante i fruttiferi più noti distinti per varietà, queste esaminate per caratteristiche, ambiente e localizzazioni geografiche.

L'opera presenta una struttura affatto peculiare, essendo preparata per argomenti o "articoli", in totale 156, raccolti in 41 fascicoli.

I fascicoli furono inviati agli associati all'opera (una sorta di abbonati che si assumevano l'impegno di pagare una cifra prefissata per ogni fascicolo); quindi furono gli associati a finanziare la pubblicazione dell'opera: una volta ricevuti i fascicoli, dovevano poi provvedere alla rilegatura che poteva essere realizzata in due, tre o quattro volumi, a scelta.

L'opera fu di altissimo livello (e costo), stampata in formato "in folio" (circa 50 cm), su carta di buona fattura e con caratteri e finiture di grandissimo pregio. Ogni articolo è dotato di una (o più) immagini a piena pagina, stampate a riga sottile e colorate rigorosamente a mano da qualificati artisti, all'immagine faceva seguito il testo connesso. Le 160 illustrazioni dell'opera furono realizzate da: Antonio Basoli, Carolina e Isabella Bozzolini, Rachele Cioni, Domenico Del Pino, Bianca Mojon, Antonio Serantoni, (illustratori) e da: Paolo Fumagalli, Bernardino Rosaspina, Giuseppe Pera, Carlo Lasinio, Antonio Verico e altri (incisori).

Il costo fu enorme, largamente al di sopra della possibilità della maggior parte della popolazione, anche dei ceti più agiati. In conseguenza furono stampate solo 176 copie soprattutto dedicate a sovrani o ad appassionati che si potevano permettere il costo.

Lo sviluppo dei fascicoli non era connesso a un ordine preordinato, ma seguiva lo sviluppo degli interessi dell'autore, delle sue possibilità, e delle sue ricerche.

Il lato economico dell'impresa fu sempre critico, e fu sempre ampiamente sostenuto da afflussi di denaro che provenivano dal patrimonio del Gallesio stesso, soprattutto per il finanziamento dei viaggi, e per le spese degli artisti (italiani e stranieri) che collaborarono all'opera.

La sede di fatto dell'edizione fu la residenza del Gallesio in Finale, mentre il lavoro di stampa fu affidato alla Tipografia Niccolò Capurro in Pisa, considerata la più pregiata all'epoca, «co' caratteri de' FF. Amoretti».

Il lavoro di edizione fu gravato anche da questione amministrative, come i fascicoli perduti, non pagati, e le richieste degli associati che chiedevano lo sviluppo di argomenti specifici a loro gradimento, (molto richiesta fu una collezione dei fascicoli delle uve), in qualche caso fu dato seguito alle richieste. A tutto questo fece fronte direttamente l'autore.

Era comunque obiettivo ed interesse del Gallesio che l'opera fosse quanto più possibile italiana, e quindi non strettamente limitata a un tipo di frutto, o a una regione; in questo senso il suo impegno gli permise anche di esaminare fruttiferi "nuovi" nella coltivazione europea, come il dattero; o minori, come il giuggiolo, riuscendo in buona misura, (se si considerano criticamente le sue condizioni), a raggiungere sostanzialmente l'obiettivo.

L'associato tipico dell'opera non avrebbe permesso un eccessivo ampliamento del lato scientifico, (la maggior parte degli associati voleva solo che l'opera fosse "bella"), quindi il Gallesio preparò una serie di opuscoli, detti "trattati" in cui era affrontata in modo piuttosto evoluto la parte scientifica degli argomenti ritenuti di maggior rilievo. I trattati erano inviati in omaggio, allegati ai fascicoli maggiori, e trovarono così adeguata pubblicazione, in attesa (come lui stesso affermò) che potessero trovare opportuna comprensione in futuro, cosa che si è puntualmente verificata.

Solo cinque argomenti (articoli), a costituire forse l'ultimo fascicolo, che l'autore aveva già in parte preparato, e che aveva annunciato poco prima della sua morte come di futura pubblicazione a completamento, non furono pubblicati.

L'interesse attuale per l'opera è fortemente basato sul possibile esame dello stato della pomologia dell'epoca, sia per le nozioni scientifiche allora emergenti di cui l'autore è attento raccoglitore e sperimentatore, sia per applicazione del passaggio dalla nomenclatura botanica tradizionale alla Nomenclatura binomiale.

L'opera, digitalizzata, a partire dal 2004 è disponibile in rete, in forma ipertestuale.

Elenco degli articoli L'elenco è riportato come da successione dell'esemplare conservato all'Accademia delle Scienze di Torino e reso disponibile online su Internet Archive (Gli articoli 1-79 sono contenuti nel primo volume).

