Il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine (in francese, Traité de la vraie dévotion à la Sainte Vierge) è l'opera principale di san Luigi Maria Grignion de Montfort.
Contesto storico Fu scritta negli ultimi anni di vita probabilmente attorno al 1712 nella sua piccola abitazione di La Rochelle. Non si conosce con certezza la storia del "Trattato" né perché fosse rimasto nascosto per quasi 130 anni. Si pensa che Luigi Maria lo consegnò al vescovo di La Rochelle perché fosse custodito e il motivo lo scrive l'autore nello stesso "Trattato":
«Prevedo molte belve arrabbiate, che arriveranno con furia per strappare con i loro denti diabolici questo piccolo scritto e colui del quale lo Spirito Santo si è servito per scriverlo, o almeno per avvolgerlo nelle tenebre e nel silenzio di un baule, affinché non venga Lui conosciuto; costoro anzi attaccheranno e perseguiteranno quelli e quelle che lo leggeranno e cercheranno di metterlo in pratica».Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, 114
È probabile che si riferisse ai giansenisti con i quali si scontrò, proprio in quegli anni, sul tema della devozione mariana e che si erano mostrati molto critici nei confronti del missionario bretone e delle sue attività. Si pensa che durante la Rivoluzione francese e la guerra civile scoppiata in quella regione venne nascosto dai monfortani in una cassa e sepolto nel campo attorno alla loro casa madre di Saint-Laurent-sur-Sèvre per evitare che andasse distrutto. Passato il periodo della Rivoluzione, la cassa venne dissotterrata e il Trattato posto nella libreria della casa madre dove fu rinvenuto casualmente da padre Gabriel Deshayes (poi fondatore dei Fratelli di San Gabriele) il 29 aprile 1842.
Il manoscritto si presentava con diverse pagine mancanti nella parte iniziale e alcune alla fine. Insieme con le pagine iniziali si era perso anche il titolo. Nel testo l'unico riferimento al titolo sembra essere nell'ottavo capitolo dove tratta delle pratiche della devozione a Maria: «come ho già detto nella prima parte di questa preparazione al Regno di Gesù Cristo»,Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, 227 il titolo "Trattato della vera devozione alla Santa Vergine" venne quindi deciso dal superiore dei monfortani al momento della pubblicazione avvenuta l'anno successivo.
L'opera Il "Trattato" è suddiviso in tre parti.
Parte prima: la necessità della devozione a Maria Nella prima parte san Grignion de Montfort espone la sua dottrina mariana incentrata sulla necessità di una devozione a Maria, in quanto la reputa il mezzo più sicuro e necessario per consacrarsi a Dio, e questo perché: «Se la santissima Vergine è necessaria a Dio, di una necessità detta ipotetica, e cioè derivante dalla sua volontà, bisogna dire che ella è ancor più necessaria agli uomini per raggiungere il loro ultimo fine. [...]».Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 39
Parte seconda: le cinque verità fondamentali Spiegato quindi che ci deve essere una devozione mariana, nella seconda parte san Grignion de Montfort spiega come deve essere questa particolare devozione e inizia fissando le "verità fondamentali" della devozione a Maria cioè: «1. Gesù Cristo, nostro Salvatore, vero Dio e vero uomo, deve essere il fine ultimo di ogni nostra devozione. Diversamente sarebbe devozione falsa e ingannatrice. [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 61 «2. Da ciò che Gesù Cristo è nei nostri confronti, bisogna concludere con l'ApostoloSi riferisce alla Prima lettera ai Corinzi di San Paolo,Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 68 che noi non ci apparteniamo più, ma siamo totalmente suoi, come sue membra e suoi «schiavi» comprati ad un prezzo infinitamente caro, a prezzo cioè di tutto il suo sangue.
