Cfr. .Nella letteratura botanica di lingua francese, il biografato è indicato, a volte, come Vincent de Cesati (ad esempio cfr. ) così come in alcune fonti italiane tradotte dal francese dove è denominato Vincenzo de Cesati. L'aggiunta del de davanti al cognome fatta da alcuni autori francesi deriva, probabilmente, dalla consuetudine di preporre questa particella ai cognomi di origine alto borghese o nobiliare. In effetti il biografato era barone e discendeva dall'antica e nobile famiglia Cesati, di cui era capostipite un Massimiliano (1430-1510) regio ducale referendario della città di Vigevano (cfr.Secondo , Cesati non sarebbe morto a Napoli, ma a Vercelli. In effetti Vercelli era la seconda patria di Cesati dove lui, patriota anti austriaco, trovò rifugio dopo il fallimento della rivoluzione lombarda del 1848 alla quale aveva attivamente partecipato. Ma Cesati morì a Napoli, come riportato dalla quasi totalità delle fonti biografiche, mentre a Vercelli fu sepolto, in esecuzione delle sue ultime volontà espresse al figlio Massimiliano (cfr. .

Biografia Vincenzo Cesati, barone di Vigadore, nacque da Massimiliano, consigliere del Consiglio di guerra di Corte austriacoIl padre di Cesati, Massimiliano, era giureconsulto collegiato di Vigevano e feudatario di Vigadore (cfr. e dalla marchesa Barbara Durazzo di Genova.Cfr. .

La formazione giovanile e gli studi a Vienna Ancora giovanissimo, manifestò grande interesse per la storia naturale ed un'autentica passione per la botanica. Si avvicinò da autodidatta a questa disciplina formando da solo la sua cultura scientifica, poiché non gli fu permesso di seguire un percorso specifico di studi universitari. Soggetto infatti all'autorità del padre, che lo voleva «successore della sua carica, dei suoi onori e delle sue tendenze», fu indirizzato, quattordicenne, agli studi classici e poi a quelli giuridici e diplomatici presso il Collegium Theresianum di Vienna per essere «educato nobilmente, come si convenia a perfetto gentiluomo».Cfr. .

Il periodo lombardo (1829-1848) e la partecipazione ai moti insurrezionali antiaustriaci Conseguita la laurea in giurisprudenza nel 1829,Cfr. . tornò a Milano e, rifiutando la carriera diplomatica alla quale il padre lo aveva destinato, trovò un impiego prima come praticante di concetto presso la Direzione Generale di Polizia,Cfr. . poi come funzionario amministrativo presso la Delegazione provinciale, prima a Milano e poi in diverse province lombarde che erano allora governate dall'Austria. Questi incarichi, che tenne per quasi vent'anni fino al 1848, gli consentirono di coltivare la sua vera passione, la scientia amabilisCfr. . che, oltre allo studio, lo portava a compiere frequenti esplorazioni botaniche alla ricerca di specie rare per il suo erbario e a scoprirne di nuove da descrivere e determinare.Cfr. .A Milano iniziò anche a frequentare la casa del nobile austriaco Maurizio Rainer De HaarbachCfr. . dove si incontravano alcuni giovani naturalistiTra gli altri il micologo Carlo Vittadini, il botanico crittogamista Giuseppe De Notaris, lo zoologo, botanico, e Geologo Giuseppe Balsamo Crivelli e alcuni appassionati cultori delle scienze naturali quali il medico Fortunato Pestalozza, lo psichiatra Luigi Mongeri e il capitano dell’esercito austriaco e raccoglitore dilettante di piante Albert (o Adalbert) Bracht (cfr. ) che sarebbe morto nella battaglia di Custoza. Successivamente strinse rapporti con tantissimi altri naturalisti, e non solo con quelli che operavano nell'Italia settentrionale, non disdegnando ad accogliere tra i suoi corrispondenti persone che, seppur attive nei loro ristretti ambiti locali, erano disponibili ad inviargli campioni di Flora della propria zona per arricchire le sue collezioni botaniche. Tra questi c'erano sia specialisti come il lichenologo Francesco Baglietto, i micologi Carlo Antonio Venturi e Pier Andrea Saccardo, i botanici Giorgio Jan, Elia Zersi, Giuseppe Giacinto Moris, Giuseppe Gibelli, Giovanni Passerini, Théodore Caruel, Pietro Savi, Muzio Tommasini, Bartolomeo Biasoletto, Santo Garovaglio, Odoardo Beccari, Roberto de Visiani, Antonio Maurizio Zumaglini, Onorato Ardoino, Augusto Gras e tanti altri, sia cultori appassionati della botanica come Emanuel von Friedrichsthal, l'abate Antonio Carestia ed il conte mantovano Luigi d’Arco (cfr. ).