Uva Dolcetto di Piemonte Uva Crovino o Trinchera di Nizza Uva Liatica o Aleatico di Firenze Uva pignola o Pignolo di S. Colombano Uva moscadella nera Uva Barbera Uva Sangioveto Uva Lacrima dolce Nebbiolo Canavesano o Uva spina Uva Canajola Uva Colorino o colore dolce Uvetta di Canetto o Caneto Uva brachetto Uva trifera o di tre raccolte all'anno Uva fuella di Nizza o Belletto nero Uva Berzemino o Merzemino della terra ferma veneta Uva Barbarossa Uva di bizzarria o uva a due colori Uva Claretta di Nizza o Pignola bianca Uva Trebbiano fiorentino Uva rossese Uva del Friuli o Piccolito Uva Vermentino o Vernaccia Uva Rossana o bianca di Nizza Uva Albarola o bianchetta del Genovesato Uva Salamanna o Moscatellone di Spagna Giuggiolo a frutto tondo Giuggiolo comune a frutto oblungo Fiorazione del Giuggiolo Pistacchio vero spontaneo Pistacchio gentile o Pistacchio vero domestico Carobbo Fiore maschio di Carobbo Lazerolo bianco o Lazerolo Moscadello Fiore del Lazerolo Lazzerolo a frutto rosso Pero spino Pero Perla Pero Allora Pero Martin-secco Pero campana Pero Angelico Pero reale Pero moscadellina Fiore di Pero Moscatellino Pero Buon Cristiano vernino Pero bugiardo Pero butirro bianco Pero Luisa o pero butirro d'inverno Pero butirro grigio o butirro d'autunno Pero spadone vernino o Pero San Germano Pero virgolato Pero pistacchino o pero bugiardo d'autunno Pero Brutto e buono di Giavenne Pero limone Pero del Duca o Pero cento - doppie Pero spadone Pero passa-tutti Melo carlo o melo finalino Melo Lazzerolo Melo carpendolo Melo panaja Melo Renetto bianco Melo Borda o Melo ruggine toscano Melo Pupino Melagrano a frutto gentile Mela di Astracan o Melo a frutto trasparente Ciliegio visciolino Ciliegio napoletano Ciliegio Susino Ciliegio duracino rosso Ciliegio visciolo Ciliegio Progressifloro Ciliegio visciolone Fiore del ciliegio Visciolone Fiore del ciliegio proprio Fiore del ciliegio amareno o visciolino Ciliegio acquajuolo Ciliegio duracino giallo Susino Claudia Susino Damaschino settembrino Susino Catalano Susino Damaschino estivo Susino catelano giallo o Buon-boccone Susino catelano violaceo o susino vecchietti Susino basaricatta o collo-torto Susino verdacchio Susino scaudatella o damaschino vernino di Napoli Susina di Santa Caterina, o Torlo d'ovo Fiore di Susino Albicocco di Germania Albicocco Susino o Albicocco a frutto nero Albicocca lucente ossia Alessandrino giallo precoc Albicocco Alessandrino bianco o Mandorla dolce Fiore di Albicocco Pesco vaga-loggia duracina o pesco-noce cotogno (solo testo descrittivo) Pesco Maddalena bianca (solo testo descrittivo) Pesco Alberges (solo testo descrittivo) Pesco carota (solo testo descrittivo) Pesco-noce a frutto violetto (solo testo descrittivo) Pesco poppa di Venere (solo testo descrittivo) Pesco mela (solo testo descrittivo) Pesco vaga-loggia spiccagnola o pesco-noce cotogno spiccagnolo (solo testo descrittivo) Pesco cotogno duracino primaticcio (solo testo descrittivo) Pesco-noce spiccagnolo giallo a buccia paonazza (A. Persica) (solo testo descrittivo) Pesco-noce spiccagnolo bianco Pesco ciliegio Pesco spiccagnolo giallo a buccia paonazza (A. Persica Iulodermis) (solo testo descrittivo) Pesco duracino bianco tardivo o Biancone di Verona Pesco spiccagnolo giallo precoce o Maddalena gialla Pesco cotogno duracino massimo o Giallone di Verona Pesco mandorlo Pesca mandorlo a frutto gentile Pesco noce duracino bianco o Durona liscia bianca (solo testo descrittivo) Pesco natalino o vernino di Napoli (solo testo descrittivo) Pesco spiccacciolo bianco agostengo o Burrona bianca (solo testo descrittivo) Fiori di Pesco magni-petali a corolla porporina (con testo descrittivo unico per tutte le tavole sui fiori di p.) Fiori di Pesco brevi petali a corolla porporina (con testo descrittivo unico per tutte le tavole sui fiori di p.) Fiori di Pesco magni petali a corolla bianchiccia (con testo descrittivo unico per tutte le tavole sui fiori di p.) Fiori di Pesco brevi petali a corolla bianchiccia (con testo descrittivo unico per tutte le tavole sui fiori di p.) Pesco duracino giallo serotino a buccia paonazza o Damaschino durone (solo testo descrittivo) Pesco spiccacciolo giallo precoce o Moscadello burrone (solo testo descrittivo) Pesco spiccacciolo bianco a frutto precocissimo o Nocciolino bianco Pesco duracino bianco estivo (solo testo descrittivo) Pesco spiccacciolo giallo serotino a buccia paonazza o Pesco damaschino burrone (solo testo descrittivo) Pesca spiccacciola bianca serotina o Pesca reale (solo testo descrittivo) Pesca ibrido Pesco spiccacciolo giallo agostengo o Burrona massima di Savona (solo testo descrittivo) Mandorla del Diavolo Fiore del Mandorlo Mandorlo a guscio tenero o Mandorlo premice Ulivo gentile Castagno marrone Caprifico Fico San Piero Fico Dottato Fico Pissaluto Fico gentile Fico Brogiotto nero o Brogiotto fiorentino Fico cuore o rubado Fico Portoghese Fico verdeccio Fico albo Fico trojano Fico dattero o vezzoso Fico brogiotto bianco o Brogiotto genovese Cocciniglia del fico Fico regina