Le Toledòt Yeshu (תולדות ישו, in italiano: La Vita di Gesù) sono "una serie di racconti di matrice ebraica carichi di diffamazioni contro Gesù Cristo e contro il primo cristianesimo, una sorta di antivangelo a uso interno, ironico, dissacrante, sarcastico".Calimani, Gesù ebreo, p. 186.
Origine e diffusione fra tarda antichità e Medioevo I nuclei originali di questi racconti, che inizialmente furono trasmessi in forma orale, sono antichissimi e connessi probabilmente alle prime polemiche tra ebrei e cristiani, testimoniate già negli Atti degli Apostoli, . Il Sèfer Toledot Jeshu originale forse è stato scritto nel II secolo d.C.; l'autore, Jonathan o Giovanni di Gerusalemme definito contemporaneo nel testo, ignoto, è certamente un dotto ebreo. Il libro contiene un resoconto di carattere aneddotico di episodi della vita di Gesù Cristo, figura centrale della religione cristiana. Il racconto si distingue per gli elementi diffamatori in esso contenuti. Gesù è presentato come il frutto di un adulterio e come un eretico blasfemo, che si è macchiato di stregoneria e ha violato la legge di Mosè per la propria arroganza, ambizione e malvagità. In virtù dei suoi contenuti ampiamente polemici, l'opera ebbe una notevole diffusione in ambiti culturali ostili ai cristiani, allora non infrequenti e animati da pregiudizi sulla presunta perversione della, per l'epoca, nuova fede. Ne è dimostrazione il fatto che il pagano Celso cita quest'opera presumendone la veridicità per polemizzare contro i cristianiAfferma, tra le altre cose, ispirandosi al Sèfer Toledot Jeshu, che sostiene che il padre di Gesù fosse uomo di nome Panthera, che era un soldato romano. e che il cristiano Origene la confuta in un suo libro. Alcune accuse, che compaiono nelle Toledòt, si ritrovano anche in Tertulliano e sembrano attestate anche dal Talmud.
Si suppone che i racconti siano stati posti in forma scritta fra il IV e il VI secolo, se non più tardi. Le Toledòt si diffusero, sia pure in versioni differenziate, in tutta l'Europa e nel Medio Oriente (Yemen, Iraq, Persia) e ne sopravvivono un centinaio di redazioni. La lingua originaria era forse l'aramaico, ma la maggioranza dei manoscritti sono in ebraico, con versioni più tarde in arabo, giudeo-persiano, giudeo-tedesco (yiddish) e giudeo-spagnolo (ladino).; si veda p. 3992
Le diverse redazioni vengono normalmente ripartite in tre gruppi, definiti dal nome di colui, che nel racconto giudica Gesù: Ponzio Pilato, il re Erode o la regina Elena di Adiabene.Essa si convertì al giudaismo nel 30 d.C. e si trasferì a Gerusalemme. Alcuni manoscritti, però, identificano questa Elena con la madre dell'imperatore Costantino e altri ancora collocano la nascita di Gesù nel 93 a.C., ai tempi del re Alessandro Ianneo anticipando di un secolo tutti gli eventi e sostituendo a Elena la regina Salomé, moglie di Alessandro.
Contenuto schematico Il libro contiene un resoconto di carattere aneddotico di episodi della vita di Gesù Cristo, figura centrale della religione cristiana. Il racconto si distingue per gli elementi diffamatori in esso contenuti. Gesù è presentato come il frutto di un adulterio e come un eretico blasfemo, che si è macchiato di stregoneria e ha violato la legge di Mosè per la propria arroganza, ambizione e malvagità: una sorta di stregone alleato dei romani che voleva il male del popolo d'Israele.