Negli anni a seguire la sua rete di conoscenze, di amicizie e di corrispondenze si arricchì di tantissimi nuovi contatti travalicando i confini nazionali. Tra gli altri Cesati corrispondeva con i botanici Ferdinand von Mueller dall'Australia, Ladislau Netto dal Brasile, Joseph-Louis Bonjean, Casimir Roumeguère e Camille Montagne dalla Francia, Gottlob Ludwig Rabenhorst e Alexander Braun dalla Germania, Stephan Endlicher dall'Austria, solo per ricordarne alcuni. accomunati dalla stesso interesse per la botanica e intenzionati a promuovere un movimento di ricerche sulla storia naturale della Lombardia.Cfr. .

Nel settembre 1840 Cesati fu trasferito a Como, presso la locale Delegazione provinciale con l'incarico di terzo aggiunto di delegato.Cfr. . Vi restò due anni fino al 7 aprile 1843 quando fu promosso a relatore della Congregazione provinciale di Brescia.Cfr. e . A Brescia rimase quasi cinque anni, fino al 9 gennaio del 1848, quando fece ritorno a Como in qualità di primo aggiunto di delegatoCfr. . e successivamente. il 18 marzo dello stesso anno, come Delegato dell' I. R. Delegazione provinciale di quella città.Cfr. .

Proprio allora in Lombardia scoppiarono i primi moti insurrezionali anti austriaci, preparatori della Prima Guerra di Indipendenza Italiana e Cesati, di idee liberali e sentimenti patriottici, partecipò attivamente alle vicende risorgimentali di quel periodo.Agli avvenimenti del 1848 in Lombardia presero parte anche altri botanici. Tra questi ce ne sono due riconducibili a Cesati: Albert Bracht e Giuseppe Antonio Pasquale. Bracht, capitano nel 52º Reggimento Arciduca Franz Carl dell'esercito austriaco morto nella battaglia di Custoza del 25 luglio 1848, faceva parte del sodalizio di giovani naturalisti frequentato, a Milano, da Cesati di cui era amico e corrispondente (cfr. e di cui condivise la proposta di istituire un Giornale Botanico Italiano che vedrà il primo numero pubblicato a Firenze nel 1844 (cfr. Pasquale, che combatté nella battaglia di Curtatone e Montanara nel maggio 1848, sarebbe diventato coadiutore di Cesati alla cattedra di botanica ed alla direzione del R. Orto di Napoli dal 1867 al 1882 (cfr. Presidente della Congregazione provinciale di Como, non solo non volle adottare misure repressive contro gli insorti come gli avrebbe imposto la sua funzione, ma «alla testa della popolazione» combatté contro le truppe austriache e poi a Milano, col Governo provvisorio, contribuì attivamente alla liberazione della città.

Il 27 marzo, il Governo provvisorio di Como lo incaricò di reggere ancora la Delegazione ed il 22 aprile il Governo provvisorio centrale della Lombardia lo confermò Presidente della Congregazione provinciale. Ma il 5 agosto,Cfr. . dopo la sconfitta dell'esercito piemontese di Carlo Alberto di Savoia, a Custoza ed il ritorno degli austriaci nel Lombardo-Veneto,Con l'armistizio Salasco del 9 agosto 1848, l'Impero austriaco rientrò nei suoi antichi confini, quelli stabiliti nel 1815 dal Congresso di Vienna, che conserverà per altri 11 anni. fu costretto ad abbandonare precipitosamente la città.

L'esilio a Lugano ed il ventennio vercellese (1848-1867) Fuggito esule in Svizzera, Cesati soggiornò a Lugano per alcuni mesi.

Per ritorsione del Governo austriaco subì la confisca e la vendita di tutti i suoi beni, nonché la perdita del materiale scientifico accumulato in quegli anni tra cui gli appunti di micologia sui quali stava allora lavorando per una monografia sui funghi già cominciata ed il materiale preparatorio per il quarto ed il quinto fascicolo di una IconographiaCesati . della flora italiana che resterà incompiuta.Cfr.

