L'incensazione è un rito della liturgia della Chiesa cattolica con il quale si onorano luoghi, oggetti o persone dirigendo verso di loro il fumo odoroso emanato da qualche grano di incenso posto su carboni ardenti all'interno del turibolo.

Rito romano Nella messa

In qualsiasi forma della messa è facoltativa l'incensazione: della croce dell'altare e dell'altare stesso, all'inizio della messaOGMR 49 e 123; del libro, alla proclamazione del VangeloOGMR 134; delle offerte (pane e vino), della croce e dell'altare, e poi del sacerdote e del popolo, alla presentazione delle offerteOGMR 75 e 144; dell'ostia e del calice, alla loro presentazione dopo la consacrazioneOGMR 150;

In qualsiasi messa si può usare l'incenso nella processione d'ingresso e in quella verso l'ambone in vista della proclamazione del Vangelo.OGMR 276

All'inizio della messa viene fatta l'incensazione anche di reliquie e di immagini dei santi esposte alla pubblica venerazione.OGMR 277

Nel triduo pasquale si prevede l'incensazione: del Santissimo Sacramento, prima e dopo la processione all'altare della reposizione il Giovedì Santo seraMissale Romanum 2002, p. 311; del libro e del cero pasquale, alla proclamazione del Preconio pasqualeMissale Romanum 2002, p. 341;

Non si usa l'incenso alla proclamazione della Passione nella Domenica delle PalmeMissale Romanum 2002, p. 134

Altre liturgie del rito romano

Nel rito di commiato che segue la messa esequiale si incensa il cadavere nella bara, "onore reso al corpo del defunto come tempio dello Spirito Santo" Nella liturgia delle ore, mentre si esegue alle lodi mattutine e ai vespri il cantico evangelico (Benedictus e Magnificat), si può incensare l'altare e poi anche il sacerdote e il popolo. Nella benedizione eucaristica, se si usa l'ostensorio, si incensa il Santissimo Sacramento subito dopo l'esposizione e di nuovo immediatamente prima della benedizione

Come si incensa nel rito romano

Prima e dopo l'incensazione si fa un profondo inchino alla persona o alla cosa che viene incensata, ma non all'altare e alle offerte per il sacrificio della messa.

Chi incensa "regge con la sinistra le catenelle a cui è appeso il turibolo, alla loro estremità; con la destra, invece, le medesime catenelle unite assieme, vicino al turibolo e tiene il turibolo in modo che possa comodamente guidarlo in avanti e ritrarlo indietro verso di sé".Caeremoniale Episcoporum, ed. 1886, 1, XXIII, 4, citato in Cerimoniale dei Vescovi , 91 Non è necessario battere il vaso del turibolo contro le catenelle."It is not necessary to let the bowl strike the chains" (Peter J. Elliott, Ceremonies of the Modern Roman Rite (Ignatius Press 2011), n. 219 +Quante volte incensare: in verticale il numero di tiri, in orizzontale il numero di incensazioni di cui è composto il tiro.Due colpiTre colpiDoppia ripetizioneLe reliquie dei santi Le immagini dei santi/Tripla ripetizioneLe offerte per il sacrificio della messa La croce dell'altare

L’evangeliario

Il cero pasquale

Il sacerdote celebrante e i concelebranti

Il PopoloLa reliquia della Santa Croce Le immagini del Signore

Il Santissimo Sacramento Le offerte (pane e vino) per la messa, invece che con i tre colpi, possono essere incensate facendo sopra di esse il segno della croce con il turibolo.

Con singoli colpi si incensa l'altare girandogli attorno o, se esso è addossato alla parete, passandone prima la parte destra, poi la sinistra.

Note

Voci correlate Turibolo Turiferario Navetta portaincenso Incenso

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