Concordanze e discordanze coi vangeli canonici Nelle Toledòt compaiono affermazioni correlate alla narrazione evangelica (fra parentesi le contrapposizioni): Gesù è figlio di Giuseppe e Maria (in alcune versioni il legittimo sposo di Maria si chiamava Giovanni, un eretico, in altre era Giuseppe, Maria e Giuseppe fanno parte delle famiglie dei sommi sacerdoti del Tempio ed il loro matrimonio era stato combinato); Nasce a Betlemme (solo in alcune versioni mentre in altre nasce a Gerusalemme mentre nazareno non significa proveniente da Nazaret ma "iniziato alla sapienza segreta", impartitagli da Giovanni Pantera) Incontra i dottori (ai quali contesta la dignità di profeta per Mosè in quanto iniziato da Jetro e loro ne diventano nemici spargendo la voce della sua nascita illegittima fino a costringerlo ad abbandonare la città, a seguito di ciò cambia il suo nome in quello noto cioè Gesù); Pretende di essere nato da una vergine e di essere figlio di Dio (ma in realtà è nato da un rapporto adulterino di Giovanni Pantera con Maria, mestruata, che in altre é colui che l'aveva fatta apostatare dalla fede ebraica per il paganesimo); Compie miracoli, cammina sull'acqua, risuscita un morto e guarisce un lebbroso (utilizza come strumento di magia il nome impronunciabile di Dio cucendoselo in una coscia per aggirare i demoni guardiani che glielo avrebbero fatto dimenticare; che in alcune versioni ha rubato nel tempio in altre appreso dal battista dal quale si fece rivelare il nome anche Giuda Iscariota per combattere Gesù); Manda in visibilio i giudei ed entra in Gerusalemme sul dorso di un asino seguendo la profezia ebraica sul messia (solo in alcune versioni mentre in altre sono gli ebrei a inventare la sua identità messianica); Applica a sé molte profezie bibliche (Isaia 7,14; Zaccaria 9,9; Salmi 2 e 110) (che davanti alla regina i dottori contestano punto per punto mentre in altre versioni sono gli ebrei a inventare la sua identità messianica); Fu combattuto da Giuda Iscariota inviato dagli ebrei, frustato e incoronato di spine (durante il processo alla sinagoga di Tiberiade dalla quale fugge nei paesi pagani, Egitto o Asia minore, dopo essere stato liberato dai suoi seguaci); Gli fu dato da bere aceto, morì in occasione della Pasqua e fu sepolto prima dell'inizio del sabato (dopo essere tornato dall'estero al tempio per riottenere il nome divino fattogli dimenticare da Giuda durante uno scontro in aria che gli provoca un'impurità, a seguito del quale cade a terra dando luogo alla festa del venerdì santo ossia muore contraddicendo il seguito, la sua esecuzione avviene per impiccagione ad un albero dopo essere stato riconosciuto da Giuda mentre tentava consecutivamente di nascondersi dietro le sembianze acquisite miracolosamente dei suoi apostoli, come nel docetismo); I suoi dodici apostoli raccontarono che era risorto (ma il cadavere era stato nascosto dal giardiniere). Pietro e Paolo si sostituirono, spacciandosi per suoi continuatori, a Gesù; erano infiltrati degli ebrei l'uno per uccidere Gesù, in alcune versioni identificato in Giuda Iscariota, e l'altro per cambiarne le dottrine, introdurre le festività ebraiche tra i cristiani tra cui la Pasqua e l'identificazione di Gesù nel messia ebraico
Queste somiglianze e contrapposizioni per alcuni suggeriscono che le Toledòt Yesu siano una parodia dei vangeli scritta molto dopo gli eventi e perciò priva di qualsiasi contenuto storico. Alcuni studiosi, tuttavia, hanno scelto di credere all'autenticità del racconto al punto di affermare che Gesù sarebbe effettivamente stato un personaggio ebraico vissuto un secolo prima di Cristo. I primi a sostenere questa tesi sono stati i teosofi H.P. Blavatsky e G.R.S. Mead.Did Jesus Live 100 B.C.? (1903). In realtà il regno di Alessandro Janneo del primo secolo avanti Cristo quale epoca della narrazione viene citato solo in alcune versioni mentre in altre si parla di "Erode II".