Tornato in Italia, Cesati si stabilì a VercelliCesati giunse Vercelli, dove vivevano da tempo i suoi genitori, e vi soggiornò per breve tempo nel settembre del 1848. Vi ritornò, per stabilirvisi definitivamente, il 28 novembre di quello stesso anno (cfr. ). che divenne così la sua seconda patria e dove rimase per quasi vent'anni, fino al 1867.

A Vercelli iniziò ad insegnare storia naturaleCesati fu nominato, per meriti (cfr. ) nel novembre del 1850 (cfr. ) sulla cattedra di storia naturale che era di recentissima istituzione nel Regno di Sardegna (cfr. ). presso il Collegio nazionale (Real Collegio) di Via San CristoforoCfr. e, nell'aprile del 1854, fu nominato direttore agli studi delle Scuole tecniche speciali, patrocinate dal Comune, presso il nuovo Collegio-convitto nazionale.Con R. Decreto del 10 ottobre 1850, le scuole pubbliche di Vercelli, chiamate Collegio e gestite, dal 1833, dai Chierici regolari di San Paolo (Barnabiti) nella sede di via San Cristoforo, furono dichiarate statali e presero il nome di Collegio nazionale. Nel novembre del 1853, a seguito della rinuncia dei Barnabiti, il Collegio fu trasferito nei locali dell’ex collegio dei Gesuiti, accanto al Convitto Dal Pozzo, costituendo un unico Collegio-Convitto Nazionale, dando attuazione alla legge 4 ottobre 1848 (cfr. Su proposta di Celestino Peroglio, e di altri «benemeriti cittadini» che si offrirono «di attendere gratuitamente all'insegnamento» i corsi tradizionali furono ampliati ed il 3 marzo 1854 fu inaugurata a Vercelli la prima Scuola Speciale Tecnica d'Italia (cfr. Nel 1860 queste scuole furono convertite in Istituto Tecnico«Per volontà e merito dell’allora direttore Barone Vincenzo Cesati» (cfr. e). (diventato dal 2007, Istituto di Istruzione Superiore "Camillo Cavour") e Cesati ne fu il primo Preside. Tenne la presidenza sino al dicembre del 1867,Cesati lasciò «una straordinaria impronta nella cultura scientifica vercellese e nell'organizzazione dell'Istituto, a cominciare dalla realizzazione del Gabinetto di Scienze, tuttora dotato di raccolte e strumenti cui mise mano personalmente con l'avvedutezza dell'uomo di scuola, più che mai conscio dell'emergenza scientifico-tecnica del momento» (cfr. quando lasciò Vercelli per trasferirsi a Napoli, nominato professore di botanica presso la R. Università.Cfr. .

Il periodo napoletano (1867-1883) e la direzione del R. Orto botanico Cesati vinse il concorso per titoli alla cattedra di botanica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e presso la Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali. Assunse anche come titolare la direzione del R. Orto botanico,Cfr. subentrando a Giuseppe Antonio Pasquale, che svolgeva ad interim questi incarichi, rimasti vacanti per la morte di Guglielmo Gasparrini, il 28 giugno del 1866.Guglielmo Gasparrini era professore ordinario di botanica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e presso la Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali della R. Università di Napoli, nonché Direttore del R. Orto botanico e Preside della sezione di Scienze fisiche e naturali presso la stessa Università (cfr.Verso la fine del 1865 Gasparrini si ammalò gravemente e Pasquale, suo coadiutore dal 1863, fu chiamato a supplirlo sia nell'insegnamento sia nella direzione dell’Orto. Morto Gasparrini, Pasquale fu nominato, per l'anno accademico 1866-67, professore straordinario e direttore incaricato (cfr. Nel 1867, Pasquale partecipò al concorso per titoli alla cattedra di botanica presso la R. Università di Napoli e alla direzione dell'Orto, in competizione con Cesati. L'esito del concorso fu favorevole a Cesati (che risultò primo con 50 punti) e Pasquale (terzo con 38 punti) fu riconfermato coadiutore del nuovo direttore, incarico che svolse fino al 1883 assieme a Gaetano Licopoli (cfr. e ). L'opera di Cesati come Direttore del R. Orto botanico fu «laboriosa e non sempre apprezzata adeguatamente».Cfr. .