«3. Di solito le nostre migliori azioni sono macchiate e corrotte dalle inclinazioni cattive che sono in noi. [...] È perciò importantissimo vuotarci di quanto in noi c'è di male se si vuole acquistare la perfezione che si trova soltanto nell'unione con Gesù Cristo; altrimenti Nostro Signore, che è infinitamente puro e odia all'estremo anche la minima macchia nell'anima, ci allontana da sé e non si unisce a noi.»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 78 «4. È cosa più perfetta, perché più umile, non accostarsi da soli a Dio senza un mediatore.[...] Infatti, non senza motivo, Dio ci ha dato dei mediatori presso la sua Maestà. Ha visto la nostra indegnità e incapacità ed ha avuto compassione di noi. Per renderci accessibili le sue misericordie, ci ha provvisti di intercessori potenti presso la sua Maestà. Ebbene, trascurare tali mediatori e avvicinarsi direttamente alla santità di Dio senza alcun appoggio, è mancare di umiltà e di rispetto a un Dio così eccelso e così santo. [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 83 «5. Data la nostra debolezza e fragilità, ci è molto difficile mantenere le grazie e i tesori ricevuti da Dio.».Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 87
Le 7 false devozioni e la vera devozione Dopo aver spiegato le basi teologiche della devozione mariana, san Grignion de Montfort presenta la "vera devozione" partendo dalle "false devozioni", ossia ciò che la devozione mariana non deve essere:
«È dunque molto importante conoscere, in primo luogo, le false devozioni alla santissima Vergine per evitarle, e la vera per abbracciarla; in secondo luogo, fra tante pratiche differenti della vera devozione alla santa Vergine, qual è la più perfetta, la più gradita alla santa Vergine, la più gloriosa per Dio e la più santificante per noi, per farla propria.Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 91 Trovo sette specie di falsi devoti e di false devozioni alla santa Vergine, cioè: 1) i devoti critici; 2) i devoti scrupolosi; 3) i devoti esteriori; 4) i devoti presuntuosi; 5) i devoti incostanti; 6) i devoti ipocriti; 7) i devoti interessati.».Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 92
I "devoti critici" sono: «[...] dotti orgogliosi, spiriti forti e presuntuosi, che in fondo hanno una certa qual devozione alla Vergine santa, ma criticano come contrarie al loro gusto quasi tutte le pratiche di pietà che le persone semplici compiono ingenuamente e santamente in onore della Madonna. [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 93 i "devoti scrupolosi" sono: «[...] persone che temono di disonorare il Figlio onorando la Madre; di abbassare l'uno innalzando l'altra. [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 94 i "devoti esteriori" sono: «[...] persone che fanno consistere tutta la devozione a Maria in pratiche esterne. [...] Recitano molti rosari, ma in fretta. Ascoltano parecchie messe, ma senza attenzione. Prendono parte a processioni, ma senza devozione. Si iscrivono a tutte le confraternite mariane, ma senza emendare la propria vita, né vincere le proprie passioni, né imitare le virtù di questa Vergine santissima. [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 96 i "devoti presuntuosi" sono: «[...] peccatori in balia delle loro passioni e amanti del mondo. Sotto il bel nome di cristiani e di devoti della Vergine santa nascondono o l'orgoglio o l'avarizia o l'impurità o l'ubriachezza o la collera o la bestemmia o la maldicenza o l'ingiustizia, ecc. [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 97 i "devoti incostanti" sono: «[...] coloro che sono devoti della Vergine santa soltanto ad intervalli e secondo il capriccio. [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 101 i "devoti ipocriti" sono coloro che: «nascondono i loro peccati e le loro malvagie abitudini sotto il manto di questa Vergine fedele, per apparire agli occhi degli altri diversi da quello che sono.»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 102 e infine i "devoti interessati" sono: «[...] quelli che ricorrono alla Vergine santa solo per vincere processi, evitare pericoli, guarire dalle malattie o per altre necessità del genere. Senza queste necessità, la dimenticherebbero. [...]».Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 103
Conclude quindi la seconda parte presentando la "vera devozione", cioè presentando le pratiche interiori e ed esteriori e spiegando quello che la devozione deve essere: «Scoperte e condannate le false devozioni alla Vergine santa, bisogna definire brevemente quella vera. Essa è: 1. interiore; 2. tenera; 3. santa; 4. costante; 5. disinteressata».Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 105
È "interiore" cioè: «[...] parte dalla mente e dal cuore; deriva dalla stima che si ha di lei, dall'alta idea che ci si forma delle sue grandezze e dall'amore che le si porta.»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 106 è "tenera" cioè: «[...] piena di fiducia nella Vergine santa, di quella stessa fiducia che un bambino ha nella propria mamma. Essa spinge l'anima a ricorrere a Maria, in tutte le necessità materiali e spirituali, con molta semplicità, fiducia e tenerezza [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 107 è "santa" cioè: «[...] conduce l'anima ad evitare il peccato e ad imitare le virtù della Vergine [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 108 è "costante" cioè: «[...] conferma l'anima nel bene e la induce a non abbandonare facilmente le pratiche di pietà [...]»;Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 109 e infine è "disinteressata" cioè: «[...] muove l'anima a non ricercare sé stessa, ma Dio solo nella sua santa Madre. Un vero devoto di Maria non serve questa augusta Regina per spirito di lucro e di interesse, per il proprio bene temporale o eterno, corporale o spirituale, ma unicamente perché ella merita di essere servita, e Dio solo in lei».Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 110
Parte terza: la consacrazione totale a Cristo per mezzo di Maria Nella terza parte san Grignion de Montfort espone il punto centrale della sua dottrina mariana, ovvero la consacrazione totale a Cristo per mezzo di Maria:
«[...] Bisogna darle tutto quanto abbiamo nell'ordine della natura e della grazia e tutto quanto potremo avere nell'ordine della natura, della grazia o della gloria. [...] E ciò per tutta l'eternità e senza pretendere né sperare altra ricompensa per la nostra offerta e il nostro servizio che l'onore di appartenere a Gesù Cristo per mezzo di Maria e in Maria, quand'anche questa amabile sovrana non fosse, come lo è sempre, la più generosa e la più riconoscente delle creature.»Trattato di vera devozione alla Santa Vergine, 121
San Grignion de Montfort elenca quindi i "motivi che devono farci apprezzare questa consacrazione e gli effetti che questa produce" e, come ha sempre fatto nelle altre parti del "Trattato", spiega questa via di consacrazione usando come esempi alcuni episodi biblici, in particolare la storia di Rebecca e Giacobbe, dove quest'ultimo rappresenta i consacrati mentre il fratello Esaù, i reprobi cioè i non devoti o i falsi devoti, e in questo modo spiega come queste due categorie si comportano nei confronti di Maria e cosa lei fa per loro.