La diffusione fra i cristiani e le prime traduzioni Il testo delle Toledòt, scritto in ebraico, rimase di fatto inaccessibile per secoli alla maggior parte dei dotti non ebrei. La prima versione in latino delle Toledòt, tratta da un testo molto simile a quella contenuta nel Manoscritto di Strasburgo,La versione delle Toledoth contenuta in questo manoscritto è una delle più note perché è uno dei due manoscritti completi tradotti in tedesco dallo studioso ebreo Samuel Kreuss. L'anno successivo il manoscritto di Strasburgo fu pubblicato in inglese da George Robert Stowe Mead della "Theosophical Publishing Society" di Londra in An Enquiry into the Talmud Jesus Stories, the Toldoth Jeshu, and Some Curious Statements of Epiphanius: Being a Contribution to the Study of Christian Origins. I due manoscritti completi studiati da Krauss sono entrambi simili a quello utilizzato da Wegensail. fu redatta nel 1278 da Raimondo Martí.Un frate domenicano, autore del celebre Pugio fidei ("Il pugnale della fede") La traduzione di Martí fu inserita da Porchetus Salvagus nel suo Victoria (Porcheti) adversus impios Hebraeos (circa 1303).Jean-Pierre Osier, Jésus raconté par les Juifs, éd. Berg International, 1999, p. 161. La Victoria fu edita a stampa nel 1520 e letta da Martin Lutero, che attaccò violentemente le Toledot Yeshu e gli ebrei nel suo pamphlet Degli ebrei e delle loro menzogne (1543).Si veda: Jean-Pierre Osier, Jésus raconté par les Juifs, éd. Berg International, 1999, p. 161 et 167.
Nel 1681 il teologo e studioso protestante Johann Christof Wagenseil pubblica a Friburgo l'opera in due tomi Tela Ignea Satanae. Hoc est: Arcani, & horribiles Judaeorum adversus Christum Deum, & Christianam Religionem Libri Anekdotoi, anche nota con il nome abbreviato di Tela ignea. Il primo tomo è interamente dedicato al Carmen memoriale del rabbino Yom Tov Lipmann-Mulhausen (la versione abbreviata e in versi dell'anonimo Liber Nizachon "vetus", in cui viene confutata la religione cristiana); il secondo tomo contiene anche gli atti di due dispute fra rabbini e teologi cristiani e il Chissuk Emuna ("La fede rafforzata") di Isaac Troki. Quest'opera, edita in ebraico e in latino, è una raccolta di testi scritti in epoca passata da autori ebrei per utilizzarli come argomentazioni da opporre ai cristiani nel corso di dissertazioni dotte sulla teologia. Tra i testi raccolti dal Wagenseil c'e il Sepher toldos Jeschut, identificato con il nome di Libellus Toldos Jeschu o, più semplicemente, Libellus Toldos, sino ad allora dimenticato nell'ambito culturale europeo e che l'autore ha dunque il merito di aver riscoperto, che l'autore stesso definì nefandum et abominabilem libellum...cacatum a Satana. L'opera tornò immediatamente a suscitare clamore per via del suo contenuto, venendo condannata dalla Chiesa e divenendo oggetto di critiche da molti studiosi, in quanto giudicata portatrice di affermazioni false o falsificate su Gesù e la sua vita. Tra i polemici c'era anche Voltaire, che nel suo Dizionario Filosofico afferma: «Di tutte le opere prodotte dalla loro cecità, nessuna è così odiosa e stravagante come l'antico libro intitolato: Sepher Toldos Jeschut, disseppellito dal signor Wagenseil, nel secondo tomo della sua opera intitolata: Tela ignea ecc. È in questo Sepher Toldos Jeschut che si legge una storia mostruosa della vita del nostro Salvatore, fabbricata con tutta la passione e la malafede possibili. Così, per esempio, si è osato scrivere che un tale Panther o Pandera, abitante a Betlemme, si era innamorato di una giovane donna maritata a Jochanan. Egli ebbe da questo commercio impuro un figlio chiamato Jesua o Gesù. Il padre del bambino fu costretto a fuggire e si rifugiò a Babilonia. Quanto al piccolo Gesù, fu mandato a scuola; ma, aggiunge l'autore, ebbe l'insolenza di alzare la testa e di scoprirsi il capo davanti ai sacrificatori, invece di presentarsi davanti a loro a testa bassa e col viso coperto, com'era costume: arditezza che fu vivamente riprovata, e indusse a esaminare la sua nascita, che fu trovata impura ed espose ben presto il bimbo alla pubblica ignominia. Questo detestabile Sepher Toldos Jeschut era conosciuto fin dal II secolo: Celso lo cita con rispetto, e Origene lo confuta nel suo nono capitolo.» (Estratto dalla voce Messia del Dizionario Filosofico di Voltaire).